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Losanna (comune)

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Com. VD, distr. L., capoluogo del cant. Vaud; (101-200: vikanor[um] Lousonnensium; 280 ca.: lacu Lausonio; 400 ca: civitas Lausanna; 990: Losanna; antico nome ted.: Losannen; ted. e franc. Lausanne; rom. Losanna). Situata sulla riva settentrionale del lago di Ginevra, la città si estende dalle rive del lago (porto di Ouchy, 373 m) alle foreste del Jorat (Les Râpes); comprende Vidy, Cour, Ouchy, Mornex, Chailly, La Sallaz, Vennes, Montblesson, Vers-chez-les-Blanc, Montheron e Chalet-à-Gobet (871 m), oltre all'enclave di Vernand. Abitata a partire dal 6000 a.C., vicus galloromano (Lousonna), città vescovile dalla fine del VI sec. al 1536 e meta di pellegrinaggio, capoluogo del baliaggio bernese (1536-1798) e del cant. Vaud (dal 1803), L. è inoltre città di studio, sede del Tribunale fed. dal 1874, del Comitato intern. olimpico dal 1915 e capitale olimpica dal 1993.

Popolazione di Losanna
AnnoAbitanti
inizio del XIII sec.8 000-9 000
1650-1680ca. 5 100
16986 204
17647 191
1798più di 9 000
1813ca. 13 000

Anno18501870a18881900191019301950197019902000
Abitanti17 10825 84533 34046 73264 44675 915106 807137 383128 112124 914
In % della popolazione cantonale8,6%11,3%13,5%16,6%20,3%22,9%28,3%26,8%21,3%19,5%
Lingua          
francese  25 75035 50946 29358 69188 226101 55595 45598 424
tedesco  5 7046 6279 66911 08012 40311 9646 7995 365
italiano  8523 1465 3173 2433 82912 1946 7554 976
altre  1 0341 4503 1672 9012 34911 67019 10316 149
di cui spagnolo       6 3357 0643 418
Religione, confessione          
riformata16 10122 59628 43136 65946 16656 30075 55975 09348 49636 084
cattolicab9703 5274 5759 36415 59716 86827 21854 99356 46447 225
altre373973347092 6832 7474 0307 29723 15241 605
di cui della comunità ebraica  1844739898181 0091 394919849
di cui delle comunità islamiche       6692 7757 501
di cui senza appartenenzac       2 05614 54821 080
Nazionalità          
svizzeri16 02322 35328 20537 23148 64765 23197 119106 22988 90580 213
stranieri1 0854 1675 1359 50115 79910 6849 68831 15439 20744 701

a Abitanti: popolazione residente; religione e nazionalità: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani dal 1888 al 1930; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

Fonti:Autore; censimenti federali

1 - Dalla Preistoria all'alto Medioveo

1.1 - La Preistoria

Le prime tracce di presenza antropica in epoca preistorica a L. non si spingono oltre il VII-VI millennio a.C., vale a dire alla fine del Mesolitico. Focolari, arnesi, armature di frecce in selce tagliata attestano la presenza di accampamenti di cacciatori-raccoglitori sia sulle rive del lago di Ginevra a Vidy, sia nei dintorni della futura cattedrale. Questa bipolarità nell'utilizzazione del territorio - le rive lacustri da un lato e le colline della Cité dall'altro - caratterizza il sito di L. e fu una costante dalla Preistoria alla fine dell'epoca romana.

Gli ultimi cacciatori-raccoglitori, che vivevano da nomadi in un ambiente forestale sviluppatosi durevolmente dal 9500 a.C., lasciarono tracce piuttosto labili, al contrario dei primi agricoltori-allevatori del Neolitico (5500-2200 a.C.), che dissodarono le terre e costruirono villaggi (in particolare villaggi palafitticoli dall'inizio del IV millennio). Nella Cité, alcuni frammenti di ceramica, focolari, fosse e fori per pali datano del V millennio. La necropoli di Vidy, oggetto di scavi nel 1962 e nel 1989-90, è con le sue ca. 130 tombe studiate (su un totale stimato a 230) l'insieme funerario del Neolitico medio più importante della Svizzera tra il 4500 e il 3300 a.C., cioè lungo 30-40 generazioni. I defunti venivano sepolti in posizione ripiegata sul lato sinistro, il più delle volte in tombe a cista del tipo Chamblandes. Offerte e corredi erano caratteristici della cultura di Cortaillod. Diversi menhir, a ovest della necropoli, sottolineavano il ruolo centrale svolto da Vidy come luogo di culto durante il Neolitico. Le stazioni lacustri sono invece note unicamente attraverso le antiche raccolte di reperti archeologici.

Durante l'età del Bronzo (2200-800 a.C.) gli agricoltori continuarono a sfruttare e colonizzare un territorio che si andava estendendo. Qualche reperto del Bronzo antico attesta un insediamento nella Cité, mentre delle sepolture (o forse dei depositi) dell'inizio del II millennio, dotate di armi e corredi prestigiosi in bronzo (pugnali, asce, collari, spille), caratteristici della civiltà del Rodano, si trovano sui terrazzamenti di Vidy, a La Bourdonnette e nell'attuale cimitero del Bois-de-Vaux. Ritrovamenti isolati rinviano a una presenza durante il Bronzo medio (1600-1300 a. C.), malgrado non siano stati portati alla luce abitati o tumuli. L'ultimo periodo del Bronzo finale è meglio illustrato, con stazioni lacustri (Vidy, Cour e Pierre-de-Cour) che hanno fornito ceramica, armi, attrezzi e ornamenti in bronzo caratteristici del gruppo Reno-Svizzera-Francia orientale dall'XI sec. a.C. A Vidy sono emerse diverse decine di sepolture a incinerazione (cambiamento dei riti funerari), alcune delle quali dotate di ricche offerte alimentari (ceramica finemente decorata) e di oggetti personali dei defunti (bracciali, spille, rasoio in bronzo, perle in vetro o in oro). In parallelo, si registrò una densa occupazione sullo sperone della Cité: malgrado non vi sia attestata alcuna fortificazione, può essere ricostruita l'esistenza di case su pali, dalle pareti a graticcio e di argilla e con i tetti in paglia.

L'età del Ferro, che vide l'abbandono definitivo delle stazioni palafitticole, è rappresentata dalle sepolture. Tumuli nel bosco di Vernand contenevano diversi individui sepolti tra il VII e il V sec. a.C., cioè dalla fine della cultura di Hallstatt all'inizio di quella di La Tène. Vestigia funerarie della cultura di Hallstatt sono presenti anche a Vidy e Dorigny. Alle prime fasi di La Tène (IV-III sec. a.C.) si collegano tombe a inumazione scoperte in particolare a Beaulieu, Villars-sous-Montbenon e Malley, testimonianza di un'occupazione del territorio anche al di fuori dei poli evocati in precedenza (terrazze lacustri-Cité); non si sa tuttavia nulla degli abitati.

La fine della cultura di La Tène è rappresentata da una piccola necropoli a Vidy, nel medesimo luogo di quella del Neolitico, che ha reso una trentina di tombe a inumazione e incinerazione della seconda metà del II sec. a.C., di cui non si conosce l'abitato corrispondente. Nella Cité, testimonianze del I sec. a.C. lasciano supporre la presenza di un oppidum, ma non vi è traccia di fortificazioni. Non si sa neppure se gli Elvezi che popolavano quei luoghi parteciparono alla rivolta del 58 a.C. che si concluse con la sconfitta di Bibracte. Alcune vestigia nella Cité e le prime costruzioni a Vidy, già organizzate in quartieri, prefigurarono dalla prima metà del I sec. a.C. lo sviluppo del vicus galloromano di Lousonna.

