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Partito radicale democratico (PRD)

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Sin dai suoi esordi il partito radicale democratico (PRD) si è considerato il più autorevole rappresentante del Liberalismo politico in Svizzera. I suoi obiettivi erano garantire le libertà individuali e promuovere un ordinamento economico liberale, in cui gli interventi statali fossero il più possibile circoscritti. Nel XIX sec. il PRD diede un contributo di rilievo al processo di edificazione dello Stato fed. Attore fondamentale di quest'ultimo, dal 1848 senza interruzioni è stato rappresentato nel Consiglio fed. e nella maggior parte degli esecutivi cant.

1 - Le origini (1815-1894)

Nel XIX sec. non esisteva ancora un partito radicale in senso moderno, ma solo un gruppo poco coeso di uomini di orientamento politico affine. Il Radicalismo si riconosceva perfettamente nello Stato fed. e la storiografia radicale è sempre stata fortemente influenzata da questo modello interpretativo, come testimoniano le celebrazioni in occasione degli anniversari della fondazione dello Stato fed. del 1898, 1948 e 1998. Preoccupati di non apparire come una "parte" del tutto costituito dal popolo, i radicali furono a lungo incapaci di formare un partito moderno dotato di strutture stabili. Solo nel 1894 fu fondato a Olten il PRD sviz. quale org. mantello dei partiti radicali cant.

I rappresentanti del liberalismo si consideravano, nel XIX sec., idealmente figli della Rivoluzione franc., di cui tentarono di difendere l'eredità durante la Restaurazione, opponendosi ai conservatori. Dopo aver ottenuto diversi successi sul piano cant. durante la Rigenerazione, i liberali si scontrarono in alcune regioni con il movimento pop. dei Radicali. Questi ultimi sostenevano, come i liberali, il riconoscimento delle libertà individuali, ma chiedevano anche l'abolizione del suffragio censitario a favore di quello universale maschile e la rapida soppressione dei censi fondiari. I radicali non esitarono a imporre le proprie idee almeno in parte con la forza nei cant. Basilea, Vallese, Ginevra, Vaud e Ticino e, sul piano fed., in occasione delle spedizioni dei Corpi franchi (1844-45) e della guerra del Sonderbund (1847). La Costituzione fed. del 1848 e la sua revisione totale del 1874 sono ampiamente opera loro.

I termini liberale e radicale, il cui significato andò progressivamente precisandosi, nel XIX sec. erano utilizzati in Svizzera per designare diversi gruppi all'interno della "grande fam. liberale" (Erich Gruner). Nella Svizzera ted. freisinnig (letteralmente, liberale) era utilizzato molto spesso per indicare i radicali. Di regola i liberali si collocavano più a destra rispetto ai radicali, su posizioni di centro sinistra. Nel decennio 1860-70 il Movimento democratico si oppose al controllo sullo Stato da parte dei radicali, esigendo l'elezione popolare delle autorità e l'introduzione dell'iniziativa e del referendum popolari. Questo movimento, che conobbe un considerevole successo in numerosi cant. e poi anche sul piano fed., diede però nuovo slancio al radicalismo.

Nel XIX sec. i radicali si riunirono in org. di durata effimera che variarono a seconda del contesto. Dopo il 1831 furono istituite diverse sezioni dello Schutzverein per la difesa dei valori liberali e l'Associazione nazionale svizzera contro la minaccia di ingerenze da parte delle potenze straniere conservatrici. Dopo il 1844 furono create le ass. patriottiche favorevoli all'introduzione dello Stato fed. e, in seguito al fallimento della revisione totale della Costituzione fed. del 1872, una seconda Associazione patriottica svizzera, che diede un contributo di rilievo al successo della revisione totale del 1874.

Il nucleo di queste org. ad hoc era generalmente formato dal gruppo radicale dell'Assemblea fed. o da quelli dei parlamenti cant. Le ass. studentesche quali Helvetia o Zofingia costituirono altri nuclei di cristallizzazione del futuro partito.

