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Linescio

Com. TI, distr. Vallemaggia; (1437: Lignazio; 1602: Linezio). Parte del com. di Cevio fino al 1858, il villaggio è situato sul versante sinistro all'imbocco della valle Rovana. Pop: 33 fuochi nel 1591, 228 ab. nel 1761, 330 nel 1801, 243 nel 1860, 220 nel 1900, 139 nel 1950, 32 nel 2000. Consacrata nel 1640, la chiesa parrocchiale di S. Remigio subì una notevole trasformazione nel 1817-19; la parrocchia si separò dalla chiesa prepositurale di Cevio nel 1757. Il com. è caratterizzato da una fitta struttura a terrazzi, che permisero uno sfruttamento capillare del suolo con la coltivazione di segale, canapa, lino e patate sul ripido pendio. L'emigrazione (XIX sec.) e lo spostamento verso i centri urbani (spec. dopo il 1950) hanno segnato l'abbandono di buona parte dei terreni agricoli e dei pascoli; nel 2000 nessun ab. del com. era più attivo nel settore primario. Sul versante destro della valle è attiva l'industria estrattiva (cave di beola). All'inizio del XXI sec. è stato elaborato un progetto per salvare i terrazzamenti dal degrado mediante un recupero conservativo.


Bibliografia
– G. Martini (a cura di), Vallemaggia, 1988, 90-92
– A. Donati, I monti di Linescio, 1989
– A. Benelli, La condition des femmes paysannes tessinoises au XIXème siècle, mem. lic. Losanna 2003

Autrice/Autore: Daniela Pauli Falconi