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Cugnasco

Com. TI, distr. Locarno; (1374: Cunyascho). Situato ai margini del piano di Magadino, comprende le frazioni di Boscioredo, Bosco, Massarescio, Medoscio, Moncucco, Pianrestello e Sciarana. Pop: 285 ab. nel 1591, 325 nel 1760, 279 nel 1801, 349 nel 1850, 433 nel 1900, 473 nel 1950, 428 nel 1960, 821 nel 1990, 1120 nel 2000. I maggenghi di Ditto e Curogna (nuclei protetti) furono gli insediamenti più antichi del com.; solo più tardi sorsero quelli sul piano, paludoso e spesso inondato dal fiume Ticino e dai torrenti. L'attuale abitato di C. si sviluppò soprattutto grazie ai pastori che svernavano con il bestiame sul piano di Magadino; nel XIII-XIV sec. iniziò l'immigrazione degli ab. della valle Verzasca e il trasferimento al piano di parte degli ab. (ca. 150) di Ditto e Curogna; C. diventò così il centro della vita com. A C. si trovava un convento dell'ordine dei serviti (soppresso nel 1653), il cui frate officiava nell'oratorio della Beata Vergine delle Grazie per gli ab. del piano, che in precedenza dovevano recarsi per l'assistenza spirituale a Tenero. La chiesetta del XV sec. (monumento storico) contiene pregevoli affreschi del XVI e XVII sec. ed era meta di pellegrinaggi da tutta la regione. La chiesa prepositurale di S. Giuseppe, costruita negli anni 1635-56, divenne poi il centro della parrocchia, mentre Ditto e Curogna continuarono ad avere un viceparroco. L'oratorio di S. Martino a Ditto e l'oratorio dei SS. Cristoforo e Anna a Curogna datano entrambi del XIV/XV sec. e sono decorati da affreschi risalenti a diverse epoche. Il com. si trovava all'incrocio di assi commerciali importanti (Locarno-Bellinzona, C.-Contone) e in prossimità del porto sul Ticino, divenuto indispensabile per raggiungere l'altra sponda del fiume dopo il crollo del ponte bellinzonese (1515). Gli ab. di C. erano in passato dediti all'agricoltura e alla pastorizia; nel 2000 meno del 15% della pop. attiva era impiegato nel settore primario, i tre quarti ca. lavorava fuori com.


Bibliografia
– G. Mondada, Ditto, Curogna e Cugnasco, 1962 (19783)
MAS TI, 3, 1983, 139-159

Autrice/Autore: Daniela Pauli Falconi