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Bienne (comune)

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Com. BE, distr. B. Città e centro regionale ai piedi del versante meridionale del Giura e all'estremità orientale del lago di B.; comprende i com. incorporati di Vingelz (1900), Bözingen (1917), Madretsch e Mett (entrambi nel 1920); (1142: apud Belnam, ted. Biel, it. anche Bienna). Il più antico nucleo cittadino sorge su di uno sperone roccioso delle pendici meridionali del Giura, fra il lago di B. e il Taubenloch, gola della Suze (ted. Schüss), mentre le aree urbane più recenti si sono sviluppate nella pianura alluvionale della Suze, canalizzata nel 1833. Dalla metà del XIX sec. centro industriale (orologi e micromeccanica), B. è attualmente anche sede di servizi e scuole. Le lingue ufficiali sono il ted. e il franc. Dal 1832 B. è capoluogo dell'omonimo distr.

AnnoAbitanti
17701 698
18183 589

Popolazionea
Anno 18501880b19101930195019701990c
Abitanti 5 60916 57932 13637 72648 34264 33351 893
Linguatedesco 13 25322 01724 94632 18836 35427 510
 francese 3 2079 20911 67314 59817 39615 906
 italiano 987289491 2828 3223 927
 altre 241821582742 2614 550
Confessioneriformata 14 62026 36630 75038 31440 03226 123
 cattolicad 1 6754 8406 0318 65922 74517 857
 cattolico-cristiana    572282116
 israelita 24041331026817869
 altre e senza confessione775176355291 0967 728
 di cui senza confessione      3 959
Nazionalitàsvizzeri5 26815 32328 72335 58846 23252 14840 576
 stranieri3411 2893 4132 3382 11012 18511 317

a I dati includono già a partire dal 1770 anche le località successivamente incorporate.

b Abitanti e nazionalità: popolazione residente; lingua e confessione: popolazione "presente".

c Abitanti 2000 48'655; dati di dettaglio non ancora disponibili al momento della redazione definitiva.

d Dal 1880 al 1930 il dato comprende anche i cattolico-cristiani.

Fonti:Ufficio di statistica della città di Bienne, UFS

1 - Dalla Preistoria al basso Medioevo

1.1 - Neolitico ed epoca romana

La regione pedemontana sudgiurassica dei tre laghi fu una zona privilegiata dagli insediamenti già nel Neolitico, come testimoniano gli insediamenti rivieraschi a Nidau e Lattrigen, il sito celtico di La Tène, gli oppida sul Mont Vully o sullo Jensberg, i vici romani di Petinesca (com. Studen) e Salodorum e numerose villae. Sull'attuale territorio urbano di B. non sono invece state rinvenute tracce di insediamenti preromani. Il nucleo medievale dell'insediamento sorgeva su di un sedimento calcareo conoide, formato dalle fonti Brunnquelle o Römerquelle, e antistante le pendici meridionali del Giura. Reperti numismatici databili dal I sec. a.C. fino al IV sec d.C., trovati nella Römerquelle nel 1846, testimoniano l'esistenza di un luogo di culto galloromano; mancano invece prove a sostegno dell'ipotesi che si tratti di un santuario della divinità celtica delle acque, Belenus, presunto eponimo di B. Anche la tesi che fa risalire il primo nucleo abitato a una fortezza tardoromana non è sorretta da prove documentarie. Sono stati portati alla luce resti di edifici romani a est della città medievale.

1.2 - Alto e basso Medioevo

Nell'alto ME la regione del Seeland confinava con il regno di Borgogna. Con l'immigrazione degli Alemanni, iniziata forse già nel tardo VI sec. o più probabilmente solo nel VII sec., si formò nei dintorni di B. una zona mista alemanno-romana; l'elemento culturale germ. divenne dominante solo dall'VIII sec. Nel basso ME prevalevano i piccoli possedimenti sparsi della nobiltà ministeriale locale e dei monasteri della regione del lago di B. e ai piedi del versante meridionale del Giura; da fonti dell'epoca risultano così ad esempio quali proprietari di terreni a B. le case religiose di Bellelay (proprietà menz. nel 1142 e nel 1148) e di Moutier-Grandval (secondo un atto del 1179). Dopo che il re Rodolfo III di Borgogna ebbe donato il monastero di Moutier-Grandval al vescovo Adalbero II di Basilea nel 999, i principi vescovi basilesi estesero ulteriormente la loro signoria nel Giura, scontrandosi perciò con i conti de Neuchâtel, del casato dei Fenis, risp. con il loro successivo ramo dei de Neuchâtel-Nidau. La sfera d'influenza di questa dinastia si estendeva da entrambe le rive del lago e dalle alture del Giura fino a Grenchen e Büren an der Aare, e includeva probabilmente nel XII e all'inizio XIII sec. anche la fortezza di Nidau, costruita nel 1140 e forse in seguito passata ai vescovi di Basilea (in un documento del 1329 la fortezza e la città di Nidau vengono definite feudi del vescovo di Basilea).

2 - Dal tardo Medioevo alla fine dell'ancien régime

2.1 - Fondazione e sviluppo della città

Il vescovo di Basilea, Heinrich II von Thun, fondò probabilmente fra il 1225 (domum de Bilne) e il 1230 (in urbe mea de Beuna), su di un terreno in suo possesso, la città di B. come caposaldo di fronte al più vecchio bastione di Nidau. La fortezza vescovile di B., sul fianco sudoccidentale del primo nucleo cittadino, sorse poco prima o immediatamente a ridosso della fondazione della città.

Le tensioni fra diverse forze caratterizzarono sin dall'inizio lo sviluppo della città. B. fu da un lato centro amministrativo della regione meridionale del principato vescovile di Basilea e sede del più alto funzionario vescovile, il maior (1229: villicus); dall'altro il com. cittadino si emancipò nel corso del XIII sec. dalla signoria vescovile e perseguì in misura sempre crescente obiettivi politici propri. Nei numerosi conflitti che la videro opposta al suo signore spirituale, la città si appoggiò inizialmente sui cittadini nobili e proprietari di terre (cives), fra cui vi erano anche i signori di B.; più tardi la città fece suo lo stemma di questa importante fam., che nel XIII sec. detenne la carica di amministratore vescovile. Commercianti e artigiani immigrati partecipavano all'amministrazione, al servizio di guardia e militare, ma le cariche pubbliche più importanti rimasero in primo luogo appannaggio della nobiltà. Il Consiglio, menz. dal 1252, aspirò ben presto a rafforzare la posizione giur. della città. Nel 1275 re Rodolfo di Asburgo conferì a B. gli stessi privilegi della città di Basilea. Nel 1296 il vescovo Peter Reich von Reichenstein diede alla città una carta di franchigia, basata su di un accordo reciproco, che, ampliata nel 1352, rimase in vigore fino al 1798.

