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Bischofszell (comune)

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Com. TG, capoluogo del distr. omonimo; (1155: Bischoffescella). Situato alla confluenza della Thur e della Sitter, comprende la città di B., su un terrazzo a sud della Sitter, B.-Nord/Sittertal e, dal 1966, l'ex Ortsgemeinde di Halden e parti delle ex Ortsgemeinden di Schweizersholz e di Gottshaus (Stocken). La città, anticamente dipendente dal principato vescovile di Costanza, aveva importanza strategica per la sua posizione al confine tra le terre del principe abate di San Gallo e per i passaggi sui fiumi. Nonostante sia lontano dalle maggiori vie di comunicazione, B. è divenuto nel XIX sec. un importante polo industriale e centro regionale. Pop: ca. 550 ab. nel 1634, ca. 950 nel 1773, 923 nel 1831, 1303 nel 1850, 2114 nel 1880, 2618 nel 1900, 3192 nel 1910, 3567 nel 1950, 3990 nel 1980, 4563 nel 1990, 5421 nel 2000 (con 269 ab. a Halden e 290 ab. a Schweizersholz).

Un tumulo dell'età del Bronzo, ritrovamenti sparsi di epoca romana e alemannica e documenti scritti dell'alto ME testimoniano una colonizzazione precoce. Si ritiene che nel IX sec. il vescovo di Costanza Salomo I vi abbia fatto costruire la chiesa collegiata del capitolo di S. Pelagio, nei pressi di una corte (Fronhof) già esistente. Nel basso ME corte, capitolo, chiesa e fortezza, che formavano il cosiddetto Hof, furono completati con beni allodiali e provvisti di cinta muraria. B. acquisì importanza con il diritto di tenere mercato, ottenuto attorno al 1250 (un'unità di misura locale, la "pinta di B.", Bischofszeller Mass, è menz. nel 1269), e quale avamposto del principato vescovile di Costanza ai confini con il territorio del principe abate di San Gallo. Nel 1273 i signori di Montfort conquistarono la città e la incendiarono. Il complesso che ospitava il mercato, da cui nacque in seguito la città vera e propria, confinava a est con l'Hof e venne dotato di mura nel XIII sec. Al centro si trova oggi il municipio, eretto negli anni 1747-50 da Giovanni Gaspare Bagnato e restaurato tra il 1977 e il 1980. L'edificio sorse al posto di una costruzione più antica (1626-29), distrutta da un incendio nel 1743 con altre 70 case. La città si estese una seconda volta verso est nel XV sec., con la costruzione di un sobborgo (documentato dal 1360) in cui vennero ubicate le manifatture che causavano cattivi odori e potevano provocare incendi. Questa periferia, rasa al suolo per motivi militari nel 1405 e ricostruita, cinta da mura, solo nel 1437, fu in grado di contenere la successiva crescita demografica fino al XVIII sec.; solo il cimitero venne spostato fuori delle mura negli anni 1544-45.

La città era indipendente dal capitolo e sottostava al principe vescovo di Costanza, in rappresentanza del quale è menz. dal 1276 un balivo, che risiedeva nella fortezza. L'edificio, reso di nuovo agibile e divenuto "castello" dopo l'incendio del 1419, subì sostanziali modifiche nel XVII e XVIII sec. Nel 1798 divenne proprietà del neocostituito cant. Turgovia, che lo vendette già nel 1811. Attorno al 1838 crollò la parte occidentale e nel 1843 fu demolito il battifredo. Dal 1930, il castello appartiene al com. Il sigillo cittadino del 1338 (braccio con guanto e pastorale) e lo statuto del 1350 fanno risalire a quegli anni l'inizio dell'indipendenza amministrativa. Le difficoltà finanziarie del vescovo favorirono il desiderio di autonomia dei cittadini, che in occasione di numerosi pignoramenti della città nel corso del XIV sec. acquistarono diversi diritti. Il balivo del vescovo presiedeva un Consiglio di 12 membri e, assieme ai due Consiglieri più importanti della città, esercitava l'alta giustizia, che dal 1485 al 1798 fu di competenza della città. Le giurisdizioni dell'alta e della bassa giustizia non erano identiche. La città esercitava la bassa giustizia anche sulla periferia. Quando i Conf. conquistarono la Turgovia (1460), il loro balivo ottenne una parte della bassa giustizia e l'alta giustizia sull'ospedale di S. Spirito, fondato dalla cittadinanza nel 1369. Dopo la Riforma, Zurigo divenne potenza protettrice della pop. evangelica, maggioritaria, e si oppose alle rivendicazioni del vescovo. Da allora, il governo di B. fu caratterizzato da complesse coalizioni politiche, che permisero tra l'altro la presenza (dal 1587) di un balivo conf. mentre la città continuò a dipendere (fino al 1798) dal principe vescovo.

