25/08/2009 | segnalazione | PDF | stampare | 

Aubonne (comune)

Com. VD, distr. Aubonne dal 1798, capoluogo dal 1803; (1177: Albona). Borgata dominante la stretta valle formata dal fiume Aubonne; comprende le frazioni di Trévelin e Bougy-Saint-Martin. Pop: 200 fuochi nel 1417, 1101 ab. nel 1764, 1730 nel 1850, 1736 nel 1900, 1682 nel 1950, 2570 nel 2000. Ritrovamento di reperti risalenti all'età del Bronzo. A Trévelin sono venuti alla luce resti di una villa, bassorilievi raffiguranti gladiatori e alcune tombe altomedievali. La località di A. è attestata dal 1189; nel 1226 viene cit. per la prima volta uno dei suoi cittadini. I diritti di cittadinanza vennero definiti in un arbitrato del 1234 riguardante i tre fratelli d'A., signori di A. All'epoca la città era già protetta da una cinta muraria; A. e il suo castello controllavano l'accesso al ponte sul fiume sulla strada che da Ginevra portava a Cossonay. A partire dal XIII sec., sia i signori d'A. (ramo primogenito della fam.), sia i cosignori di A. (ramo cadetto), detennero diritti di varia natura ad A., che nel 1255 divenne un possedimento diretto dei Savoia. Fra il 1319 e il 1343 venne costruito a ovest del borgo un nuovo quartiere, nel quale risiedevano diverse fam. nobili. Dal XIV sec. al 1625 i cittadini di A., comborghesi di Ginevra, vennero esentati dal pagamento di dazi sui fiumi Arve e Rodano. Già nel XIII sec. essi avevano il diritto di mercato ad A. e nel 1487 ottennero l'autorizzazione a tenere due fiere all'anno della durata di tre giorni. Le franchigie della città furono precisate in epoca savoiarda. A. sostenne lunghi processi contro i suoi signori, in particolare contro Henri Duquesne e Gabriel-Henri Mestral, nella seconda metà del XVII sec.

Nel 1701 A. passò sotto il dominio di Berna e fu integrato nel neocostituito baliaggio di A. Il balivo si insediò nel castello, ricostruito da Jean-Baptiste Tavernier e da Duquesne. Nel XVIII sec. la città, all'epoca una delle più grandi e popolose della regione, era governata da un Consiglio presieduto da un alfiere e composto da 12 Consiglieri, fra cui due cittadini in rappresentanza del popolo, i cosiddetti élus; un secondo Consiglio (il Rière-Conseil) composto da 20 membri, poteva supplire alle assenze. Una certa insofferenza nei confronti del regime bernese, che si manifestò alla fine del XVIII sec., spiega il relativo successo delle idee rivoluzionarie nel 1798 e le simpatie che incontrò, nel maggio del 1802, il movimento dei Bourla-Papey.

Prima della fondazione di A., Trévelin, dove sorgeva la chiesa parrocchiale di Nostra Signora, era la sola località abitata. La parrocchia di Bougy-Saint-Martin fu soppressa nel 1276. Fu solo nel 1306 che nel borgo venne consacrata una cappella, dedicata a S. Stefano, divenuta parrocchiale dopo la Riforma. Al decanato di A. facevano capo le parrocchie della diocesi di Ginevra situate a nord del Rodano. Nel 1444 la sede del decanato fu trasferita a Gex (F). Nel 1537 un accordo stipulato fra Berna e il conte della Gruyère, signore di A., regolamentò il culto rif.; la nuova parrocchia comprendeva le filiali di Féchy, Montherod, Pizy, Lavigny (salvo nel XIX sec.) e Bougy-Villars (solo nel XIX sec.). Dal 1847 al 1965 ad A. ebbe sede una comunità della Chiesa libera. La parrocchia catt. fu ricostituita nel XX sec.

Il tracciato della linea ferroviaria Losanna-Ginevra, aperta nel 1858, escludeva A., per cui nel XIX sec. nel com. non si insediò nessuna industria, ad eccezione del polverificio fed. a La Vaux, fondato nel 1853 e tuttora attivo (privatizzato nel 1997). Nel 1896 A. venne collegato alla linea Losanna-Ginevra con la tratta Allaman-A.-Gimel, in seguito sostituita da un servizio di autobus. Nel 1964 l'apertura dell'autostrada incrementò lo sviluppo della città e della regione: l'inventore del velcro costruì qui la sua prima fabbrica. Il settore secondario è rappresentato dall'industria farmaceutica e da quelle del mobile e dall'artigianato. Nell'arboreto creato nel 1963 nella valle dell'A. è stato istituito nel 1967 un museo del legno.


Bibliografia
– J.-F. Robert, «Le Conservatoire rural de l'arboretum d'Aubonne», in Folklore svizzero, 68, 1978, 59-68
– F. L. Colomb, P. Lincio, Aubonne à l'écoute des vieilles pierres, 1979
– M. Grandjean, Les temples vaudois, 1988
– M. Biéri (a cura di), Aubonne et ses environs à la Belle Epoque, 1991

Autrice/Autore: Germain Hausmann / pcr