25/06/2009 | segnalazione | PDF | stampare

Airolo

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da immagini. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

Com. TI, distr. Leventina, a 1175 m. Comprende oltre all'abitato di A. (1210: Oriolo; ted. epoca dei baliaggi: Eriels; rom. epoca dei baliaggi: Iriel) le frazioni di Valle, Madrano, Brugnasco, Nante, Fontana. È il com. più vasto del cant. (94,5 km2). L'importanza è data dall'ubicazione ai piedi del passo del San Gottardo e all'imbocco meridionale di due gallerie transalpine: quella ferroviaria (1882) e quella autostradale (1980). Pop: 597 ab. nel 1574, 1000 nel 1682, 1237 nel 1785, 1624 nel 1850, 3678 nel 1880 (traforo del Gottardo), 1628 nel 1900, 1848 nel 1950, 1593 nel 2000.

A Madrano sono state scoperte tombe romane del II/III sec. d.C., appartenenti a un vico presumibilmente fondato per la raccolta dei cristalli della regione, trasportati poi a Locarno per fabbricare il vetro. Sono visibili ruderi (probabilmente del XIII sec.) del castello di Stalvedro, risalente secondo la tradizione all'epoca longobarda. Di un'altra torre, poco discosta dalla chiesa parrocchiale, si ha notizia dalla tradizione e dai documenti. Nei pressi di Madrano esisteva un piccolo castello, restaurato alla fine del XIII sec. dalla fam. Anexia. L'esplorazione archeologica condotta nel 1995 all'interno della chiesa parrocchiale ha documentato la successione completa delle numerose fasi costruttive, dal V/VI sec. ai giorni nostri, della chiesa stessa, menz. con la parrocchia nel 1224 e dedicata ai SS. Nazaro e Celso; l'edificio attuale della chiesa, che conserva l'originale campanile romanico, fu costruito nel 1879.

Presso la stazione di A. si trova il celebre altorilievo che Vincenzo Vela dedicò alle vittime del traforo ferroviario.

La vicinanza di A., che seguì le sorti politiche della Leventina, era suddivisa nelle quattro degagne di Madrano, Valle, Solario e Oro. Nei sec. XIII-XIV la misura per il grano di A., da sempre il com. più popolato della valle, faceva stato per tutta la Leventina. Notevole importanza assunsero nel passato l'ospitalità e l'organizzazione dei trasporti somieri, legate al transito attraverso il San Gottardo, con la presenza di ben quattro ospizi, due dei quali sul valico, e l'allevamento di animali da soma. Il com. fu distrutto da incendi quattro volte; gli ultimi furono quelli del 1736 e del 1877. Il muraglione appena sopra le case fu costruito dopo la frana del Sasso Rosso (28.12.1898), che seppellì parte dell'abitato (tre morti) e distrusse il bosco soprastante. Importanti opere antivalangarie, iniziate alla fine del XIX sec., sono state proseguite dopo le valanghe del 1923 e del 1951 (dieci morti) e continuano tuttora. Già nel 1890 A. ebbe l'illuminazione elettrica pubblica. La centrale elettrica com. risale al 1922. Il potenziale idrico del territorio airolese viene sfruttato da alcune centrali appartenenti a enti pubblici e privati. Solo con la ricomposizione parcellare (1958) anche le frazioni di Albinasca e Brugnasco poterono essere raggiunte dalla strada carrozzabile. Il com. di A. costruì nel 1969 il primo impianto di depurazione del cant. Il piano regolatore è stato approvato dal consiglio com. nel 1986.

A., segnato dalle catastrofi che l'hanno ripetutamente colpito e dagli sconvolgimenti provocati dalle vie di transito, rimane pur sempre un frequentato luogo di villeggiatura, come lo era agli inizi del XX sec. Fu la prima stazione sciistica del Ticino e resta la più importante con la completazione degli impianti di Pesciüm; è pure rinomato centro di escursioni pedestri (Strada Alta, Sentiero degli Alpi). A. costituisce un piccolo polo economico, pur registrando una flessione nella sua funzione residenziale. I servizi legati alle vie di comunicazione (strade, ferrovia, stazione di servizio autostradale a Stalvedro), al militare e al turismo sono quelli che più caratterizzano il com. Nel 1985, unitamente all'edilizia, essi offrivano quasi i ⅔ dei posti di lavoro. Il settore primario è numericamente ridotto. Agli inizi degli anni '90 vi erano 19 aziende agricole condotte a titolo professionale e 13 a titolo accessorio, su 775 nuclei fam. Favoriscono l'allevamento il terreno prativo in buona parte adatto alla lavorazione meccanica, il numero e la qualità degli alpi, quasi tutti rinnovati. Nel settore secondario il primo posto spetta all'edilizia, che però ha ceduto dopo la chiusura dei cantieri importanti. La sola importante fabbrica di A. è la ditta Tenconi del ramo metallurgico, fondata nel 1871, che attualmente impiega un centinaio di persone.


Bibliografia
– M. Fransioli, Il San Gottardo e i suoi ospizi, 1982 (19943)
– AA.VV., Museo Nazionale del San Gottardo, 1989
– AA.VV., Airolo, 1992
– M. Fransioli, Il vicinato di Airolo, 1994
– F. Butti Ronchetti, La necropoli romana di Airolo-Madrano, 2000

Autrice/Autore: Mario Fransioli