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Châtillens

Com. VD, distr. Oron; (1141: Castellens). Villaggio situato sull'asse stradale Losanna-Bulle e sulla linea ferroviaria delle FFS Palézieux-Payerne. Sul suo territorio sorgono due ponti, risp. sui fiumi Broye e Grenet. Pop: 10 fuochi nel 1680, 87 ab. nel 1764, 98 nel 1803, 248 nel 1850, 297 nel 1880, 289 nel 1900, 223 nel 1950, 365 nel 2000. Nel 1137 un terzo di C. fu ceduto dall'abbazia di Saint-Maurice a quella di Hautcrêt, che verso la metà del XII sec. ricevette, anche da privati, gli altri due terzi. Fino alla secolarizzazione dell'abbazia, nel 1536, C. fece parte della signoria principale di Hautcrêt. In seguito fu incorporato nel baliaggio bernese di Oron (1557). Il villaggio si sviluppò intorno alle grange dell'abbazia. La chiesa parrocchiale, menz. dal XII sec., è di origine romanica ed è dedicata ai SS. Maurizio, Innocente e Pancrazio. Fu una celebre meta di pellegrinaggio, in quanto si riteneva che S. Pancrazio avesse il potere di far risorgere temporaneamente i bambini morti senza battesimo per amministrare loro il sacramento. Con la Riforma questa pratica fu abolita e venne creata la parrocchia di Oron-C. Nel 1814 C. si separò da Essertes e da Les Tavernes e divenne com. indipendente. Tra il XVIII sec. e il 1946 venne sfruttato, in modo discontinuo, un filone di lignite. Nei pressi della stazione sorgono oggi alcune piccole industrie. La percentuale di pendolari in uscita, soprattutto verso Losanna, è molto alta. Nel com. viene praticata un'agricoltura mista. Dal 1939 al 1984 a C. ebbe luogo un mercato mensile del bestiame, poi trasferito a Oron-la-Ville.


Bibliografia
– C. Pasche, La contrée d'Oron, 1895 (ried. 1988)
– A. Claude, Un artisanat minier: charbon, verre, chaux et ciments au Pays de Vaud, 1974, 117 sg., 135

Autrice/Autore: Olivier Frédéric Dubuis / pcr