Autrice/Autore: Daniel V. Moser-Léchot / sma

2 - All'apice del potere (1894-1918)

La fragile unità dei radicali cominciò a venire meno attorno al 1890: in seno all'Assemblea fed. si formarono a destra il gruppo dei liberali, a sinistra quello di politica sociale e al centro quello dei radicali-democratici. Anche al di fuori del parlamento il panorama politico conobbe alcuni mutamenti: gli operai, originariamente vicini al radicalismo per il tramite della Soc. del Grütli, iniziarono a riunirsi sul piano com., cant. e fed. nei sindacati e nei partiti socialisti. Nel contempo, i contadini e gli artigiani confluirono in nuove org. per meglio rappresentare i propri interessi economici. La fondazione del PRD nel 1894 mirava ad arginare questa "influenza dell'economia sulla politica" (Emil Dürr). Potendo contare sul sostegno di ampie fasce della pop., il PRD continuò a considerarsi un "partito popolare", in grado di difendere gli interessi di diversi gruppi sociali, benché operai e contadini vi fossero sottorappresentati. La nuova org. partitica mirava anche ad agevolare un equilibrio degli interessi all'interno del partito. Il PRD si distinse dalla sinistra opponendosi alla "distruzione delle basi del nostro Stato e della vita sociale" e dalla destra combattendo contro i "soprusi dell'ultramontanismo". Fino allo scoppio della prima guerra mondiale il PRD riuscì, non da ultimo grazie al sistema elettorale maggioritario e alla favorevole suddivisione dei circondari elettorali, a conservare e addirittura a rafforzare la sua posizione dominante negli esecutivi e legislativi sul piano fed. e cant. In alcuni cant. il PRD applicò il cosiddetto sistema proporzionale volontario, attribuendo a proprio gradimento singoli seggi a esponenti politici socialisti o conservatori.

Le strutture organizzative dei partiti radicali cant. rimasero eterogenee: mentre nelle agglomerazioni urbane si sviluppò una fitta rete di org. di quartiere, com. e circondariali, le regioni rurali conservarono le vecchie forme di organizzazione basate su sistemi clientelari flessibili incentrate su singole personalità. Sul piano fed. fino al 1929 la direzione del partito nazionale fu affidata a turno a una sezione cant., che serviva da "Vorort". La professionalizzazione dei segretariati di partito prese avvio solo nel 1914.

Autrice/Autore: Daniel V. Moser-Léchot / sma

3 - Cambiamento di sistema nella democrazia svizzera (1918-1943)

Durante la Grande guerra le tensioni sociali si acuirono in Svizzera. Di fronte alle rivendicazioni economiche avanzate con crescente fermezza da contadini e operai, il PRD faticò sempre più a sostenere la propria visione della composizione di interessi divergenti. A livello fed. rimase comunque il partito di maggioranza e fu pertanto ritenuto responsabile delle numerose difficoltà incontrate dal Paese nel periodo bellico. In alcuni cant. (quali Berna, Argovia, Zurigo e Turgovia), a destra del PRD, i contadini si riunirono in seno al nuovo partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi (PAB), mentre numerosi operai e impiegati si avvicinarono al partito socialista (PS). Solo nei cant. in cui si mantenne la tradizionale opposizione fra radicali e conservatori (come Soletta, Lucerna, San Gallo e Vallese) si constatò una maggiore fedeltà dei contadini e di una parte degli operai al PRD. L'introduzione del sistema elettorale proporzionale a livello fed. e in molti cant. pose fine al dominio radicale nell'Assemblea fed. e in molti governi e parlamenti cant. Nel Consiglio fed. la maggioranza radicale perdurò fino al 1943.

Le nuove condizioni politiche e lo sviluppo di un sistema di partiti di massa chiaramente strutturati accentuarono le differenze già notevoli tra i vari partiti cant. Se a Berna ad esempio il PRD perse il suo ruolo di partito principale a favore del PAB e tentò di riposizionarsi a sinistra presentandosi come partito progressista, i radicali del cant. Vaud - forti dell'appoggio dell'elettorato rurale - conservarono la propria posizione centrale nelle strutture di potere. Nel Vallese il PRD rimase un partito di opposizione ai catt. conservatori dominanti. Nei cant. urbani di Ginevra e Basilea Città i radicali dovettero misurarsi con i liberali conservatori (Partito liberale).