Nonostante fosse soggetta alla signoria temporale del principe vescovo, la città già nel XIII sec. stipulò autonomamente trattati di comborghesia con signorie ecclesiastiche (fra l'altro con i capitoli di Saint-Imier e di Moutier-Grandval e con l'abbazia di Trub), con case comitali (fra l'altro con i de Neuchâtel e i de Neuchâtel-Nidau) e spec. con città (Berna nel 1279, Friburgo nel 1311, Soletta nel 1334, Morat nel 1342, La Neuveville nel 1395). L'alleanza con Berna, dal 1352 un'"alleanza perpetua", portò B. nella Confederazione burgunda bernese. Dai vincoli contraddittori che legavano B. al vescovo di Basilea e alla città di Berna ebbe origine nel 1367 una guerra, che si concluse con l'incendio della città e la distruzione della fortezza vescovile. Dopo l'estinzione del casato dei conti de Neuchâtel-Nidau (1375) il principe vescovo perdette nel 1388 a vantaggio di Berna, città in ascesa, la fortezza e la città di Nidau, situate entrambe in posizioni più favorevoli rispetto agli assi di traffico. Città vescovile di confine, B. dovette destreggiarsi nei 400 anni successivi fra il suo signore e la città sull'Aar; la posizione fra queste due potenti signorie territoriali le impedì di costituirsi a sua volta quale signoria territoriale.

2.2 - Amministratore vescovile e città

L'amministrazione vescovile (Meiertum, risp. mairie) e la città di B. costituivano due sfere giur. diverse ma che tuttavia si sovrapponevano in termini territoriali e del diritto. Il maior agiva su un territorio che comprendeva inizialmente il Giura a sud del Pierre-Pertuis, l' Erguel, la signoria di Orvin, la Montagne de Diesse e la regione pedemontana sudgiurassica da La Neuveville fino a Reiben (com. Büren an der Aare); vi era compresa anche la città di B. con i territori circostanti. Sull'intera amministrazione, inclusa B., vigeva l'alta e la bassa giustizia del principe vescovo, ottenute in feudo dall'Impero. In seguito questo territorio subì un ridimensionamento: nel 1368 La Neuveville formò un'amministrazione vescovile a sé stante, e nel 1606 - a conseguenza della transazione di Bienne - anche l'Erguel; da quell'anno un balivo vescovile risiedette a Courtelary. Nel XVIII sec. rimase invece episodica (fino al 1731) la separazione dall'amministrazione vescovile di B. della Montagne de Diesse e della signoria di Orvin.

La sfera giur. cittadina, definita per la prima volta nel 1300, comprendeva invece la città murata e i suoi villaggi fuori le mura ("Äussere Ziele") - e cioè i villaggi di Vingelz, Leubringen (Evilard) e Bözingen -, la regione lungo la Suze e la Madretsch-Suze fino a dove la Thielle lascia il lago di B., alcune case di Mett sulla riva destra della Suze, e il villaggio di Brittenach, abbandonato verso il 1400, situato nell'odierno Ried (1313: de Brittennacho). Nella città e nei villaggi fuori le mura il Consiglio giudicava casi di alta e bassa giustizia, in nome del vescovo e sotto la presidenza del maior; la città ottenne, dal 1468, una parte degli introiti provenienti dalle ammende dell'alta giustizia. Berna, quale successore dei conti von Nidau, ebbe tuttavia nello stesso distr. il diritto esclusivo di giudicare i casi di furto. L'amministrazione dei villaggi era di pertinenza della città e sottostava a funzionari di B., l'Ammann e il vice-Ammann a Bözingen e Vingelz e l'Ammann a Evilard. Il Consiglio emanava leggi e ordinanze sia per i territori urbani sia per quelli rurali.

Il diritto di leva o di reclutamento, menz. nel 1296, che comprendeva anche l'organizzazione e l'esercizio della giustizia militare, veniva esercitato da B. non solo nella città e nei villaggi fuori le mura, ma su di un territorio che coincideva grosso modo con quello dell'amministrazione vescovile. La maggior parte di questi diritti di signoria passarono a La Neuveville durante i disordini politici del 1368-95, ma dal XV sec. le autorità cittadine li esercitarono nuovamente, in quasi totale indipendenza dal principe vescovo. Se dunque B. doveva la sua autonomia principalmente al diritto di leva, con le truppe sotto il suo comando poteva adempiere agli obblighi che derivavano dalle alleanze con Berna e con i Conf. La città comandava le proprie truppe, reclutate nell'ambito delle corporazioni, quelle dei villaggi fuori le mura e dell'Erguel e, a partire dal 1551, anche la metà dei contingenti di Ligerz, Twann, Tüscherz e Alfermée. Secondo il Defensionale conf. del 1668, B. mise a disposizione della prima attiva 200 uomini, ca. quanti quelli forniti dalla città di San Gallo.

Anche B., come altre città, cercò di assoggettare un territorio. Nella vallata dell'Erguel si assicurò già nel XIV sec. un diritto ad essere consultata dal capitolo dei canonici di Saint-Imier e in occasione delle nomine ai tribunali locali. Dopo la Riforma, nel 1528, ampliò il suo dominio con l'aiuto della nuova autorità ecclesiastica; fallì tuttavia il tentativo di acquisire tutta la vallata. B. riuscì invece nel 1554 a ottenere in pegno, dal capitolo cattedrale di Basilea, Orvin e Erguel, riscattati però già nel 1556 dal principe vescovo Melchior von Lichtenfels. Con l'accordo di Baden del 1610, il principe vescovo riuscì a ridurre ulteriormente l'influsso di B. sull'Erguel. Nel 1409 B. acquisì metà della signoria di Ligerz, con gli annessi diritti di giustizia; i servi della gleba della signoria erano comunque già cittadini ereditari (con diritto di giustizia) di B. Probabilmente sotto pressione, B. rivendette nel 1551 la metà della signoria in suo possesso a Berna, che deteneva già l'alta giustizia sull'insieme della signoria, e dal 1469 l'altra metà, mantenendo però la metà del diritto di leva.

2.3 - Costituzione urbana e amministrazione

Base del regime politico di B. furono fino al 1798 la carta di franchigia del 1352 e il privilegio, concesso dal vescovo Jean de Vienne nel 1380 e rinnovato nel 1388. B. era dunque una città soggetta (Landstadt); negli strumenti giur. indicati si sottolineava la supremazia del signore territoriale. Il com. cittadino era tenuto annualmente e fino al 1798 a prestare giuramento di fedeltà alla carta di franchigia e al privilegio, con il riconoscimento della signoria vescovile. Dal XIV sec. la vita del com. venne regolata da decreti del Consiglio; una prima raccolta di questi decreti, dell'inizio del XV sec., fu sostituita nel 1614 dall'imponente e sistematico statuto cittadino.

L'organizzazione politica della città venne fino al XVII sec. ripetutamente modificata, anche se diversi cambiamenti delle strutture istituzionali non possono essere datati con precisione in mancanza di elementi documentali. Al vertice delle autorità cittadine figurava l'amministratore vescovile, il maior, nominato dal principe vescovo, che amministrava anche il territorio a lui sottoposto. Egli presiedeva pure, ma senza diritto di voto, il Consiglio cittadino e il tribunale. La carica fu fino al XV sec. prerogativa dei nobili vassalli del vescovo e solo eccezionalmente veniva attribuita a un membro del Piccolo Consiglio.

