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Canobbio

Com. TI, distr. Lugano, posto su un'altura a nord di Lugano; (712: Canobli). Pop: 190 ab. nel 1626, 185 nel 1709, 142 nel 1769, 153 nel 1801, 284 nel 1850, 362 nel 1900, 653 nel 1950, 1671 nel 1990, 1825 nel 2000. Sono state rinvenute un'iscrizione romana e tombe a incinerazione del III sec. d.C. Nel ME C. fu una curtis dell'abbazia di S. Ambrogio di Milano. La chiesa di S. Siro, che fu tra i beni posseduti a C. dall'abbazia pavese di S. Pietro in Ciel d'Oro, Ŕ attestata giÓ nell'863; pure il convento di S. Caterina di Lugano (ordine delle umiliate) possedeva beni a C. Il villaggio assorbý l'antica localitÓ di Conago (ancora menz. nel 1335) con la relativa chiesa di S. Silvestro. Dopo il distacco dalla matrice di Lugano (1472), C. fu dapprima aggregato alla parrocchia di Comano e nel 1643 divenne parrocchia indipendente. Nel com. furono attive due cartiere: quella di proprietÓ della fam. Pocobelli (1712), quindi della fam. Fumagalli e trasformata verso il 1900 in fabbrica di laterizi, e quella meno antica (1848) che fu della fam. De Marchi di Astano e poi della fam. Bernasconi di Chiasso. Tra il 1960 e il 1990 la pop. Ŕ praticamente raddoppiata; gli ab. attivi nel settore terziario sono in costante aumento. A C. vi sono un centro scolastico cant. (insegnamento medio e medio superiore) e un frequentato centro commerciale.


Bibliografia
AST, 3, 1960, 135
– V. Gilardoni, Il Romanico, 1967, 264 sg.
– G. Gianinazzi, S. Vassere (a cura di), Canobbio, 2002

Autrice/Autore: Antonio Gili