06/07/2006 | segnalazione | PDF | stampare

Fabbriche

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Il termine Fabbrica designa un edificio adibito al lavoro in cui opera personale salariato che servendosi di attrezzi o macchine produce beni d'investimento o prodotti di massa destinati al consumo. Architetture specifiche, atte alla produzione concentrata in spazi circoscritti, cominciarono a delinearsi già con le Manifatture. Elementi precursori di questo tipo di stabile sono presenti nei conventi, nelle case di lavoro per i reclusi e gli orfani (come ad esempio l'orfanotrofio realizzato a Zurigo nel 1637) e, per quanto concerne la produzione meccanica, nei mulini. In Svizzera i primi grandi stabilimenti manifatturieri furono quelli per la torcitura della seta, ispirati ai modelli it. (fabbrica della seta di Zurigo, 1730, 7776 fusi) e per la stampa dei tessuti, influenzati da modelli franc. (dal 1691 fabbriche di tessuti di cotone stampato a Ginevra, Neuchâtel, Basilea, Zurigo e in Turgovia). Gli stabilimenti destinati alla produzione di cotone stampato, di regola erano contraddistinti, a guisa di castello, da strutture a corte ed erano realizzati in stile classicistico o tardobarocco.

Sul piano intern. il sistema di produzione di fabbrica, diffusosi partendo dall'Inghilterra, si affermò dapprima nel settore della filatura del cotone; in Svizzera prese piede a partire dal 1802, con la filatura a forza idrica di Hard presso Wülflingen (Industrializzazione). Le fabbriche erano costruzioni puramente funzionali: attorno al meccanismo di azionamento della ruota idraulica si costruivano, riducendo il più possibile la distanza di trasmissione della forza, per lo più da quattro a sei piani destinati agli ambienti della fabbrica; la struttura portante interna era in legno, i muri esterni, intonacati, in pietre squadrate o grezze. Gli imprenditori spesso realizzavano intorno alle fabbriche piccoli regni privati, che oltre agli alloggi per gli operai comprendevano specchi d'acqua, ville e parchi. La forza motrice del vapore e l'elettricità aprirono la strada a nuovi modi di concepire lo spazio industriale. L'industria pesante costruì involucri attorno agli impianti interni di sollevamento di pezzi fusi e macchine: le costruzioni a capannone a un solo piano con carriponte integrati si diffusero a partire dal decennio 1850-60. Per l'illuminazione dei posti di lavoro negli edifici bassi, si idearono coperture a denti di sega (i cosiddetti capannoni shed, dall'omonimo brevetto inglese) e a lucernario (secondo i brevetti sviz. di Carl Arnold Séquin e Karl Löhle). Acciaio, vetro e mattoni divennero i più importanti materiali da costruzione. Negli anni del pluralismo stilistico, tra Otto e Novecento, le facciate delle fabbriche vennero utilizzate per sottolineare la potenza finanziaria e a scopo pubblicitario (è il caso della birreria Feldschlösschen a Rheinfelden e delle centrali elettriche). Il passaggio dallo storicismo al Movimento moderno portò a un'architettura funzionale caratterizzata da costruzioni in cemento, forme cubiche e da una diretta decifrabilità della destinazione (per esempio la Sulzer a Winterthur, 1912 e 1932).


Bibliografia
– H.-P. Bärtschi, Industrialisierung, Eisenbahnschlachten und Städtebau, 1983, 444-472

Autrice/Autore: Hans-Peter Bärtschi / sma