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Lumino

Com. TI, distr. Bellinzona; (1168: locus Lugomini; antico nome ted.: Lugmin). Pop: 350 ab. nel 1583, 358 nel 1698, 297 nel 1801, 522 nel 1850, 588 nel 1900, 600 nel 1950, 1127 nel 2000. La favorevole posizione, all'imbocco della Mesolcina, suggerisce l'antichitÓ dell'insediamento, rende plausibile l'esistenza di antiche fortificazioni nelle immediate vicinanze e giustifica la presenza di beni della mensa vescovile comasca, infeudati nel XII sec. ad alcuni esponenti del consorzio capitaneale locarnese. Nel 1335 L. figura nell'elenco dei com. del contado di Bellinzona, ma giÓ nel 1242 appariva unito a Castione, con cui formava una vicinia. Le due localitÓ vennero separate definitivamente nel 1818. Diverse erano le proprietÓ e i diritti di decima della chiesa plebana bellinzonese nel territorio di L.; la chiesa di S. Mamette, attestata nel 1237, divenne parrocchiale prima del 1591. Il confine verso San Vittore (GR), oggetto di secolari vertenze, venne definitivamente stabilito nel 1776. Nel 1818, durante i lavori di costruzione della nuova carrozzabile del San Bernardino, le autoritÓ cant. intervennero per impedire agli ab. di L. di apportare migliorie al tratto stradale tra il ponte sulla Moesa e il confine grigionese. Negli ultimi decenni del XX sec. la fisionomia rurale Ŕ stata trasformata dalla costruzione di numerose nuove residenze (nel 2000 il 73% degli attivi lavorava fuori com.) e dallo sviluppo di un piccolo ma fiorente insediamento industriale.


Bibliografia
– Gilardoni, Inventario, 223-232
– M. De Gottardi, Cenni storici su Lumino, Castione e Monticello, 1980
Archivio dei nomi di luogo. Lumino, 2002

Autrice/Autore: Giuseppe Chiesi