Autrice/Autore: Gilbert Kaenel / cor

1.2 - L'alto Medioevo

Lousonna venne progressivamente abbandonata nel IV sec. e i suoi ab. si stabilirono sulla collina della Cité; l'insediamento (di dimensioni ridotte, meno di sei ettari) occupava le attuali strade della Cité anteriore e della Cité posteriore. La scelta di erigere L. a sede vescovile (fine del VI sec. o poco dopo) fu determinata da ragioni militari, commerciali e geografiche. Forse già dotata di qualche struttura religiosa, L. offriva in effetti garanzie di sicurezza e di collegamento con i grandi assi di comunicazione; tuttavia, la sua localizzazione non corrispondeva al centro gravitazionale della diocesi. Per tutto l'alto ME la storia della città di L. si confonde con quella della sua Chiesa; vescovo e capitolo erano al tempo stesso produttori e destinatari delle fonti scritte.

Durante i primi sec. di esistenza della diocesi, la pop. e la vita religiosa di L. furono concentrate sul promontorio della Cité. La cattedrale, attestata nelle fonti dall'814, esistette probabilmente dall'arrivo del vescovo, determinò l'organizzazione spaziale e controllò la disposizione degli ist. religiosi e la cura della pop. Alla cattedrale facevano capo la cappella funeraria di S. Tirso (nota dalla fine del VI sec.), la chiesa di S. Stefano (attestata dal VI o VII sec.), che ospitava il vescovo e il suo clero e, dal X sec., le chiese parrocchiali di S. Paolo, S. Pietro (entrambe menz. nel 906) e S. Lorenzo (dal 985-1019), oltre a S. Croce (da un nome dell'altare della cattedrale, che costituiva la parrocchia della Cité).

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2 - Medioevo e ancien régime

2.1 - Potere, politica e istituzione del comune

2.1.1 - Il potere del vescovo

Tra l'888 e il 1032 (secondo regno di Borgogna), la città e la cattedrale godettero dei favori dei sovrani della dinastia dei Rodolfi, che ne fecero una delle loro residenze privilegiate e la sede di consacrazione o di sepoltura. Tra i benefici ricevuti, due in particolare mutarono durevolmente la posizione del vescovo. Nell'896 Rodolfo I concesse al vescovo Boso alcuni diritti sul mercato di L., nella fattispecie le multe, i pedaggi e tutto quanto dipendeva dal conte all'interno e all'esterno della città; nel 1011 Rodolfo III estese l'autorità comitale del vescovo all'insieme della contea di Vaud. Uno degli aspetti più evidenti delle regalie del vescovo era la coniazione delle monete, un diritto che egli impose molto al di là dei suoi possedimenti diretti. La ricostruzione della cattedrale nei primi anni dell'XI sec. rese evidente il nuovo sviluppo della Chiesa di L., da cui trasse beneficio la città, e il rafforzamento del potere del vescovo, che ormai agiva sia come capo spirituale sia come principe temporale.

Principe dell'Impero dal 1032, il vescovo fu esposto alle mire di dominio delle grandi fam. signorili del Paese di Vaud, mentre la città venne coinvolta in misura più o meno marcata nelle lotte rivolte contro l'autorità del suo signore. Nel XIII sec., l'emergere della casa Savoia a nord del lago di Ginevra amplificò e aggravò le tensioni, ma il vescovo riuscì a evitare che i conti (poi duchi) di Savoia facessero man bassa sulla città. Tra l'XI e il XIV sec. i vescovi risiedettero in un complesso di edifici che, dopo la costruzione del castello di Saint-Maire all'inizio del XV sec., venne identificato come il vecchio vescovado; i vescovi possedevano inoltre anche il castello di Ouchy, che essi stessi avevano fatto erigere nel terzo quarto del XII sec. e di cui resta solo la torre del XIII sec. dopo la demolizione del 1885-88.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2.1.2 - La nascita del comune

I cittadini e gli habitants di L. acquisirono i primi diritti solo tardi: il vescovo, che ne riconobbe alcuni dal 1212, evitò di concedere loro l'autonomia e represse con la violenza i tentativi di emancipazione degli anni 1280, 1304 e 1313. Alla forma embrionale di organizzazione com., riconoscibile dal 1336, si affiancò addirittura una struttura amministrativa (attiva dall'inizio del XIV sec.), che però non minacciò mai le prerogative del vescovo. Il carattere composito della pop. losannese, che faceva riferimento sia alla casa Savoia sia al capitolo, ma anche la divisione nell'organizzazione dei quartieri o "bandiere" (rilevata, probabilmente con ritardo, dai testi del 1212) lo aiutarono a conservare il potere. Fu necessario attendere la firma, il 6.7.1481, dell'Atto di unione perché la Cité e le quattro "bandiere" della città bassa fossero sottoposte a un'unica amministrazione. Qualche decennio più tardi, in risposta alla politica arrogante degli ultimi vescovi, i rappresentanti dell'autorità com. firmarono il 7.12.1525 un trattato di comborghesia con Berna e Friburgo. La scelta si rivelò nefasta: svincolati brutalmente dal vescovo e dai duchi di Savoia nel 1536 a seguito della conquista da parte di Berna, i Losannesi non raggiunsero comunque la libertà.

Fino al 1536 i Losannesi si riunivano, per il placito generale, in un edificio privato nella rue de Bourg. Le assemblee della città bassa si tennero a lungo presso il convento dei domenicani, mentre i Consiglieri della Cité si trovavano nella sala capitolare. I palazzi com. furono edificati al posto delle aree commerciali di La Palud e di Le Pont; quello in place de la Palud venne costruito alla metà del XV sec. (l'edificio attuale, con area commerciale e torre civica, deriva dalla ricostruzione del 1672-75 e fin dagli inizi servì da palazzo del Consiglio), quello del Pont (mercato coperto e locanda com.) risale al 1558-60 e venne demolito attorno al 1870.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2.1.3 - Il capoluogo del baliaggio bernese

Nel 1536 L. fu assoggettata a Berna insieme al resto del Paese di Vaud. Berna recuperò le proprietà e i diritti del vescovo ma in due "largizioni" (1536 e 1548) creò la Signoria di L. (dal territorio più limitato rispetto al baliaggio) e concesse diverse proprietà alla città, in particolare foreste nel Jorat e vigneti a Lavaux. Il balivo bernese stabilì la propria residenza nel castello di Saint-Maire. A L. Berna si arrogò numerosi diritti, tra l'altro di giustizia. Le autorità com. erano costituite dal Consiglio dei Ventiquattro, che trattava le questioni più importanti, e dal Consiglio dei Sessanta, che si occupava di amministrazione e di ammissione alla cittadinanza; il Consiglio dei Duecento rappresentava gli ab. dotati del diritto di cittadinanza dopo la scomparsa del Consiglio generale. Al vertice dell'amministrazione vi era il borgomastro, che già nel 1529 aveva sostituito i due syndics, affiancato dal tesoriere e dal sovrintendente alle costruzioni. La sua carica, limitata inizialmente a tre anni, divenne vitalizia nel 1545. Dal XVII sec. vennero create diverse Camere amministrative (di polizia, per i poveri, gli orfani; nel XVIII sec. di sanità e pulizia).

Le elezioni ai Consigli comportarono lotte interne al corpo politico losannese, che formava un'oligarchia chiusa. Berna intervenne nel 1669, riorganizzando il sistema elettorale: creò la carica di controllore generale e vietò ai Losannesi di impedire l'accesso alla cittadinanza, che ciò malgrado divenne sempre più oneroso. Berna proibì pure le "soc. giurate" (o corporate), ad esempio nel 1669 la corporazione dei conciatori. Dopo il fallimento della congiura d'Isbrand Daux nel 1588, l'oligarchia losannese ebbe buone relazioni con i signori territoriali. Quando il maggiore Jean Daniel Abraham Davel cercò nel 1723 di rivoltarsi contro il governo, i Consiglieri lo denunciarono a Berna e lo condannarono a morte.

