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Cavergno

Com. TI, distr. Vallemaggia; (1284: Cavergnium). Villaggio raggruppato all'imbocco della valle Bavona, che costituisce da sempre il retroterra naturale di C. Pop: 188 fuochi nel 1669, 418 ab. nel 1801, 455 nel 1850, 388 nel 1900, 359 nel 1920, 399 nel 1950, 511 nel 1970, 468 nel 2000. Tutti i nuclei della valle, tranne San Carlo, appartengono a C. Nel Trecento C., Bignasco, Menzonio e Brontallo costituivano una sola vicinanza, pur mantenendo ognuno la propria autonomia. La chiesa parrocchiale di S. Antonio da Padova fu costruita nel 1682 e poi pił volte rimaneggiata; gli affreschi sono stati realizzati da Antonio Rinaldi da Tremona. C. fece parte della viceparrocchia di Bignasco sino al 1786. A partire dal XVII sec. gli ab. di C. emigravano in Italia; i sec. XVIII e XIX furono contraddistinti da una forte corrente migratoria verso l'Olanda (spazzacamini, fumisti, ombrellai, bottegai e costruttori), l'Ungheria e in seguito verso l'Australia. Le attivitą principali della pop. furono per sec. l'allevamento e l'economia alpestre, ormai quasi scomparsi per lasciare il posto alle attivitą estrattive (a C. vi sono alcune cave di beola). Dopo un periodo di calo demografico dovuto all'emigrazione, gli ultimi decenni del XX sec. sono stati contraddistinti da una certa ripresa, dovuta anche ai lavori effettuati negli anni 1960-70 per l'installazione delle infrastrutture idroelettriche.


Bibliografia
– G. Martini (a cura di), Vallemaggia, 1988, 106

Autrice/Autore: Daniela Pauli Falconi