• <b>Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)</b><br>"Pagare milioni ed essere perdenti? No a un'ONU politica". Manifesto di un comitato di contribuenti contro l'adesione della Svizzera all'ONU, realizzato in vista della votazione del 3.3.2002 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)</b><br>Manifesto del comitato romando per l'adesione della Svizzera all'ONU, realizzato in vista della votazione del 3.3.2002 (Bibliothèque de Genève).

Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)

L'Org. intern. delle Nazioni Unite (ONU), cui aderivano 193 Stati nel 2011, si prefigge di salvaguardare la pace e la sicurezza nel mondo, di sviluppare relazioni amichevoli tra i Paesi e di realizzare la cooperazione intern., in particolare promuovendo il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Quando la Conferenza delle Nazioni Unite per l'organizzazione intern. - coalizione istituita nel gennaio del 1942 per combattere le potenze dell'Asse - fu convocata a San Francisco nell'aprile del 1945, la seconda guerra mondiale non si era ancora conclusa. La Svizzera neutrale offriva ancora importanti servizi ai belligeranti, attraverso i Buoni uffici e l'azione umanitaria a nome della Croce Rossa. In tali circostanze, le Nazioni Unite non tentarono neppure di invitare la Conf. a partecipare alle trattative per la stesura del loro Statuto, adottato il 26.6.1945.

Contrariamente al Patto della Società delle Nazioni (SdN), che aveva indicato Ginevra come sede, lo Statuto delle Nazioni Unite lasciava aperta la questione; nel 1946 la scelta cadde poi su New York. A seguito della cessione del Palazzo delle Nazioni all'ONU nel 1946, Ginevra (sede europea della nuova org.) e la Svizzera intrattennero relazioni privilegiate con quest'ultima. Il 19.4.1946 fu firmata la convenzione sull'Ariana tra la Svizzera e l'ONU, che riguardava i diritti e i doveri relativi all'utilizzo del Palazzo delle Nazioni; venne inoltre stipulato un accordo sui privilegi e sulle immunità concessi ai funzionari intern. L'8.11.1946 l'Assemblea generale prese atto dell'impegno del Consiglio fed. di autorizzare in Svizzera tutti i servizi e le riunioni istituiti o convocati dall'ONU, fatto salvo che la Conf. non fosse ritenuta responsabile di tali attività e che alcuna operazione militare venisse diretta dal territorio sviz.

La Svizzera ricoprì una posizione centrale nel sistema ONU e durante il suo sviluppo, soprattutto in occasione della creazione delle numerose agenzie di cooperazione intern. Senza essere membro dell'ONU, la Conf. fece parte di queste ultime, assumendovi un ruolo privilegiato (talvolta eccezionale). Dal 1947 la Guerra fredda diede nuovamente un senso alla politica di Neutralità. Per aderire all'ONU, la Svizzera avrebbe preteso un esplicito riconoscimento del suo status di Paese neutrale, come era avvenuto nell'ambito della SdN. Dato che una tale richiesta non aveva alcuna possibilità di essere accettata, il Consiglio fed. preferì rinunciare all'adesione, consapevole che il popolo non l'avrebbe accettata senza la garanzia del rispetto della neutralità. Al fine di evitare l'isolamento e di mostrare la propria disponibilità a condividere gli obiettivi di pace dell'ONU, la Conf. si sforzò di essere attiva in seno alle org. specializzate, mettendo a disposizione funzionari o partecipando ad attività specifiche. Dal 1953 fece parte della commissione delle nazioni neutrali per la sorveglianza dell'armistizio in Corea, mandato che ricopriva ancora all'inizio del XXI sec. Ginevra ospitò inoltre numerose conferenze intern., in particolare quella che mise fine al conflitto in Indocina (1954), quella sull'impiego pacifico dell'energia nucleare (1955) e la riunione dei Quattro Grandi (1955). Creando la Fondazione degli immobili per le org. intern. (FIPOI), che dal 1964 ha finanziato la costruzione e l'acquisto di immobili per un valore di 974 milioni di frs. (2010), la Svizzera favorì l'insediamento di diversi servizi dell'ONU e lo sviluppo delle Organizzazioni internazionali specializzate, quali l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), l'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI), l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT).