Le autorità bernesi prestarono attenzione a che l'antica città vescovile non acquisisse troppa importanza. Attorno al 1690, L. domandò l'autorizzazione per realizzare un porto moderno, che Berna decise di costruire a Morges. Le mura, simbolo di prestigio, non vennero ricostruite, come era invece stato il caso nei capoluoghi dei cant. sovrani. Per Berna L. era semplicemente una città soggetta (Munizipalstadt), anche se il solo funzionario non losannese era il balivo. Nel XVIII sec. questa tutela andava ormai stretta a un numero sempre crescente di Losannesi, e la Rivoluzione franc. venne accolta con favore (Banchetto di Les Jordils nel 1791).

Autrice/Autore: Anne Radeff / cor

2.2 - Abitato, popolazione e abitato urbano

2.2.1 - Il Medioevo

La crescita demografica della città, iniziata nell'anno Mille, raggiunse il suo culmine nel 1219; L. era allora, con i suoi 8000-9000 ab., la città più popolosa dell'attuale Svizzera romanda. L. perse la metà della pop. tra il 1219 e il 1377 - la città bruciò tutta o in parte nel 1219, 1240 e attorno al 1368 - e la flessione demografica si protrasse fino alla metà del XVII sec.

L'area edificata aumentò di sette volte tra il VI e il XIII sec. Dopo un periodo di ripiegamento dovuto alle ondate alemanniche, all'insicurezza generale propria dell'alto ME e alle sporadiche incursioni di Saraceni e Ungheresi nel X sec., gli ab. guadagnarono nuovi spazi insediativi a partire dall'XI sec. La prima espansione fu probabilmente verso sud, nell'area della Cité inferiore, e da lì, dall'IX sec., in direzione del quartiere dei commerci di La Palud. Anche la formazione dei quartieri del Bourg e di S. Lorenzo, è legata al commercio e alle vie di comunicazione. Il collegamento tra i quartieri, separati dagli avvallamenti dei torrenti Louve e Flon, rese necessaria la costruzione di ponti; il principale di questi, tra i quartieri del Bourg e di La Palud, diede origine al quartiere del Pont, attestato dagli inizi del XIII sec. ma probabilmente più antico. Questi quartieri, che formarono le quattro "bandiere" della città bassa (o inferiore), non furono in origine protetti da una cinta muraria, a differenza della Cité, munita molto presto di fortificazioni. Lo sviluppo dei bastioni seguì l'estendersi della città, spesso con ritardo, e venne portato a compimento negli ultimi anni del XVI sec. con l'integrazione dei sobborghi di Ale, Chêne, Marterey, Etraz e Barre nel sistema difensivo. Il porto di Ouchy, fortificato dal XII sec., sostituì in una data indeterminata il vicus di Vidy ed ebbe dal ME un importante ruolo nel traffico locale e regionale.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2.2.2 - L'epoca moderna

Malgrado la situazione politica, la città non si indebolì dal profilo demografico: al contrario, la sua pop. raddoppiò in meno di 200 anni, passando dai ca. 5000 ab. verso il 1650 agli oltre 9000 del 1798. Questo sviluppo non fu certamente determinato da una crescita naturale; mancano tuttavia studi di demografia storica al proposito. I numerosi rifugiati ugonotti che transitarono per L. (se ne contarono più di 1000 nel 1698) non spiegano da soli la crescita demografica di L., che come altrove fu dovuta essenzialmente all'arrivo di migranti provenienti in massima parte dalle zone limitrofe. Questa evoluzione si verificò in uno spazio urbano bloccato nella sua espansione dalle mura medievali e favorì pertanto l'infittirsi dell'abitato e il moltiplicarsi delle case di campagna. Nel 1798 L. occupava la quinta posizione tra le città della Svizzera attuale, dopo Ginevra, Zurigo, Basilea e Berna, e precedeva di molto le altre città vodesi: la più importante, Vevey, raggiungeva a malapena un terzo della sua pop.

A differenza delle città di nuova fondazione, L. non venne costruita secondo un piano geometrico. La città si organizzò in virtù di tre logiche. I grandi assi di circolazione (secondo una logica di transito) e i sobborghi si situavano lungo i principali assi di traffico: quello di Marterey verso Berna, dell'Ale verso la Francia, del Grand-Chêne verso Ginevra, del Petit-Chêne verso Ouchy, e il lago e di Etraz verso l'Italia. I quartieri che ne trassero maggiori benefici erano situati sull'asse Italia-Francia; la parte più benestante della pop. si stabilì sulle colline soleggiate, la parte più indigente nelle zone più basse e poste all'ombra (logica sociale). Infine (logica di evitamento), quando gli assi intern. risultarono sottoposti a un carico eccessivo, il traffico venne spostato ai margini della città (rue de Bourg). Le piazze erano poco numerose, di dimensioni molto modeste, e la passeggiata di Montbenon venne sistemata tardi (XVIII e XIX sec.), al di fuori delle mura.

Autrice/Autore: Anne Radeff / cor

2.3 - Economia e società

2.3.1 - Medioevo

Dall'epoca merovingia L. fu dotata di una zecca e attirò gli artigiani che costruirono la cattedrale (nelle sue diverse tappe evolutive). Le quattro fiere annuali, che duravano ognuna tre giorni, di cui uno destinato al bestiame, ebbero un ruolo esclusivamente locale: per provvedere al suo approvvigionamento, la città faceva capo ai suoi dintorni. Posta al centro della sua giurisdizione (in origine una circoscrizione legata alla difesa della città), che si estendeva da La Venoge a La Paudèze e dalle rive del lago alle foreste del Jorat, su una superficie di 10'500 ettari, L. non divenne una potenza economica e finanziaria per la sua debolezza politica, il ruolo relativamente defilato del vescovo rispetto agli altri signori del Paese, la sua rivalità con la casa Savoia e la vicinanza di Ginevra.

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2.3.2 - L'economia durante l'ancien régime

Durante l'epoca moderna, industria e commercio furono invece parecchio attivi. Alla fine del XVIII sec. le concerie vendevano le loro pelli in Savoia e a Ginevra, mentre alcune manifatture confezionavano calze in cotone, seta o lana poi esportate in Germania, Spagna, Italia e perfino nelle Antille e nel Levante. A L. erano pure fabbricati merletti (sia all'uncinetto sia con i fuselli) e tele, e veniva lavorata la seta cruda, trasformata in garza. La lozione a base di agrimonio, utilizzata per la cicatrizzazione delle ferite, veniva esportata fino in Inghilterra. Le stamperie pubblicavano testi in ted., franc. e lat., i lapidari lavoravano il cristallo o il vetro colorato che esportavano verso Ginevra e Besançon, gli orologiai fabbricavano pezzi di ricambio per gli orologi venduti a Ginevra. L'esportazione avveniva per il tramite delle fiere intern. (in particolare Francoforte) o di commercianti che si trovavano in città più grandi come Ginevra. Losannesi erano pure attivi sulla scena intern., in particolare a Bordeaux e Marsiglia, e vi era qualche banca che faceva buoni affari (Louis Porta et Cie).

