• <b>Zurigo (comune)</b><br>Coppia di fibule a forma di uccello, appartenente al ricco corredo della tomba femminile sulla Bäckerstrasse, VI secolo (Museo nazionale svizzero). Le fibule in oro sono decorate con inserti di almandino e vetro.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Il più antico sigillo della città di Zurigo, 1347 (Staatsarchiv Zürich, OBJ 19). Sul sigillo sono rappresentati i santi patroni Felice, Regula ed Esuperio dopo la loro decapitazione, recanti in mano le proprie teste. Il sigillo porta l'iscrizione "SIGILLUM CIVIVM THVRICENSIVM" (sigillo dei cittadini di Zurigo). La città utilizzò questo motivo fino al 1798, dal 1803 lo usa il cantone.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Iniziale della seconda lettera giurata del 1373 (Staatsarchiv Zürich, C I, Nr. 536). Il capolettera del documento è ornato con una Madonna vestita come una dama di corte. Della seconda lettera giurata si è conservato l'originale, mentre la prima e la terza sono state tramandate solo in copia.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Zurigo vista da ovest; silografia di artista sconosciuto realizzata attorno al 1540 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). La più antica veduta a stampa di Zurigo mostra sulla riva sinistra della Limmat la "Mindere Stadt" (piccola città, in primo piano) e su quella destra la "Mehrere Stadt" (grande città), con il coro della chiesa dei domenicani e il Grossmünster, nonché il bacino inferiore del lago con la colonna di S. Nicola che delimita il confine della giurisdizione cittadina (Niklausstud presso lo Zürichhorn). Il fossato (Fröschengraben), la cinta muraria del XIII secolo e due bastioni di epoca moderna proteggono la piccola città, con il Fraumünster, la chiesa parrocchiale di S. Pietro, il convento degli agostiniani, il Lindenhof, il convento di Oetenbach, lo Schützenhaus e la Werdmühle con stemmi dipinti e frontone a gradini (da destra a sinistra). File di pali e una porta per il passaggio delle barche (Grendel) separano l'area della Limmat dal lago. La torre di Wellenberg (prigione) si erge isolata nell'acqua. Più in giù lungo la Limmat si vedono il ponte superiore e quello inferiore nonché l'Oberer e l'Unterer Mühlesteg che collegano le due parti della città.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Veduta della città da nord, 1770; incisione su rame tratta dalla serie <I>Hundert Schweitzer-Prospecte</I> di  Johann Balthasar Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Abteilung Karten und Panoramen). L'immagine in cinque parti mostra (da sinistra a destra) l'insediamento di Stampfenbach, la tintoria e il mulino per la follatura nel sobborgo della Walche (al centro), il massiccio baluardo del Paradies con il mulino Neumühle sulla Limmat e il bastione sopraelevato di S. Leonardo, che facevano parte dell'impianto di fortificazione a stella del 1644-1675. Il muro di cinta, rafforzato in epoca moderna, si protende nella Limmat; la porta barocca del Niederdorf costituiva l'entrata principale nella grande città. La torre del Niederdorf e, sulla destra, il Ketzerturm sul Seilergraben sono elementi della fortificazione tardomedievale. La costruzione del coro della chiesa dei domenicani fu iniziata poco prima del 1325.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Foglio commemorativo per l'Esposizione nazionale del 1883, realizzato da  Ernst Conrad  , stampato dalla cooperativa litografica di Aussersihl (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). In occasione dell'Esposizione nazionale del 1883 Zurigo si presentò per la prima volta come metropoli. Il terreno dell'esposizione comprendeva il Platzspitz alla confluenza di Limmat e Sihl e il quartiere industriale di Aussersihl (in primo piano a destra). Al centro sono rappresentati il quartiere universitario (all'estremità sinistra), la stazione centrale e il nuovo quartiere commerciale nella parte bassa della Bahnhofstrasse. La città vecchia è dominata dagli edifici sacri con le chiese del Grossmünster, del Fraumünster e di S. Pietro.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Manifesto del partito radicale-democratico per le elezioni comunali del 1928, realizzato dallo studio pubblicitario  Max Dalang (Schweizerisches Sozialarchiv, F Ob-0003-022). La minaccia di una vittoria della sinistra a Zurigo è rappresentata da una nuvola rossa incombente sui monumenti simbolo della città.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Manifesto elettorale del partito socialista della città di Zurigo, realizzato nel 1931 da  Otto Baumberger (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Concezione e cartografia: Andreas Brodbeck, Alexander Hermann  © 2012 Istituto di geografia dell'Università di Berna e Dizionario storico della Svizzera.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Base: definizione di agglomerato adottata nei censimenti federali (cartografia: Andreas Brodbeck, Alexander Hermann)  © 2012 Istituto di geografia dell'Università di Berna e Dizionario storico della Svizzera.
  • <b>Zurigo (comune)</b><br>Fonti: Censimento cantonale (1836); censimenti federali (dal 1850); censimento comunale (1894; per il censimento della popolazione dopo la prima aggregazione)  © 2012 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.

Zurigo (comune)

Com. ZH, capoluogo del cant. e del distr. omonimi; (ca. 200: statio Turicensis/Turicum; 680-700: Ziurichi; ted.: Zürich; franc.: Zurich; rom.: Turitg). È situato allo sbocco della Limmat dal lago di Zurigo, tra la catena dell'Albis a ovest e l'Adlisberg e lo Zürichberg a est.

Posta all'intersezione di vie di comunicazione navigabili e terrestri, la città di Z., le cui origini risalgono alla fine del periodo celtico e all'epoca romana, si sviluppò a partire dai nuclei insediativi altomedievali (in parte fortificati) della collina del Lindenhof e di Fraumünster-Münsterhof sulla riva sinistra della Limmat e del Niederdorf e del Grossmünster sulla riva destra del fiume. Nel XII sec. questi insediamenti furono completamente circondati da una cinta muraria, ricostruita nel XIII sec., che non includeva la corte di Stadelhofen. La costruzione dei bastioni barocchi nel XVII sec. estese lo spazio abitato fortificato. Nel 1893 nella città furono integrati i com. di Aussersihl, Enge, Fluntern, Hirslanden, Hottingen, Leimbach, Oberstrass, Riesbach, Unterstrass, Wiedikon, Wipkingen e Wollishofen. Nel 1934 seguirono Affoltern bei Zürich, Albisrieden, Altstetten, Höngg, Oerlikon, Schwamendingen, Seebach e Witikon.

Z. è sede di istituzioni della Conf. (Politecnico fed. e Museo nazionale sviz.), di aziende attive nel settore dei media private (Tamedia) e pubbliche (Radio e Televisione sviz. SRF) e di ass. sportive intern. (FIFA per il calcio, IIHF per l'hockey su ghiaccio). Centro economico della Svizzera, la città ospita numerose banche e fornitori di servizi finanziari quali UBS, Credit Suisse Group (Credito svizzero), Swiss Re (Compagnia svizzera di riassicurazione), Swiss Life (Rentenanstalt) e Zurich Financial Services (Zurigo Assicurazioni), grandi aziende nazionali, come Migros, e intern., tra cui IBM Svizzera, Google, Siemens (Siemens-Albis) e Asea Brown Boveri (ABB).