La collaborazione elvetica ai programmi di aiuto tecnico, umanitario ed economico dell'ONU fece sorgere a più riprese la questione dell'adesione. Nel 1967 un postulato del Consigliere nazionale Willy Bretscher riaprì la discussione. I numerosi rapporti elaborati dal Consiglio fed. sfociarono in un progetto di legge, che fu respinto dal popolo il 16.3.1986. Il dibattito venne rilanciato una decina di anni più tardi; nel 1998 il Consiglio fed. confermò l'obiettivo di una rapida adesione. Il 3.3.2002 un'iniziativa popolare in tal senso è stata accettata dal popolo e dai cant. con il 54,6% di voti favorevoli. Il 10.9.2002 la Svizzera è stata accolta in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il cambiamento di attitudine del popolo tra il 1986 e il 2002 è essenzialmente riconducibile alla trasformazione del sistema intern. dopo la fine della Guerra fredda. Nel 1992 la Conf. aveva già aderito al Fondo monetario internazionale (FMI) e alla Banca mondiale. A lungo paralizzata dal confronto tra est e ovest, l'ONU sembrava aver ritrovato la sua vocazione universale; in questo nuovo contesto, la neutralità non costituiva più un ostacolo.

<b>Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)</b><br>"Pagare milioni ed essere perdenti? No a un'ONU politica". Manifesto di un comitato di contribuenti contro l'adesione della Svizzera all'ONU, realizzato in vista della votazione del 3.3.2002 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/><BR/>
"Pagare milioni ed essere perdenti? No a un'ONU politica". Manifesto di un comitato di contribuenti contro l'adesione della Svizzera all'ONU, realizzato in vista della votazione del 3.3.2002 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)</b><br>Manifesto del comitato romando per l'adesione della Svizzera all'ONU, realizzato in vista della votazione del 3.3.2002 (Bibliothèque de Genève).<BR/>
Manifesto del comitato romando per l'adesione della Svizzera all'ONU, realizzato in vista della votazione del 3.3.2002 (Bibliothèque de Genève).
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Dalla sua adesione all'ONU, la Svizzera è attiva in tutti gli ambiti che coincidono con i suoi obiettivi di pace e di cooperazione intern. Pur impegnandosi soprattutto a favore della promozione dei diritti umani, spec. in occasione della creazione del Consiglio dei diritti dell'uomo nel 2006, la Conf. non ha trascurato gli interessi nazionali, e cioè difendere e promuovere Ginevra quale sede di agenzie e servizi dell'ONU di fronte alla concorrenza di altri Paesi. Mettere a disposizione dell'ONU esperti e diplomatici rappresenta un'altra sfida costante per le autorità elvetiche. L'ex Consigliere fed. Joseph Deiss ha presieduto dal 2010 al 2012 l'Assemblea generale dell'ONU a New York.

Più di 25'000 funzionari erano attivi nel 2010 in Svizzera nel settore pubblico intern. (4000 dei quali presso le missioni diplomatiche permanenti a Ginevra), a questa cifra va aggiunto un numero sempre crescente di impiegati delle org. intern. non governative. Si tratta di un'importante opportunità tanto sul piano economico quanto per l'immagine del Paese nel mondo. Dalla sua adesione la Conf. ha aumentato il proprio contributo al budget dell'ONU, passando da più di 469 milioni di frs. nel 1999 (compresi i finanziamenti alle istituzioni specializzate) a oltre 651 milioni nel 2005. Essa figura al sedicesimo posto fra i finanziatori del budget ordinario dell'ONU (2012).


Fonti
– «Rapporto del Consiglio federale sulle relazioni della Svizzera con l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)», in Foglio federale, 1969-
– «Messaggio sull'iniziativa popolare "per l'adesione della Svizzera all'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)" del 4 dicembre 2000», in Foglio federale, 2001, 1035-1126
DDS, 16-
Bibliografia
– R. P. Haegler, Schweizer Universalismus, UNO-Partikularismus, 1983
– A. Fleury, «La relance de la Genève internationale après la Seconde Guerre mondiale», in Genève et la paix - acteurs et enjeux, a cura di R. Durand, 2005, 523-540

Autrice/Autore: Antoine Fleury / frm