• <b>Affare dei conventi di Argovia</b><br><I>Ricordi argoviesi, 1841</I>, silografia anonima (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen. Questa caricatura anticattolica stigmatizza la presunta indisciplina e vita dissoluta nei conventi e testimonia la violenza delle polemiche e delle tensioni confessionali che condussero al Sonderbund (1845-1847), periodo durante il quale questa caricatura, dai toni forti, venne probabilmente diffusa.

Argovia, affare dei conventi di

Durante la Rigenerazione (decennio 1830-40) nel cant. Argovia una esigua maggioranza rif. collaborava con autorevoli esponenti catt. di idee liberali e radicali. In linea con lo spirito dell'Elvetica (1798) e con gli articoli di Baden (1834), nel 1835 il Gran Consiglio cant. pose i conventi sotto la completa amministrazione dello Stato, poco dopo che il governo aveva vietato l'ammissione di novizi e abolito le scuole conventuali. In base alla Costituzione liberale del 1831, che prevedeva la revisione costituzionale dopo dieci anni, i catt. conservatori, organizzatisi nel 1839 nel comitato di Bünzen, chiesero in particolare il mantenimento della parità confessionale e che sulle questioni ecclesiastiche e scolastiche si esprimessero commissioni del Gran Consiglio separate per confessione. Le forze liberali e radicali, per parte loro, miravano a un'unificazione e alla piena integrazione delle minoranze nello Stato. Una prima bozza costituzionale fu respinta a grande maggioranza nel 1840, per motivi diversi, sia dai radicali sia dai conservatori. Dopo che il Gran Consiglio ebbe stralciato il principio della parità per il legislativo, la revisione della Costituzione fu accettata dalla maggioranza popolare, con il 58% dei voti, il 5.1.1841. Per prevenire eventuali disordini, il governo fece arrestare i membri del comitato di Bünzen. Tale misura esasperò i catt. conservatori del Freiamt, che si sollevarono contro il governo; essi furono tuttavia sconfitti dalle truppe governative a Villmergen. Alla seduta del Gran Consiglio del 13.1.1841 il deputato catt. radicale Augustin Keller chiese, in un discorso programmatico, la soppressione di tutti i conventi argoviesi, accusati di essere ostili al progresso e ribelli; la proposta, che colpiva otto conventi fra cui quelli di Muri, Wettingen e Fahr, fu approvata con 115 voti a favore, 19 contrari e nove astensioni. La decisione dello Stato di incamerare i beni dei conventi fu probabilmente accolta favorevolmente da vaste fasce della pop., ma non fu il motivo decisivo per i promotori della soppressione. La Dieta fed., in ogni caso, dichiarò il provvedimento incompatibile con il Patto fed. del 1815, che all'art. 12 garantiva il mantenimento dei conventi. Dopo lunghi e aspri dibattiti il Gran Consiglio argoviese acconsentì a ripristinare quattro conventi femminili; in seguito a tali sviluppi la Dieta fed., anch'essa al suo interno divisa confessionalmente, con 12 voti e due mezzi voti dichiarò il 31.8.1843 chiusa la questione dei conventi. Le tensioni confessionali, che poco dopo avrebbero portato alla guerra del Sonderbund, non furono tuttavia in alcun modo pacificate.

<b>Affare dei conventi di Argovia</b><br><I>Ricordi argoviesi, 1841</I>, silografia anonima (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.<BR/>Questa caricatura anticattolica stigmatizza la presunta indisciplina e vita dissoluta nei conventi e testimonia la violenza delle polemiche e delle tensioni confessionali che condussero al Sonderbund (1845-1847), periodo durante il quale questa caricatura, dai toni forti, venne probabilmente diffusa.<BR/>
Ricordi argoviesi, 1841, silografia anonima (Bernisches Historisches Museum) © Foto Stefan Rebsamen.
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Bibliografia
GeschAG, 2, 79-109
Memorial Muri 1841, 1991

Autrice/Autore: Othmar Pfyl / vfe