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Aquila

Com. TI, distr. Blenio; (1196: Aquili). Posto a 782 m, comprende le frazioni di Dangio, Grumarone, Pinaderio e Ponto Aquilesco. Pop: 600 ab. nel 1602, 804 nel 1801, 1040 nel 1850, 719 nel 1900, 627 nel 1950, 487 nel 2000. Nel 1200 includeva anche la vicinanza di Ghirone; gli attuali confini vennero definiti nel 1853, quando fu sancita la separazione definitiva tra i due com. La divisione del patriziato risale al 1914. Durante il ME A. seguì le sorti della valle di Blenio. La chiesa parrocchiale di S. Vittore, già menz. nel 1213, venne ricostruita nel 1728-30. L'emigrazione verso i Paesi europei (cioccolatai, camerieri, domestici) costituì un'importante fonte di reddito e assunse un carattere massiccio già in epoca moderna. Molti ab. trovarono in seguito impiego presso la fabbrica di cioccolato Cima-Norma a Torre (1914-68), affiancando sovente al lavoro in fabbrica le attività agro-pastorali. Dal 1850 vi fu un notevole calo della pop., dovuto alla diffusione dell'emigrazione definitiva e, in tempi recenti, alla chiusura dello stabilimento Cima-Norma. Nel 1990 le attività nei settori secondario e terziario erano predominanti (39% e 49%); il 60% degli attivi lavorava fuori com.


Bibliografia
– AA. VV., Blenio 71, 1972
– M. Vicari, Valle di Blenio, 1, 1992

Autrice/Autore: Sonia Fiorini