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Cadro

Com. TI, distr. Lugano, ai piedi della catena montuosa dei Denti della Vecchia, nella valle del Cassarate. Comprendeva Dassone, abitato scomparso forse in seguito a un'epidemia di peste, ma ancora attestato nel 1591; (735: Cadelo). Pop: 272 ab. nel 1643, 479 nel 1801, 419 nel 1850, 478 nel 1900, 546 nel 1950, 522 nel 1960, 1572 nel 1990, 1797 nel 2000. Il villaggio era attestato giÓ in etÓ longobarda in relazione alla fam. dei Totonidi di Campione, e quale vicus (854). Avevano possedimenti a C. il monastero milanese di S. Ambrogio (XII sec.), l'abbazia benedettina di S. Abbondio di Como e l'ospedale S. Maria di Lugano (1421). Fino al 1599 C. dipendeva dalla parrocchia di Sonvico (eccetto qualche fuoco che faceva capo alla parrocchia di Pazzalino-Pregassona); divenne quindi parrocchia indipendente e comprese, fino al 1801, anche Davesco-Soragno. La chiesa di S. Agata (documentata dal 1366), con ricchi stucchi, fu rinnovata nel 1603 e restaurata nel XX sec. ComunitÓ agricola, i cui redditi erano integrati dall'emigrazione, C. fu raggiunto nel 1911 dalla ferrovia regionale Lugano-C.-Dino, che contribuý a rafforzare il legame dei suoi ab. con quelli della bassa valle del Cassarate e di Lugano. L'andamento demografico di C. Ŕ stato praticamente regolare fino al 1960; dopo di allora la pop. Ŕ triplicata, e C. Ŕ divenuto un com. di nuova residenza, funzionale rispetto all'agglomerato urbano di Lugano. I pendolari in uscita nel 1990 (600) erano nettamente superiori a quelli in entrata (272) e le persone occupate nel terziario (282) superavano quelle del secondario (132); ancora nel 1991, il com. contava 43 stabilimenti industriali e commerciali.


Bibliografia
– G. Rovelli, La castellanza di Sonvico, 1927 (19832)
– G. Bianchi, D. Rainoni, Cadro, 1979
– I. Borelli, Cadro con Stampa e Dassone "comuni" scomparsi, 1987

Autrice/Autore: Antonio Gili