12/09/2005 | segnalazione | PDF | stampare | 
No 1

Davel, Jean Daniel Abraham

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da un’immagine. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

battesimo 20.10.1670 Morrens (VD),morte 24.4.1723 Vidy (com. Losanna), rif., di Riex. Figlio di François (morte 1676), pastore rif., e di Marie Langin. Celibe. A partire dal 1676 D. visse a Losanna, dove frequentò il collegio. Divenuto notaio balivale (1688) e commissario agrimensore, si stabilì a Cully. Nel 1692 entrò al servizio mercenario, dapprima di Guglielmo III, statolder d'Olanda e re d'Inghilterra, poi della Francia (1708-11). Tornato a Cully, riprese la sua attività di notaio nel 1712. Nello stesso anno partecipò alla campagna di Villmergen, diventando famoso per il suo sangue freddo. Berna lo nominò gran maggiore (da cui il suo appellativo di maggiore D.) e comandante del circondario di Lavaux nel 1717. Facendosi carico del malcontento che regnava nel Paese di Vaud (in particolare al momento della questione della Formula Consensus) e come per vocazione divina (durante la vendemmia del 1691 gli apparve una giovane donna, detta la "Bella Sconosciuta", che gli rivelò la sua missione), elaborò da solo una strategia per liberare il Paese di Vaud. Il 31.3.1723 mobilitò 600 uomini, conducendoli a Losanna mentre tutti i balivi si trovavano a Berna per l'attribuzione delle cariche pubbliche. Giunto al palazzo com., D. si rivolse alle autorità losannesi, che finsero di seguirlo nella sua impresa ma avvertirono Berna e lo arrestarono il primo aprile. Il suo manifesto (parecchie pagine di critiche contro il regime bernese) venne considerato un atto di ribellione. Processato dal tribunale (losannese) dei cittadini della rue de Bourg, venne condannato a morte e decapitato.

Le autorità bernesi cercarono di privare il messaggio politico di D. di tutto il suo contenuto, facendo del maggiore un fuorilegge e un esaltato. Non poterono tuttavia impedire che si diffondesse il racconto della sua impresa. Apprezzato dapprima per il coraggio e la grandezza d'animo, D. divenne l'incarnazione dell'eroe della libertà e della virtù. Ciò avvenne non all'epoca della rivoluzione vodese del 1798, ma negli anni 1840-50, quando l'accesso ai documenti d'archivio (Juste Olivier fu il primo a utilizzarli nel 1842) permise una migliore comprensione del suo tentativo di rivolta. Frédéric-César de La Harpe, che in un primo tempo aveva condiviso l'opinione comune su D., si schierò poi a suo favore. D. venne riabilitato nel 1839 con la posa di una lapide nella cattedrale di Losanna. Monumenti, opere letterarie, rappresentazioni teatrali, dipinti (fra cui Le Major Davel di Charles Gleyre, 1850), manifestazioni e studi storici hanno fatto di D., l'eroe del popolo vodese, il martire che osò denunciare il regime bernese.


Archivi
– Fondo presso BCUL
Bibliografia
– M. Mercier-Campiche, L'affaire Davel, 1970
Encycl.VD, 4, 149-153
– G. Coutaz, «Etude historiographique et archivistique des documents de l'affaire Davel», in RHV, 1989, 21-56

Autrice/Autore: Gilbert Coutaz / gbp