Popolazione di Zurigoa
AnnoAbitanti
1408ca. 5 700
1467ca. 4 750
1529ca. 5 100
16378 621
16719 590
168211 110
176211 452
179210 734
18129 715
183614 243

Anno18501870b18881900191019301950197019902000
Abitanti41 58565 668103 862168 021215 488290 937390 020422 640365 043363 273
Percentuale rispetto alla popolazione16,6%23,1%30,8%39,0%42,8%47,1%50,2%38,2%31,0%29,1%
Lingua          
tedesco  100 220157 554195 371268 737355 471349 375281 317282 277
italiano  1 1645 44311 86110 63915 12137 77624 94817 063
francese  1 3862 7453 7527 16312 06310 0917 9537 746
altre  1 1882 2794 5044 3987 36525 39850 82556 187
Religione, confessione          
protestanti38 89055 82779 603116 502139 649189 773253 224232 080148 820116 630
cattolicic2 7448 80721 68047 20065 93886 411117 376167 374141 190120 853
altri561 6542 6754 3199 90114 75319 42023 18675 033125 790
di cui della comunità ebraica  1 2222 7295 3385 3246 1695 4774 8234 903
di cui delle comunità islamiche       1 0559 29620 888
di cui senza appartenenzad       8 78036 69661 153
Nazionalità          
svizzeri38 45956 50982 130121 612145 159247 128357 843348 643276 496256 887
stranieri3 2319 77921 82846 40970 32943 80932 17773 99788 547106 386

a Indicazioni 1850-2000 secondo situazione territoriale 2000

b Abitanti: popolazione residente; religione e nazionalità: popolazione "presente"

c Compresi i cattolico-cristiani dal 1888 al 1930; dal 1950 cattolico-romani

d Non appartenenti né a una confessione né a un gruppo religioso

Fonti:Statistik Stadt Zürich; censimenti federali

1 - Dalla Preistoria all'alto Medioevo

1.1 - Preistoria

Le tracce di insediamento più antiche sono costituite da utensili in selce del Mesolitico, rinvenuti sulle rive del Katzensee. Numerosi siti lacustri lungo le rive e nel bacino inferiore del lago di Z. attestano un'occupazione importante durante il Neolitico e l'età del Bronzo (ca. 4300-800 a.C.). I ritrovamenti palafitticoli più antichi provengono dall'isola interrata di Kleiner Hafner di fronte al Bellevue. Resti di insediamenti preistorici sono documentati solo in maniera puntuale. Presso il Letten e la Rathausbrücke nella Limmat sono stati rinvenuti oggetti in metallo dell'età del Bronzo, forse di natura votiva. Durante la cultura di Hallstatt e nel La Tène antico sull'Uetliberg si trovava un importante insediamento centrale. Scavi eseguiti in tumuli di quest'epoca a Höngg, nel Balgrist e nel Burghölzli hanno portato alla luce sepolture in parte dotate di ricchi corredi. Sul territorio cittadino sono noti reperti funebri isolati risalenti al La Tène antico e medio.

Autrice/Autore: Andreas Motschi / cmu

1.2 - La Tène finale, epoca romana e merovingia

Sulla collina morenica sulla riva sinistra della Limmat con le alture del Lindenhof, della chiesa di S. Pietro (Sankt Petershügel) e del Sihlbühl a nord (oggi livellata), dall'80 a.C. è attestato un oppidum celtico, dove un gruppo dirigente benestante gestì tra l'altro una zecca. Il peculiare ammasso di oltre 17'000 monete celtiche fuse risalenti attorno al 100 a.C., venuto alla luce nella parte meridionale della Bahnhofstrasse, viene interpretato come un'offerta sacrificale depositata nell'acqua.

L'occupazione proseguì senza soluzione di continuità in epoca romana. Lo stanziamento di truppe romane nell'oppidum non avvenne, contrariamente a quanto supposto un tempo, durante la campagna alpina del 16-15 a.C., ma già dal 40 risp. 30 a.C. Lo indicano ritrovamenti di oggetti di ambito militare e beni d'importazione provenienti dal Mediterraneo, come ceramica a pareti sottili, stoviglie in ceramica sigillata e lampade a olio con motivi ornamentali. Su entrambe le rive della Limmat si sviluppò un piccolo centro civile (vicus?). Una pietra tombale risalente al 200 ca. cita la statio Turicensis, posto di dogana della Gallia al confine con la Rezia. Nell'insenatura sotto l'attuale Weinplatz si trovavano delle terme pubbliche e presso la Rathausbrücke si suppone l'esistenza di un porto e di un passaggio sul fiume. Sul Grosser Hafner, un'isola interrata davanti al Seefeld, era situato un santuario, frequentato dal I al IV sec., ricostruito con pianta circolare nel 122 (secondo l'analisi dendrocronologica dei pali in legno delle fondamenta). Anche la costruzione circolare portata alla luce nella Storchenstrasse fu probabilmente un tempio. Una pietra votiva dedicata da cacciatori di orsi (ursari) a Diana e Silvano e un deposito con gioielli in oro sembrano indicare l'esistenza di un ulteriore santuario nell'area di Oetenbach. È stato inoltre rinvenuto il frammento della base di una colonna di Giove. Gli edifici abitativi indagati archeologicamente documentano il passaggio, attorno al 70, alla costruzione in pietra.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Coppia di fibule a forma di uccello, appartenente al ricco corredo della tomba femminile sulla Bäckerstrasse, VI secolo (Museo nazionale svizzero).<BR/>Le fibule in oro sono decorate con inserti di almandino e vetro.<BR/>
Coppia di fibule a forma di uccello, appartenente al ricco corredo della tomba femminile sulla Bäckerstrasse, VI secolo (Museo nazionale svizzero).
(...)

In epoca tardoantica, probabilmente all'inizio del IV sec., la sommità della collina del Lindenhof venne fortificata con un castrum, che offriva riparo alla pop. civile anche dopo il ritiro delle truppe e la fine della dominazione romana. Dall'analisi delle sepolture della necropoli del VI sec. sulla Bäckerstrasse risulta che la pop. era prevalentemente romanza. Vi si trova anche la tomba di una donna con fibule di tradizione germ., che rimanda all'area culturale franca. L'uso di malta, intonaco e intonaco a calce nelle tombe a lastra di Sankt Petershügel attesta che le tecniche edilizie introdotte in epoca romana furono ancora impiegate in una necropoli del VII sec. Il corredo di due spade (spatha, scramasax) in una sepoltura maschile testimonia la pratica di un rito funebre germ. Dopo lavori di terrazzamento, all'interno del castrum furono costruiti diversi edifici in pietra. Resti di case in legno dello stesso periodo sono stati rinvenuti nel Niederdorf.

Autrice/Autore: Andreas Motschi / cmu

1.3 - Città di re e duchi (VIII-XII secolo)

Nell'VIII e IX sec. Z. fu il centro di un esteso complesso di beni imperiali di importanza politica ed economica. Con la costituzione del fiscus (patrimonio regio) di Z. attorno al 760 fu creata un'org. amministrativa che si riallacciava alle funzioni dell'antico castrum. Ne faceva parte la curtis regia, che includeva tra l'altro la foresta dell'Albis e terre a Uri, il cui centro economico era la corte di Stadelhofen. Con questa curtis Ludovico il Germanico dotò nell'853 l'abbazia di Fraumünster, di cui furono badesse le sue figlie Hildegard e Berta, a testimoniare lo stretto legame del convento con la casa reale. Le fondamenta di una costruzione monumentale venute alla luce sul Lindenhof vanno interpretate come resti di un edificio palatino carolingio. Z. fu un centro della signoria dei duchi di Svevia, nominati nel X sec. come balivi per l'amministrazione delle proprietà imperiali temporali ed ecclesiastiche. La coniazione di monete, il diritto di mercato e di dazio documentano l'importanza economica della regione. Nell'XI e XII sec. sono attestati rapporti commerciali fino al mar Baltico.