Accanto alle fiere, che richiamavano visitatori dalla regione, dal resto della Svizzera e dall'estero, il sabato aveva luogo in diversi quartieri della città (in particolare a La Palud, Le Pont e alla rue du Bourg) un mercato settimanale, menz. dal IX sec., sottoposto a una severa regolamentazione e tenacemente difeso dalle autorità losannesi. Gli spazi adibiti al mercato erano divisi per specialità: i cereali si trovavano a La Palud, i prodotti lattiero-caseari, la frutta e i legumi a Le Pont. I cereali provenivano tra l'altro dalle ricche terre coltivate a grano di una sessantina di grandi tenute che formavano una corona a nord della città. Alcuni piccoli proprietari, quasi tutti domiciliati in città, detenevano alcune parcelle di campi o di terreni da pastura. A sud di S. Francesco, il vigneto, di qualità mediocre e posseduto da alcuni ab. della città e da numerosi vignaioli, si estendeva fino al lago. In altitudine, nella foresta delle Râpes, coesistevano due forme di paesaggio e di proprietà. Da un lato, i grandi proprietari losannesi, titolari di chalet situati al centro di ampi appezzamenti disboscati, dove i loro fattori praticavano soprattutto l'allevamento. Dall'altro, nonostante la severità del clima piccoli contadini coltivavano cereali su terreni la cui estensione andava dai tre ai sei ettari; ciò permetteva loro probabilmente di sopravvivere durante le annate favorevoli.

Autrice/Autore: Anne Radeff / cor

2.3.3 - La società losannese alla fine dell'epoca moderna

Il censimento del maggio 1798 effettuato nel cant. Lemano permette di conoscere la soc. losannese (a eccezione di Cour e Ouchy) alla fine dell'epoca moderna. Vi era un terzo di ab. che godeva del diritto di cittadinanza di L. in città, oltre il 40% in campagna. Un terzo abbondante dei non-cittadini (habitants) proveniva dalle regioni limitrofe, i futuri distr. di L. e di Lavaux. Coloro che provenivano dal nord vodese erano più numerosi delle pop. rivierasche del lago di Ginevra, dove altre città esercitavano la loro forza di attrazione. Fra i non-cittadini, i capifam. erano residenti da un tempo maggiore che gli operai e soprattutto i domestici, che si spostavano di sovente. Contadini e vignaioli costituivano i due terzi di coloro che vivevano fuori le mura cittadine, oltre un quarto degli ab. dei sobborghi e meno del 6% in città. In ambito produttivo, predominava il settore tessile, seguito dalla lavorazione del cuoio, l'edilizia, la metallurgia e l'alimentazione. Artigiani e lavoratori nelle officine erano molto più numerosi in città (la metà dei capifam.) che in campagna (un quarto). Tra le persone che esercitavano attività di servizio, i domestici (in maggioranza donne) erano il primo gruppo per importanza numerica; mentre costituivano il 40% dell'intero settore terziario in città, erano meno del 10% in campagna.

La topografia sociale era estremamente variegata. Nella parte inferiore del quartiere del Bourg, i ricchi cittadini delle classi borghesi, con la loro servitù, vivevano in palazzi privati, mentre una pop. più bisognosa (vignaioli, lavoratori a giornata, giardinieri, artigiani e impiegati) abitava le case di modeste dimensioni della fascia superiore della "bandiera" e dei sobborghi. Spesso specialisti nella lavorazione fine dei metalli, gli artigiani erano predominanti a S. Lorenzo. Nel quartiere del Pont, attraversato dal torrente Flon e dal suo canale di derivazione, erano situati i mattatoi, le macellerie e le concerie, e si concentravano in particolare i lavoratori del cuoio, cui si affiancavano diversi artigiani (sarti, muratori, carpentieri), numerosi commercianti e alcuni rari contadini. Nella Cité risiedevano invece pastori rif., professori e studenti dell'Acc., oltre a numerosi artigiani, spesso impiegati nell'edilizia. La Palud, dove abitazioni di pregio attorniavano il palazzo com., era un quartiere agiato, con un numero inferiore di costruzioni rispetto ad altri, dove vivevano numerosi possidenti e il loro personale di servizio. Fuori le mura, i borghesi esterni erano vignaioli, lavoratori nei campi, a volte giardinieri. Alcuni commercianti e possidenti gestivano ampie unità di residenza e lavoro, di produzione e consumo (comunità domestiche) nella campagna losannese. A Chailly e nella zona delle Râpes erano predominanti le fam. contadine e alcuni lavoratori a giornata.

Autrice/Autore: Anne Radeff / cor

2.4 - Aspetti religiosi e culturali

2.4.1 - Prima della Riforma

Centro spirituale e intellettuale della diocesi, L. fu polo di attrazione per diversi ordini religiosi. I cistercensi si stabilirono nel 1142 nella foresta del Jorat, a Montheron (in un primo tempo chiamata abbazia di Thela). La chiesa di S. Tirso, che prese in seguito il nome di Saint-Maire, divenne nel XII sec. la chiesa dei canonici agostiniani. I domenicani fondarono il convento dell'ordine, dedicato a Maria Maddalena, nel 1234, i francescani il proprio tra il 1258 e il 1262; alcuni cistercensi si stabilirono a Bellevaux nel 1267, diversi domenicani a Chissiez nel 1280. Per i pellegrini e i viaggiatori vennero costruiti diversi ospizi: S. Giovanni (prima del 1177), S. Nicola (verso il fiume Vuachère) alla fine del XII sec., S. Caterina nel Jorat (inizi del XIII sec., trasformato in convento di carmelitane nel 1497) e il principale, Nostra Signora, a La Mercerie (1277-79). Il lebbrosario, situato a Epesses (XIII sec.), fu trasferito a Vidy alla metà del XV sec. La costruzione dell'ospedale degli appestati (S. Rocco) venne decisa nel 1494. Nuove chiese parrocchiali furono edificate a Vidy (1207) e Ouchy (S. Teodulo, menz. nel 1228). La cattedrale originaria venne sostituita dapprima da un edificio ricostruito nella seconda metà del IX sec., poi da una chiesa romana dell'inizio dell'XI sec. e infine dall'attuale edificio in stile gotico. Messo in cantiere dal 1150, portato a termine dopo numerosi incendi e modifiche dei piani, venne consacrato nel 1275, alla presenza di Rodolfo I d'Asburgo e di papa Gregorio X.

L. ospitava una scuola del capitolo, scuole conventuali e, dal XIV sec., alcune scuole cittadine. Il primo stampatore losannese (1493), Jean Belot, era un tipografo itinerante, come lo furono numerosi altri prima dello sviluppo di questo ramo professionale nel XVIII sec. Uno dei primi syndic di Losanna, Jean Bagnyon, fu pure l'autore di un romanzo di successo. La presenza della cattedrale e della corte vescovile fu all'origine di numerose commesse a scultori che lavoravano la pietra e il legno, fabbri-artisti e orafi (Antoine Bovard).

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / cor

2.4.2 - Chiesa e cultura in epoca moderna

Il primo predicatore rif. a L. fu il francescano osservante François Lambert, nel 1522. Successivamente, malgrado la pressione di Berna, i predicatori, con Guillaume Farel in testa, non furono autorizzati a predicare in città. La pop., in alcuni casi fortemente anticlericale (ad esempio in occasione delle lamentele espresse nel 1533), restò in maggioranza fedele all'antico credo. Fu l'arrivo dei Bernesi nel 1536 a cambiare la situazione. Pierre Viret poté predicare a partire dal mese di marzo, venne accordata la libertà di culto, le chiese della Maddalena e di S. Francesco furono utilizzate dai rif. e L. conobbe qualche episodio di iconoclastia. In seguito alla disputa di L. (Dispute teologiche), la messa venne abolita nel mese di ottobre. Il tesoro della cattedrale venne inviato a Berna nel 1537, l'altare maggiore nel 1563.

