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Sant'Antonio

Com. TI, distr. Bellinzona. Comprende diverse frazioni, tra cui Carena (958 m), situate su terrazzi del versante destro dell'alta valle Morobbia. Pop: 550 ab. nel 1653, 300 nel 1761, 688 nel 1850, 763 nel 1870, 599 nel 1900, 346 nel 1950, 168 nel 2000. ╚ stato rinvenuto un sepolcro risalente alla prima etÓ del Ferro (750-400 a.C.). La squadra o frazione di S. fece parte dell'antico com. medievale e dal 1803 del com. politico di Vallemorobbia; nel 1831 divenne com. autonomo. Dipendente dalla chiesa matrice di Bellinzona fino al 1600, S. divenne una parrocchia autonoma attorno al 1680. La chiesa parrocchiale dei SS. Antonio Abate e Abbondio, menz. nel 1371, fu ricostruita nel XVI sec. L'economia era basata sulla pastorizia, sull'agricoltura e sull'emigrazione. Nel 1464 fu avviata l'estrazione di minerale ferroso dalle miniere di Carena che, a fasi alterne e con cambiamenti di proprietÓ, proseguý fino al 1831. Sul territorio di S. Ŕ situato l'alpe di Giumello, di proprietÓ del cant. (Ist. agrario cant. di Mezzana). Nel 2000 oltre i tre quarti della pop. attiva erano pendolari in uscita, spec. verso Bellinzona.


Bibliografia
– A. Caldelari, Stradario del borgo di Giubiasco, 1978, 44-58

Autrice/Autore: Graziano Tarilli