Dopo il Mille ripresero le visite imperiali nella città: tra il 1045 e il 1055 Enrico III soggiornò sei volte nella residenza palatina sul Lindenhof, trasformandola in edificio di rappresentanza con sala a due piani e cappella. Ancora a metà del XII sec. Ottone di Frisinga descrisse Z. come la più elegante città della Svevia, anche se aveva perso la sua funzione di residenza palatina. Nell'accordo del 1098 tra gli Staufer e i von Zähringen, i primi persero il baliaggio imperiale di Z. I conti von Lenzburg, nominati già nel 976 balivi imperiali dei conventi del Grossmünster e del Fraumünster, furono confermati nella loro carica e i duchi von Zähringen divennero titolari dei diritti imperiali. Dopo l'estinzione dei von Lenzburg (1173), fino al 1218 i von Zähringen furono gli unici detentori della signoria sulla città. A loro si deve probabilmente la trasformazione della residenza palatina in fortezza dotata di torri e fossati.

I conventi del Fraumünster e del Grossmünster, insieme alla Wasserkirche e alle chiese parrocchiali di S. Pietro e S. Stefano, nel X sec. costituirono uno straordinario paesaggio sacro, caratterizzato dal culto dei martiri locali Felice e Regula. La più antica chiesa dell'abbazia di benedettine del Fraumünster attestata archeologicamente è un grande edificio del IX sec. con transetto e tre absidi, che prese il posto di una costruzione a pali altomedievale di funzione ignota. In origine l'abbazia era recintata e dotata di un fossato. Il capitolo di canonici del Grossmünster sorse nel presunto luogo di sepoltura dei santi patroni. Il resoconto del loro martirio, redatto alla fine dell'VIII sec., narra di miracoli avvenuti sulle loro tombe, il che lascia supporre che già in quell'epoca vi fosse un edificio di culto. Non è noto se Carlomagno, venerato come fondatore del capitolo, si sia prodigato per il sepolcro. La chiesa del Grossmünster fu eretta tra il 1100 e il 1230 in stile tardoromanico in sostituzione di una costruzione precedente. Il primo edificio della Wasserkirche risale attorno al Mille; la chiesa contiene la cosiddetta pietra dei martiri, che indica il presunto luogo di decapitazione dei santi su un'isola della Limmat. La chiesa di S. Pietro, menz. la prima volta nell'857, è attestata come parrocchiale dal XII sec.; forse succedette alla chiesa di S. Stefano a ovest del Lindenhof (abbandonata). Grazie a una donazione, nel 1127 fu istituito il capitolo di canonici agostiniani di San Martino sullo Zürichberg.

Fonti scritte (dall'VIII sec.) forniscono informazioni sulla topografia dell'insediamento: castrum, castellum e civitas indicano la fortezza risp. la sua ubicazione, vicus le parti non fortificate dell'abitato, villa e curtis le fattorie e corti. Edifici in legno in prossimità del Fraumünster e ammassi per un probabile consolidamento del terreno sulla riva orientale della Limmat risalgono all'epoca carolingia. Il fossato fortificato del Lindenhof, documentato nella parte superiore del Rennweg, fu ampliato nel X o XI sec. L'intensa attività edilizia del XII sec. trova riscontro anche nella tradizione scritta. Sono confermati da scavi archeologici la prima cinta muraria completa e un muro con pietre bugnate sulla riva della Limmat. Nella parte orientale della città la successione regolare di complessi edilizi, vicoli e canali di scolo danno l'impressione di parcelle allestite in maniera pianificata. Il nucleo della costruzione a quattro piani della sede della corporazione dei carpentieri è stato datato per via dendrocronologica al 1156.

Autrice/Autore: Andreas Motschi / cmu

2 - Potere e politica dai secoli centrali del Medioevo alla fine del'XVIII secolo

2.1 - La conquista dell'indipendenza

Il baliaggio imperiale di Z., detenuto dai von Zähringen dal 1098, continuò a esistere anche dopo la loro estinzione nel 1218. Tuttavia l'imperatore non affidò più l'amministrazione a un principe a titolo ereditario, ma per una durata limitata a un funzionario imperiale, in genere appartenente alla cittadinanza, riconoscendo così l'immediatezza imperiale della città; più volte confermata fino al 1512, costituì il fondamento per la progressiva formazione di un'amministrazione cittadina autonoma. Il vecchio centro della signoria sul Lindenhof fu verosimilmente distrutto all'inizio del XIII sec., secondo fonti molto prima del 1271, dagli ab. di Z.

Come il capitolo del Grossmünster, anche quello del Fraumünster fu affrancato dal baliaggio. La badessa ottenne il rango di principessa dell'Impero (attestato dal 1234), nominò presto lo scoltetto e influenzò l'elezione degli altri funzionari. Deteneva il diritto di coniazione e di dazio, stabiliva il valore della moneta, controllava i pesi e le misure e appose il proprio sigillo per lungo tempo anche sui documenti inerenti i negozi giur. della città. Dalla fine del XIII sec. i diritti e le regalie signorili dell'abbazia passarono in misura crescente sotto l'influenza della cittadinanza, che aveva rafforzato la sua posizione economica, ad esempio attraverso la concessione temporanea del diritto di battere moneta, di mercato o di dazio. La bassa giurisdizione continuò tuttavia a essere detenuta dal capitolo. La badessa autenticava anche le lettere giurate e i codici fino al 1433, quando l'imperatore Sigismondo autorizzò i cittadini a legiferare in maniera autonoma. A seguito del declino economico del Fraumünster, nel tardo ME la città si intromise sempre più frequentemente negli affari dell'abbazia. Anche se la sua situazione finanziaria migliorò, nel corso della Riforma il convento fu soppresso e i beni secolarizzati (1524). Per la gestione delle terre dell'ex convento la città creò un apposito ufficio (Fraumünsteramt), mentre il patrimonio fu amministrato separatamente; a questo scopo nel 1533 fu istituita la carica di amministratore dei beni secolarizzati (Obmannamt).

Autrice/Autore: Max Schultheiss / cmu

2.2 - Costituzione comunale e istituzioni cittadine

Un Consiglio è attestato a Z. dal 1220. Poiché era presieduto dal balivo imperiale, si suppone che abbia avuto origine dal tribunale balivale imperiale. Non è noto quali fossero esattamente le competenze del Consiglio fino alla metà del XIII sec.; inizialmente i suoi membri compaiono in prevalenza come testimoni in occasione di passaggi di proprietà. Dal 1250 furono stilate liste dei membri del Consiglio (cit. integralmente nel 1252), che permettono di meglio definire il gremio; l'atto veniva redatto nel palazzo del Consiglio, menz. la prima volta nel 1252 (in domo nostrae universitatis). Formato da cavalieri e cittadini, il Consiglio era suddiviso in tre sezioni di 12 membri che rimanevano in carica per quattro mesi ciascuna (Consiglio di Quaresima, Consiglio estivo e Consiglio autunnale). Il Richtebrief, redatto la prima volta attorno al 1250, è il più antico codice giur. della città. Nella revisione del 1304 fu vietata la costituzione di corporazioni a scopi politici, mentre rimasero attive come ass. di mestiere.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Il più antico sigillo della città di Zurigo, 1347 (Staatsarchiv Zürich, OBJ 19).<BR/>Sul sigillo sono rappresentati i santi patroni Felice, Regula ed Esuperio dopo la loro decapitazione, recanti in mano le proprie teste. Il sigillo porta l'iscrizione "SIGILLUM CIVIVM THVRICENSIVM" (sigillo dei cittadini di Zurigo). La città utilizzò questo motivo fino al 1798, dal 1803 lo usa il cantone.<BR/>
Il più antico sigillo della città di Zurigo, 1347 (Staatsarchiv Zürich, OBJ 19).
(...)