Le parrocchie medievali vennero riunite in un'unica parrocchia e delle vecchie chiese furono mantenute unicamente la cattedrale (chiamata ormai il tempio maggiore) e S. Francesco (il tempio inferiore). S. Stefano fu trasformata in arsenale, mentre S. Paolo e S. Pietro (il cui coro venne mantenuto fino al XVIII sec.) furono demolite. Il campanile di S. Lorenzo fu distrutto solo nel 1761, molto dopo la costruzione di un nuovo tempio (1716-19) nel luogo in cui in precedenza sorgeva la chiesa medievale (l'edificio attuale è del 1763). Nel 1663 Les Râpes venne unito a Epalinges (nuova parrocchia di Le Croisettes). Due tribunali del Concistoro (in seguito tre, con quello ted. nel 1737), vigilavano sui costumi dei Losannesi.

L. ospitò un'Acc. prot. dal 1537. Nel 1559 l'Acc. visse un periodo di crisi e diversi professori lasciarono L. per Ginevra; l'Acc. losannese perse così importanza a vantaggio della nuova concorrente ginevrina, ma non scomparve. Durante tutta l'epoca moderna le due istituzioni furono le sole in Europa a formare pastori di lingua franc. Il seminario creato da Antoine Court nel 1729 provvedeva all'istruzione di pastori destinati alla Francia. Malgrado le pressioni esercitate da Berna (ad esempio l'obbligo dal 1675 per i professori di sottoscrivere una confessione di fede), l'Acc. accolse alcuni eruditi la cui fama superava ampiamente i confini della Conf., come gli storici Abraham Ruchat e Charles Guillaume Loys de Bochat. Nel XVIII sec., tuttavia, il matematico e filosofo Jean-Pierre de Crousaz e il giurista Jean Barbeyrac lasciarono L. per la Germania.

Nel XVII sec. si stabilirono a L. una dinastia di stampatori (i Gentil, fondatori dell'Almanach de Lausanne) e alcuni librai. Nel XVIII sec. si ebbe una piccola epoca d'oro per l'arte tipografica, con l'attività dei Grasset, degli Heubach e la ristampa dell'Encyclopédie di Diderot e d'Alembert. Alla medesima epoca, orefici come Elie Papus e Pierre-Henri Dautun godettero di una rinomanza intern. I pittori maggiormente quotati partirono in esilio volontario (Louis Ducros), mentre alcuni scrittori (Voltaire, Edward Gibbon) transitarono o soggiornarono per alcuni periodi a L., frequentandone i salotti. Il medico Auguste Tissot richiamò una clientela da tutta Europa. Crebbe il numero delle abitazioni di campagna e gli edifici di origine medievale vennero ricostruiti, in particolare il palazzo com. (1672-75) e l'ospedale maggiore (1766-71).

Autrice/Autore: Anne Radeff / cor

3 - XIX e XX secolo

3.1 - Istituzioni e vita politica

3.1.1 - Rivoluzione e Repubblica elvetica

I banchetti rivoluzionari del 1791 spinsero Berna all'affermazione della propria autorità: fu a L. che i deputati delle città vodesi furono richiamati all'ordine. Nel 1797 i Losannesi accolsero con esultanza Napoleone Bonaparte, in viaggio verso Rastatt. Il Circolo dei giovani negoziatori, a La Palud, fu dall'inizio di gennaio del 1798 il luogo di incontro dei "petizionisti" (il futuro "Comitato di unione"), che inizialmente domandarono la riunione e poi l'indipendenza degli Stati del Vaud. Un "comitato di sorveglianza" derivante dai Consigli convocò a L. i deputati delle altre città e comunità del Paese di Vaud, presto riuniti in Assemblea. Il Comitato di unione proclamò il 24 gennaio la Repubblica lemanica. Alla fine dello stesso mese di gennaio giunse a L. l'armata del generale Philippe Romain Ménard, composta da ca. 9000 uomini; oltre a provvedere alla sistemazione e al sostentamento di questo esercito, che rimase in città fino al mese di aprile, L. contribuì con 160'000 lire di Francia (su 700'000) al cosiddetto prestito Ménard.

La Camera amministrativa del cant. Lemano, nata con la Costituzione della Repubblica elvetica, aveva sede a L. Sul piano com., la municipalità di L. era costituita da 11 membri guidati da un pres., il primo dei quali fu Jean Antoine Oboussier. La Camera di maneggio venne presieduta da Victor Secretan.

Nel maggio del 1802 i Bourla-Papey entrarono a L., ma poi accettarono di ritirarsi. Qualche mese dopo, il 19 settembre, il governo della Repubblica elvetica, incalzato dalle truppe federaliste, si rifugiò a L.; il prefetto del cant. Lemano, Henri Monod, era determinato a difendere la città e il governo. La situazione venne risolta dall'annuncio della mediazione di Bonaparte, il 4 ottobre.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.1.2 - Istituzioni e vita politica dopo il 1803

Nel 1803, con l'Atto di mediazione, il potere esecutivo fu attribuito a un municipio di 19 membri, designati dall'assemblea com. per un periodo di sei anni, presieduta dal sindaco. L'amministrazione venne organizzata in quattro sezioni - polizia, poveri, foreste ed economia - e nel 1815 venne creato l'organismo deliberativo, il consiglio com. (100 membri). Il numero dei membri dell'esecutivo e la durata del loro mandato furono progressivamente ridotti (1873, 1882). Dopo la seconda guerra mondiale, le competenze dei dicasteri e di una quarantina di servizi, dalle denominazioni mutevoli, sono state ridefinite più volte. Il municipio (o consiglio municipale), in precedenza nominato dal consiglio com., è eletto direttamente dal popolo a partire dal 1980.

Tra il 1882 e il 1965 sei regolamenti municipali hanno registrato le modifiche intervenute nella funzione pubblica, il cui sviluppo ha portato a un aumento costante del personale. Nel 1873 erano attestati 180 impiegati com., nel 1911 800 funzionari, di cui 150 donne. Gli effettivi furono moltiplicati per 2,4 tra il 1950 e il 1980, anno in cui l'amministrazione losannese offriva 3311 impieghi. L'onere salariale che ne derivava impose un maggiore controllo sugli effettivi, da allora relativamente stabili.

Le finanze, basate tradizionalmente sulle rendite derivanti da possedimenti, vigneti e costruzioni, poterono beneficiare dell'imposta com. dal 1857, poi dei proventi dei servizi industriali (dicastero creato nel 1906; acqua, gas, elettricità), irrinunciabili in un contesto regolarmente deficitario. Tra la fine degli anni 1920-30 e quella degli anni 1950-60, il debito lordo era pari a tre-quattro volte il totale delle entrate; all'inizio del XXI sec., questo rapporto era sceso a una volta e mezzo. La quota degli interessi passivi sul totale delle spese della città ha conosciuto una costante diminuzione; il 12-14% delle spese complessive era destinato alla restituzione del debito negli anni 1930-40, il 5-7% dagli anni 1980-90. Tuttavia, un influsso negativo sulle finanze è dato dalla contrazione delle entrate fiscali dopo il 1990, dalla disoccupazione e da un ridimensionamento degli utili delle soc., ma anche dagli investimenti decisi per l'azienda elettrica di Lavey.

