Armenia

 © 2000 DSS e cartografia Kohli, Berna.
© 2017 DSS

Alla metà del XIX sec. si contavano ca. due milioni di Armeni nei territori dell'Impero ottomano e mezzo milione nel Caucaso russo. La rinascita degli Stati nazionali riaccese le speranze di questo popolo cristiano, privo di libertà dal 1375. Nel 1887 un gruppo di studenti armeni fondò a Ginevra il partito Hentchak, di orientamento socialdemocratico, che propugnava la lotta di liberazione nazionale. Dal 1890 anche la Federazione rivoluzionaria Dachnaktsoutioun scelse Ginevra come centro delle sue attività all'estero; il giornale della federazione, Droschak, fu pure stampato, fino alla prima guerra mondiale, in questa città. Le rivolte organizzate in Turchia dai partiti Hentchak e Dachnak portarono a una durissima repressione degli Armeni, che vennero uccisi a migliaia provocando grande emozione in Occidente. In Svizzera, nel 1896, una petizione che sollecitava l'intervento del Consiglio fed. raccolse 454'291 firme. L'iniziativa era stata promossa da un comitato di soccorso agli Armeni (Schweizerischer Hilfsbund für Armenien) che aprì a Sivas e Urfa ospedali e orfanotrofi, in cui si distinsero il ginevrino Léopold Favre e l'appenzellese Jakob Künzler. Verso la fine del sec., una comunità armena cominciò a strutturarsi a Losanna e Ginevra, in particolare attorno alle fam. Tchéraz e Tchamkerten. Nel gruppo degli studenti figuravano gli scrittori Roupen Sévak e Siamanto, giustiziati dai Turchi nell'aprile del 1915, e Avétis Aharonian, uno dei fondatori della Repubblica di A. (1918).

Buona parte della pop. armena accolse con favore l'esercito russo, che nel gennaio del 1915 aveva invaso la Turchia orientale. Il governo ottomano reagì con la deportazione in massa e con lo sterminio parziale degli Armeni; cominciato il 24.4.1915, il genocidio fece più di un milione di vittime e provocò la diaspora dei superstiti. Alcune centinaia di profughi trovarono rifugio in Svizzera, nei centri di accoglienza diretti dal pastore Antony Krafft-Bonnard a Begnins e a Ginevra. Dopo un breve periodo di indipendenza (maggio 1918-dicembre 1920), l'A. caucasica divenne una repubblica sovietica. Gli interventi alla Soc. delle Nazioni dei Consiglieri fed. Gustave Ador e Giuseppe Motta a favore del "popolo martire" non modificarono il suo destino, che venne deciso alla conferenza di Losanna sulla pace in Medio Oriente. Per quanto il trattato di Sèvres (F) del 10.8.1920 avesse riconosciuto l'A. come Stato dotato di una realtà territoriale, i cui confini erano stati tracciati dal pres. statunitense Wilson, nel trattato di Losanna del 24.7.1923 l'esistenza dell'A. non venne neppure menz.

Da allora e per ca. mezzo sec. la questione armena fu accantonata. Il problema si ripresentò alla metà degli anni '70 con un'ondata di terrorismo antiturco, che colpì anche la Svizzera e che si protrasse fino al 1985, quando la sottocommissione dell'ONU per i diritti dell'uomo riconobbe il genocidio del 1915. Negli anni seguenti il problema armeno si è circoscritto all'A. sovietica, proclamatasi indipendente il 23.9.1991. Riconosciuta dal Consiglio fed., l'A. ha una sua rappresentanza presso le org. intern. a Ginevra. L'ambasciata a Mosca rappresenta la Svizzera in A. Nel 1997 la Svizzera ha importato dall'A. diamanti e polvere d'oro per 4,2 milioni di frs. e ha esportato (soprattutto tabacco) per 1,3 milioni; tra i due Paesi è in corso un negoziato per definire un trattato di cooperazione economica. L'ultimo ventennio è stato inoltre caratterizzato dal devastante terremoto del 7.12.1988, che ha visto l'intervento del Corpo sviz. di soccorso in caso di catastrofe, e dal conflitto con l'Azerbaigian per il controllo dell'enclave del Nagorno-Karabah.

Bene integrata, la comunità armena in Svizzera si compone di ca. 4000 persone, che vivono prevalentemente nella Svizzera franc. Dal 1969 gli Armeni hanno una chiesa a Troinex; la lingua armena viene insegnata dal 1920 all'Univ. di Friburgo e dal 1974 all'Univ. di Ginevra.


Bibliografia
– K. Meyer, Armenien und die Schweiz, 1974
– H.-L. Kieser (a cura di), La question arménienne et la Suisse (1896-1923), 1999

Autrice/Autore: Armand Gaspard / gbe