24/05/2004 | segnalazione | PDF | stampare | 

Bosco/Gurin

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da un’immagine. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

Com. TI, distr. Vallemaggia; (1244: Buscho de Quarino). È il villaggio più elevato del cant. (1504 m), situato in fondo alla valle di Bosco, ramificazione della Rovana; portava fino al 1934 il nome di Bosco-Vallemaggia (ted.: Gurin). Pop: 300 ab. nel 1597, 235 nel 1801, 382 nel 1850, 266 nel 1900, 188 nel 1950, 58 nel 1990, 71 nel 2000. Unico caso nella Svizzera it. di comunità Walser di lingua e cultura ted.; oggi la pop. è bilingue. Il netto calo demografico è da imputare principalmente all'esodo verso i centri urbani delle giovani generazioni.

Provenienti dalla val Formazza i Walser si insediarono a B. verso il 1240, su richiesta dei signori lombardi e dei Capitanei locarnesi, che volevano un esercito di mercenari. Nel 1244 affittarono dai nobili locarnesi e dal com. di Losone gli alpeggi della zona, di cui in seguito divennero proprietari. Vissero in condizioni di parziale isolamento fino all'inizio del XX sec., e i rari contatti si rivolsero piuttosto verso la val Formazza o il Vallese; la segregazione geografica accentuò la peculiarità delle abitudini di vita e delle tradizioni locali. La chiesa parrocchiale dei SS. Giacomo e Cristoforo venne consacrata nel 1253, quando probabilmente si staccò anche dalla parrocchia di Cevio; in seguito fu rimaneggiata nel XV e XVI sec. L'oratorio della Madonna della Neve risale all'inizio del XVIII sec. Fino al 1914 vi fu un flusso migratorio stagionale, soprattutto di muratori, verso la Svizzera ted. L'allevamento e l'agricoltura (patate, segale e canapa) sono da sec. la principale fonte di sostentamento degli ab.; nei mesi invernali essi si dedicavano ad attività artigianali (fabbricazione di vasi di legno, filatura di lino, canapa e lana, orlatura di fazzoletti); anche il turismo, in particolare quello invernale, costituisce un'importante fonte di reddito. Il com. venne più volte devastato dalle valanghe; il nucleo comprende molti edifici iscritti tra i beni culturali protetti. Il museo locale di B. ha aperto i battenti nel 1936.


Bibliografia
– AA.VV., 700 anni Bosco-Gurin, 1956
– G. Wielich, «Alcune note sulla fondazione di Bosco Gurin», in AST, 1, 1960, 5-8
– T. Tomamichel, Bosco Gurin, 19823

Autrice/Autore: Daniela Pauli Falconi