Nel decennio 1930-40 il PRD si confrontò con il frontismo. Il PRD sviz. si distanziò chiaramente dai movimenti di estrema destra; nella città di Zurigo si giunse però a una congiunzione delle liste elettorali radicale e frontista. Nel Ticino i giudizi contrastanti sul regime mussoliniano portarono nel 1934 al distacco dal partito liberale radicale della sua frangia antifascista, che diede vita al partito liberale radicale democratico; la scissione perdurò fino al 1946. Negli anni della crisi economica il PRD si oppose anche ai progetti socialisti volti a rilanciare l'economia (Nuova Svizzera).

Seggi e voti ottenuti dal PRD alle elezioni federali
AnnoConsiglio degli StatiConsiglio nazionale% di voti
1919236028,8
1922236028,3
1925216027,8
1928205827,4
1931195226,9
1935154823,7
1939144920,7
1943124722,5
1947115223,0
1951125124,0
1955125023,3
1959135123,7
1963135123,9
1967144923,2
1971154921,8
1975154722,2
1979115124,0
1983145423,3
1987145122,9
1991184421,0
1995174520,2
1999174319,9
2003143617,3
2007123615,8

Fonti:UST

Autrice/Autore: Daniel V. Moser-Léchot / sma

4 - Nella democrazia consociativa (dal 1943)

La storia dello Stato fed. mostra che dal 1890 il PRD ha sempre tentato di associare i partiti di opposizione di sufficiente e crescente forza alle responsabilità di governo, al fine di ridurre il rischio di referendum e iniziative popolari. Gli importanti successi del partito catt. conservatore (oggi PPD) nelle diverse campagne referendarie permisero a quest'ultimo di ottenere nel 1891 il primo seggio in Consiglio fed., attribuito a Josef Zemp, a cui nel 1919 ne seguì un secondo in seguito allo sciopero generale. Già persino nell'atmosfera agitata di quel periodo i radicali più avveduti avanzarono l'ipotesi di permettere al PS l'accesso al Consiglio fed. Dieci anni più tardi, all'inizio della crisi economica, Rudolf Minger fu il primo rappresentante del PAB (oggi UDC) nell'esecutivo fed. Nel 1943, nel mezzo della seconda guerra mondiale, il PRD rinunciò a un ulteriore seggio a favore del socialista Ernst Nobs, perdendo in tal modo la maggioranza nel Consiglio fed. Nel 1959 si giunse all'applicazione della Formula magica (due esponenti del PRD, due del PPD, due del PS, uno del PAB), modificata nel 2003 (due del PRD, uno del PPD, due del PS, due dell'UDC). Una strategia analoga, volta a integrare l'opposizione nel governo, fu attuata anche in numerosi cant. e città.

Il PRD continuò a considerarsi un pilastro dello Stato e sostenne pertanto gli sforzi della difesa spirituale e l'anticomunismo del dopoguerra. In quel periodo si smorzò anche l'antagonismo con i liberali e i conservatori popolari, come dimostrano in particolare l'unione con questi schieramenti raggiunta nei cant. Vaud e Ginevra (Entente nationale). Nel contempo il PRD appoggiò importanti iniziative di politica sociale, quali l'AVS, gli articoli economici introdotti nella Costituzione fed. e le direttive protezionistiche nell'ambito della politica agricola. Nella situazione economicamente difficile che seguì la prima e la seconda guerra mondiale e nella crisi degli anni 1930-40 il PRD fu favorevole a un interventismo statale più marcato. Nei periodi di alta congiuntura difese però un liberalismo economico ortodosso, come traspare in particolare dalle cosiddette tesi del Rigi (1981).