Il Consiglio cittadino o Piccolo Consiglio era composto nel tardo ME da due collegi: il Vecchio e il Nuovo Consiglio, con ognuno 12 membri, che si alternavano annualmente al governo. Dal 1491 al 1525 la città venne governata dal solo Vecchio Consiglio, allora ritenuto più prestigioso. Dopo numerose modifiche costituzionali, i due Consigli governarono dal 1545 congiuntamente; il Piccolo Consiglio, che prevedeva un massimo di 24 membri, fu in realtà composto quasi sempre da un numero inferiore. Il Piccolo Consiglio si completava per cooptazione con la partecipazione di elettori membri delle corporazioni; eleggeva inoltre i membri del Gran Consiglio e i titolari delle cariche cittadine, ad eccezione dell'alfiere. Il Gran Consiglio, che esisteva dalla metà del XV sec., sostituì progressivamente la più vecchia assemblea com., competente ormai in pratica per la sola elezione dell'alfiere. Il numero dei suoi membri, scelti in proporzione all'importanza delle corporazioni, variava fra 21 e 50, ed era quasi sempre fra 30 e 40. Il Gran Consiglio veniva convocato dal maior e dal Piccolo Consiglio e aveva facoltà di agire solo congiuntamente a quest'ultimo (decisioni dei Rät und Burger, cioè del Piccolo e del Gran Consiglio).

Il Piccolo Consiglio insediava la maggior parte dei funzionari cittadini e delle commissioni; fra i primi, anche i due borgomastri, al vertice della gerarchia burocratica cittadina. Questi vigilavano sulle finanze, le fortificazioni della città, le misure e i pesi, il sigillo (menz. nel 1225) e le chiavi delle porte della città. La progressiva diversificazione delle rispettive competenze diede luogo nel 1542 alla creazione di due nuove cariche con funzioni distinte: il tesoriere, che da allora si occupò delle finanze, e il borgomastro, cui rimase la responsabilità di sigillo e chiavi. Eletto a vita, quest'ultimo ascese gradualmente a primo magistrato del com. e assunse anche alcuni compiti già propri del maior, ad esempio la presidenza del Piccolo Consiglio. L'alfiere, altra carica a vita, era in origine il comandante delle truppe della città; nel XVI sec. divenne portavoce del com. presso il Consiglio. Nei primi sec. dell'epoca moderna la carica di alfiere divenne onorifica; egli divenne il secondo massimo magistrato della città, subito dopo il borgomastro, mentre la guida degli affari militari passò a un ufficiale appositamente nominato dal Consiglio.

Ulteriori modifiche dell'organizzazione amministrativa della città produssero una moltitudine di cariche subordinate. Alla fine dell'ancien régime si distinguevano organi governativi (Piccolo e Gran Consiglio, borgomastro), uffici pubblici (più di 30 funzionari, fra cui il tesoriere, il cancelliere, il Grossweibel e il Kleinweibel, gli amministratori di istituzioni cittadine come l'ospedale) e servizi pubblici (più di 25 gli incarichi subordinati, ad esempio responsabile delle costruzioni, doganiere, guardiano). Al cancelliere, in genere un notaio, si chiedeva di essere bilingue, viste le relazioni con l'Erguel francofono. L'insediamento degli organi governativi (elezione e cooptazione dei Consiglieri) e le nomine alle funzioni pubbliche avevano luogo ogni anno in gennaio e terminavano con le giornate del giuramento collettivo nella chiesa della città, cerimonia in cui i membri dei due Consigli, il maior e i cittadini prestavano i loro giuramenti di fedeltà.

2.4 - Città soggetta al principato vescovile e Paese alleato della Confederazione

Nel XV sec. la città aveva una posizione consolidata: godeva di ampia autonomia amministrativa, comandava i villaggi vicini e concludeva alleanze. B. mirava ora anche a entrare come cant. sovrano nella Conf.; a questo fine utilizzò il diritto di leva, grazie al quale poteva partecipare alle guerre dei Conf. e da cui gli derivava la considerazione di cui godeva da parte dei medesimi. Quale alleata di Berna, Friburgo e Soletta, la città ottenne gradualmente lo statuto di Paese alleato, senza tuttavia riuscire ad ottenere un patto analogo a quello che ebbe invece nel 1454 la città di San Gallo. Per questa ragione nella gerarchia ufficiale dei Paesi rappresentati alle Diete fed. B. occupava l'ultimo posto. Gli sforzi intrapresi dalla città dopo le guerre di Borgogna per accedere al rango di Paese conf. a pieno diritto rimasero, come pure molte iniziative successive, senza esito. Ancora più importante per B. era il venire inclusa quale Paese alleato della Conf. nelle alleanze che questa stipulava con la Francia e nei trattati di pace europei in cui era coinvolta.

B. si rivelava pertanto già ampiamente emancipata dal suo signore cittadino; l'adesione alla Riforma nel 1528 e l'accettazione nella comborghesia cristiana nel 1529 rafforzarono l'autonomia della città. Per il rinnovamento dottrinale B. prese a modello Berna, ma gestì quale "autorità cristiana" un proprio regime ecclesiastico, fino al 1610 anche sull'Erguel. La città, in parte con l'aiuto dei suoi alleati Friburgo e Soletta, si destreggiò nelle questioni politiche fra l'alleata Berna e la signoria territoriale vescovile. La transazione di B. (1599) portò la città ad allontanarsi da Berna; dopo il fallimento della transizione, le relazioni fra B. e il principe vescovo furono infine ridefinite dal trattato di Baden (1610), negoziato dalla Dieta. B. perse tutti i diritti politici ed ecclesiastici nell'Erguel, che venne separato dall'amministrazione vescovile di B.; fu limitata la libertà di stringere patti di alleanza e Consiglio e tribunale vennero nuovamente sottoposti al maior. B. conservò per contro lo statuto di Paese alleato; era inoltre lontana da Porrentruy, sede del principe vescovo, che esercitava ormai solo nominalmente i suoi diritti di sovranità.

Lo sviluppo di B. nel XVII e XVIII sec. fu analogo a quello di altre piccole città. La città accolse nel XVII sec. emigrati rif. franc., ma limitò fortemente le concessioni di nuova cittadinanza. Contemporaneamente, a seguito di un processo di aristocratizzazione, singole fam. - spec. i Thellung, i Wildermeth e gli Scholl - furono privilegiate nelle istituzioni cittadine, ad esempio occupando posti nel Piccolo Consiglio (elezione per sorteggio, 1757) o in altri uffici lucrativi. Verso il 1770 B. era con i suoi 1698 ab. più grande della maggior parte delle città soggette simili e di lingua ted., e solo Aarau aveva una pop. di analoghe dimensioni (1719 ab. nel 1764). Malgrado le numerose liti interne fra i partigiani di Berna e coloro che appoggiavano il principe vescovo, B. godeva di una considerazione relativamente alta.

La Rivoluzione franc. pose B. in una nuova situazione. Con l'annessione dei territori imperiali del principato vescovile di Basilea nel 1793, e con quella della prevostura di Moutier e dell'Erguel nel 1797, la Francia divenne vicino immediato di B. Il 6.2.1798 le truppe franc. entrarono senza alcuna opposizione in città, attraverso la porta superiore, inizialmente festeggiati dalla pop. B. e i com. vicini vennero incorporati alla Francia come "Canton de B."; il cant. fece parte dapprima del Dip. del Mont-Terrible e in seguito di quello dell'Haut-Rhin (1800-13). Con il sindaco Sigmund Wildermeth (1765-1847) fu instaurato un regime severo, del tutto allineato al volere di Parigi.