Dopo il fallito attacco a Winterthur (1292), nel Consiglio i patrizi (ricchi cittadini) presero progressivamente il posto dei cavalieri. La loro ascesa fu frenata nel 1336 dalla Rivoluzione di Brun. Nella prima lettera giurata venne istituito un Consiglio, suddiviso in due sezioni in carica risp. per un semestre, una eletta il giorno di S. Giovanni Battista (Baptistalrat) e l'altra alla fine dell'anno (Natalrat), composto da 26 membri: 13 rappresentanti della Konstaffel (sette cavalieri e sei grandi commercianti), i consules, e 13 maestri (scabini) a capo delle 13 corporazioni appena formate. Rudolf Brun venne eletto borgomastro a vita, con pieni poteri dittatoriali. I membri del Consiglio esiliati a Rapperswil tentarono invano di riconquistare la loro posizione di forza, ad esempio in occasione della congiura notturna del 1350. Il regime corporativo rimase in vigore, con alcune modifiche, fino al 1798.

Nella seconda lettera giurata del 1373 le competenze del borgomastro furono limitate a vantaggio del Consiglio; la durata del suo mandato venne ridotta a sei mesi (come per il Consiglio). Il documento stabiliva che i Consiglieri della Konstaffel dovevano essere eletti dal Consiglio uscente, i consules e gli scabini, con la conseguenza che nel consesso aumentarono i commercianti e i beneficiari di rendite a scapito dei cavalieri. Gli artigiani divennero direttamente eleggibili al Consiglio, mentre in precedenza erano rappresentati solo tramite i maestri delle loro corporazioni. La terza lettera giurata, stipulata dopo il cosiddetto affare di Schöno (1393), autorizzò l'elezione di membri delle corporazioni tra i consules e fece del Gran Consiglio insieme al Piccolo Consiglio la massima istanza dello Stato. Dopo le persecuzioni degli ebrei del 1401, il Gran Consiglio non difese solo il suo diritto di cooptazione, ma de facto elesse anche i capi delle corporazioni. Dal XV sec. il collegio dei maestri a capo delle corporazioni assunse, sulla base di diritti codificati, il controllo nel Consiglio e nelle corporazioni. In seguito all'affare Waldmann (1489), le competenze delle corporazioni furono nuovamente ridotte all'ambito artigianale. La quarta (1489) e quinta (1498) lettera giurata autorizzarono diversi gruppi professionali (commercianti, orafi, beneficiari di rendite fondiarie, esponenti dei mestieri liberi) a scegliere liberamente la corporazione di appartenenza, violando il regime corporativo. Ciò determinò una concentrazione del potere nelle mani di un'élite a scapito degli artigiani, indebolendo ulteriormente la Konstaffel, a cui dal 1490 furono attribuiti anche i dimoranti e quindi una parte della pop. meno abbiente.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Iniziale della seconda lettera giurata del 1373 (Staatsarchiv Zürich, C I, Nr. 536).<BR/>Il capolettera del documento è ornato con una Madonna vestita come una dama di corte. Della seconda lettera giurata si è conservato l'originale, mentre la prima e la terza sono state tramandate solo in copia.<BR/>
Iniziale della seconda lettera giurata del 1373 (Staatsarchiv Zürich, C I, Nr. 536).
(...)

Il Gran Consiglio o Consiglio dei Duecento dalla fine del XV sec. fu composto dai due borgomastri, dai 48 membri che formavano le due sezioni del Piccolo Consiglio (che si alternavano), dai 144 Zwölfer (12 rappresentanti delle 12 corporazioni) e dai 18 membri della Konstaffel (Achtzehner), contando complessivamente 212 persone. I membri del Piccolo Consiglio venivano eletti dai loro omologhi in carica e dal Gran Consiglio. Tra i compiti di quest'ultimo figuravano le decisioni riguardanti la guerra e la pace, la stipulazione di nuove alleanze, l'elezione del borgomastro, dei Consiglieri, dei balivi e dei funzionari e le questioni fiscali. Gli affari più importanti venivano inoltre sottoposti per una consultazione preliminare al Consiglio segreto, inizialmente composto in modo eterogeneo e in seguito dai nove magistrati supremi della città, che divenne permanente nel 1633. Altri collegi importanti erano il Consiglio dei conti, responsabile delle finanze pubbliche, e il Consiglio di guerra.

Fino alla fine dell'ancien régime le lettere giurate furono modificate ancora due volte. Nella sesta lettera (1654) venne confermata la libertà di scelta della corporazione per i commercianti, consolidando la loro posizione dominante. Nemmeno la settima lettera, promulgata in reazione alle sommosse dei cittadini (1712-13), cambiò la situazione. Nella cittadinanza dal 1599 al 1790 la quota di commercianti salì dal 3% al 12%, mentre la loro presenza in Consiglio nello stesso periodo aumentò dall'8% al 40%. Per porre un freno alla venalità degli uffici venne introdotto lo scrutinio segreto per i maestri a capo delle corporazioni, il che tuttavia non impedì la loro rielezione. Vista l'emarginazione politica degli artigiani, quest'ultima modifica del regime corporativo rimase allo stato embrionale; diminuirono tuttavia le liti in seno al ceto dirigente.

Già dalla fine del XV sec. a Z., analogamente ad altre città a regime corporativo, si riscontrano un'aristocratizzazione e un rafforzamento dell'autorità statale; questa tendenza fu favorita da una più marcata limitazione dell'accesso alla cittadinanza dalla metà del XVI sec. e dalla prospettiva, per i Consiglieri, di rivestire le lucrative cariche legate all'amministrazione dei beni della Chiesa secolarizzati in seguito alla Riforma. La carriera politica guadagnò quindi attrattiva; per ottenere queste cariche erano determinanti, oltre alla ricchezza, i rapporti personali. I compiti che la città rilevò dalla Chiesa, spec. in ambito sociale, educativo e sanitario, portarono a un ampliamento dell'apparato amministrativo; le funzioni di polizia e legate all'attività militare, come l'obbligo generale di servizio e di guardia, rimasero di competenza, in parte direttamente, della Konstaffel e delle corporazioni. Alla fine del XVIII sec. le corporazioni avevano un'importanza soprattutto a livello organizzativo, mentre il potere politico era detenuto dall'élite formata dai commercianti e dall'aristocrazia cittadina. Le competenze della cittadinanza durante l'ancien régime si limitavano alla convocazione dell'assemblea dei cittadini (riunita all'occorrenza) e a prestare il giuramento civico in occasione di apposite giornate.

