• <b>Sci</b><br>Fonte: Swiss Olympic  © 2011 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.
  • <b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Zweisimmen, realizzato nel 1945 da  Hugo Laubi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Montana, realizzato nel 1937 da  Oscar Rüegg (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Lenzerheide, realizzato nel 1944 da   Arnold Bosshard (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Les Diablerets, realizzato nel 1948 da   Martin Peikert (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Adelboden, realizzato nel 1947 da  Herbert Leupin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Davos, realizzato nel 1961 da  René Mühlemann (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Sci

Lo sci ha profondamente segnato e modificato lo spazio alpino nel XX sec., da un lato creando nuove opportunità economiche per un'ampia fascia della pop. (Sport invernali, Turismo), dall'altro contribuendo all'urbanizzazione e ai problemi ad essa connessi quali la pressione insediativa, l'aumento del traffico o l'incremento del prezzo dei terreni.

1 - Origini dello sci moderno

Le tracce dei primi sci risalgono all'età della Pietra: i reperti più antichi sono stati rinvenuti nei terreni paludosi della Scandinavia (sci di Kalvträsk, Svezia, 3200 a.C.). La storia dello sci moderno affonda le proprie radici in Norvegia, nella provincia di Telemark. Attorno al 1800 studenti norvegesi portarono i tradizionali sci rurali nella capitale Christiania (oggi Oslo), da dove quest'attrezzatura, ritenuta una novità, si diffuse con successo in Europa centrale, America e Australia. Contribuì alla sua popolarità pure il ricercatore polare norvegese Fridtjof Nansen con la sua traversata sugli sci della Groenlandia (1888). Impressionato dal racconto dell'avventura di Nansen, il glaronese Christoph Iselin, pioniere sviz. dello sci, nel gennaio del 1893 organizzò con l'ingegnere norvegese Olaf Kjelsberg una corsa sul passo del Pragel, per dimostrare la superiorità degli sci norvegesi sulle racchette impiegate in Svizzera. Queste ultime e le doghe locali per scivolare sulla neve, utilizzate per sec. da cacciatori, guardie forestali e contadini, ne uscirono chiaramente sconfitte.

Autrice/Autore: Reto Müller / frm

2 - Sci club e prime competizioni

Negli anni 1890-1900 lo sci, praticato fino ad allora spec. sui rilievi europei di media altezza, si diffuse anche nello spazio alpino. Il nuovo modello di attacco messo a punto dall'austriaco Mathias Zdarsky rese possibile effettuare le curve con la cosiddetta tecnica stem-christiania, segnando così una svolta rispetto alla tradizionale tecnica norvegese del telemark e la nascita del moderno sci alpino. Attorno al 1900 anche in Svizzera vennero fondati i primi sci club (Glarona nel 1893, Berna nel 1900, Zurigo nel 1901), ispirati ai modelli austriaci e ted. Nel 1904 15 ass., che contavano già ca. 700 soci, si riunirono nella Federazione sviz. di sci (FSS, oggi Swiss-Ski). I club organizzavano escursioni con gli sci, corsi e gare. Essi ingaggiarono come insegnanti di sci studenti norvegesi, fra cui in particolare Leif Berg e Thorleif Björnstad, che su incarico della FSS fecero conoscere la loro tecnica sciistica in tutta la Svizzera.

<b>Sci</b><br>Fonte: Swiss Olympic  © 2011 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/><BR/>
Medaglie svizzere nelle discipline sciistiche alle Olimpiadi invernali

L'evoluzione della tecnica di scivolamento influenzò lo sviluppo dello sci agonistico. Nelle prime gare di sci organizzate in Svizzera (nel 1902 a Glarona e sul Gurten nei pressi di Berna) i concorrenti si misuravano ancora in diverse discipline combinate, secondo il modello delle competizioni di Christiania. La prima gara con una lunga discesa, antesignana quindi delle competizioni di sci alpino, fu la Roberts of Kandahar Challenge Cup, disputata, su iniziativa del cittadino britannico Arnold Lunn, da Inglesi nel 1911 su un tracciato che andava dalla capanna del Wildstrubel fino a Crans-Montana. Il campionato inglese, che Lunn organizzò nel 1921 sul Lauberhorn, prevedeva ormai solo una gara di discesa. La cosiddetta rivoluzione di Kandahar promossa da Lunn fu accolta con scarso entusiasmo dagli sci club tradizionali. Contrariamente allo sci nordico (fondo e salto), lo sci alpino fu quindi escluso dalle prime edizioni dei giochi olimpici invernali a Chamonix (1924) - durante i quali fu fondata la Federazione intern. di sci (FIS) -, Sankt Moritz (1928) e Lake Placid (1932). Fu solo nel 1930 che la FIS, durante il suo congresso di Oslo, riconobbe le discipline dello sci alpino, slalom e discesa, inserite nel programma dei giochi olimpici di Garmisch-Partenkirchen nel 1936. I primi campionati del mondo di sci alpino ebbero luogo a Mürren nel 1931.