2.5 - Economia urbana

Le basi economiche di B. erano la viticoltura sulle pendici del Giura e in misura minore la pesca. La campicoltura nella pianura della Suze era per contro condizionata dalla minaccia di inondazioni, e in mancanza di pascoli l'allevamento per lo più limitato al bestiame minuto. La città si trovava inoltre discosta dalle vie commerciali su acqua e su terra; il trasbordo delle merci dai mezzi fluviali ai mezzi di trasporto a terra avveniva nel porto bernese di Nidau. Nel corso del XIV sec. il principe vescovo concesse a B., per lo sviluppo della sua economia, diverse regalie e diritti fiscali: fra l'altro, i diritti di caccia e di pesca, di imposte sulle bevande e di dazio, o il diritto (ottenuto nel 1327) di tenere due fiere annuali. Probabilmente per influsso delle precoci corporazioni basilesi, dalla metà del XIII sec. presero forma a B. otto corporazioni artigiane, successivamente ridotte (per accorpamenti) a cinque: quella dei forestali (mestieri edili, artigiani, fabbri), dei vignaioli (con i pescatori e i bottai), dei calzolai (con i sellai), dei fornai (con i mugnai) e dei macellai (con i conciatori). La corporazione del Pavone, in origine riservata ai nobili, si aprì in seguito anche ad altri cittadini.

L'innovativo clima del XVI sec. diede il via a un decollo economico che si manifestò in una fioritura dell'edilizia e dell'artigianato (orefici, pittori su vetro, fonditori di campane e stagno). La partecipazione di B. alle capitolazioni militari rese accessibili ai suoi cittadini le carriere militari al servizio mercenario e gli introiti derivanti da pensioni. Gli immigrati rif. stimolarono nel XVII sec. il commercio. Nell'artigianato per contro le restrizioni corporative - obbligo alla piccola impresa, abolizione della concorrenza, resistenza contro l'insediamento di nuovi artigiani, rigidi regolamenti di produzione - diedero luogo a un'economia urbana frammentata e dotata di scarsi capitali. Gli ordinamenti corporativi impedirono inoltre di stabilirsi a B. a imprenditori franc. che intendevano aprire setifici e lanifici o altre industrie tessili. Riuscirono ad affermarsi soltanto imprese non legate ai vincoli corporativi; tra queste, una trafileria aperta quale feudo vescovile a Bözingen nel 1634, e la stamperia di indiane fondata nel 1747 dai Consiglieri Bendicht Rother e Alexander Jakob Wildermeth, che verso la fine del XVIII sec., dopo un inizio difficoltoso, si sviluppò sotto la direzione di François Verdan in una fiorente impresa.

2.6 - Il centro urbano

Il nucleo fortificato sulla cima della collina subì ancora prima del 1295 un primo ampliamento verso nord est (Obergasse e Untergasse) e un secondo verso il 1350, in direzione sud e verso la pianura; i due interventi raddoppiarono praticamente lo spazio edificato. Dopo l'incendio del 1367, la città venne ricostruita nelle sue dimensioni originali, che rimasero poi invariate fino alla metà del XIX sec. Dopo lo spianamento parziale delle rovine della fortezza nel 1405, la zona, originariamente separata dalla città, venne dal 1489 progressivamente integrata nel centro cittadino. Fra i nuovi edifici costruiti in quest'area figuravano il nuovo municipio (1530-34), l'arsenale (1589-91), che oggi ospita il teatro, l'officina cittadina, il bagno pubblico e il magazzino delle stoffe. Dove sorgeva il vecchio municipio venne costruito nel 1578-82 l'albergo cittadino, il Gasthaus Krone. Sulla più vecchia piazza del tribunale e del mercato, il Ring, sorsero le sedi delle corporazioni. A partire dal XIV o XV sec. il Consiglio promosse con incentivi finanziari la sostituzione delle case in legno con costruzioni in pietra, in modo da ridurre il rischio di incendi. Ingrandite e modernizzate nella prima metà del XVII sec., le case vennero divise in piani tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX sec.; le facciate odierne risalgono a quest'epoca. Le tipologie delle costruzioni corrispondono a quelle della regione pedemontana sudgiurassiana, pur mostrando anche influssi bernesi.

2.7 - Chiesa, scuole e cultura

Sul piano spirituale, B. non apparteneva alla diocesi di Basilea ma, assieme all'Erguel, a quella di Losanna (decanato di Saint-Imier o Soletta). La chiesa parrocchiale (patrocinio di S. Benedetto) è menz. dal 1228. La chiesa attuale, edificata negli anni 1451-70, è considerata, dopo la cattedrale di Berna, la costruzione tardogotica più importante del cant. Berna. Nel 1364 la città acquistò il diritto di patronato sulla chiesa dai conti von Thierstein; per le difficoltà derivate dall'incendio e dalla ricostruzione lo vendette nel 1376 all'abbazia di Sankt Johannsen, e lo riacquistò nel 1540 da Berna, a cui era passato durante la Riforma. Donazioni di case da parte del patriziato diedero luogo alla fondazione di una piccola commenda gerosolimitana, dotata di una chiesa costruita nel 1460-66, e di un asilo per i perseguitati, il cosiddetto Freihof; la commenda venne soppressa nel 1528 e servì più tardi da ospedale (1741-1818). La cappella degli infermi, menz. nel 1477 e posta sulla strada per Bözingen, venne utilizzata nel XVII sec. per il culto in franc. Un'altra cappella, dedicata a Maria, più tardi caduta in rovina, sorgeva a Falbringen; si trattava forse di quella, menz. nelle fonti, dell'insediamento abbandonato di Brittenach.

Sotto la guida del prete secolare Thomas Wyttenbach B. aderì già nel 1525 alla Riforma. La nuova Chiesa si organizzò come a Berna nel 1528. Il Consiglio assunse la direzione degli affari ecclesiastici e, seguendo l'esempio bernese, creò il Concistoro o tribunale matrimoniale, competente fino al 1610 anche per l'Erguel. I beni della chiesa, dell'ospedale e del cronicario furono trasferiti alla città.

Nel 1458 è menz. una scuola cittadina. Tenuta probabilmente solo in modo discontinuo nel XV sec., divenne dal 1528 scuola lat. della città, sotto la guida del vicario della chiesa parrocchiale. Il Consiglio ne approvò il piano di studi la prima volta nel 1625; fra il 1621 e il 1651 vi insegnò il matematico Jakob Rosius. Nel XVI sec. fu inoltre aperta la scuola ted. e al più tardi dal 1621 la scuola per ragazze (elementari). Nel XVIII sec. la scuola per ragazzi era distinta in scuola elementare e in scuola reale, inferiore e superiore, organizzata in più classi; sviluppatasi dalla vecchia scuola lat., quest'ultima assunse a partire dal 1747, proponendo un ampio ventaglio di materie, carattere di ginnasio. Vi si insegnava anche il franc., diventato ormai per l'élite cittadina seconda lingua di conversazione e di formazione culturale. Nel 1761 venne fondata la Soc. economica e nel 1765 la biblioteca civica.

