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Gabrieli, Gabriele de

nascita 18.12.1671 Roveredo (GR), morte 21.3.1747 Eichstätt (Baviera), catt., di Roveredo. Figlio di Giovanni, capomastro, e di Domenica, una sorella dell'architetto Gaspare Giovanni Zuccalli. ∞ 1) (1710) Giovanna Marta Tini; 2) (1716) Magdalena Pfaller. Nel 1689/90 giunse a Vienna, dove lavorò dapprima per il conte Andreas von Kaunitz e poi, quale collaboratore di Domenico Martinelli, per il principe Johann Adam von Liechtenstein (dal 1694) e al servizio dei margravi di Ansbach, Georg Friedrich (1694-1703) e Wilhelm Friedrich (1706-16), del quale divenne direttore delle costruzioni nel 1709 e per cui rinnovò la residenza e costruì il Prinzenschlösschen. Nel 1695 soggiornò a Roma. Dal 1714 al 1747 fu direttore delle costruzioni al servizio del principe vescovo di Eichstätt, dove costruì oltre 30 tra chiese, castelli, palazzi e monumenti. Molte le opere commissionate a G. dal principe vescovo, tra cui la facciata ovest del duomo (1714), la chiesa di Nostra Signora (1719-21), la Oberstjägermeisterei (1721-22), i palazzi della cancelleria (1726-28), dei cavalieri, del vicariato generale (1733), il monumento funebre del vescovo von Castell (1729-30), la residenza estiva (1732-35) e la prepositura (1737). A Eichstätt G. eseguì varie opere anche per altri committenti: il convento di Rebdorf (1715-19) e i palazzi Arzat-Gebsattel (1715), Welden (1715-17), Schönborn (1721), Ostein-Riedheim (1723-24), Welten-Schellard e Beyschlag (1738). Nel 1733 restaurò la propria casa nella Marktgasse, oggi Gabrielistrasse. G. costruì inoltre la prepositura e la cappella di S. Maria nel duomo di Augusta, la chiesa di Hitzhofen (1722-23), il castello di Bertoldsheim (1718-24), l'orangerie del castello di Oettingen (1725) e la parrocchiale di Herrieden (1733-36). Tra i principali collaboratori G. annoverò i suoi fratelli Francesco e Giovanni Gaspare, e i convallerani Giovanni Rigaglia, Andrea e Domenico Reguzio e Giovanni Domenico Barbieri, che eseguirono molti dei suoi progetti. Con i grigionesi Enrico Zuccalli, con cui era imparentato, e Giovanni Antonio Viscardi, G. è considerato uno dei massimi propagatori del barocco nella Germania meridionale. A Roveredo esiste ancora la sua casa natale.


Bibliografia
– A. M. Zendralli, I magistri grigioni, 1958, 86-99
– M. Kühlenthal (a cura di), Graubündner Baumeister und Stukkateure, 1997, spec. 244-292

Autrice/Autore: Cesare Santi