Dal 1803 al 1882 il governo della città fu nelle mani dei conservatori e dei liberali, che cedettero allora il passo ai radicali; dal 1882 al 1950 il sistema maggioritario permise ai radicali e ai liberali di avere la maggioranza sia nel consiglio com. sia nel municipio. I socialisti, che fecero la loro comparsa nel 1898 (il partito losannese venne creato nel 1909), ebbero una prima volta la maggioranza dal 1934 al 1937 (tre municipali su cinque, tra cui il sindaco Arthur Maret). La coalizione borghese riprese il potere nel 1937, mentre si annunciavano giorni difficili per la sinistra (interdizione dei comunisti nel 1940, della Federazione socialista sviz. nel 1941). L'estrema destra venne sconfitta nel 1941, quando i partiti borghesi e i socialisti si accordarono in una tacita alleanza. La sinistra governò una seconda volta dal 1946 al 1949, con un municipio composto da tre membri del partito operaio popolare (comunisti), due socialisti, tra cui il sindaco Pierre Graber (futuro Consigliere fed.), un radicale e un liberale. La destra (l'alleanza borghese dell'Entente) dominò la scena politica dal 1949 al 1989 (sindaci Georges-André Chevallaz e Jean-Pascal Delamuraz, entrambi radicali e futuri Consiglieri fed.). Un'alleanza tra socialisti, partito operaio popolare ed ecologisti ha permesso alla socialista Yvette Jaggi di divenire la prima donna sindaco di L. (1990-98); l'alleanza, che anche in seguito ha conservato il potere, nel 2006 ha consentito all'ecologista Daniel Brélaz di essere rieletto alla carica di sindaco. Nel 2003 la nuova Costituzione cant. ha modificato il corpo elettorale concedendo sul piano com. il diritto di voto e di eleggibilità agli stranieri che risiedono in Svizzera da almeno dieci anni, nel cant. da tre anni; nel 2006 17'300 di loro hanno esercitato questo diritto a L. Nella seconda metà del XX sec., e quale conseguenza del maggio 1968, i giovani hanno rivendicato altri valori, in particolare nell'ambito del movimento "Lôzanne bouge" nel 1980. Gli ultimi decenni del sec. sono stati caratterizzati da una relativa tranquillità politica.

Marginale fino agli anni 1860-70, il movimento operaio fu animato da tedeschi e svizzeroted. uniti nella Soc. del Grütli. La sezione dell'Ass. intern. dei lavoratori sostenne gli scioperi del 1865 e del 1869. Tra il 1870 e il 1885, il movimento sindacale languì fino alla sua ripresa sotto la conduzione di Aloys Fauquez, padre dell'Unione operaia (1890). Malgrado gli scioperi del 1906-07, fu nuovamente indebolito fino alla guerra dopo la scomparsa di Fauquez, poi il clima antibolscevico ne ostacolò lo sviluppo. Lo sciopero dei tipografi (1916), poi degli operai dell'industria del legno e della costruzione (1917-18) precedettero lo sciopero generale del 1918, vissuto senza grande partecipazione. La Federazione dei lavoratori edili e del legno si sollevò nel 1929 contro il padronato sostenuto dallo Stato; durante la legislatura "rossa" mantenne invece una posizione attendista. Un modesto movimento corporativo si sviluppò a partire dal 1926 attorno al gruppo Ordine e tradizione, ispirato a Charles Maurras e poi divenuto nel 1933 Lega vodese (nascita nel 1940 dei gruppi padronali della Federazione vodese delle corporazioni), mentre in parallelo si andava abbozzando la pace del lavoro (1937).

Città meno intern. di Ginevra, L. accolse tuttavia nel 1867 il secondo congresso dell'Ass. intern. dei lavoratori, nel 1869 e 1871 il congresso per la pace e nel 1922-23 la conferenza per la questione orientale (revisione del trattato di Sèvres). Sul piano nazionale, L. venne scelta quale sede del Tribunale federale, istituzione permanente secondo la Costituzione fed. del 1874.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.2 - Economia e società

3.2.1 - Demografia

Nel 1803 L. contava 9965 ab. La crescita demografica, molto marcata tra il 1880 e il 1910, si interruppe solo nel 1970 (137'383 ab.). Nel decennio successivo la città perse 10'000 ab. a vantaggio delle zone limitrofe. Dopo il 1980, L. ha resistito alla flessione demografica che ha colpito le città con funzioni di centro, ma ha visto diminuire il suo peso nell'agglomerato (66% della pop. nel 1950, 43% nel 1990). In parallelo, si è assistito all'invecchiamento della pop. e al prevalere delle economie domestiche di piccole dimensioni: nel 2000 si contavano 1,89 persone per nucleo fam. (4,7 nel 1900) e il 17% degli ab. aveva un'età superiore ai 65 anni (10% nel 1950), e ciò malgrado l'immigrazione, fattore di ringiovanimento. Tra il 1850 e il 1914 la proporzione degli stranieri passò dal 6 al 25%; dopo una flessione durante le due guerre mondiali, il tasso è cresciuto nuovamente dopo il 1950 (36% nel 2002), con un cambiamento nell'area di provenienza dei migranti: la mobilità economica (Italia, Spagna, Portogallo) è stata sostituita da una migrazione determinata in primo luogo dai conflitti (ex Iugoslavia, Africa).

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.2.2 - Spazio edificato e urbanesimo

Tra il 1803 e il 1814 L. avviò numerosi lavori per rafforzare il suo statuto di capoluogo cant. (edificio del Gran Consiglio, ospedale cant., ospedale psichiatrico, casa di pena, piazza della Riponne, portata a termine nel 1830). Per rispondere all'aumento del traffico, l'ingegnere Adrien Pichard concepì, novità assoluta per la Svizzera, una cintura stradale a debole pendenza (1836-64) articolata attorno al Grand-Pont (1836-44) e al tunnel della Barre (1851-55). Vennero ricoperti l'alveo della Louve (1812-68) e la vallata del torrente Flon, che offrì un nuovo asse di penetrazione. Dal 1874 il terrapieno del Flon divenne zona di depositi e di scarico. La rue de Genève si aprì verso ovest all'inizio del XX sec. e la città si sviluppò verso i quartieri di Sébeillon, Provence e della valle della Jeunesse. I ponti Chauderon (1905) e Bessières (1910) furono le tappe conclusive di questo riassetto globale della topografia losannese.

Tra il 1860 e il 1914 la città perse il suo carattere medievale (l'ultima porta, quella di Saint-Maire, venne distrutta nel 1890), il che permise la realizzazione di nuove strade (in particolare rue de la Paix, rue du Lion-d'Or) e di edifici pubblici; molti di questi ultimi furono costruiti su terreni in precedenza situati fuori le mura: teatro di avenue Georgette (1871), ospedale cant. di rue du Bugnon (1883), palazzo di giustizia di rue de Montbenon per il Tribunale fed. (1886), palazzo de Rumine (1898-1906), scuola magistrale (1898-1900), stazione delle FFS (1911-16). La piazza di S. Francesco venne completamente rimaneggiata dopo la distruzione del chiostro medievale e di diverse residenze private; ai suoi margini sorsero l'edificio della posta (1900), banche e grandi magazzini (Bonnard nel 1897). Nel centro della città e a Ouchy furono costruiti numerosi alberghi di lusso; nel 1901 furono realizzati i quai lungo il lago. La crescita urbana avvenne tuttavia senza una pianificazione globale e dovette tenere conto dei limiti imposti dai confini delle grandi proprietà (Montriond, Belvédère, Bergières, Hermitage, Mon-Repos, Bellevue). Il popolamento nell'area sotto la stazione avvenne in maniera discontinua, a danno dei vigneti.

Nel 1907 ulteriori prospettive furono offerte da un nuovo piano direttore per lo sviluppo territoriale; nel contempo, le autorità si mobilitarono per rispondere alla penuria di alloggi, in un contesto igienista focalizzato sul bisogno di acqua, luce ed energia (inchiesta Schnetzler, 1894-96). Gli ab. della città ricevettero l'acqua pressurizzata dalle regioni elevate di Montreux e dal lago di Bret (1876), da L'Etivaz (1901) e da una stazione di pompaggio a Lutry (anni 1930-40). Il gas venne municipalizzato nel 1896, l'elettricità nel 1898. Dal 1901 l'energia elettrica era fornita dalla centrale di trasformazione di Pierre de Plan, alimentata dalla centrale del Bois-Noir a Saint-Maurice, che sostituì una precedente installazione in città del 1882. Negli anni 1930-40 il progetto di Bellerive-plage (1937) fu il fiore all'occhiello dell'attività edilizia della municipalità "rossa". Gli ospedali Sandoz e Nestlé (1932 e 1935) completarono l'offerta di strutture mediche. L'inquinamento delle rive fu eliminato, ma la stazione di depurazione venne inaugurata solo nel 1964. Negli anni della costruzione dell'edificio polivalente Bel-Air (1931-32) la municipalità adattò l'assetto urbano all'uso dell'automobile. Un nuovo regolamento del piano di sviluppo territoriale che introduceva il piano di quartiere venne promulgato nel 1942.

