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Gordola

Com. TI, distr. Locarno, situato all'imbocco della valle Verzasca, sulla sponda sinistra del fiume; (1200: Gordora, 1219: Gordolla/e). Nel 1920 fu attribuita a G. una parte delle Terricciole (126 ab. nel 1930), territorio promiscuo amministrato fino a quel momento dai com. di Locarno, Mergoscia e Minusio. Pop: 150 ab. nel 1596, 400 nel 1741 (con la frazione Mondacce, com. di Minusio), 290 nel 1850, 866 nel 1880, 550 nel 1900, 1419 nel 1950, 3878 nel 2000. In epoche passate G. si trovava sull'asse di importanti traffici. Nel ME l'abitato era ubicato sui monti, poiché il piano era paludoso; il lago arrivava fino alle mura del castello (dell'XI/XII sec., scomparso nel XIV sec.) dei feudatari del vescovo di Como. I Capitanei di Locarno possedevano a G. beni e diritti feudali. La vicinia di G. era l'unica tra quelle che costituivano la Comunità di Locarno a poter eleggere direttamente il proprio parroco; il com. aveva inoltre diritto alla nomina di un membro del consiglio della pieve. L'antica chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Vincenzo si trovava sul territorio di Tenero e costituiva una sorta di enclave; solo nel 1898 la prepositura venne trasferita nella chiesa di S. Antonio Abate, già esistente nel XVI sec., ma distrutta nel 1829 da un'alluvione e poi riedificata. L'oratorio delle Grazie, che risale al XV sec., è di particolare pregio. A G. vi era un convento dell'ordine misto degli umiliati (S. Maria), fondato intorno al XII sec. e soppresso alla fine del XV sec. Fin dal XIV sec. G. conobbe una forte immigrazione di ab. della Verzasca che passavano la stagione invernale sul piano di Magadino; il loro trasferimento sul piano, inizialmente stagionale, divenne poi spesso definitivo. Dal 1695 la vicinia si suddivise in due squadre: quella dei vicini "autentici" e quella dei "nuovi" vicini, che si alternavano nella gestione del com. Nei sec. scorsi gli ab. di G. erano tutti agricoltori e allevatori; nel 2000 invece il settore primario assorbiva soltanto una piccola parte della pop. attiva. Ca. un terzo dei residenti era attivo nel com., dove sono sorti diversi stabilimenti legati alle attività del secondario e del terziario. Il quartiere di Motto-Rongia è nucleo protetto.


Bibliografia
MAS TI, 3, 1983, 165-182

Autrice/Autore: Daniela Pauli Falconi