• <b>Faido</b><br>Veduta del versante nord est della valle Leventina dal ponte sul Ticino nei pressi di Faido; disegno a mina di piombo di   Georg Lasius , 12.8.1883 (Biblioteca nazionale svizzera.) Realizzato alcuni mesi dopo l'entrata in servizio della linea del Gottardo, questo disegno dell'architetto Georg Lasius, professore al Politecnico federale, descrive gli interventi architettonici nel paesaggio, in particolare il terrapieno costruito a monte di Faido (a destra) per accedere al portale della galleria di Polmengo.

Faido

Comune TI, capoluogo e sede della pretura distrettuale di Leventina; (1171: Faedo; antico nome ted.: Feit, Pfaid). Dal 2006 comprende Calonico, Chiggiogna e Rossura, dal 2012 Anzonico, Calpiogna, Campello, Cavagnago, Chironico, Mairengo e Osco e, dal 2016, Sobrio. Pop: 50 fuochi nel 1567, 255 ab. nel 1639, 383 nel 1745, 704 nel 1850, 1293 nel 1880, 860 nel 1900, 1173 nel 1950, 1866 nel 1970, 1548 nel 2000. Lo sviluppo del com., centro geografico, politico ed economico della Leventina, è legato alla sua ubicazione - al centro della valle e ai piedi della gola del Monte Piottino, ostacolo naturale che richiedeva una sosta al transito di persone e merci - e alla sua situazione storica di capoluogo, determinata dalla dominazione di Uri sul baliaggio di Leventina. L'antica vicinanza di F. (con sede a Mairengo) era costituita da tre degagne; a F. si riuniva il parlamento della Leventina e il Consiglio della comunità della valle. Nel ME la chiesa di S. Siro di Mairengo (menz. nel 1171) era la battesimale della vicinanza di F. La chiesa di S. Andrea, menz. nel XIII sec. e ricostruita dopo l'incendio del 1331, fu elevata a parrocchiale nel 1579 e ampliata dopo il 1830. La cappella di S. Bernardino da Siena, del 1459, era di patronato della fam. Varesi, che possedeva pure una torre di sei piani. Nel 1607 venne fondato un monastero di cappuccini. Il convento fu a lungo sede del seminario dei cappuccini e centro culturale, con scuola aperta ai giovani della valle; vi è annessa la chiesa di S. Francesco, costruita nel 1608 e trasformata nel 1785/86.

Lo sviluppo di F. fu determinato dalla carrozzabile del San Gottardo (1820-30), ma più ancora dalla realizzazione della ferrovia, che favorì la costruzione di parecchi alberghi (tra cui l'Hôtel Suisse, 1905) e l'attività artigianale e della piccola industria. F. fu il primo com. ticinese ad avere l'illuminazione elettrica (1889). Nel periodo precedente la prima guerra mondiale ebbe rinomanza come frequentata stazione turistica, scelta in particolare da fam. milanesi. Nel XIX sec. conobbe l'emigrazione, verso la Francia, l'Inghilterra, l'Australia e l'America; notevole fu per contro l'immigrazione di artigiani e l'insediamento di piccole industrie, alcune delle quali sorte come succursali di ditte conf., in genere ora scomparse o trasferite. L'ospedale di S. Croce, sorto nel 1917 per iniziativa del clero leventinese, è dal 1992 casa per anziani; l'ospedale distr., tuttora attivo, fu voluto nel 1923 da com. e patriziati leventinesi. Nel 1976 F. difese il proprio territorio dall'attraversamento autostradale e ottenne un aggiramento in galleria.

<b>Faido</b><br>Veduta del versante nord est della valle Leventina dal ponte sul Ticino nei pressi di Faido; disegno a mina di piombo di   Georg Lasius , 12.8.1883 (Biblioteca nazionale svizzera.)<BR/>Realizzato alcuni mesi dopo l'entrata in servizio della linea del Gottardo, questo disegno dell'architetto Georg Lasius, professore al Politecnico federale, descrive gli interventi architettonici nel paesaggio, in particolare il terrapieno costruito a monte di Faido (a destra) per accedere al portale della galleria di Polmengo.<BR/>
Veduta del versante nord est della valle Leventina dal ponte sul Ticino nei pressi di Faido; disegno a mina di piombo di Georg Lasius , 12.8.1883 (Biblioteca nazionale svizzera.)
Realizzato alcuni mesi dopo l'entrata in servizio della linea del Gottardo, questo disegno dell'architetto Georg Lasius, professore al Politecnico federale, descrive gli interventi architettonici nel paesaggio, in particolare il terrapieno costruito a monte di Faido (a destra) per accedere al portale della galleria di Polmengo.


Fonti
MDT, serie 1
Bibliografia
– A. Cattaneo, I Leponti, 1874 (riprod. anast. 1990)
– V. F. Raschèr, M. Frasa (a cura di), Faido, 1982
– P. Grossi, Primi in luce, 1989

Autrice/Autore: Mario Fransioli