La costruzione di alloggi a pigione moderata fu una preoccupazione costante, assunta da diverse cooperative abitative. Alle soc. filantropiche degli anni 1860-1900 fecero seguito, tra il 1920 e il 1935, cooperative sostenute da finanziamenti pubblici. Le abitazioni fatiscenti furono rase al suolo e si procedette al rimaneggiamento dell'assetto viario. Tra il 1898 e il 1945 furono costruiti 678 alloggi sussidiati, cui si aggiunsero i 2244 dal 1945 al 1949 e i ca. 5000 dal 1980 al 2000. La crescita degli anni 1960-75 si concretizzò con la creazione dei nuovi porti di Ouchy e di Vidy (1970-76), del Centro ospedaliero univ. vodese (CHUV, 1971-82) e dalla sistemazione del quartiere popolare di La Bourdonnette (1966-70).

La necessità di disciplinare lo sviluppo portò alla creazione della commissione intercom. di urbanistica della regione losannese (1967), poi sostituita dalla comunità della regione losannese (ora Lausanne Région; COREL), che opera per lo sviluppo durevole di un agglomerato urbano ancora poco consapevole della propria natura unitaria.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.2.3 - Economia e trasporti nel XIX e XX secolo

Prima del 1850 L. era una piazza commerciale con un settore bancario privato poco sviluppato. La Banca cant. vodese (1846), il Credito fondiario vodese (1858), l'Unione vodese di credito (1864) stabilirono la loro sede centrale a L., così come fecero i gruppi assicurativi Soc. vodese di mutuo soccorso (1845), La Suisse (1858), Mutuelle vaudoise (1895). La Soc. industriale e commerciale (1859), la Soc. per lo sviluppo di L. (1885) e la Camera di commercio sostenevano lo sviluppo economico. Nel 1898, quando l'attività edilizia e l'industria tipografica costituivano l'ossatura delle attività industriali, la conceria Mercier fu costretta alla chiusura, mentre la fabbrica di cioccolato Kohler si era già trasferita a Echandens da due anni. L'artigianato fu colpito da una crisi strutturale (sarti, calzolai, scalpellini). Il settore terziario si impose tra il 1888 e il 1910, con oltre il 50% degli attivi. L'industria alberghiera e i pensionati per forestieri facoltosi conobbero un periodo di fioritura tra il 1880 e il 1914 (105 nel 1900); l'edilizia reclutava operai ted. e poi it. Il primo grande magazzino (Innovation) risale al 1907.

La grande questione del XIX sec. fu la ferrovia. L'iscrizione di L. nella prevista rete di collegamento tra Ginevra e il lago di Neuchâtel diede origine a contrasti. Nel 1856 un aspro contenzioso oppose la città e il cant. a proposito del collegamento con Berna; la città fu sottoposta dal cant. ad amministrazione controllata ma riuscì infine a prevalere, trasformandosi presto dall'originario cul-de-sac in un nodo ferroviario sulla linea Parigi-Milano. Diverse compagnie assicurarono il servizio regionale verso Echallens-Bercher (1872-74) e La Broye (1887). La funicolare di Ouchy (il porto fino alla prima guerra mondiale assicurò il trasporto delle merci) venne inaugurata nel 1877; dal 1896 una rete di tram elettrici collegò i com. vicini (Renens nel 1905). La rete venne completata dalla funicolare tra L e Signal (1899, in funzione fino al 1948) e dal tram L.-Moudon (1902). La stazione del 1856 venne ricostruita nel 1915.

Nel turbolento periodo 1914-25 si assistette al boom del settore dei servizi (commercio, ramo alberghiero, trasporti) e a una flessione dell'edilizia. Banche e assicurazioni raddoppiarono i propri effettivi tra il 1910 e il 1920. Nel settore dell'editoria prese vita il futuro gruppo Edipresse. La guerra del 1914 comportò la chiusura dei pensionati e forti difficoltà per l'industria alberghiera, malgrado l'apertura dell'albergo Lausanne Palace (1915). Le Comptoir suisse, che si stabilì al palazzo Beaulieu nel 1920, simboleggiò una nuova società dei consumi. La zona del Flon venne risistemata creando un collegamento ferroviario verso Renens (stazione di smistamento) e munita di terrapieno, il che comportò lo spostamento del centro verso Sébeillon, dotato di una stazione per le merci nel 1927. Nonostante un esordio promettente (collegamento con Parigi nel 1921), l'aeroporto di La Blécherette fu eclissato da quello di Ginevra. Tra il 1929 e il 1939 si registrò un aumento del 20% del numero degli impieghi. Tuttavia dal 1932 al 1936 le conseguenze della depressione colpirono sia l'edilizia sia il ramo alberghiero, che pure poteva contare su una scuola alberghiera (fondata nel 1893) e su un ufficio del turismo (1932). Il piccolo commercio patì la concorrenza di Uniprix e Migros a partire dal 1932-33.

L. visse gli anni di prosperità, gli schock petroliferi e la crisi degli anni 1990-2000 come il resto della Svizzera. Dopo il 1945 le attività costruttive conobbero una stasi, mentre i salari aumentarono. La preparazione dell'Esposizione nazionale del 1964 stimolò la messa in cantiere delle infrastrutture stradali (autostrada verso Ginevra). La disoccupazione, comparsa nel 1991, raggiunse percentuali mai conosciute in precedenza (12% degli attivi nel 1997). Il settore secondario (10% nel 2001), essenzialmente legato alle attività manifatturiere ed edili, continuò a regredire nei confronti del terziario malgrado la diminuzione degli effettivi del settore del commercio dopo il 1991, dovuta al trasferimento delle grandi superfici commerciali nei com. vicini. Le autorità cittadine si impegnarono a rafforzare la rete intercom. dei trasporti e promossero i Park and Ride (P+R). Il TGV (Parigi-L.) è in funzione dal 1984. La linea di metropolitana dell'ovest losannese (1991) collega il Flon a Renens, passando per La Bourdonnette, l'Univ. e il Politecnico fed. La linea della metropolitana Ouchy-ospedali-Epalinges, il cui progetto è stato approvato nel 2002, è stata inaugurata nel 2008.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.3 - Vita religiosa, formazione, cultura e sport

3.3.1 - Vita religiosa

Malgrado l'aumento della pop., anche nel XIX sec. L. continuò a formare un'unica parrocchia. Alle tre chiese in funzione nel XVIII sec. si aggiunsero quelle di Ouchy (1840) e di Chailly (1902), divenuta parrocchiale nello stesso 1902. Fu solo nel 1910 che l'antica parrocchia venne divisa (Cité, S. Lorenzo, S. Paolo, S. Francesco, Ouchy). I fedeli della Chiesa libera (creata nel 1847 in opposizione alla Chiesa nazionale) si riunivano in quattro cappelle, fra cui quella di Les Terreaux. La fusione tra le due Chiese nel 1966 comportò un riassetto anche dei luoghi di culto. Gli anglicani, costituitisi in comunità nel 1818, ebbero la loro chiesa nel 1878, i presbiteriani nel 1876 (chiesa scozzese). Alla fine dell'ancien régime i catt. che vivevano a L., stranieri o provenienti da altri cant., dipendevano dalla parrocchia di Assens. Dopo la legge del 1810, che accordò loro il libero esercizio del culto, nel 1817 ottennero la loro parrocchia. Fu inoltre concesso loro un primo luogo di culto (S. Stefano, antico arsenale), mentre Notre-Dame du Valentin venne consacrata nel 1835 ed elevata a basilica minore nel 1992; nel XX sec. vennero costituite nove nuove parrocchie. Alla chiesa di Florimont (1924) fanno riferimento i greci ortodossi, mentre gli ortodossi russi si recano a Vevey. La comunità isr., costituitasi nel 1860, eresse la propria sinagoga nel 1910 (un migliaio di fedeli nel 2000); secondo la Costituzione vodese del 2003, è riconosciuta istituzione di interesse pubblico. I mus. hanno a loro disposizione il Centro islamico di L. (1979) e il Centro islamico albanese.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.3.2 - Università e scuole