I movimenti del 1968 non risparmiarono il PRD. La gioventù radicale e alcuni gruppi studenteschi di orientamento affine criticarono aspramente l'immobilismo del partito e rivendicarono un impegno più intenso sul fronte sociale. A lungo termine tali critiche ebbero conseguenze modeste. Un destino simile era già toccato all'Ass. dei giovani radicali, che aveva esercitato solo una scarsa influenza tra il 1905 e il 1909 e il 1916 e il 1920. La Gioventù liberale radicale sviz. si impose maggiormente negli anni 1930-40 e successivi. Attorno al 1970 si manifestarono al suo interno tendenze social-liberali. Secondo le sue stesse indicazioni, la Gioventù liberale radicale sviz. contava nel 1978 ca. 1000 aderenti e 19 sezioni. Dagli anni 1960-70 numerosi schieramenti si separarono dal PRD: a sinistra il Team 67 nel cant. Argovia (1967) e la Lista libera nel cant. Berna (1983), a destra il partito degli automobilisti (1987, poi divenuto Partito della libertà).

Nel secondo dopoguerra il PRD iniziò a interessarsi sempre più all'ambito intern., ad esempio attraverso la collaborazione con l'Unione liberale mondiale, fondata nel 1947 e rinominata nel 1991 Internazionale liberale. Il PRD sostenne una prudente apertura verso l'estero nell'ambito dell'adesione al GATT e all'OMC, all'AELS, al Consiglio d'Europa, all'ONU (dopo aver esitato a lungo) e allo SEE nonché nelle trattative bilaterali con l'UE.

Già nel 1937 si costituì all'interno del PRD un'Ass. delle donne radicali, che tuttavia si dotò di statuti solo nel 1949. Secondo le sue indicazioni, tale ass. (rinominata nel 1994 Donne PRD sviz.) contava nel 1979 10'000 aderenti suddivise in 60 gruppi (5000-6000 nel 2005). Nel 1959 in occasione della votazione sul suffragio femminile il PRD lasciò libertà di voto ai propri membri. Solo nel 1971 raccomandò di approvarne l'introduzione. La questione femminile ebbe un ruolo relativamente importante nelle pubblicazioni del partito, in particolare per distinguersi dal movimento femminista. Negli anni 1990-2000 la percentuale di donne nei gruppi parlamentari fed. e cant. ha conosciuto un aumento.

Il PRD ebbe a lungo una posizione privilegiata nel panorama giornalistico sviz. Dal 1921 i periodici vicini al partito si organizzarono in seno all'Ass. della stampa radicale democratica. Ancora nel 1967 ca. il 50% della tiratura complessiva dei quotidiani sviz. era riconducibile ai giornali vicini al PRD. Dagli anni 1970-80 l'influenza del PRD sui media stampati si è ridotta. Anche i legami con la Neue Zürcher Zeitung, il principale giornale del liberalismo politico in Svizzera, si sono allentati dagli anni 1990-2000.

Con la revisione degli statuti del 1977 il PRD sviz. è divenuto un partito di iscritti. I partiti cant. sono da allora sezioni del partito nazionale e nel contempo org. autonome. Alcuni studi sulla sua composizione sociale hanno evidenziato la preponderanza dei ceti medio e superiore. Questa tendenza si è rafforzata fino agli anni 1990-2000. La classe media è relativamente poco rappresentata negli organi dirigenti del partito. Nel 1977 l'assemblea dei delegati è stata affiancata da un consiglio dei delegati di 50 membri. Esiste inoltre una serie di commissioni permanenti incaricate di studiare le diverse tematiche.

Per il PRD lo slogan "Più libertà e responsabilità - meno Stato", utilizzato con successo nelle elezioni al Consiglio nazionale del 1979, non segnava un allontanamento dalla sua vocazione di pilastro dello Stato, ma intendeva porre l'accento sul suo impegno federalista e sull'importanza attribuita all'individuo e alla limitazione dell'attività dello Stato. Nel 1981 il partito pubblicò un programma, dettagliato e concreto, sulla promozione delle privatizzazioni a livello com., cant. e fed. Negli anni successivi appoggiò con successo numerosi progetti di deregolamentazione.

