Consensus tigurinus

Accordo siglato a Zurigo nel maggio del 1549 da Giovanni Calvino e Guillaume Farel in nome dei pastori di Ginevra e da Heinrich Bullinger in nome di quelli di Zurigo, riguardante i sacramenti e in particolare la comunione. L'avanzata della Controriforma e l'accresciuta ostilità dei luterani contro i rif. sviz. resero urgente un accordo sui sacramenti. Una fitta corrispondenza tra Calvino e Bullinger, scambiata tra il 1547 e il 1549, permise loro di determinare con precisione i punti in comune e di circoscrivere in modo esplicito quelli di disaccordo. I due teologi erano concordi nell'interpretare "Questo è il mio corpo" con "Questo significa il mio corpo". Le loro opinioni divergevano invece sul senso degli elementi (pane e vino) nei sacramenti: sono questi degli strumenti della grazia divina (Calvino) oppure delle testimonianze che la grazia è offerta insieme agli elementi (Bullinger)? Nel maggio del 1549 Calvino si recò a Zurigo per discutere con Bullinger. I 26 articoli dell'accordo rappresentarono un compromesso; Calvino rinunciò così a parlare di una sostanza spirituale nella comunione e le "superstizioni papali" - transustanziazione, presenza locale, adorazione degli elementi - vennero scartate (art. 21, 24 e 26), come lo furono le dottrine luterane della consustanziazione (art. 24) e dell'ubiquità (art. 25). Il Consensus tigurinus pose le basi dell'unità del prot. sviz. (poiché le altre città rif., e in particolare Berna, lo sottoscrissero), ma scavò il fossato che lo separava dal luteranesimo (Confessioni elvetiche).


Fonti
– G. Calvino, Opera quae supersunt omnia, 7, 733-748 (testo lat. dell'accordo)
Bibliografia
– P. R. Sanders, «Consensus Tigurinus», in The Oxford Encyclopedia of the Reformation, 1996

Autrice/Autore: Francis Higman / czu