Autrice/Autore: Anne-Marie Dubler / sma

3 - XIX e XX secolo

3.1 - Società e politica

3.1.1 - L'unione con Berna

Dopo la sconfitta di Napoleone (1814), B. e i territori dell'antico principato vescovile di Basilea vennero separati dalla Francia e sottomessi al governatorato generale delle potenze alleate guidato dal barone Konrad Karl Friedrich von Andlau. Per B. si riaprì la speranza di poter costituire un cant. conf. Ma Georg Friedrich Heilmann, delegato della città al congresso di Vienna, non poté impedire l'attribuzione di B. al cant. Berna, assieme alla maggior parte dei territori dell'antico principato vescovile. Il recalcitrante governo provvisorio di B. riuscì tuttavia a strappare a Berna il mantenimento di alcuni precedenti diritti speciali e altre concessioni, quando, nel 1815, B. venne definitivamente annesso al cant. Berna quale parte del distr. di Nidau.

L'Acte de réunion fra B. e Berna accordava alla città di B. anche in futuro la gabella (Ohmgeld), i dazi e le imposte speciali sui dimoranti. Inoltre le autorità cittadine potevano corrispondere direttamente con il governo bernese senza passare attraverso la mediazione del prefetto; rimase invece ancora inattuato il desiderio degli ab. di fare della loro città il capoluogo di un distr. Lo scetticismo nei confronti di Berna rimase vivo; una parte dei patrizi aderì per vari motivi all'opposizione liberale contro il regime bernese e cercò di entrare in relazione con i liberali di Burgdorf Johann e Karl Schnell. Dopo la vittoria dei liberali nel cant. Berna, nel 1831, entrò a far parte del nuovo governo anche il biennese Charles Neuhaus. Nel 1832 B. divenne capoluogo del distr. omonimo. Fu dunque solo con l'avvento della democratizzazione durante il periodo della Rigenerazione che gli ab. di B. incominciarono ad identificarsi con il cant. Berna.

3.1.2 - Comune patriziale e comune degli abitanti

La legge cant. sui com. del 1833 prevedeva accanto al com. patriziale anche la costituzione di un com. degli ab. B. aveva dal canto suo già anticipato l'adeguamento dell'organizzazione com. a una relazione fra patrizi e dimoranti che si era andata modificando (risp. 1119 e 579 nel 1779; 1007 e 1601 nel 1833). Il patriziato, con il Consiglio dei patrizi, divenne una corporazione privata, il cui patrimonio era destinato all'assistenza ai poveri e all'amministrazione delle tutele e curatele. Il com. degli ab. curava gli affari pubblici.

Fra com. patriziale e com. degli ab. sorsero lunghe e complicate dispute relative alla distribuzione dei patrimoni e delle competenze. Verso il 1840 il numero degli immigrati subì un forte incremento; molti orologiai di lingua franc. si stabilirono nella città, originariamente di lingua ted., e la pressione sul patriziato andò così crescendo. Sulla base della nuova legge cant. sui com., del 1852, si procedette a un'ulteriore separazione dei beni del com. patriziale a favore del com. degli ab. L'accordo di divisione attribuì a quest'ultimo la gabella, i diritti di dazio, le imposte speciali sui dimoranti, le idennità per il commercio del sale, passato precedentemente al cant. Berna, i diritti di tener osteria (Pintenrechte), le strade e le piazze pubbliche, mentre i boschi e i sette monti di Bienne, oltre ad alcuni edifici, ad esempio il municipio e la cancelleria, rimasero proprietà del com. patriziale.

3.1.3 - Istituzioni politiche

Nel periodo della Restaurazione B. venne governata da un Gran Consiglio (30-50 Consiglieri) e da un Piccolo Consiglio (15-20 Consiglieri). Dal 1832 un Consiglio municipale di 25 membri (14 dal 1835) costituì l'esecutivo, mentre le funzioni legislative erano assolte dall'assemblea degli ab., che si riuniva due volte all'anno. Un'ulteriore trasformazione dell'esecutivo ebbe luogo nel 1855: l'assemblea com. eleggeva ora 12 consiglieri municipali (in carica per sei anni), oltre al sindaco, il vicesindaco, il segr. com. e municipale e l'usciere com.

Negli anni 1870-80 B. superò la soglia dei 10'000 ab. Il regolamento com. del 1874, modificato di conseguenza, prevedeva ora un parlamento (Stadtrat) di 40 membri, un municipio di cinque con un sindaco a tempo pieno, l'assemblea com. Nel 1882 il numero dei consiglieri municipali fu nuovamente portato a nove. Nel 1893 venne abolita definitivamente l'assemblea com., introdotta la votazione con la deposizione della scheda nell'urna, e contemporaneamente portato a 60 il numero dei membri del parlamento. Anche i cittadini romandi, che costituivano ca. un terzo degli ab., partecipavano ora in misura crescente alla politica com. Le elezioni a sistema maggioritario favorirono il partito di maggioranza, i radicali di lingua ted., che tuttavia concessero spontaneamente una rappresentanza negli organismi politici al partito dei francofoni, il Cercle Démocratique Romand, e alla Soc. del Grütli.

Nel XX sec. il numero dei consiglieri municipali rimase immutato; nel 1909 si attribuirono a tre di loro funzioni a tempo pieno, nel 1920 a quattro e a cinque nel 1946.

3.1.4 - Sviluppo politico nel XX secolo

Lo sciopero dei lavoratori dell'edilizia nel 1902 evidenziò il crescente conflitto fra impreditori e lavoratori. Una corrente anarchica-sindacalista, che considerava quali legittimi mezzi di lotta lo sciopero e le azioni di sabotaggio, influenzò il movimento operaio a B. In diversi settori le lotte dei lavoratori furono condotte con particolare asprezza; il momento culminante fu lo sciopero dei falegnami del 1907, durato quasi un anno. Nello stesso 1907 divenne sindaco di B. il segr. operaio Gottfried Reinmann; si trattava del primo socialista eletto a tale carica in Svizzera. Nel 1909 venne introdotto il sistema proporzionale per le elezioni com. L'Unione operaia (dal 1912 partito socialista) guadagnò maggior influenza politica, anche se la forza politica dominante rimase quella radicale.

La prima guerra mondiale rappresentò un duro colpo per il movimento operaio. All'inizio della guerra i salari erano stati ridotti in modo massiccio e fino alla fine del conflitto non raggiunsero più il potere d'acquisto reale dell'anteguerra. Il rincaro e le difficoltà nell'approvvigionamento di viveri fecero crescere lo scontento fra i lavoratori. In seguito a una dimostrazione contro la fame, nel luglio del 1918, scoppiarono disordini di piazza che furono sedati solo dall'intervento militare. I lavoratori biennesi risposero in massa all'appello allo sciopero generale del novembre 1918. Nel 1919 venne fondato a B. un partito comunista, che rimase tuttavia di portata insignificante.

