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Jomini, Antoine Henri

nascita 6.3.1779 Payerne, morte 22.3.1869 Passy (Parigi), rif., di Payerne. Figlio di Benjamin ( -> 2). ∞ Adélaïde Charlotte Rose Roselle, di Parigi. Benché fosse attratto da una carriera militare, fu spinto dai genitori a seguire una formazione commerciale ad Aarau e a Basilea. Nel 1796 lavorò per la banca Mosselmann a Parigi. Tornato in Svizzera, nel 1798 entrò nel ministero della guerra della Repubblica elvetica in veste di capo del segretariato. Promosso capitano, poi comandante di battaglione, elaborò un piano di riorganizzazione dell'esercito (1799).

Dopo il trattato di Lunéville (1801), diede le dimissioni e tornò a Parigi, dove scrisse un Traité de grande tactique, pubblicato nel 1805 con il sostegno del maresciallo Michel Ney, di cui divenne l'aiutante di campo. Dal 1805 al 1813 prese parte alle guerre napoleoniche. Fu notato da Napoleone, che lo nominò aiutante comandante (1805), e partecipò al suo fianco alla battaglia di Eylau (1807). Nel 1807 diede alle stampe il Traité des grandes opérations militaires, incentrato sulle gesta di Federico II. Nel 1807 fu nominato cavaliere della Legion d'onore, nel 1808 barone dell'Impero. Posto agli ordini del maggiore generale Louis-Alexandre Berthier, contrario al suo avanzamento di grado, rassegnò le dimissioni nel 1810, dopo aver ricevuto un'offerta dallo zar Alessandro I. Napoleone lo promosse allora a generale di brigata e lo incaricò di redigere la storia delle campagne d'Italia, pubblicata nel 1811 con il titolo Histoire critique et militaire des guerres de la Révolution. Durante la campagna di Russia (1812), fu nominato governatore di Vilna (oggi Vilnius) e poi di Smolensk, e indicò a Napoleone il luogo migliore per attraversare la Beresina.

Radiato dalle liste di promozione da Berthier e posto agli arresti, decise di unirsi allo Stato maggiore di Alessandro I (1813). Aiutante di campo dello zar con il grado di luogotenente generale, prese parte alle battaglie di Dresda e Lipsia (1813) e si adoperò presso il principe Klemens Wenzel di Metternich per salvaguardare la neutralità sviz. Partecipò in veste di consigliere ai Congressi di Vienna (1815), Aquisgrana (1818) e Verona (1822). Generale in capo di Nicola I nel 1826, prese parte alla guerra contro la Turchia (1828) e contribuì alla creazione dell'Acc. militare di San Pietroburgo (1832). Nel 1827 pubblicò Vie politique et militaire de Napoléon. Responsabile dal 1837 dell'istruzione dello zarevic (il futuro Alessandro II), a tale scopo redasse un compendio sull'arte della guerra (Précis de l'art de la guerre, 1838). Diede gli ultimi consigli allo zar durante la guerra di Crimea (1854), poi si ritirò a Passy. La sua opera di storico e di teorico viene tuttora studiata nelle scuole militari, spec. negli Stati Uniti, ed è ancora oggetto di numerose ricerche. Nel 1906 la città di Payerne eresse una statua in onore di J., che veniva soprannominato "l'indovino di Napoleone" e fu equiparato a Carl von Clausewitz, suo contemporaneo.


Archivi
– Fondo presso ACV, BCUL, Museo di Payerne
Bibliografia
– A.-J. Rapin, Jomini et la stratégie, 2002
– J.-J. Langendorf, Faire la guerre: A.-H. Jomini, 2 voll., 2002-2004

Autrice/Autore: Jean-Jacques Eggler / gbp