Autrice/Autore: Max Schultheiss / cmu

2.3 - Impianto urbanistico, edifici pubblici e privati

Sulla riva destra della Limmat si sviluppò la cosiddetta grande città (Mehrere Stadt) con i quartieri (Wachten) di Auf Dorf, Linden, Neumarkt e Niederdorf, su quella sinistra la cosiddetta piccola città (Mindere Stadt) con i quartieri di Münsterhof e Rennweg. Fuori dal nucleo cittadino si formarono i tre sobborghi di Hirschengraben, Stadelhofen e Talacker. Circondato da un muro e da bastioni antistanti, il territorio cittadino si estendeva su una superficie di 38 ettari. Con la costruzione delle fortificazioni nel XIII sec., che sostituirono l'antica cinta muraria, il centro politico si spostò dal Lindenhof verso le sponde della Limmat. Nel contesto del successivo ampliamento della città furono realizzati anche il convento di Oetenbach e il Rennweg sulla riva sinistra del fiume. Le due parti della città erano collegate da due ponti, costruiti nella prima metà del XIII sec.: il ponte inferiore (o Rathausbrücke) e il ponte superiore (o Münsterbrücke). Anche la Sihl era attraversata da due ponti. Mulini si trovavano sull'Oberer e sull'Unterer Mühlesteg, sulla sponda destra della Limmat e più in giù lungo il fiume. Per ragioni di natura tattica, urbanistica ed economica, dal 1642 fino al XVIII sec. fu realizzato un bastione a forma di stella che raddoppiò la superficie dentro le mura.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Zurigo vista da ovest; silografia di artista sconosciuto realizzata attorno al 1540 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>La più antica veduta a stampa di Zurigo mostra sulla riva sinistra della Limmat la "Mindere Stadt" (piccola città, in primo piano) e su quella destra la "Mehrere Stadt" (grande città), con il coro della chiesa dei domenicani e il Grossmünster, nonché il bacino inferiore del lago con la colonna di S. Nicola che delimita il confine della giurisdizione cittadina (Niklausstud presso lo Zürichhorn). Il fossato (Fröschengraben), la cinta muraria del XIII secolo e due bastioni di epoca moderna proteggono la piccola città, con il Fraumünster, la chiesa parrocchiale di S. Pietro, il convento degli agostiniani, il Lindenhof, il convento di Oetenbach, lo Schützenhaus e la Werdmühle con stemmi dipinti e frontone a gradini (da destra a sinistra). File di pali e una porta per il passaggio delle barche (Grendel) separano l'area della Limmat dal lago. La torre di Wellenberg (prigione) si erge isolata nell'acqua. Più in giù lungo la Limmat si vedono il ponte superiore e quello inferiore nonché l'Oberer e l'Unterer Mühlesteg che collegano le due parti della città.<BR/>
Zurigo vista da ovest; silografia di artista sconosciuto realizzata attorno al 1540 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
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Edifici sacri, case in pietra (torri di cavalieri, sedi di corporazioni) e costruzioni in legno caratterizzavano l'aspetto della città nel tardo ME. Dal XIV e XV sec. esistettero strade con file di case contigue. I primi edifici in pietra erano raggruppati attorno ai centri ecclesiastici del Fraumünster, del Grossmünster e di S. Pietro e agli accessi ai due ponti sulla Limmat. Per il commercio di cereali alla fine del XIII sec. fu realizzato il granaio sul Weinplatz, trasferito nel XVII sec. vicino alla Münsterbrücke. Il primo palazzo del Consiglio fu sostituito dal 1397 da uno nuovo, ubicato nello stesso luogo; tra il 1694 e il 1698 fu eretto l'edificio attuale sulla riva destra della Limmat. Sempre lungo la Limmat vennero realizzati, verso il 1468, la sede del tribunale (più tardi edificio principale della guardia), l'Helmhaus (cit. 1253) davanti al frontone della Wasserkirche, che serviva al commercio di tessuti, al controllo della qualità e delle misure e al prelevamento del dazio sulle merci. Di fronte all'Helmhaus fu costruita la torre di Hottingen con emporio (dal 1412), a cui in seguito venne aggiunto il deposito del sale. Gli edifici pubblici erano sottoposti al responsabile delle costruzioni. Gli edifici di rappresentanza più importanti nel XVI sec. erano lo Schützenhaus am Platz (a nord ovest della cinta medievale) e il Bauhaus nel quartiere di Kratz.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Veduta della città da nord, 1770; incisione su rame tratta dalla serie <I>Hundert Schweitzer-Prospecte</I> di  Johann Balthasar Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Abteilung Karten und Panoramen).<BR/>L'immagine in cinque parti mostra (da sinistra a destra) l'insediamento di Stampfenbach, la tintoria e il mulino per la follatura nel sobborgo della Walche (al centro), il massiccio baluardo del Paradies con il mulino Neumühle sulla Limmat e il bastione sopraelevato di S. Leonardo, che facevano parte dell'impianto di fortificazione a stella del 1644-1675. Il muro di cinta, rafforzato in epoca moderna, si protende nella Limmat; la porta barocca del Niederdorf costituiva l'entrata principale nella grande città. La torre del Niederdorf e, sulla destra, il Ketzerturm sul Seilergraben sono elementi della fortificazione tardomedievale. La costruzione del coro della chiesa dei domenicani fu iniziata poco prima del 1325.<BR/>
Veduta della città da nord, 1770; incisione su rame tratta dalla serie Hundert Schweitzer-Prospecte di Johann Balthasar Bullinger (Zentralbibliothek Zürich, Abteilung Karten und Panoramen).
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Dopo l'espulsione della comunità isr. nel 1436, la sinagoga sulla Froschaugasse fu integrata in una casa d'abitazione. I conventi e le chiese cittadine soppressi durante la Riforma furono trasformati e destinati a un nuovo uso. L'ospedale di S. Spirito situato nel Niederdorf rilevò gli edifici del convento dei domenicani e l'antica Wasserkirche fu ampliata per ospitare la biblioteca civica con annesso gabinetto delle curiosità (1633-39). Tra gli edifici profani più significativi del XVII e XVIII sec. figurano le case delle corporazioni (ampliate o costruite ex novo) e le residenze Zur Krone (più tardi Rechberg), Zum Florhof e Zum Kiel; fuori le mura si distinguevano tra l'altro le tenute Freigut, Muraltengut (entrambe a Enge) e Beckenhof (Unterstrass).

3 - Società, economia e cultura dai secoli centrali del Medioevo fino alla fine del XVIII secolo

3.1 - Economia

Nel tardo ME a Z. la fiorente lavorazione della seta, attestata dal XIII sec., era al centro di una vasta rete di relazioni commerciali, di cui approfittavano anche la tessitura di lana e di lino e la lavorazione del cuoio. Il commercio a distanza comportò la presenza di prestatori di denaro ebrei, lombardi e della Francia meridionale, come testimoniano gli affreschi della casa Zum Brunnenhof o la cosiddetta torre dei Lombardi (Obere Zäune). In seguito alla Rivoluzione di Brun (1336) e alla peste del 1350, il settore tessile e il commercio a lunga distanza persero importanza. Dopo la Vecchia guerra di Zurigo l'industria della seta scomparve. Z. mantenne un mercato regionale per beni di uso quotidiano, cereali, vino, sale e ferro. Il commercio a lunga distanza avveniva tra l'altro attraverso il San Gottardo e i passi grigionesi.