Nel 1921 i socialisti conquistarono una leggera maggioranza sia in consiglio com. sia nel municipio; sotto la guida del sindaco socialista Guido Müller venne avviato un esperimento di governo di sinistra a livello com. La "Bienne rossa" si distinse negli anni '30 soprattutto nel campo urbanistico, in particolare con il quartiere della stazione ferroviaria. La Casa del popolo, costruita sotto la guida di Eduard Lanz nel 1928-32, oltre a costituire un eccellente esempio del linguaggio architettonico del movimento moderno, resta un simbolo dell'era socialista della città.

Negli anni della seconda guerra mondiale le posizioni della sinistra e dei partiti borghesi si avvicinarono fortemente. Nel 1940 l'Anello degli Indipendenti entrò a far parte del parlamento cittadino, avviando così il lento processo di modifica dei vecchi rapporti di forza; l'entrata in parlamento del partito del lavoro con nove rappresentanti, nell'ultimo anno di guerra, acuì le contraddizioni all'interno della sinistra. Nel 1947 il sindaco Müller dette le dimissioni; furono in seguito i radicali a occupare la carica di più alto magistrato della città. Dal 1976, la carica è nuovamente in mano ai socialisti. Nel parlamento cittadino, lo schieramento Entente biennoise (in ted. Freie Bieler Bürger, cioè "liberi cittadini di B.") è stato l'ago della bilancia tra destra e sinistra nel periodo 1972-84. Diversi piccoli partiti, sia di estrema destra (partito della libertà ecc.) sia di estrema sinistra (POCH), hanno avuto o hanno loro rappresentanti nel legislativo e, nel caso dell'estrema destra, anche nell'esecutivo.

3.2 - Sviluppo urbano dal 1850

Negli anni 1850-70 il numero degli ab. di B. passò da 5609 a 11'666. La città si estese oltre i suoi precedenti confini e fra il 1829 e il 1875 le antiche mura vennero progressivamente demolite. Nella pianura a sud della città vecchia sorse dal 1855 ca. il quartiere nuovo e dal 1865 ca. quello del nuovo mercato. La stazione ferroviaria provvisoria del 1857 venne spostata nel 1864 per favorire l'espansione urbana. Verso il 1885 l'urbanizzazione della pianura a sud e a ovest del vecchio centro era già molto avanzata. Nel 1873 iniziò l'espansione urbana verso est: in direzione di Bözingen sorse il quartiere del Giura, dal 1870 ca. in avanti si costruirono i primi edifici sulle pendici meridionali del Giura e nel 1890 iniziò un'intensa attività edilizia su tutta la larghezza delle pendici. Dopo il 1900 la fascia inferiore si trasformò gradualmente in una sorta di zona monumentale, i cui edifici caratterizzano il profilo della città.

Fra il 1850 e il 1900 la superficie edificata si era praticamente decuplicata; a cavallo fra i due sec. l'agglomerato di B. contava ormai 30'000 abitanti. Il dinamismo della città coinvolgeva ormai anche i villaggi vicini: l'incorporazione dei com. di Vingelz (1900), Bözingen (1917), Madretsch e Mett (ambedue nel 1920) tradusse sul piano politico lo sviluppo territoriale.

Nel periodo tra le due guerre si costruì un nuovo centro città, trasformando in piazza centrale il passaggio sulla Suze fra la città vecchia e la terza stazione ferroviaria, inaugurata nel 1923 e spostata rispetto alle precedenti ancora più verso sud ovest. La parte finale della Bahnhofstrasse verso il centro città, l'Hôtel Elite e la Casa del popolo, diventata con un'iniziativa popolare proprietà della città e poi restaurata, formano ancora oggi un notevole complesso urbanistico.

La fase di alta congiuntura, iniziata dopo la seconda guerra mondiale e durata fino agli anni '70, portò alla città un nuovo boom economico; negli anni 1960-70 B. era una delle dieci principali città della Svizzera. Con il palazzo dei congressi, costruito da Max Schlup negli anni 1961-66, la città ebbe un nuovo edificio simbolo. In questo periodo si colloca anche l'ultima fase di espansione della città, lungo due direttrici principali: da Mett verso Orpund-Büttenberg e dal quartiere di Mühlefeld verso sud, dove B. si congiunse con i quartieri nuovi di Nidau.

Negli anni '60 lo sviluppo subì un'inversione di tendenza: la crisi dei nuclei urbani, un fenomeno del tardo XX sec., colpì anche B. La pop. raggiunse la sua punta massima nel 1964, con 64'848 ab.; dopo quella data, subì una costante diminuzione. Le ragioni di questa svolta vanno individuate spec. nello sviluppo demografico generale (effetti del controllo delle nascite) e nelle scelte centrifughe della pop. Fino al 1990 B. perse circa il 20% dei propri ab.; nel medesimo arco temporale aumentarono sensibilmente i flussi pendolari. Dato che un'alta percentuale di coloro che partirono dalla città era giovane e con un reddito elevato, il gettito fiscale si ridusse, mentre contemporaneamente aumentarono in modo massiccio le spese nel settore sociale e per le infrastrutture, determinate risp. dall'invecchiamento della pop. e dall'incremento del traffico motorizzato privato. La questione di una perequazione degli oneri del centro urbano divenne anche a B. tema ricorrente della discussione politica. Solo alla fine degli anni '90 si ravvisarono i primi segnali di un rallentamento di questo sviluppo o addirittura di un'inversione di tendenza.

3.3 - Sviluppo economico

La Suze, che scorre dalle gole del Taubenloch al lago di B., forniva la forza idrica agli stabilimenti artigianali e industriali di B.; il suo incanalamento (1825-29) rese abitabile la pianura, fino ad allora regolarmente inondata, e possibile la bonifica delle zone a sud della città. All'interno della città murata si praticavano ancora nella prima metà del XIX sec. i mestieri tradizionali, delle vecchie corporazioni, mentre fuori le mura si svilupparono dalla seconda metà del XVIII sec. l'industria tessile e della trafilatura, più tardi anche l'industria orologiera. L'industria orologiera e quella della trafilatura esistono tuttora, anche se in forme diverse, mentre l'industria tessile è scomparsa.

La stamperia di indiane, fondata nel 1770/71 a Pasquart, durante il dominio franc. (1798-1813) divenne sotto la guida di François Verdan e di Johann Rudolf Neuhaus, suo genero, una grande azienda con ca. 1000 dipendenti. Nel 1808 si procedette alla meccanizzazione della produzione e all'acquisto con capitale proprio di macchinari per la stampa a rullo. Verso il 1820 l'impresa impiegava ancora ca. 200 lavoratori. Ritiratosi dalla direzione, Neuhaus fondò nel 1824, assieme al genero, una filatura del cotone nella regione di B. detta Champagne, sfruttando anche per questa fabbrica la forza idrica della Suze. Nel 1828 la fabbrica impiegava 83 donne e 122 bambini. Nel 1830 venne annessa una moderna tessitura meccanica che forniva tessuti e panni di cotone alla stamperia di indiane. Tuttavia, l'impianto industriale invecchiò rapidamente, e i fratelli Verdan non seppero decidersi ad effettuare i necessari investimenti; ciò portò nel 1842 alla chiusura della fabbrica, con pesanti conseguenze per lo sviluppo industriale della città. Nel 1879 venne liquidata anche l'ormai deficitaria filatura e tessitura del cotone.