In numerosi dibattiti del ventennio 1970-90 (centrali atomiche, politica sociale, esercito, ecc.) i partiti di governo si divisero; il PRD si schierò spesso con il PPD e l'UDC contro il PS. La situazione mutò negli anni 1990-2000 su problematiche quali l'adesione all'ONU, la questione europea, i trasporti e in parte la politica sulla droga e l'asilo: in questi casi PRD, PPD e PS tesero a coalizzarsi contro l'UDC. Su altri temi, quali la tecnologia genetica, la lotta contro la disoccupazione e le nuove tecnologie, il PRD difese sempre le posizioni dell'economia liberale. Dopo qualche esitazione, ammise la necessità di introdurre tasse di incentivazione in campo ambientale. Si pronunciò inoltre in favore della concessione di sgravi fiscali e dell'ampliamento della rete autostradale. Nelle elezioni al Consiglio nazionale del 2007 ha ottenuto il 15,6% dei voti e 31 seggi, come il PPD (conseguendo quindi risultati inferiori a UDC e PS). L'1.1.2009 in seguito alla fusione di PRD e PL sviz. si è costituito il partito liberale radicale (PLR).

Presidenti del PRD
1894-1895Christian Friedrich Göttisheim (1837-1896)
1896-1897Ernst Brenner (1856-1911)
1897-1898Johannes Stössel (1837-1919)
1898-1903Johann Daniel Hirter (1855-1926)
1904-1906Paul Scherrer (1862-1935)
1907-1910Walter Bissegger (1853-1915)
1911-1912Camille Decoppet (1862-1925)
1912-1913Félix Bonjour (1858-1942)
1914-1918Emil Lohner (1865-1959)
1919-1923Robert Schöpfer (1869-1941)
1923-1929Albert Meyer (1870-1953)
1929-1934Hermann Schüpbach (1877-1949)
1934-1940Ernest Béguin (1879-1966)
1940-1948Max Wey (1892-1953)
1948-1954Aleardo Pini (1907-1958)
1954-1960Eugen Dietschi (1896-1986)
1960-1964Nello Celio (1914-1995)
1964-1968Pierre Glasson (1907-1991)
1968-1974Henri Schmitt (1926-1982)
1974-1977Fritz Honegger (1917-1999)
1978-1984Yann Richter (*1928)
1984-1989Bruno Hunziker (1930-2000)
1989-2001Franz Steinegger (*1943)
2001-2002Gerold Bührer (*1948)
2002-2004Christiane Langenberger (*1941)
2004Rolf Schweiger (*1945)
2005-Fulvio Pelli (*1951)

Fonti:PRD; Servizi del parlamento

Autrice/Autore: Daniel V. Moser-Léchot / sma

Riferimenti bibliografici

Fonti
Rivista politica, 1922- (riv. trimestrale del PRD; spec. 4, 1979; 2/3, 1994)
Bibliografia
– G. Chaudet, Histoire du Parti radical suisse, 1917
– E. Schürch, Der Freisinn und die Fronten, 1933
– M. Wey, 50 Jahre freisinnige Aufbauarbeit im schweizerischen Bundesstaat, 1944
– P. Bise, Le parti radical-démocratique suisse, [19483]
– E. Gruner, Die Parteien in der Schweiz, 1969(19772)
– J. Tobler, Freisinn ohne Gemeinsinn?, 1972
– P. Ehinger, «Schweizerischer Liberalismus im Wandel?», in Liberal, 8/9, 1973, 625-655
– R. Meier, Der schweizerische Freisinn, 1978
– E. Dietschi, 60 Jahre eidgenössische Politik, 1979
– R. Brassel, Der schweizerische Freisinn in den Auseinandersetzungen der ersten Nachkriegszeit 1918-1922, mem. lic. Basilea, 1981
– U. E. Gut, Aspekte des Liberalismus in der politischen Praxis, [1994]
– M. Gehrken, "Im Zeichen einer wahrhaft eidgenössischen Solidarität", 2002
– O. Meuwly, L'unité impossible: le parti radical-démocratique suisse à la Belle Epoque 1891-1914, 2007

Autrice/Autore: Daniel V. Moser-Léchot / sma