• <b>Carlomagno</b><br>L'imperatore conferisce la spada al vescovo Teodulo di Sion; miniatura del breviario realizzato nel 1493 da  Jost von Silenen (Museo nazionale svizzero, LM-4624, volume 1, folio 295r). A partire dal XII secolo, Teodulo venne fatto figurare come contemporaneo di Carlomagno. Questa scena leggendaria, che legittima il potere temporale dei vescovi sul Vallese, fu spesso ripresa in miniature e affreschi.

Carlomagno

nascita probabilmente 2.4.747 ,morte 28.1.814, sepoltura Aquisgrana (Cappella palatina). Primogenito di re Pipino III il Giovane e di Bertrada. Re dei Franchi dal 768, C. regnò da solo a partire dalla morte del fratello minore Carlomanno (771); sconfisse i Sassoni (772-804) e i Longobardi (773-774), di cui divenne re (774); compì una spedizione contro i musulmani di Spagna (778), assoggettò il duca bavarese Tassilone (788) e con una serie di campagne sconfisse il regno degli Àvari (791-796). Il giorno di Natale dell'800 C. venne incoronato da papa Leone III; divenne così il primo imperatore medievale d'Occidente.

Oltre ad ampliare l'Impero, C. cercò di potenziarlo all'interno, in particolare rafforzando i vincoli con le regioni prima estranee al controllo franco: fu così, ad esempio, che nell'806 la Rezia curiense divenne una contea. La corte imperiale stimolò riforme culturali determinanti per lo sviluppo della scrittura (minuscola carolina) e dell'arte (rinascimento carolingio), spec. nei conventi di San Gallo e Reichenau. C., comunque, ebbe pochi contatti con l'odierna Svizzera: uniche testimonianze di rapporti diretti sono un soggiorno a Ginevra (773), la traversata del Gran San Bernardo (801), un documento per Coira (772/74) e tre per San Gallo (uno nel 772, due nel 780) e, forse, il celebre acquamanile d'oro conservato a Saint-Maurice. In territorio elvetico, per contro, il "padre d'Europa" godette di grande stima: a San Gallo, per esempio, era considerato "il migliore di tutti gli imperatori", mentre il monaco Notker Balbulus, autore delle Gesta Karoli Magni a lui commissionate dal pronipote di C. Carlo III, dipinse l'immagine di un monarca cristiano dai tratti già chiaramente idealizzati. Una ricca tradizione carolina si sviluppò a Zurigo: in seguito alla presenza del nome di C. nel primo rotolo del Grossmünster (X sec.), nel 1150/60 ca. venne avviata la redazione di un falso a suo nome, completato nel XIII sec. L'idea per cui C. fu il fondatore del Grossmünster si rafforzò con la sua canonizzazione (1165) e con il trasporto di una sua reliquia a Zurigo (1233); la statua del Grossmünster raffigurante C. sul trono con la spada della giustizia sulle ginocchia fu riprodotta nel sigillo del prevosto Heinrich Manesse. Secondo una tradizione tarda, C. avrebbe scoperto le tombe dei SS. Felice e Regula e avrebbe fondato la città di Zurigo e la sua scuola capitolare (Carolinum). A C. venne anche attribuita la fondazione del monastero di Müstair; la statua del XII sec. (?) presente nella chiesa conventuale e le annotazioni contenute in cartulari e calendari del tardo ME provano la venerazione, ben radicata dal XVI sec., di cui C. fu fatto oggetto. A Sion la cessione al vescovo dei diritti comitali sul Vallese, disposta nel 999 da re Rodolfo III di Borgogna, venne attribuita a C. fin dal XII sec.; ciò, evidentemente, nel tentativo di rafforzare la posizione del vescovo nei confronti dei conti di Savoia; testi liturgici e consacrazioni di altari attestano il culto di C. nella città e diocesi di Sion dal XIII sec. al 1914.

<b>Carlomagno</b><br>L'imperatore conferisce la spada al vescovo Teodulo di Sion; miniatura del breviario realizzato nel 1493 da  Jost von Silenen (Museo nazionale svizzero, LM-4624, volume 1, folio 295r).<BR/>A partire dal XII secolo, Teodulo venne fatto figurare come contemporaneo di Carlomagno. Questa scena leggendaria, che legittima il potere temporale dei vescovi sul Vallese, fu spesso ripresa in miniature e affreschi.<BR/>
L'imperatore conferisce la spada al vescovo Teodulo di Sion; miniatura del breviario realizzato nel 1493 da Jost von Silenen (Museo nazionale svizzero, LM-4624, volume 1, folio 295r).
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Bibliografia
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– M. Werder, «Das Nachleben Karls des Grossen im Wallis», in BWG, 16, 301-476
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– R. Kaiser, Churrätien im frühen Mittelalter, 1998
– H. Steiner, Alte Rotuli neu aufgerollt, 1998
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– D. Hägermann, Karl der Grosse, 2000
– M. Kerner, Karl der Grosse - Entschleierung eines Mythos, 2000
– R. Kaiser, «Autonomie, Integration und bilateraler Vertrag - Rätien und das Frankenreich im frühen Mittelalter», in Francia, 29, 2002, 1-28

Autrice/Autore: Reinhold Kaiser / vfe