Per portare nuove opportunità di guadagno a B., nel 1842 le autorità cittadine decisero, su proposta di Ernst Schüler, cittadino naturalizzato di origine ted., di accogliere in città orologiai provenienti dal Giura esonerandoli dalle imposte speciali per dimoranti. Tra gli anni 1844-59 giunsero a B. più di 1700 orologiai, la maggior parte di lingua madre franc., rendendo così B., fino allora prevalentemente di lingua ted., una città bilingue. Nello stesso periodo raddoppiò il numero degli ab. In una fase iniziale i laboratori per orologiai vennero installati nelle soffitte della città vecchia ma anche dei nuovi quartieri, dal momento che, al contrario di altre industrie, la produzione di orologi organizzata in piccole unità non causava emissioni disturbanti; in tal modo venne conservata l'unità tradizionale fra luogo di abitazione e di produzione proprio dell'epoca preindustriale. Nel 1873 venne fondata a B. una scuola per orologiai. Gradualmente alcuni piccoli laboratori si svilupparono in grandi manifatture e nelle prime moderne fabbriche. Dal laboratorio di Louis Brandt, fondato nel 1848 a La Chaux-de-Fonds, si sviluppò così dapprima una ditta più grande e da questa a sua volta il gruppo Omega, mentre quello di Jean Aegler, aperto nel 1878, costituì il nucleo della futura Rolex SA. Negli ultimi due decenni del XIX sec. l'industria orologiera conobbe una forte spinta alla modernizzazione, con l'adozione del modello americano della grande fabbrica centralizzata. L'automatizzazione elettrica sostituì progressivamente il lavoro meccanico di precisione manuale.

Per quanto l'industria orologiera fosse affiancata anche da altre produzioni industriali - ad esempio una fonderia e una fabbrica di macchine (sorte nel 1882), una fabbrica di catene e una di oggetti di cancelleria (dal 1900), una fabbrica di macchine per utensili (nel 1914) - nella seconda metà del XIX sec. la città continuò a dipendere dalla produzione di orologi, con le ripercussioni anche negative che ciò comportava: nei periodi delle depressioni economiche cicliche, le fabbriche di orologi, legate alla produzione di beni di lusso destinati all'esportazione, avevano infatti grandi difficoltà a trovare mercati di sbocco.

Nel 1884 Fritz Blösch, il direttore della trafileria, fece costruire nella gola del Taubenloch una piccola centrale elettrica, il secondo impianto del genere nel cant. Berna dopo quello di Meiringen. Presso Hagneck, dove dopo la correzione delle acque del Giura (1878) l'Aar si getta nel lago di B., fu costruita da Eduard Will la centrale omonima, che fornì elettricità a partire dal 1900 e costituì il primo nucleo delle successive Forze motrici bernesi (BKW). La città di B., che partecipava finanziariamente alla Hagneck AG, acquistò da quest'ultima l'elettricità destinata alla sua stazione di distribuzione e comprò anche la piccola centrale del Taubenloch; da queste operazioni ebbe origine la Soc. elettrica di B. (EWB). Uno dei suoi primi grandi clienti fu Jules Schneider-Montandon, proprietario della trafileria di B., fondata nel 1852 a Brühl, che con il suo impianto moderno faceva concorrenza alla trafileria di Bözingen. Al 1914 risale la fusione tra le due imprese, che diede vita alla Vereinigte Drahtwerke AG. Nel 1863 iniziò la sua attività una officina del gas privata, acquisita dalla città nel 1882, che forniva gas per l'illuminazione e per l'uso domestico.

Dopo la prima guerra mondiale l'industria orologiera si riprese velocemente dalla crisi delle esportazioni che l'aveva in un primo momento duramente colpita. Tuttavia, l'eccessiva dipendenza della città dalle esportazioni di orologi cominciò a essere dibattuta dalle autorità cittadine, anche se fu solo negli anni '30, quando la disoccupazione causata dalla grande depressione si mantenne ad alti livelli per diversi anni consecutivi, che si intrapresero seri sforzi per ottenere l'insediamento di nuove industrie. Il sindaco Guido Müller riuscì a portare a B. la fabbrica americana di automobili General Motors (GM), che costruì un impianto di montaggio in cui lavoravano 300 persone; la GM Svizzera, con sede a B., venne fondata nel 1935.

Durante la seconda guerra mondiale l'industria conobbe un periodo di stagnazione, seguito da un'espansione durante la congiuntura favorevole del dopoguerra. Fino alla fine degli anni '60 dominava ancora l'industria orologiera. La recessione degli anni '70 rivelò brutalmente le debolezze strutturali di questo settore, occultate per anni da misure protezionistiche: il ramo orologiero risultava inadeguato sia dal profilo tecnico-organizzativo, sia da quello del marketing; inoltre, molti posti lavoro richiedevano qualifiche professionali minime, ed erano spesso occupati da stranieri. La crescente pressione esercitata dalla concorrenza dei prodotti esteri, in particolare orologi elettronici giapponesi, provocò il crollo delle vendite. Con la chiusura, nel 1975, anche dell'impianto di montaggio della GM, la disoccupazione aumentò fortemente nonostante la partenza di molti lavoratori stranieri. La mancanza di terreni da destinare a insediamenti industriali e artigianali, acutizzatasi dagli anni '70, fu un ulteriore fattore negativo per la crescita.

Negli anni successivi l'industria orologiera di B. conobbe un radicale processo di ristrutturazione. Con il sostegno delle banche, il consulente d'impresa Nicolas Hayek effettuò la fusione tra la holding orologiera di B. Asuag (fondata nel 1931) e la SSIH di Ginevra (fondata nel 1930), dando vita alla Société suisse de microélectronique et d'horlogerie (SMH), con sede a B. (Swatch Group). Con la produzione degli orologi a basso costo Swatch, la SMH lanciò un nuovo prodotto di successo. La maggior parte dei posti di lavoro vennero spostati a Grenchen, nuovo centro di produzione; a B. rimasero solo gli organi di direzione e le strutture legate al marketing.

Nel corso degli anni '80 l'industria orologiera perse il ruolo dominante che aveva avuto nell'economia della regione fin dal XIX sec., a vantaggio dell'industria meccanica. Nel complesso, la recessione accelerò la transizione di B. da città industriale a città di servizi. Negli anni '50 e '60 B. fu l'unica vera città industriale del cant. Berna; il 65-70% dei posti di lavoro era nel settore secondario e solo il 30-35% nel terziario. All'inizio degli anni '90, per contro, il 65% degli occupati lavorava nei servizi e solo il 35% nel settore industriale. Ciò comportò un sovvertimento anche della struttura del mercato del lavoro: mentre l'industria tradizionale offriva numerosi posti di lavoro a manodopera senza o con poca formazione, in particolare anche alle donne, i posti di lavoro della moderna industria e del settore dei servizi richiedevano maggiori qualifiche professionali.

