• <b>Formazione della volontà politica</b><br>Conferenza stampa del Vorort dell'Unione svizzera del commercio e dell'industria sulla politica congiunturale del Consiglio federale, tenutasi il 5.4.1976 a Berna  © KEYSTONE. Le associazioni mantello dell'economia contribuiscono alla formazione della volontà politica. L'immagine coglie l'intervento di Gerhard Winterberger (secondo da destra), presidente del Vorort, affiancato da Bernhard Wehrli (in primo piano), segretario del Vorort.

Formazione della volontà politica

L'espressione designa il modo in cui gli attori politici comunicano ed esercitano la loro influenza per raggiungere decisioni collettive vincolanti. Durante l'ancien régime tale processo aveva luogo all'interno di Consigli, Assemblee degli Stati, Landsgemeinden, Assemblee comunali e Consultazioni popolari. Attualmente i singoli cittadini aventi diritto di voto contribuiscono alla formazione della volontà politica mediante l'esercizio dei Diritti politici, in particolare per mezzo del Diritto di voto e eleggibilità. Per quanto concerne la formazione della volontà in ambito economico, si rimanda alla voce Cogestione. Le considerazioni che seguono riguardano in generale la formazione della volontà politica all'interno dello Stato federale.

Schematicamente è possibile distinguere tre fasi di formazione della volontà politica. Nella fase di articolazione, una rivendicazione o un problema diventano oggetto di una discussione pubblica (Opinione pubblica). Nella seconda fase (discussione e aggregazione) si esaminano l'entità della questione e le modalità di soluzione del problema, vengono organizzati e soppesati gli interessi, e si predispongono più alternative di intervento. La terza fase riguarda una decisione collettiva relativa per esempio all'accettazione o al rifiuto di norme costituzionali, leggi, decreti fed., crediti o trattati intern. Per quanto concerne le modalità relative alla formazione della volontà politica è possibile distinguere le procedure volte alla ricerca del consenso dalle procedure maggioritarie. Nelle prime viene coinvolto il maggior numero possibile di attori nell'elaborazione di una decisione, mentre nelle seconde la maggioranza politica agisce senza tenere in considerazione le minoranze.

Tra le parti coinvolte ci sono attori statali e non statali, nazionali ed esteri. In Svizzera gli attori statali sono il Consiglio federale, l'Amministrazione federale, l'Assemblea federale, i Tribunali, i Cantoni e i Comuni con le relative istituzioni e org.; i più importanti attori non statali sono i diversi Gruppi di pressione, ovvero i Partiti, le Federazioni e i media. Tra gli attori statali esteri si possono annoverare i governi stranieri e le Organizzazioni internazionali. La partecipazione degli attori può essere istituzionalizzata o avvenire per mezzo di canali informali. Una procedura è definita come istituzionalizzata se è stata sperimentata con successo per lungo tempo o se è prevista dall'ordinamento giur., come per esempio il coinvolgimento delle federazioni per l'elaborazione e l'entrata in vigore di leggi fed. (Procedura di consultazione). La formazione della volontà politica non segue necessariamente un percorso razionale; mancanza di informazioni, vincoli sociali, reazioni emotive, attualità, fretta e incertezza assumono infatti una certa importanza nel processo decisionale.

La formazione della volontà politica è caratterizzata in Svizzera da una moltitudine di attori, ampie possibilità di coinvolgimento sul piano istituzionale, ricerca del consenso (Democrazia consociativa), lunghi processi decisionali nel caso di oggetti controversi, e da un alto grado di accettazione delle decisioni. Il considerevole numero di attori è il risultato della complessa struttura politica, sociale ed economica del Paese. I 26 cant. e i ca. 2700 com. dispongono di una notevole autonomia amministrativa e possibilità di partecipare alle decisioni. Gli interessi dei gruppi linguistici e confessionali, nonché delle diverse federazioni di interessi devono essere tenuti in considerazione. La necessità di un vasto consenso ha avuto un'influenza sulle strutture istituzionali, soprattutto per quanto riguarda la democrazia diretta, il sistema elettorale e di governo. Gli strumenti della democrazia diretta permettono alla volontà popolare di formare quella dello Stato. Dal 1874 una parte dell'elettorato può domandare che una legge venga sottoposta al voto per mezzo di un Referendum popolare. La possibilità di un referendum induce le autorità a elaborare leggi condivisibili da una maggioranza. Grazie all'Iniziativa popolare, dal 1891 una parte degli aventi diritto di voto ha la facoltà di formulare autonomamente modifiche della Costituzione fed. per poi sottoporle al voto popolare. In tal modo i gruppi di pressione possono appellarsi direttamente all'elettorato per concretizzare le loro rivendicazioni. Ogni campagna precedente la votazione popolare avvia pertanto anche una discussione. Dal 1919 il Consiglio nazionale viene eletto con il sistema proporzionale (Sistemi elettorali), che ha favorito il moltiplicarsi dei partiti politici come pure l'elaborazione di procedure finalizzate alla ricerca del consenso. Di conseguenza i partiti più importanti sono stati coinvolti nell'esecutivo in quasi tutti i com. e cant., ma ciò è avvenuto anche a livello fed., benché non fosse previsto dalle norme elettorali (Formula magica).

I numerosi attori coinvolti nella formazione della volontà politica non hanno tutti la medesima influenza sul risultato finale. L'influsso maggiore viene esercitato dal governo, dall'amministrazione e dalle principali federazioni del mondo economico. Il partito radicale democratico, che dominava la scena politica prima del 1919, ha perso peso in seguito allo sviluppo di istituzioni e procedure orientate alla ricerca del consenso. Nell'era della globalizzazione è sempre più difficile risolvere i problemi all'interno dei confini com., cant. o nazionali. È necessario un processo di formazione della volontà politica che oltrepassi i confini e in cui siano coinvolti principalmente i governi e le amministrazioni. Quanti più problemi vengono risolti mediante accordi fra enti territoriali, tanto minore diventa lo spazio di manovra del parlamento e dei cittadini, mentre invece acquistano influenza i gruppi di pressione strutturati a livello sovraterritoriale.

<b>Formazione della volontà politica</b><br>Conferenza stampa del Vorort dell'Unione svizzera del commercio e dell'industria sulla politica congiunturale del Consiglio federale, tenutasi il 5.4.1976 a Berna  © KEYSTONE.<BR/>Le associazioni mantello dell'economia contribuiscono alla formazione della volontà politica. L'immagine coglie l'intervento di Gerhard Winterberger (secondo da destra), presidente del Vorort, affiancato da Bernhard Wehrli (in primo piano), segretario del Vorort.<BR/>
Conferenza stampa del Vorort dell'Unione svizzera del commercio e dell'industria sulla politica congiunturale del Consiglio federale, tenutasi il 5.4.1976 a Berna © KEYSTONE.
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Bibliografia
– U. Klöti «Politikformulierung», in Handbuch Politisches System der Schweiz, a cura di U. Klöti, 2, 1984, 313-339
– U. Klöti et al. (a cura di) Handbuch der Schweizer Politik, 42006
– S. Moeckli Das politische System der Schweiz verstehen, 22008

Autrice/Autore: Silvano Moeckli / lca