Fino alla fine dell'ancien régime Z. fu una città di artigiani, in cui vigeva il regime corporativo. La città deteneva il monopolio di mercato e l'attività degli artigiani cittadini era protetta dalla concorrenza esterna; le innovazioni erano possibili solo al di fuori dell'ambito di competenza delle corporazioni. I tentativi di promuovere attività economiche destinate all'esportazione erano immediatamente monopolizzati a vantaggio degli interessi dei commercianti, che dominavano l'oligarchia corporativa cittadina. Nella prima metà del XVI sec. l'industria tessile aveva subito un tale declino che solo la produzione di teli di cotone grezzo (Tüchli) assumeva ancora un'importanza sovraregionale. Dalla metà del XVI sec. i rifugiati prot. diedero un nuovo impulso all'artigianato tessile. Grazie alle loro relazioni commerciali con l'Italia, a Z. si riaffermò anche l'industria della seta; molte delle nuove aziende di tessitura furono però costrette a chiudere a causa della pressione delle corporazioni. Dal 1620 il numero di imprese tessili organizzate in base al Verlagssystem aumentò notevolmente, con alcune fluttuazioni. I commercianti-imprenditori appartenenti alla borghesia cittadina e gli ugonotti giunti in città svilupparono le proprie attività al di fuori dell'ordinamento corporativo e riuscirono a imporsi contro l'industria tessile controllata dalle corporazioni. Per difendere i propri interessi istituirono il Direttorio commerciale (1662, sciolto nel 1834). Alcuni fabbricanti tessili si specializzarono, divennero mercanti-banchieri e aprirono ist. di credito privati. Anche la commissione degli interessi statale, fondata nel 1755, svolse attività bancarie (più tardi Banca Leu). Quale piazza finanziaria e commerciale fino alla metà del XIX sec. Z. ebbe tuttavia un ruolo secondario rispetto a Basilea, Ginevra e San Gallo.

Autrice/Autore: Max Schultheiss / cne

3.2 - Società

Nella pop. laica di Z. si individuano tra il IX e il XII sec. tre gruppi sociali: i servi dell'abbazia e del capitolo (Kirchenhörige), i servi della residenza palatina e dei possedimenti regi (Fiskaline) e gli ab. dello Zürichberg (homines de monte), probabilmente liberi. Nella prima metà del XII sec. queste distinzioni scomparvero, lasciando il posto a denominazioni uniformi per l'insieme degli ab. della città: laici de loco, cives, concives, burgenses, urbani. Esistevano per contro diversi statuti: cittadini, domiciliati e dimoranti. Nel tardo ME il ceto superiore era formato dai cavalieri e dal patriziato cittadino, il ceto medio dalla maggioranza degli artigiani e il ceto inferiore da artigiani poveri, garzoni e da numerose donne sole. La mobilità tra gli strati sociali era comunque possibile. Si riscontra un certo divario sociale tra il centro e i sobborghi a ridosso delle mura cittadine, ad esempio il quartiere di Kratz.

La cittadinanza si suddivideva in base ai gruppi sociali e professionali: possidenti, magistrati, commercianti, negozianti, artigiani, mestieri liberi ed ecclesiastici. I beneficiari di rendite vivevano come donzelli dei loro possedimenti od occupavano alte cariche pubbliche. Assieme ai commercianti e ai negozianti costituivano il gruppo politico dirigente, mentre l'influenza degli artigiani diminuì in epoca moderna. Tra i commercianti dapprima dominarono quelli attivi nel commercio di sale, ferro e tessuti, più tardi quelli specializzati nell'esportazione e i commercianti-imprenditori del settore tessile nonché i banchieri. Dal 1409 tutti i cittadini erano membri di una corporazione o della Konstaffel; chi esercitava le arti liberali, come giuristi, medici e insegnanti, poteva aderire a sua scelta a una corporazione o alla Konstaffel. I posti di pastori rif. nella campagna zurighese, fatta eccezione per alcune collazioni di Winterthur, erano riservati ai cittadini di Z. e costituivano un'opportunità di ascesa sociale per i figli degli artigiani. I domiciliati, categoria a cui appartenevano le domestiche, altro personale di servizio e i garzoni, avevano un permesso di soggiorno limitato; i dimoranti, impiegati soprattutto nelle arti non affiliate alle corporazioni e nel lavoro a domicilio protoindustriale, ottenevano lo statuto di Hintersasse secondo il bisogno e rappresentavano quindi una parte relativamente contenuta della pop. cittadina.

Le corporazioni rivestivano funzioni politiche ed economiche, ma anche sociali e culturali. La vita pubblica era regolamentata dalle leggi suntuarie. Nata dai banchetti delle corporazioni del tardo ME, la festa del Sechseläuten, che celebra l'inizio della primavera, si sviluppò all'inizio del XVII sec. Il tiro giovanile, che affonda le proprie radici nella guerra dei Trent'anni, fu istituzionalizzato solo nel 1809.

Autrice/Autore: Max Schultheiss / cne

3.3 - Chiesa e vita religiosa

L'animata vita religiosa di Z. nel basso ME era caratterizzata dal culto dei santi Felice e Regula, che svolgeva un ruolo identitario centrale. Chiese e conventi, di importanza determinante per lo sviluppo della città, furono riccamente dotati, come l'ospedale e i lazzaretti di S. Giacomo e Spanweid. Nel XIII sec. vennero fondati diversi conventi femminili (Oetenbach, S. Verena e Selnau) e di ordini mendicanti (eremiti di S. Agostino, francescani e domenicani). Beghine e begardi insediavano le loro comunità in prossimità di questi ultimi.

Durante la Riforma i conventi furono soppressi e i loro beni confiscati dalla città. Al capitolo del Grossmünster vennero affidati nuovi compiti, spec. nella formazione dei teologi. Nel 1525 le autorità cittadine e religiose istituirono un tribunale matrimoniale. L'antiste, capo della Chiesa zurighese e primo pastore del Grossmünster, veniva eletto dal Consiglio a vita; presiedeva la commissione incaricata di esaminare i teologi e attribuire i posti vacanti, e il sinodo che stabiliva la politica ecclesiastica. Durante il XVII sec. una Chiesa ormai dogmatica dominava la vita pubblica della città. Il passaggio dall'ortodossia prot. al razionalismo illuminista e al pietismo non avvenne senza resistenze. Nel 1685 fu inaugurata la chiesa franc. per i rifugiati per fede prot. La messa catt. fu celebrata di nuovo solo nel 1799.

Autrice/Autore: Max Schultheiss / cne

3.4 - Formazione e cultura

Le prime scuole cittadine furono le scuole lat. del Fraumünster e del Grossmünster. Le scuole ted. offrivano una formazione di base in lettura, scrittura e calcolo, inizialmente riservata ai maschi. Dopo la Riforma la Chiesa, che dirigeva il settore scolastico, e le autorità cittadine riorganizzarono l'istruzione. L'ist. di livello più elevato era la Prophezey (dal XVII sec. Carolinum), fondata da Ulrich Zwingli, destinata alla formazione dei teologi; più tardi offrì anche corsi di storia e scienze naturali. Il Collegium humanitatis rappresentava un livello intermedio. Per la formazione di tipo acc. i giovani Zurighesi si recavano in primo luogo nelle Univ. prot. dell'Impero. Ispirati agli ideali dell'Illuminismo, vennero fondati nuovi ist. educativi, come la scuola artigianale (1774) e l'Ist. medico-chirurgico (1782). La biblioteca civica dal 1645 pubblicò annuari a scopo didattico (Neujahrsblätter zur Belehrung der Zürcher Jugend); i primi giornali uscirono dalla seconda metà del XVII sec. Nello stesso periodo nacquero le prime soc., fra cui il Collegium Insulanum (1679) e il Collegium anatomicum (1685); nel XVIII sec. seguirono in particolare la Soc. di fisica (1746) e la Soc. matematico-militare (1765).

