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Maggenberg, Peter

nascita ca. 1380 Maggenberg (com. Tafers), morte 1462/63 Friburgo, dal 1409 cittadino di Friburgo. Figlio di Ully e di una Johaneta. Attivo dal 1404, M. fu il pittore ufficiale di Friburgo e capo di una bottega; nel 1460 ottenne l'ultima commissione da parte della città. Dal 1412 operò a Friburgo quale pittore in vari ambiti, ricevendo incarichi per ogni sorta di lavori di carattere artigianale e artistico: blasoni, segnavento per le fortificazioni (1412-53), brocche di stagno, la stufa del palazzo com. (1422, 1439, 1453) e un progetto su pergamena per gli organi di S. Nicola. Dipinse gli affreschi della chiesa del convento francescano (ciclo della vita di Maria, 1438/40) e un Cristo con la croce in una navata laterale (ca. 1440). Con un collaboratore, Etienne de Montbéliard (Meister Stefan), lavorò nella chiesa di Valère a Sion, dove eseguì le ante della cassa dell'organo (1435), gli affreschi del pontile e della cappella dei von Raron (1434-37) e le pitture dell'abside. A Losanna fu incaricato di ritoccare la policromia delle statue del "portale degli Apostoli" della cattedrale (1445-46). Esponente di spicco della pittura tardogotica sviz., coniugò lo stile dolce (Weicher Stil) con il gusto per il naturalismo e la rappresentazione plastica. Evidenti richiami stilistici a Giacomo Jaquerio nei motivi ornamentali e architettonici inducono a supporre che M. si sia formato nella bottega del maestro gotico piemontese. Le figure dal profilo pronunciato e dal naso appuntito e la resa delle capigliature e dei drappeggi attestano invece le sue affinità con l'arte ted.


Bibliografia
– B. Pradervand, N. Schätti, «Les décors peints de l'abside de l'église Notre-Dame de Valère (vers 1434-1437) et l'activité de Pierre Maggenberg à Sion», in Vallesia, 52, 1997, 241-279
DBAS, 668 sg.
– F. Elsig, «De Pierre Maggenberg à Hans Fries», in Kunstchronik, 11, 2001, 530-537
– B. Pradervand, «Parcours de Pierre Maggenberg entre Fribourg et Sion dans la première moitié du XVe siècle», in D'une montagne à l'autre, a cura di D. Rigaux, 2003, 11-32

Autrice/Autore: Marianne Rolle / cmu