Aia, convenzioni dell'

Le conferenze di pace tenutesi all'Aia e conclusesi con le convenzioni del 29.7.1899 e del 18.10.1907, furono il primo serio tentativo di tradurre in realtà i progetti volti al mantenimento della pace universale, da cui la loro importanza nella storia delle relazioni intern. Promotore dell'iniziativa fu in entrambi i casi lo zar Nicola II, che perseguiva come ideale il "mantenimento della pace generale e la possibile riduzione degli armamenti in eccesso" (Disarmo). Questo obiettivo venne ampliato e ulteriormente precisato: si pose l'accento sul contenimento della portata dei conflitti attraverso la riduzione degli armamenti e la limitazione delle armi di cui era consentito l'uso; le norme a tutela delle vittime della guerra terrestre vennero inoltre estese ai conflitti marittimi. Sebbene per sua natura avesse vocazione universale, alla prima conferenza intern. per la pace non partecipò la totalità degli Stati, lacuna colmata invece dalla seconda conferenza; fu dunque possibile affermare che rappresentanti di "quasi tutte le nazioni organizzate" dell'epoca si trovarono all'Aia nel 1907. Rinviata a causa del conflitto russo-giapponese (1905), la conferenza del 1907 avrebbe dovuto essere seguita da un terzo incontro che però non ebbe mai luogo. La Svizzera era rappresentata alle due conferenze e i suoi delegati (Edouard Odier, Arnold Künzli e Arnold Roth nel 1899, Gaston Carlin, Eugène Borel e Max Huber nel 1907) vi svolsero un ruolo attivo.

Uno dei principali risultati delle conferenze fu lo sviluppo delle regole riguardanti la guerra di terra, basate sul principio che i belligeranti non dispongono di un diritto illimitato nella scelta dei mezzi per nuocere al nemico e che i civili e i soldati messi fuori combattimento vanno risparmiati. Integrando la convenzione di Ginevra del 1864 (Croce Rossa) sulla protezione di militari feriti o ammalati, la quarta convenzione del 1907 e il relativo regolamento affrontavano tutti i grandi temi del diritto umanitario intern.: i prigionieri di guerra, le regole sulla condotta delle ostilità (questo ambito in particolare fu all'origine dell'importanza del "diritto dell'Aia") e la questione dei territori occupati. Il regolamento del 1907 contemplava inoltre il divieto di usare veleni o armi avvelenate, mentre altri testi adottati nel 1899 o nel 1907 proibirono l'impiego di determinate armi. Ad eccezione del divieto dei bombardamenti aerei, i principi e i divieti adottati all'Aia hanno mantenuto la loro validità e fanno tuttora parte del diritto consuetudinario intern. (Diritto internazionale pubblico).

La clausola detta "di Martens" (dal nome del delegato russo) segnò inoltre la storia del diritto umanitario intern. Essa prevedeva che nei casi non contemplati dagli accordi intern., i civili e i combattenti rimanessero sotto la tutela e l'autorità del diritto delle genti, conformemente agli usi invalsi, ai principi dell'umanità e alle esigenze della coscienza pubblica.

Le convenzioni dell'Aia regolamentarono pure la guerra marittima, il diritto alla Neutralità nei conflitti (chiarendo i diritti e doveri reciproci degli Stati belligeranti e di quelli che non partecipano al conflitto) e il diritto relativo all'apertura delle ostilità, oggi caduto in disuso a seguito della proibizione di principio di fare la guerra prevista dalla Carta delle Nazioni Unite.

L'Arbitrato intern. fu un altro importante oggetto di discussione. La conferenza del 1899 ne incoraggiò l'utilizzazione, mantenendolo però facoltativo, mentre la sua obbligatorietà venne votata da quella del 1907. Pur sottoscrivendo i numerosi trattati dove figurava una clausola relativa all'arbitrato, la Svizzera si oppose nel 1907 alla creazione di un tribunale permanente nel timore che le grandi potenze avessero potuto esercitare un'influenza eccessiva su tale istituzione.


Fonti
Foglio federale della Confederazione svizzera, 1848-
DDS, 4; 5
– D. Schindler, J. Toman (a cura di), Droit des conflits armés, 1996
Bibliografia
– J. B. Scott, Les Conférences de la paix de La Haye de 1899 et 1907, 1927 (inglese 1909)
– F. Kalshoven (a cura di) The Centennial of the First International Peace Conference, 2000

Autrice/Autore: Yves Sandoz / gbp