La vita musicale zurighese si svolgeva principalmente in ambito domestico, nelle chiese e in diverse soc. di musica, come la Soc. della sala di musica (1613). Nel XVI sec. nel Münsterhof si tenevano rappresentazioni teatrali, a cui poteva partecipare tutta la cittadinanza. Per rigorismo puritano, nel 1624 l'antiste Johann Jakob Breitinger (1575-1645) fece cessare completamente l'attività teatrale. Grazie a Johann Jakob Bodmer e a Johann Jakob Breitinger (1701-1776), nel XVIII sec. Z. divenne un centro della letteratura ted. Tra i più importanti artisti e accademici figuravano Johann Heinrich Füssli, Salomon Gessner, Johann Kaspar Lavater e Johann Heinrich Rahn.

Autrice/Autore: Max Schultheiss / cne

4 - Sviluppo politico e amministrativo nel XIX e XX secolo

4.1 - Istituzioni comunali e autorità

Dopo la Rivoluzione elvetica del 1798, lo Stato unitario e le sue unità amministrative, i cant., posero fine all'ex città-Stato di Z. Al com. degli ab., formato dai cittadini attivi residenti e governato dalla municipalità, si aggiunse nel 1799 il com. patriziale. Diretto dalla Camera di maneggio, si occupava dell'assistenza ai poveri e dell'amministrazione dei beni com. Durante la Mediazione l'assemblea com. (cittadini e domiciliati con almeno due anni di residenza o beni fondiari in città) eleggeva un municipio di 15 membri in virtù della legge cant. sui com. del 1803. Sulla base della Costituzione della Restaurazione, nel 1816 il Gran Consiglio cant. emanò una legge sull'organizzazione del municipio, a cui venne affiancato un Gran Consiglio cittadino formato da cinque rappresentanti per ognuna delle 13 corporazioni che fungevano da circoscrizioni elettorali per la città e il cant. Questo Gran Consiglio nominava il municipio, il sindaco e i giudici di pace, concedeva la cittadinanza e decideva in materia di affari immobiliari. La Costituzione della Rigenerazione (1831) conferì ai com. il diritto di promulgare propri regolamenti com. Con la prima legge com. di Z. del 1831 furono istituiti l'assemblea com. come organo supremo, un municipio (Kleiner Stadtrat) di sette membri e un consiglio com. (Grosser Stadtrat) di 60 membri. Quest'ultimo fino al 1866 fu eletto dalle corporazioni, nonostante fossero state abolite sul piano cant. già nel 1838. La legislazione superiore nel 1875 determinò la soppressione del com. patriziale e di assistenza ai poveri, esistente dal 1803, come collettività pubblica, trasformandolo in semplice ass. di cittadini residenti a Z. Nel 1881 consiglio com. e municipio furono separati sul piano personale e da allora eletti con voto segreto. La legge cant. del 1891 sull'incorporazione dei com. confinanti alla città di Z. abolì l'assemblea com. e introdusse il diritto di iniziativa e referendum sul piano com. La legge com. del 1892 aumentò il numero dei membri dell'esecutivo da sette a nove. Il nome del parlamento cittadino, dal 1913 eletto con il sistema proporzionale, fu cambiato in Gemeinderat nel 1933. Il suffragio femminile a livello com. venne introdotto nel 1969. Dall'ultima revisione totale della legge com. del 1970, fino al 2010 furono approvate 44 revisioni parziali.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

4.2 - Il territorio comunale

Nel 1798 la città fu divisa in tre sezioni: Oberdorf, Niederdorf e Kleine Stadt. La forte immigrazione del XIX sec., che riguardò soprattutto i sobborghi, senza sufficienti riserve finanziarie, portò alla prima aggregazione com. (1893). Il processo, avviato dalla cosiddetta petizione di Aussersihl (1885), fece di Z. la maggiore città sviz. La relativa legge cant. del 1891 stabilì la suddivisione dei cinque quartieri (Kreise), allora ancora designati con cifre romane: Altstadt (I), Enge, Leimbach e Wollishofen (II), Aussersihl e Wiedikon (III), Oberstrass, Unterstrass e Wipkingen (IV) nonché Fluntern, Hirslanden, Hottingen e Riesbach (V). Nel 1913 questi furono portati a otto. La legge com. del 1933, di poco precedente la seconda fusione com. del 1934, organizzò Z. in 11 quartieri: Altstadt (1), Enge, Leimbach e Wollishofen (2), Wiedikon (3), Aussersihl (4), Industriequartier (5), Oberstrass e Unterstrass (6), Fluntern, Hirslanden, Hottingen e Witikon (7), Riesbach (8), Albisrieden e Altstetten (9), Höngg e Wipkingen (10) e Affoltern, Oerlikon, Schwamendingen e Seebach (11). Dal 1970 Schwamendingen forma il quartiere 12.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Foglio commemorativo per l'Esposizione nazionale del 1883, realizzato da  Ernst Conrad  , stampato dalla cooperativa litografica di Aussersihl (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>In occasione dell'Esposizione nazionale del 1883 Zurigo si presentò per la prima volta come metropoli. Il terreno dell'esposizione comprendeva il Platzspitz alla confluenza di Limmat e Sihl e il quartiere industriale di Aussersihl (in primo piano a destra). Al centro sono rappresentati il quartiere universitario (all'estremità sinistra), la stazione centrale e il nuovo quartiere commerciale nella parte bassa della Bahnhofstrasse. La città vecchia è dominata dagli edifici sacri con le chiese del Grossmünster, del Fraumünster e di S. Pietro.<BR/>
Foglio commemorativo per l'Esposizione nazionale del 1883, realizzato da Ernst Conrad , stampato dalla cooperativa litografica di Aussersihl (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
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Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

