• <b>Niccolò Machiavelli</b><br>Frontespizio di una edizione in-quarto delle opere di Machiavelli datata 1550, ma pubblicata a Ginevra nella prima metà del XVII secolo (Universitätsbibliothek Basel). Questa edizione è detta della "testina", dato che la figura di Machiavelli appare sul frontespizio. Ne esistono diverse versioni, alcune prive dell'indicazione dell'editore, mentre altre (come in questo caso) furono stampate a Ginevra da Filippo Alberto (pseudonimo di Pierre Aubert). La dedica al pontefice Clemente VII, che sostenne Machiavelli, e la retrodatazione al 1550 – data che precede di nove anni la messa all'indice degli scritti di Machiavelli da parte della Chiesa – volevano suggerire che l'opera godesse dell'approvazione papale. Ristampe in italiano degli scritti di Machiavelli vennero pubblicate anche a Losanna e a Capolago. Dato che gli stampatori svizzeri rifornivano clandestinamente il mercato italiano, essi diedero un contributo determinante alla diffusione del pensiero di Machiavelli nella Penisola.

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Machiavelli, Niccolò

nascita 3.5.1469 Firenze,morte 22.6.1527 Firenze. Discendente di una fam. in vista ma economicamente decaduta. Dal 1498 al 1512 fu segr. della Repubblica fiorentina, con l'incarico di reggere la seconda cancelleria, responsabile della politica militare e delle relazioni estere e diplomatiche. In tale funzione, senza disporre di ulteriori competenze proprie ma tenuto in alta considerazione come consigliere e ideologo, viaggiò più volte in territori esteri it. ed europei, ad esempio nel 1507-08 in Germania, attraversando in quell'occasione (via Ginevra e Costanza) la Svizzera. Nel 1508 realizzò un resoconto di quel viaggio, rielaborato nel 1512. Messo politicamente fuori gioco dopo il ritorno al potere a Firenze della linea principale dei Medici nel 1512, si rifugiò in un intensivo studio teorico della politica e della storia. In suoi tre testi centrali, i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio (dal 1513), i sette libri Dell'arte della guerra (1521) e lo scambio epistolare con Francesco Vettori, attribuì alla Conf. - da M. osservata con grande interesse dopo la vittoria riportata a Novara il 6.6.1513 - la funzione centrale di dimostrare la validità attuale delle antiche regole romane per una politica e una condotta di guerra che abbia successo. Questa esemplarità riguardava la tecnica di combattimento della falange di fanteria, la necessaria identità tra cittadino e soldato, la religione quale strumento di rafforzamento interno dello Stato e soprattutto la capacità di isolarsi dalle influenze indebolenti e disgreganti provenienti dalla cultura elitaria it. di stampo umanistico-individualistico: una cultura che M. intuì potesse essere conquistata dalla Svizzera secondo il precedente romano in una lettera a Vettori del 26.8.1513. Questo mito di una Conf. arcaica e rurale, meritocratica e non clientelare, patriottica e agguerrita, ha alimentato fino a oggi il modo in cui la Conf. stessa si rappresenta e viene a sua volta vista dagli altri.

<b>Niccolò Machiavelli</b><br>Frontespizio di una edizione in-quarto delle opere di Machiavelli datata 1550, ma pubblicata a Ginevra nella prima metà del XVII secolo (Universitätsbibliothek Basel).<BR/>Questa edizione è detta della "testina", dato che la figura di Machiavelli appare sul frontespizio. Ne esistono diverse versioni, alcune prive dell'indicazione dell'editore, mentre altre (come in questo caso) furono stampate a Ginevra da Filippo Alberto (pseudonimo di Pierre Aubert). La dedica al pontefice Clemente VII, che sostenne Machiavelli, e la retrodatazione al 1550 – data che precede di nove anni la messa all'indice degli scritti di Machiavelli da parte della Chiesa – volevano suggerire che l'opera godesse dell'approvazione papale. Ristampe in italiano degli scritti di Machiavelli vennero pubblicate anche a Losanna e a Capolago. Dato che gli stampatori svizzeri rifornivano clandestinamente il mercato italiano, essi diedero un contributo determinante alla diffusione del pensiero di Machiavelli nella Penisola.<BR/>
Frontespizio di una edizione in-quarto delle opere di Machiavelli datata 1550, ma pubblicata a Ginevra nella prima metà del XVII secolo (Universitätsbibliothek Basel).
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Bibliografia
– F. Scorretti, Machiavelli e gli Svizzeri, 1942 (franc. 1942)
– L. von Muralt, Machiavellis Staatsgedanke, 1945, 125-146
– V. Reinhardt, «Machiavellis helvetische Projektion», in RSS, 45, 1995, 301-329
– B. Wicht, L'idée de milice et le modèle suisse dans la pensée de Machiavel, 1995
– V. Reinhardt, «Virtuelle Schweiz - Diskurs über die Eidgenossenschaft im Italien des frühen 16. Jahrhunderts», in Schweizerische Kirchenzeitung, 174, 2006, n. 51/52, 873-876
DBI, 67, 81-97

Autrice/Autore: Volker Reinhardt / sma