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Torre, patto di

Nel febbraio del 1182 su ordine di Oberto Terzago, arciprete di Monza e canonico del duomo di Milano, ma anche per libera scelta, come espressamente sottolineato, gli ab. della valle di Blenio e della Leventina strinsero un'alleanza contro la nobiltÓ. Giurarono di assediare il castello di Curtero, di impedire la costruzione, senza la loro approvazione, di nuovi castelli e di aiutarsi vicendevolmente nella distruzione di fortificazioni, qualora la maggioranza della pop. di una valle lo avesse richiesto all'altra. I soli Bleniesi sottoscrissero altri due articoli. Se Artusio da Torre non avesse consegnato a loro e all'arciprete il castello di Curtero, lo avrebbero escluso, insieme al fratello e ai loro discendenti dalle cariche di avogadro, giudice e notaio presso il tribunale di Sala. Inoltre, dato che il pi¨ alto funzionario doveva essere uno straniero al di sopra delle locali lotte di potere, stabilirono che le annuali sedute giudiziarie non potevano essere presiedute da un podestÓ abitante a nord del Monte Ceneri. Il patto di Torre si iscrive nell'ambito della lotta condotta con successo dal capitolo del duomo di Milano successivamente alla sconfitta di Federico I Barbarossa a Legnano (1176) per la riconquista della sovranitÓ sulle due valli, persa dopo il 1162 a favore dell'imperatore e dei suoi funzionari. Dal canto loro i vallerani si contrapposero ai nobili per estendere la propria partecipazione politica nella comunitÓ e, come dimostrano fonti posteriori, per ampliare le loro proprietÓ nelle vicinanze. Il giuramento del 1182, di cui Ŕ conservata una copia del 1230 ca., non fu di rilevanza cruciale, ma promosse nelle valli superiori del Ticino le istituzioni com. sviluppatesi precocemente, e il loro buon rapporto con il mite governo feudale del capitolo milanese.


Fonti
MDT, serie 3
Bibliografia
– A. Cavanna, G. Vismara, Il Patto di Torre, febbraio 1182, 1982
– L. Deplazes, Il Patto di Torre del 1182, 1982, 18-48
– G. Chiesi (a cura di), Il Medioevo nelle carte, 1991, 44-48

Autrice/Autore: Lothar Deplazes / mib