Autrice/Autore: Reto Müller / frm

3 - Popolarità e importanza economica

Se nel XIX sec. i pionieri dello sci erano ancora oggetto di scherno, nel XX sec. questo sport divenne presto un'apprezzata attività invernale. Negli anni 1920-30 la FSS raggruppava già più di 100 club per un totale di ca. 7000 membri (nel 2010 820 club e ca. 100'000 soci). Attorno al 1900 le stazioni alpine compresero il potenziale degli sport invernali, che offrivano la possibilità di avere una seconda stagione turistica accanto all'estate. Già nel 1904 località quali Sankt Moritz, Arosa, Davos, Engelberg, Grindelwald, Les Avants, Château d'Œx, Interlaken e Zweisimmen fiorirono grazie a questa nuova clientela.

Fabbricati inizialmente da numerose falegnamerie (come quelle di Richard Staub a Zurigo o di Josef Jakober a Glarona), gli sci furono in seguito prodotti da alcune aziende più grandi, quali Authier, Schwendener, Attenhofer o Stöckli. Solo quest'ultima riuscì a sopravvivere alla concorrenza intern.; alcuni produttori sviz. restano tuttavia attivi in settori specifici (attacchi per lo sci escursionistico, sci speciali).

L'esercito diede un contributo di rilievo alla diffusione dello sci. Rispetto ai Paesi limitrofi ne riconobbe relativamente tardi l'interesse quale mezzo di spostamento, ma il successo delle truppe del Gottardo nelle manifestazioni sportive vinse l'iniziale scetticismo del Dip. militare fed. Dal 1904 la FSS organizzò corsi di sci per militari e dopo la creazione delle truppe di montagna nel 1911 lo sci venne definitivamente introdotto nell'esercito durante la prima guerra mondiale. Ampie fasce della pop. ebbero dunque l'occasione di accostarsi a questo sport, creando così le premesse per la sua successiva rapida diffusione. Durante e dopo la seconda guerra mondiale prese piede la tradizione dei campi di sci settimanali per gli scolari, mentre l'insegnamento dello sci fu incoraggiato attraverso l'istruzione militare preparatoria. Tuttavia solo con la costruzione di impianti meccanici di risalita questo sport acquisì ampia popolarità e divenne un fenomeno turistico di massa. La prima sciovia fu installata a Davos nel 1934. Dagli anni 1950-60 il considerevole sviluppo delle Ferrovie di montagna fece dello sci il principale settore economico di molte valli alpine. Gli effetti negativi di questo sviluppo furono la dipendenza economica da una sola attività, le pesanti conseguenze sul fragile ecosistema alpino e i mutamenti della struttura dell'abitato (urbanizzazione, costruzione di residenze secondarie). Malgrado le condizioni climatiche sempre meno favorevoli alla pratica dello sci, all'inizio del XXI sec. questo sport godeva ancora di grande popolarità, grazie in particolare ad alcune innovazioni apparse negli anni 1980-2000 (monosci, tecnica del passo pattinato nello sci di fondo, snowboard, sci carving).

<b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Zweisimmen, realizzato nel 1945 da  Hugo Laubi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto turistico per la stazione di sci di Zweisimmen, realizzato nel 1945 da Hugo Laubi (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Montana, realizzato nel 1937 da  Oscar Rüegg (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto turistico per la stazione di sci di Montana, realizzato nel 1937 da Oscar Rüegg (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Lenzerheide, realizzato nel 1944 da   Arnold Bosshard (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto turistico per la stazione di sci di Lenzerheide, realizzato nel 1944 da Arnold Bosshard (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Les Diablerets, realizzato nel 1948 da   Martin Peikert (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto turistico per la stazione di sci di Les Diablerets, realizzato nel 1948 da Martin Peikert (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Adelboden, realizzato nel 1947 da  Herbert Leupin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto turistico per la stazione di sci di Adelboden, realizzato nel 1947 da Herbert Leupin (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Sci</b><br>Manifesto turistico per la stazione di sci di Davos, realizzato nel 1961 da  René Mühlemann (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto turistico per la stazione di sci di Davos, realizzato nel 1961 da René Mühlemann (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Autrice/Autore: Reto Müller / frm

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– W. Tschappu, 100 Jahre Skisport, 1993
100 Jahre Swiss-Ski, 2004
– J.-J. Bompard (a cura di), Encyclopédie du ski, 2005
– T. Busset, M. Marcacci (a cura di), Zur Geschichte des Wintersports, 2006

Autrice/Autore: Reto Müller / frm