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Morrens (VD)

Com. VD, distr. Gros-de-Vaud; (1147: Morrens). Appartenente dal 1970 all'agglomerato di Losanna, M. comprende il villaggio omonimo e la frazione di Les Biolettes. Pop: 13 fuochi nel 1453, 41 nel 1764, 203 ab. nel 1803, 326 nel 1850, 285 nel 1900, 246 nel 1950, 888 nel 2000. Scavi eseguiti a cavallo dei territori di Cheseaux-sur-Lausanne e di M. (in località Le Buy) alla fine del XIX sec. e nel 1998 hanno portato alla luce vestigia di un'ampia villa galloromana (con fondamenta di diversi edifici), un forno per la ceramica e numerosi reperti (monete, ceramiche, pitture murali e un mosaico, oggi nel vestibolo della villa Mon-Repos a Losanna). Inoltre furono rinvenute rovine di un insediamento romano (1977) e numerose tombe altomedievali lastricate o scavate nella molassa (XIX sec.). Nel ME M. fu un feudo del vescovo di Losanna; all'inizio del XVI sec. era amministrato da nobili di Russin. Ceduta in feudo a Jean Réal nel 1530, la signoria di M. divenne poi proprietà di Daniel de Saussure (1594), rimanendo in mano dei suoi discendenti per tutto l'ancien régime (nel 1696 venne costruito un castello). Amministrato dall'assemblea della comunità e sede di una corte di giustizia signorile, il com. fece parte del baliaggio di Losanna (1536-1798), in seguito fu attribuito al distr. di Echallens (1798-2006) e dal 2006 a quello di Gros-de-Vaud. La parrocchia (chiesa di S. Nicola, menz. nel 1228) dipende dal capitolo della cattedrale di Losanna; all'epoca della Riforma (1538) venne aggregata la frazione di Montheron (com. Losanna). Tradizionalmente dedito soprattutto all'agricoltura, M. è divenuto un com. a carattere residenziale, con un forte incremento demografico dagli anni 1970-80. Nel periodo 1950-60 venne effettuata la ricomposizione parcellare. A M. erano presenti un'impresa generale di costruzioni e un'ebanisteria; nel 2000 contava cinque aziende agricole.


Bibliografia
– D. Décosterd, Région du Gros-de-Vaud: programme de développement, 3 voll., 1990
– «Chronique archéologique», in RHV, 1999, 84-86

Autrice/Autore: Marianne Stubenvoll / vfe