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Gudo

Com. TI, distr. Bellinzona; (1277: Gudio). Il com. è composto da diverse frazioni, tra cui Progero; l'abitato si trova contro montagna, sulla sponda destra del piano di Magadino. Pop: 100 ab. nel 1671, 150 nel 1769, 296 nel 1850, 390 nel 1880, 583 nel 1888, 373 nel 1900, 435 nel 1950, 501 nel 1990, 679 nel 2000.

1 - Preistoria

La vasta necropoli preistorica fu rinvenuta nel 1909-10 in località Progero, in occasione della sistemazione del letto del fiume Ticino. La frequentazione più antica del sito è documentata da frammenti di ceramica relativi a un possibile insediamento nella zona e risale al Bronzo antico (XVII-XVI sec. a.C.); sono inoltre attestati recipienti in ceramica a carattere funerario del Bronzo recente (XIII sec. a.C.) e del Bronzo finale (XII sec. a.C.). La parte più vasta della necropoli (oltre 300 tombe) è databile all'età del Ferro, dal VI sec. a.C., durante il periodo della cultura di Golasecca, e perdura fino al II sec. a.C. Il rito utilizzato è quasi esclusivamente quello dell'inumazione in tombe delimitate da muretti in pietra con copertura a lastroni oppure con sovracopertura circolare in sassi; in alcuni casi le tombe erano segnalate da stele in pietra prive di iscrizioni. I materiali dell'età del Bronzo recente e finale sono caratterizzati da urne biconiche lenticolari; alcuni corredi del periodo di Golasecca da uno o più recipienti in ceramica (urna, scodella, bicchiere e più raramente una brocca), accompagnati da oggetti ornamentali in bronzo (fibule, orecchini, pendagli, ganci da cintura) e in ambra (collane, perle per orecchini e pendagli). Quali recipienti in bronzo sono presenti a G. due situle, mentre mancano le altre forme caratteristiche della cultura di Golasecca (brocche a becco, ciste), fabbricate localmente o importate. Di particolare rilievo è un bicchiere (fine del VI-inizi del V sec. a.C.) con segni graffiti in alfabeto "di Lugano" o "leponzio".

La necropoli fu utilizzata anche nel periodo successivo, a conferma della continuità di permanenza della pop. durante il periodo della cultura di La Tène, segnata dagli spostamenti di gruppi celtici transalpini verso il territorio sudalpino e la pianura padana. I corredi erano ancora composti da vasellame ceramico e dalle caratteristiche fibule di tipo La Tène, da perle in pasta vitrea e ambra, anelli di bronzo o d'argento, pendagli.

Autrice/Autore: Simonetta Biaggio Simona

2 - Epoca moderna

Nel 1264 gli ospedalieri di Contone, la mensa di Como, i capitoli di Bellinzona e Locarno e le fam. nobili locarnesi Muralto e Magoria erano proprietari di diritti fondiari a G. Nel 1363 G. e Progero figuravano come comunità distinte. A Progero si trova la chiesa di S. Maria, edificio romanico rimaneggiato nel XVII sec., ed esistette, secondo la tradizione, un convento di benedettini. G. e Sementina furono staccate dalla matrice di Bellinzona nel 1440. Indagini archeologiche condotte nel 1992 nella parrocchiale di S. Lorenzo hanno permesso di datare il primitivo edificio al VI-VII sec.: si tratta dunque del più antico edificio di culto del Bellinzonese documentato da prove materiali. La costruzione attuale risale al 1615 (ristrutturazione negli anni 1990-2000). Nel 1888 iniziarono i lavori di arginamento del fiume Ticino (con conseguente aumento a G. della pop.); nel 1907 venne costruito il ponte in ferro e poi la strada che collega G. a Cadenazzo attraverso tutto il piano di Magadino. Negli anni 1932-36 fu istituito a G. il demanio dello Stato. Il territorio com. è caratterizzato da attività agricole nel piano di Magadino e da vasti appezzamenti viticoli in collina; agli inizi del XX sec. G. era il principale centro viticolo del Ticino. Ancora oggi la superficie coltivata a vite è tra le più estese del cant. Com. a vocazione prettamente residenziale, nel 2000 la maggior parte della pop. lavorava fuori com.

Autrice/Autore: Graziano Tarilli

Riferimenti bibliografici

Bibliografia