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Comune patriziale

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Collettività di diritto pubblico i cui membri possiedono la medesima attinenza di una località, il com. patriziale amministra in genere i propri beni (beni patriziali), purché tale compito non sia demandato a una Corporazione comunale o ad altro ente. Il com. patriziale si distingue da altre istituzioni locali quali il Comune vero e proprio (politico o degli ab.) e il Comune parrocchiale. Le sue denominazioni variano a seconda della regione e del cant.: bourgeoisie (basso Vallese e Friburgo), commune bourgeoise (Giura), Bürgergemeinde (termine generico nei diversi cant. germanofoni), Burgergemeinde (alto Vallese e Berna), Ortsbürgergemeinde (Uri e Argovia), Ortsgemeinde (San Gallo e Turgovia), vischnanca burgaisa (Grigioni) e Tagwen (Glarona). Il com. patriziale, che nel Ticino è chiamato "patriziato" e trae origine dall'antica Vicinanza, di cui è il successore giur., non esiste nei cant. Ginevra, Neuchâtel, Nidvaldo, Svitto e Vaud; il Giura bernese e il cant. Giura conoscono la Commune mixte, una forma mista fra com. politico e patriziale.

I diversi tipi di com. patriziale presentano forti differenze sul piano dell'organizzazione, delle competenze e delle attività: mentre in molte località i compiti esecutivi sono stati trasferiti al com. politico, cosicché spesso l'assemblea (Assemblea comunale) rappresenta l'unico organo del com. patriziale, altrove, e soprattutto nelle città, quest'ultimo esercita il diritto all'autogestione ed è dotato di un proprio organo esecutivo (a Berna e Basilea perfino di un parlamento). In alcuni cant. ancora oggi spetta al com. patriziale concedere l'attinenza com., senza la quale è impossibile acquisire il Diritto di cittadinanza sviz. In molti casi, inoltre, il com. patriziale opera nella sfera sociale, gestendo ospedali, case per anziani o per i giovani, assegnando borse di studio e assistendo disoccupati, disabili o tossicodipendenti; talvolta esso è anche impegnato in ambito culturale, ad esempio sostenendo biblioteche e musei. Per svolgere questi compiti, a volte riscuote imposte oppure utilizza gli interessi del proprio patrimonio.

Gli inizi del com. moderno risalgono alla Repubblica elvetica. La creazione della cittadinanza sviz. uguale per tutti (cittadini a pieno titolo, dimoranti e sudditi dei vecchi cant.) fu causa di conflitti, perché gli ab. agiati di città e villaggi non volevano spartire i propri diritti su boschi, terreni e altri beni comuni con i "nuovi cittadini", divenuti anch'essi titolari dell'attinenza com. ma in genere più poveri. La soluzione di compromesso adottata nella legislazione dell'Elvetica sui com. è in vigore ancora oggi: l'insieme dei cittadini domiciliati costituisce il com. politico o degli ab., all'interno del quale vengono esercitati i diritti politici, mentre l'utilizzo dei beni comuni è rimasto riservato agli attinenti locali di antica data (patrizi), riuniti appunto nel com. patriziale. Durante la Mediazione e spec. la Restaurazione, in molti cant. venne reintrodotto il principio dell'attinenza; il com. politico venne cioè abolito e l'esercizio dei diritti politici venne ristretto ai soli cittadini patrizi. Nella Rigenerazione i moti rivoluzionari liberali riuscirono a riaffermare il principio del domicilio in alcuni cant., ma in altri il com. patriziale poté resistere ancora a lungo come organo politico; perfino nella città di Zurigo solo la legge del 1866 sui com. ristabilì il com. politico.

Nei rapporti fra com. patriziale e politico hanno svolto un ruolo importante i beni comuni. Se ad amministrarli provvedeva soltanto il com. patriziale, il com. politico dipendeva da quest'ultimo; la piena autonomia del com. politico si ebbe soltanto con la suddivisione del patrimonio comune in beni puramente patriziali e in altri utili alla collettività. Nella città di Berna, ad esempio, il com. ottenne il diritto di riscuotere imposte solo dopo la spartizione patrimoniale del 1852.

La Costituzione fed. del 1874 concesse infine a tutti i cittadini sviz. domiciliati in un com. i diritti politici anche a livello com. e cant., sottraendo così al com. patriziale la sua funzione di corpo elettorale ovunque l'avesse. Inoltre, dato che nelle città l'evoluzione demografica ridusse sempre più la quota di patrizi rispetto alla pop. totale, il com. patriziale perse gran parte dell'importanza di un tempo. L'istituzione in quanto tale, tuttavia, non fu mai messa in discussione, e ciò potrebbe dipendere soprattutto dal fatto che il com. patriziale, utilizzando i propri beni, continuò a sostenere i costi dell'Assistenza pubblica, assegnatigli già nel XVI sec. Nel XX sec. la sfera sociale è divenuta gradualmente di competenza dello Stato e il com. patriziale vi partecipa su basi volontarie. Poche località (ad esempio la città di Lucerna) hanno di recente avviato la fusione fra com. patriziale e politico.


Bibliografia
– P. Caroni, Le origini del dualismo comunale svizzero, 1964
– M. Fürstenberger, Bewahren Helfen Fördern: 100 Jahre Bürgergemeinde Basel, 1976
– K. Buchmann, Die Bürgergemeinde - Idee und Wirklichkeit, 1977
– T. Julen, Das Burgerrecht im Oberwallis, 1978
– AA. VV., Die Burgergemeinde Bern, 1986
– L. Carlen, Die Bürgergemeinde in der Schweiz, 1988
– J. Dubas, Histoire de la bourgeoisie de Fribourg, 1992
– B. Sieber, Bürgergemeinde und Einwohnergemeinde der Stadt Luzern, mem. lic. Zurigo, 1996

Autrice/Autore: Basil Sieber / vfe