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Oporino, Giovanni

nascita 25.1.1507 (Johannes Herbst) Basilea, morte 6.7.1568 Basilea. Figlio di Hans Herbst, pittore. ∞ 1) Margarethe Feer; 2) Maria Nochpur; 3) Elisabeth Holzach, vedova di Johann Herwagen; 4) Faustina Iselin, figlia di Bonifacius Amerbach. Dopo gli studi a Strasburgo e Basilea, fu insegnante a Sankt Urban e Basilea e nel 1527 entrņ a far parte della cerchia di Paracelso (sul quale nel 1555 scrisse una celebre lettera a Johannes Weyer). Professore di lat. all'Univ. di Basilea (1533), dal 1535 al 1537 lavorņ in associazione con i tipografi Thomas Platter, Robert Winter e Wolfgang Lasius; dal 1542 fu indipendente. La sua vasta produzione, che comprende poche opere in ted. e con illustrazioni, annovera tra l'altro un'edizione lat. del Corano (1542), la De humani corporis fabrica di Andrea Vesalio (prima opera di anatomia scientifica, 1543), testi di storici bizantini, le Centurie di Magdeburgo (una storia luterana della Chiesa, dal 1558), oltre a scritti eterodossi e di polemica confessionale (Guillaume Postel, Celio Secondo Curione, Sebastiano Castellione e il suo De haereticis contro la condanna al rogo di Michele Serveto). Nel 1567 vendette la tipografia, oberata dai debiti, che continuņ la propria attivitą con il nome di Officina Oporiniana.


Bibliografia
– M. Steinmann, Johannes Oporinus, 1967
– A. Berchtold, Bāle et l'Europe, 1990, 635-644

Autrice/Autore: Martin Steinmann / rza