• <b>Hirzel</b><br>Prima pagina della cronaca familiare nel registro genealogico zurighese (<I>Stemmatologia Tigurina</I>) di Erhard Dürsteler, iniziato prima del 1723 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. E 18a, fol. 452r). Gli stemmi di famiglia con cimiero introducono la storia familiare. Sulla pagina raffigurata sono menzionati, con i principali dati biografici, il commerciante di panni Peter Hirzel (1511-1573) di Pfäffikon, capostipite dei rami più importanti della famiglia, suo figlio Salomon (1544-1601), influente politico, e il figlio omonimo di quest'ultimo (1580-1652), nominato borgomastro di Zurigo nel 1637.

Hirzel

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Il cognome è menz. la prima volta nel 1318 nel registro censuario del Fraumünster. Peter ( -> 32), commerciante di drappi di Pfäffikon (ZH) e capostipite del ramo principale della fam., acquisì la cittadinanza di Zurigo (1540) dopo aver soggiornato per dieci anni a Lucerna. Nel XV sec. altri H. divennero cittadini di Zurigo, ma non è attestato che fossero parenti di Peter. La fam. contò numerose linee, presenti anche nell'Oberland zurighese. I figli di Salomon ( -> 34), abiatico di Peter, commerciante di drappi, e primo degli H. a divenire borgomastro, furono i capostipiti dei quattro rami principali. Peter H.-Heidegger (1554-1613), anch'egli figlio di Peter, diede origine a una quinta linea, che non ebbe stretti rapporti con le altre. Da Zurigo il casato si diffuse in Germania (Württemberg, 1666), Gran Bretagna (fine del XVIII sec.), Francia, Italia e Turchia. Gli H., che spesso detennero cariche pubbliche e militari o studiarono teol., annoverarono, dopo gli Escher vom Glas, il maggior numero di Consiglieri, contando 83 membri del Gran Consiglio (1574-1798) e 40 del Piccolo Consiglio (1584-1798). Fra loro vi furono pure numerosi balivi (uno nel XVI sec., sei nel XVII e 12 nel XVIII). Fin dal 1582, con Beat (1537-1614), la fam. fece parte della soc. degli Schildner zum Schneggen, di cui erano membri sei dei suoi esponenti alla fine del XVIII sec. Fra il XVI e il XVIII sec. gli H. acquisirono i castelli e le signorie di Wetzikon (1583), Altikon (1641) e Kefikon con Islikon (1657), le signorie di Elgg (1686), Saint-Gratien (Piccardia, 1708) e Wülflingen con Buch (1734) e una parte di quella di Kempten con Greifenberg e Werdegg (1753). La fam. non seguì una linea politica omogenea; in occasione del cosiddetto putsch di Zurigo del 1839, ad esempio, il borgomastro Conrad Melchior ( -> 5) espresse in seno al Consiglio dell'educazione un voto decisivo a favore del controverso teologo David Friedrich Strauss, mentre, sull'altro fronte, il pastore Bernhard ( -> 1) guidava i contadini ribelli dell'Oberland. Feste fam. organizzate a scadenze regolari e la rivista di fam. Hirzel-Bott promuovono il rafforzamento del senso di appartenenza al casato; le attività sono finanziate da un fondo di fam. creato dal borgomastro Salomon nel 1652.

<b>Hirzel</b><br>Prima pagina della cronaca familiare nel registro genealogico zurighese (<I>Stemmatologia Tigurina</I>) di Erhard Dürsteler, iniziato prima del 1723 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. E 18a, fol. 452r).<BR/>Gli stemmi di famiglia con cimiero introducono la storia familiare. Sulla pagina raffigurata sono menzionati, con i principali dati biografici, il commerciante di panni Peter Hirzel (1511-1573) di Pfäffikon, capostipite dei rami più importanti della famiglia, suo figlio Salomon (1544-1601), influente politico, e il figlio omonimo di quest'ultimo (1580-1652), nominato borgomastro di Zurigo nel 1637.<BR/>
Prima pagina della cronaca familiare nel registro genealogico zurighese (Stemmatologia Tigurina) di Erhard Dürsteler, iniziato prima del 1723 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. E 18a, fol. 452r).
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Archivi
– AFam presso ZBZ (cat. pubblicato in Zürcherische Familienarchive in der Stadtbibliothek Zürich, fasc. 1, 1907)
Bibliografia
– K. Keller-Escher, Die Familie Hirzel von Zürich, 1899
Schweiz. Geschlechterbuch, 1, 205-217; 6, 276-296
– H. Hirzel-Denzler (a cura di), Familie Hirzel von Zürich, 1980
Erinnern und vergessen - eine Zürcher Familiensaga, cat. mostra Zurigo, 2002

Autrice/Autore: Katja Hürlimann / vfe