3.4 - Traffico

Sul lago di B., la Thielle e l'Aar si trasportavano tradizionalmente merci (vino, legna, sale) e persone. Imbarcazioni circolavano regolarmente fra Soletta, Nidau e Yverdon; tuttavia, a lungo B. sfruttò poco questa via fluviale, in quanto il porto si trovava a Nidau, nel cant. Berna. I primi vaporetti incominciarono a circolare sui laghi del Giura verso il 1830, e nel decennio successivo questo tipo di imbarcazione venne usato anche per il trasporto di merci e persone, a quanto pare in un primo momento principalmente sul lago di Neuchâtel. Dal 1854 circolavano quotidianamente due vaporetti fra Soletta e Nidau, risp. fra Nidau e Yverdon. Dopo il 1860 la costruzione di linee ferroviarie fece perdere importanza alle corse fluviali per il traffico mercantile e di persone. Nel XX sec. la navigazione sul lago di B. aveva ormai scopi puramente turistici.

Il grande asse di traffico est-ovest attraverso la Svizzera, che collegava Morat a Soletta attraverso Aarberg e Büren an der Aare, passava a poco meno di 10 km a sud est della città; B. non traeva dunque alcun beneficio dal traffico di transito. Per contro, la strada tra B. e Porrentruy, via Bellelay, era stata migliorata già nel 1745 e ricostruita nelle gole nel 1752. Dopo la riunione del Giura con Berna venne dato nuovo impulso anche alla costruzione della tratta che univa B. a Berna passando per Aarberg. Nel 1835 venne costruita la strada lungo la riva settentrionale del lago di B.

Fino al 1850 ca. lontana dalle grandi arterie del traffico, nei due decenni successivi B. venne inserita nella nuova rete ferroviaria sviz., in corso di costruzione, il che costituì una delle premesse essenziali per lo sviluppo di B. come città industriale. Nel 1857 la Ferrovia centrale sviz. aprì al traffico la linea che collegava, via Soletta, Herzogenbuchsee a B. Nel 1860 fu inaugurata la tratta della compagnia ferroviaria Est-Ovest da B. a La Neuveville, nel 1864 la linea delle Ferrovie statali bernesi da B. a Zollikofen, dove confluiva con la già esistente tratta Olten-Berna. Piani per una linea ferroviaria nel Giura erano stati elaborati già nel 1860, ma la costruzione della tratta progredì lentamente per la mancanza di capitali. I lavori subirono un'accelerazione solo dopo la sconfitta della Francia nel 1871: la Francia, dopo la forzata cessione dell'Alsazia-Lorena all'impero germanico, fece passare la sua linea ferroviaria principale da Delle e sovvenzionò di conseguenza anche la costruzione dei prolungamenti attraverso il Giura sviz., in modo da potersi in futuro assicurare un collegamento con l'Italia. Nel 1874 venne messa in funzione la linea delle Ferrovie bernesi del Giura che collegava B. a Tavannes passando per Sonceboz. B. poté trarre profitto del traffico intern. di transito fino alla rinnovata annessione della Lorena alla Francia e il successivo passaggio in secondo piano della linea del Giura.

Nel 1877 una soc. privata costruì una linea per tram a cavalli da Nidau e Bözingen alla stazione di B. Nel 1901 la città ne acquistò le linee locali e nel 1902/03 le elettrificò. Una particolarità di B. rimangono le funicolari per Macolin e Evilard, in funzione risp. dal 1887 e dal 1898.

L'allacciamento di B. alla rete autostradale sviz. subì ritardi da un lato per l'opposizione contro le varianti dei tracciati previsti nel raggio della città, dall'altro per il crescente scetticismo, a partire dagli anni '80, di buona parte della pop. nei confronti di un ulteriore sviluppo delle strade nazionali. La T6, strada a scorrimento rapido in parte a quattro corsie, collega dal 1987 B. a Schönbühl, dove passa il tracciato dell'A1. L'autostrada A5 ai piedi del versante meridionale del Giura, di collegamento tra Soletta e Neuchâtel via B., era ancora in costruzione nel 2000, così come la Transgiurassiana (A16), da B. a Moutier e Porrentruy.

3.5 - Scuola e vita culturale

La chiesa e la scuola, gestite sotto il dominio franc. da istituzioni private, tornarono nel 1813 sotto la responsabilità della città di B. Dopo la riunione con Berna la riconversione della scuola privata in scuola civica fu definitiva. Accanto alla scuola civica per ragazzi esisteva una scuola civica per ragazze, in un primo momento unicamente di lavoro manuale, nello spirito del XVIII sec.; alcune donne si impegnarono poi con successo per offrire alle ragazze un'istruzione migliore. Dietro sollecitazione del governo bernese, nel 1819 venne aperta anche una scuola per dimoranti, sufficiente in un primo momento a soddisfare solo le esigenze di base (Trivialschule, dal lat. trivium), da cui si sviluppò nel 1825 la scuola primaria, in un primo tempo divisa in due livelli. La prima scuola con insegnamento in franc. venne aperta nel 1845 per i figli degli orologiai immigrati; inizialmente scuola privata, nel 1850 venne presa in carica dal com.

Un ginnasio, al quale avevano accesso gli allievi che avevano portato a termine la scuola civica, restò aperto dal 1817 al 1836. Al suo posto venne istituita una scuola secondaria con un ginnasio propedeutico, che nel 1902 venne trasformato in scuola secondaria con il benestare del governo bernese, a condizione che non vi fossero classi parallele francofone; la scuola fu trasferita nel 1910 in un nuovo edificio scolastico nella Alpenstrasse. Solo nel 1955 venne aperto anche un ginnasio in lingua franc. Fra il 1975 e il 1980 si costruì il nuovo complesso scolastico dello Strandboden, dotato di grandi impianti sportivi, nel quale trovarono sede le scuole secondarie sia in ted. sia in franc.

La scuola per orologiai fondata nel 1873 divenne nel 1890 scuola tecnica superiore della Svizzera occidentale ed ampliata con un dipartimento di elettrotecnica e micromeccanica. Nel 1920 il cant. Berna si fece carico dell'istituzione, e la gestì da allora come scuola tecnica cant. Nel 1930 vi fu aggiunto un dip. di tecnica automobilistica e nel 1952 una scuola professionale del legno, che nel 1959 divenne autonoma, con la denominazione attuale di scuola sviz. per ingegneri e tecnici del legno. La scuola tecnica superiore cant., denominata nel 1977 scuola ingegneri, nel 1997 è divenuta scuola superiore di tecnica e architettura (HTA). Anche il centro sviz. di formazione per marketing, pubblicità e comunicazione (SAWI) ha la sua sede a B.

Fra le istituzioni culturali vanno menzionati in particolare il Museo Schwab (archeologia preistorica e classica), il Museo Neuhaus (arte e storia), il Centre PasquArt (Kunsthaus), ma anche il museo di orologi della ditta Omega e il museo della fotografia (Photoforum) Pasquart. Nel 1927 è sorto il teatro, gestito congiuntamente da B. e da Soletta (Städtebundtheater), che ha sede nel vecchio arsenale, riattato per questo scopo nel 1842.

Autrice/Autore: Tobias Kästli / sma

Riferimenti bibliografici

Archivi
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– StABE
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Fonti
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