Sul piano spirituale, B. appartenne inizialmente alla parrocchia di Sulgen, mentre il diritto di collazione spettava al capitolo di S. Pelagio. Nel 1269 B. divenne parrocchia indipendente. La nuova chiesa di S. Pelagio, eretta nel XIV sec. su fondamenta di un vecchio edificio del IX sec., era allo stesso tempo chiesa collegiata e parrocchiale. Nel 1529, sotto l'influsso di Zurigo, la maggior parte della pop. passò alla Riforma; la celebrazione della messa venne tuttavia di nuovo autorizzata già nel 1535. Nel 1536, risp. nel 1563, furono divise le prebende ecclesiastiche. Dal 1728 tutte le cariche com. vennero occupate secondo un principio paritario. Le due comunità religiose comprendevano Hauptwil, Gottshaus, Halden e parti di Hohentannen e di Schweizersholz. Nel 1861 sorse la filiale evangelica di Hauptwil; dal 1908, parte di Gottshaus costituisce la parrocchia catt. di Sankt Pelagiberg. La chiesa, ristrutturata in epoca barocca, fu utilizzata dalle due confessioni fino alla costruzione della chiesa evangelica di S. Giovanni (1968). Dopo la Riforma, la scuola della collegiata perse l'eccellente livello qualitativo raggiunto in precedenza. Nel 1530 fu costituita una scuola evangelica. Nel 1536 si decise di fondare una scuola cittadina catt.; realizzata solo nel 1660, fu amministrata dal capitolo fin verso la fine del XVIII sec., quando passò sotto il controllo della città. Nel 1834 fu aperta la scuola secondaria e nel 1870 si arrivò alla fusione delle due comunità religiose in ambito scolastico.

I ponti di legno sulla Thur (1300 ca.) e sulla Sitter (menz. dal 1428) furono sostituiti da costruzioni in pietra nel 1500 ca. Fu in gran parte grazie a questi ponti, non sottoposti a dazio fino al 1796, che B. poté divenire un importante punto di smercio dei tessuti e competere validamente con San Gallo e gli altri centri tessili della regione del lago di Costanza nel XV e XVI sec. Nel XVII e XVIII sec. fiorì il commercio intern. delle fam. Rietmann, Bridler, Daller e Zwinger, mentre la produzione tessile locale perse di importanza. Industria e artigianato erano protetti da decreti restrittivi (ordinamento sulla manifattura del 1699, divieto delle corporazioni) e producevano, ad eccezione dei vasai, solo per la clientela locale, cui erano rivolte anche le altre attività commerciali.

Fra i com. più ricchi durante l'ancien régime, B. mantenne questa sua prerogativa anche dopo i conflitti dell'Elvetica, causati dall'iniziale attaccamento del principe vescovo ai suoi diritti signorili su B. Nel 1812 furono attribuiti a B. la tenuta di Engishalden e le frazioni di Winklen, Moosburg, Muggensturm, Klausenhäusli, Katzensteig e Im Stich. Nel 1834 la Ortsgemeinde fu integrata alla Munizipalgemeinde, costituita nel 1799 e nel 1803, e all'antico com. patriziale. Visto che il territorio di queste tre entità com. si sovrapponeva, nel 1870 venne decisa l'unificazione di Ortsgemeinde e Munizipalgemeinde; il com. patriziale continuò a sussistere quale corporazione di diritto pubblico, ma cedette gli edifici di sua proprietà (tra l'altro il municipio e la scuola secondaria) e ca. un terzo del suo patrimonio per opere di pubblica utilità e per la costruzione della linea ferroviaria Sulgen-B.-Gossau. L'apertura di questa linea (1876) e lo sfruttamento delle forze idriche diedero inizio allo sviluppo industriale di B. Dalla tessitura jacquard della fam. Niederer (1856-1911) sorse la cartiera Laager (Papieri Bischofszell), attiva fino al 1984. Due fabbriche di ricami (merletti chiacchierini) impiegavano nel 1910 più di 200 operai. Degne di nota sono inoltre la prima tipografia turgoviese, fondata nel 1792 da Andreas Wehrli, la Bischofszeller Zeitung (pubblicata a partire dal 1860, risp. dal 1872) e la sartoria Munz, fondata nel 1870. Nel XIX sec., l'area industriale più ambita era quella presso i due ponti (Brüel, Bleiche). Nel XX sec. sorse la nuova zona industriale di B.-Nord/Sittertal con la fabbrica di mosto Obi (1906) e la fabbrica di conserve Tobler (fondata nel 1909 e passata alla Migros nel 1945), che negli anni '90 ha contribuito, con i suoi 700 posti di lavoro, ad attirare a B. un gran numero di pendolari. L'immigrazione mutò la composizione religiosa e politica del com. (61% rif. nel 1870, 55% nel 1910, 40% nel 1990); le votazioni del XX sec., avvenute secondo il sistema proporzionale, hanno portato a un sostanziale equilibrio fra partito popolare democratico (o i suoi antecessori) e partito radicale democratico, seguiti dal partito socialista.

L'approvvigionamento di acqua potabile (dal 1893), l'azienda autonoma del gas (1903/08-59), l'installazione di linee elettriche (dal 1908) e l'impianto di depurazione (1973) migliorarono le infrastrutture com. La città si espanse inizialmente verso est, lungo il terrazzo. Il quartiere residenziale di Obi-Dörfli (1945-46) e le case monofamiliari sorte sul Lättehang e lungo le strade per Sitterdorf e Sulgen crearono nuove aree abitative a nord della Sitter. Agli anni dell'emigrazione (anni '70) ha fatto seguito, a partire dal 1990 ca., un periodo di netta crescita demografica.


Archivi
– Archivi della sartoria Munz e della Papieri Bischofszell presso StATG
Bibliografia
– T. Bridler, «Der Leinwandhandel, eine ehemalige blütende Industrie in Bischofszell», in Thurgauer Jahrbücher, 6, 1930, 10-18
MAS TG, 3, 1962
– A. Knoepfli, Des Thurgaus erste Druckerei zu Bischofszell, 1792-1800, 1986
– A. Hefti, Bischofszell in seinem Wandel von 1876 bis heute, ms., 1992 (presso Ist. geografico, Univ. Zurigo)
– A. Knoepfli, B. Sendner-Rieger, Bischofszell - Kunst, Kultur, Geschichte, 19943
Episcopaliscella: vom Stift zur Stadt, 2000

Autrice/Autore: Gregor Spuhler / ato