Per lungo tempo orientata in particolare sugli studi teol., l'Acc. estese il ventaglio delle proprie discipline dal 1806 e soprattutto dal 1837. Divenuta Univ. nel 1890 (Università di Losanna), nel 1906 occupò una parte del palazzo de Rumine. Dal 1970 lasciò la città per trasferirsi a Dorigny (com. Chavannes), a fianco del Politecnico federale (com. Ecublens), a sua volta derivazione dell'Ecole spéciale (1853). L. annovera inoltre due importanti scuole di gestione, l'Institut des hautes études en administration publique (IDHEAP, 1982) e l'International Institute for Management Development (IMD), succeduto nel 1990 all'istituzione fondata nel 1957 da Nestlé (IMEDE). La scuola alberghiera, la prima a livello mondiale (1893), si trasferì nel 1975 dal centro cittadino a Chalet-à-Gobet (scuola univ. professionale nel 2003, inserita nella rete delle scuole univ. professionali della Svizzera occidentale HES-SO).

La prima scuola elementare di grandi dimensioni, il collegio S. Rocco (1874), fu seguita da numerosi altri ist., la maggior parte dei quali venne costruita prima della prima guerra mondiale. La scuola magistrale (1837) fu trasferita nel 1904 a Bugnon, la scuola di commercio a Beaulieu nel 1914. Il liceo classico e quello scientifico (per i ragazzi) e la scuola superiore femminile (a Villamont nel 1888) costituivano l'offerta dell'insegnamento pubblico di livello secondario. Tra le numerose scuole private, la scuola nuova della Svizzera romanda, con allievi da tutto il mondo, aprì nel 1906. Città di formazione e di cultura, L. fu pure considerata prima del primo conflitto mondiale "la Mecca della medicina", con le cliniche private che completavano l'offerta pubblica.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.3.3 - Vita culturale e offerta sportiva

La stampa politica fece la sua comparsa durante la Rivoluzione franc., con la futura Gazette de Lausanne; la Feuille d'Avis, pubblicata dal 1762, fu per un lungo periodo unicamente un foglio di avvisi. Altre testate apparvero nel XIX sec. Nel 2007, nell'era dei giornali gratuiti, l'interesse del pubblico si rivolgeva quasi esclusivamente ai giornali Vingt-quatre Heures e Le Matin, mentre i fogli di quartiere sopravvivevano con difficoltà. A L. vi sono inoltre diversi editori di fama, tra cui Henry-Louis Mermod, che pubblica in particolare Charles-Ferdinand Ramuz.

Con l'inaugurazione nel 1818 del Museo cant. prese il via a L. l'età dei musei. Dopo il Museo Arlaud (1840), fu la volta del Museo industriale (1862), antenato del mu.dac (1967). Nel 1918 fu inaugurato nella sede del vescovado il Museo dell'Association du Vieux Lausanne, divenuto Museo storico nel 1990, mentre nel 1936 fu aperto a Vidy il Museo romano. Agli inizi del XXI sec. si contavano 21 musei dedicati alle arti, all'art brut (1976), alle arti applicate, all'architettura, alla fotografia (Elysée, 1985), alle scienze e alla storia.

La vita musicale, che in un primo tempo si svolgeva nel casinò di Derrière-Bourg (1824-74), dipese dalla casa del popolo di rue Caroline per lungo tempo (1901-54), fino a quando cioè la sua grande sala da concerto fu sostituita da quella del teatro di Beaulieu (1954). Victor Desarzens fondò l'Orchestra da camera di L. (1942), il cui destino si intrecciò con quello della radio, stabilitasi a L. nel 1922. Dopo il 1940 il cabaret conobbe una stagione di gloria con Gilles, mentre la vita teatrale trasse nuova linfa da Paul Pasquier e da Charles Apothéloz; il teatro di Vidy sopravvisse all'Esposizione del 1964 e divenne un palcoscenico rinomato. Il teatro municipale si trasformò in Opéra con Renée Auphan (1983). Jazz e musica moderna hanno la loro scuola, mentre la danza si sviluppò attorno al Gran premio di L. (1973) e al Béjart Ballet Lausanne (1987); il cinema beneficia della presenza della Cinemateca sviz. (1948).

Centro amministrativo dello sport a livello mondiale, L. accoglie diverse manifestazioni sportive, numerose federazioni, il tribunale arbitrale dello sport e la Casa dello sport intern. (2005). Sede del CIO dal 1915, L. è capitale olimpica dal 1993, anno in cui è stato aperto il nuovo Museo olimpico di Ouchy. Un'Acc. intern. di scienze e tecniche dello sport (2000) estende questa vocazione anche al mondo univ.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

3.4 - Verso una nuova identità

La città non rappresenta che una parte del territorio com. Chailly, villaggio poi quartiere di ville e di pensionati dalla fine del XIX sec. al 1960, ha visto moltiplicarsi la costruzione di stabili locativi. La Sallaz e Vennes hanno pure conosciuto un incremento di pop. La locanda di Chalet-à-Gobet, a lungo stazione di cambio dei cavalli, è tuttora popolare presso gli escursionisti che percorrono le foreste del Jorat. Il bosco di Sauvabelin è teatro dal XIX sec. della "festa del bosco", che si svolge poco prima delle vacanze estive (sistemazione di un lago artificiale nel 1888). L'enclave di Vernand, attorniata dai com. di Romanel-sur-Lausanne e di Cheseaux-sur-Lausanne, fu unita a Crissier e poi a Romanel tra il 1798 e il 1805.

Dal profilo giur., non vi sono differenze tra L. e gli altri 380 com. vodesi. Dal profilo politico, invece, questa visione non è sostenibile, ma immaginare concettualmente la regione resta problematico. Nel 1850 a L. risiedeva solo l'8,5% della pop. vodese, nel 2000 il 19,4%. Nel quadro della ridefinizione dei distr. prevista dalla Costituzione del 2003, il Gran Consiglio ha respinto nel 2006 la proposta di un distr. della Grande L., optando per una circoscrizione costituita da L. e da cinque altri com. L'agglomerato losannese, che nel 2000 inglobava 70 com., non è riconosciuto come tale e le istituzioni regionali che si sono succedute nel tempo non sono riuscite a eliminare i disaccordi con i com. vicini, legati in particolare al contributo che questi devono versare per le prestazioni di cui beneficiano, problema che si ripropone con frequenza nel caso delle città-centro ed erogatrici di servizi. A differenza di Zurigo o Ginevra, a L. non vi sono state delle fusioni. Secondo alcune proiezioni, tra qualche decennio la città farà forse parte di una megalopoli lemanica che si estenderà da Ginevra a Montreux.

Autrice/Autore: Frédéric Sardet / cor

Riferimenti bibliografici

Archivi
– ACV
– ACit Losanna
Fonti
– E. Chavannes (a cura di), Manuaux du Conseil, 1882
FDS VD, B/1
Bibliografia