4.3 - Forze politiche

Dal 1799 fino alla metà del XIX sec. la politica cittadina fu dominata dai conservatori. I liberali di Z. ebbero un ruolo dal 1830 soprattutto nella politica cant. Dopo il ritorno al potere dei radicali nel cant., dal 1845 iniziarono a dominare anche la politica in città. Negli anni 1860-70 i conservatori si accordarono con i liberali e aderirono alla loro linea politica. La forte immigrazione dalla metà del XIX sec. favorì l'ascesa del movimento democratico, radicato soprattutto a Winterthur e nelle regioni di campagna, che difese anche posizioni di riforma sociale. Nel 1866 il maestro lattoniere Jakob Schnurrenberger fu il primo non cittadino a essere eletto nel municipio. Fino alla prima fusione com. Z. fu un bastione liberale. L'ultimo baluardo dei cittadini conservatori, il com. patriziale, cadde con la legge sui com. del 1875, che facilitò l'accesso alla cittadinanza per i Conf. Nei sobborghi i democratici divennero la forza politica dominante.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Manifesto del partito radicale-democratico per le elezioni comunali del 1928, realizzato dallo studio pubblicitario  Max Dalang (Schweizerisches Sozialarchiv, F Ob-0003-022).<BR/>La minaccia di una vittoria della sinistra a Zurigo è rappresentata da una nuvola rossa incombente sui monumenti simbolo della città.<BR/>
Manifesto del partito radicale-democratico per le elezioni comunali del 1928, realizzato dallo studio pubblicitario Max Dalang (Schweizerisches Sozialarchiv, F Ob-0003-022).
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Nel consiglio com. (Grosser Stadtrat risp. Gemeinderat) dominò fino al 1907 il partito liberale (dal 1917 PRD), poi il PS. Dal 1928 al 1938 la sinistra detenne la maggioranza assoluta nel legislativo cittadino ("Z. rossa"). L'AdI, entrato nel consiglio com. nel 1938, fino alla fine degli anni 1970-80 rappresentò il centro insieme al PPD, che nel 1907 aveva formato una sezione cittadina (partito cristiano-sociale), e il PPE. Nel 2002 l'UDC, succeduta al PAB, sostituì il PRD quale principale forza dello schieramento borghese.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Manifesto elettorale del partito socialista della città di Zurigo, realizzato nel 1931 da  Otto Baumberger (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto elettorale del partito socialista della città di Zurigo, realizzato nel 1931 da Otto Baumberger (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Nel municipio dal 1892 al 1901 dominò il partito democratico con cinque seggi su nove, in seguito il PS con quattro (dal 1907) e poi con cinque seggi (dal 1928). Nell'esecutivo il periodo della "Z. rossa" terminò con la morte del sindaco Adolf Lüchinger (1949). Dal 1950 il PS ebbe di norma quattro seggi, il PRD e l'AdI (sciolto nel 1999) da uno a due seggi ciascuno. La socialista Emilie Lieberherr nel 1970 fu la prima donna eletta in municipio. Nel 1990 il PS tornò a essere il partito più forte, mentre l'UDC uscì dall'esecutivo. Dal 1994 Z. è governata da una maggioranza rosso-verde.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

4.4 - Beni comunali e finanze

Il patrimonio dell'ex città-Stato passò alla Repubblica elvetica, che ne attribuì provvisoriamente una parte alla città (1798). L'Atto di mediazione del 1803 le garantì un patrimonio per coprire i costi per la gestione della scuola, dell'assistenza pubblica, degli affari ecclesiastici e delle costruzioni. La polizia era finanziata grazie a tasse e imposte sul consumo. Già dal 1802 la città incassava da ogni fuoco un'imposta per l'acquartieramento dei soldati. I domiciliati vennero tassati dal 1833 per finanziare la polizia, la scuola, la Chiesa e la costruzione di strade. Se possedevano dei fondi, dovevano anche contribuire a coprire le spese per le opere pubbliche e i vigili del fuoco. Con la legge sui com. del 1855, che sul piano fiscale equiparò i domiciliati ai cittadini, vennero introdotte imposte com. dirette, che non riguardavano però ancora l'assistenza ai poveri. La legge cant. di aggregazione del 1891 introdusse un moderno sistema fiscale.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

4.5 - Socialità

Fino al 1835 l'assistenza ai poveri era di competenza dei com. parrocchiali; in seguito furono creati un ufficio centrale cittadino e un fondo generale di assistenza. La beneficienza privata, ad opera per esempio della Soc. di mutuo soccorso o di utilità pubblica, rimase fino al XX sec. un complemento indispensabile all'assistenza pubblica com.; in seguito la città sviluppò progressivamente le sue prestazioni sociali. Fino a quando il principio dell'assistenza da parte del com. di origine non fu sostituito da quello di domicilio, la crescente mobilità del XIX sec. rese necessaria la creazione di un'istituzione caritativa privata, ma finanziata dalla città (Freiwillige und Einwohnerarmenpflege, 1878-1929). Dal 1907 la città promosse la costruzione di alloggi in modo diretto o indiretto sostenendo delle cooperative abitative.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

4.6 - Aziende municipalizzate

L'illuminazione stradale, introdotta su base privata nel 1778, passò in mani pubbliche nel 1855. A questo scopo fu creata l'officina del gas, dapprima come concessionaria e poi (1886) come azienda della città. Fino al 1867 si trovava sul Platzspitz, poi nell'Industriequartier e dal 1898 a Schlieren; nel 1974 ebbe luogo la conversione al gas naturale. L'epidemia di colera del 1855 sollevò critiche nei confronti dei metodi poco igienici di eliminazione dei rifiuti. Tra il 1860 e il 1873 fu realizzato il sistema di canalizzazione delle acque di scarico; nel 1867 si separarono le acque luride da quelle piovane. Nel 1868 fu migliorato l'approvvigionamento idrico; le fontane pubbliche vennero alimentate con acqua sorgiva, le case con acqua della Limmat. Dopo l'epidemia di tifo del 1884 l'acqua fu prelevata dal lago e dal 1895 anche da captazioni di acqua sorgiva nelle valli della Sihl e della Lorze. L'impianto di incenerimento dei rifiuti fu inaugurato nel 1904, nel 1923 fu decisa la costruzione del depuratore e della rete fognaria. Nel 1892 entrò in funzione la centrale elettrica cittadina del Letten. Il com. si impegnò fortemente nella costruzione di centrali idroelettriche (Albula, Heidsee, Wettingen sulla Limmat, Julia Tiefencastel, Julia Marmorera, Azienda elettrica Bregaglia) o partecipò a centrali idroelettriche (Vallemaggia, valle di Blenio, Hinterrhein) e nucleari (Gösgen e Leibstadt, Bugey e Cattenom in Francia). Il tram privato trainato da cavalli, inaugurato nel 1888 e di proprietà della città dal 1894, fu elettrificato nel 1900. Entro il 1931 le tramvie cittadine di Z. (dal 1950 Verkehrsbetriebe der Stadt Zürich, VBZ) rilevarono tutte le soc. tramviarie private. Nel 1990 entrò in servizio il comprensorio zurighese dei trasporti pubblici, che raggruppa VBZ, altre sette imprese di trasporto e la S-Bahn.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

5 - Società, economia e cultura nel XIX e XX secolo

5.1 - Sviluppo urbano e trasporti

Fino al 1830 solo il nucleo era densamente popolato, mentre il resto del territorio com. era costituito da prati, campi, vigneti e boschi, fattorie sparse e ville di cittadini. Dopo il 1780 cominciò lo smantellamento delle mura cittadine medievali; nel 1833 il cant. iniziò a demolire le fortificazioni, creando spazio per edifici pubblici e strade. Con la costruzione (dal 1835) della Münsterbrücke (in sostituzione del vecchio ponte in legno) e del Limmatquai la città spostò il suo baricentro dalla Limmat verso il lago. L'apertura della stazione (1847) fuori dalla città vecchia diede il via a un boom edilizio (1860-90). Furono realizzati il Limmatquai (entro il 1859), il ponte della stazione (1861-63), l'arsenale (1864-69) e la caserma (1873-75) ad Aussersihl, la Bahnhofstrasse (dal 1864), il quartiere della stazione (dal 1867), il Politecnico fed. (1861-64), la nuova stazione centrale (1865-71) e la sede del Credito sviz. sul Paradeplatz (1873-75). Z. estese il territorio cittadino a Selnau e lungo il Neumühlequai, sistemò i quartieri del Fraumünster (1875-90) e del convento dei domenicani (1876-78) e pianificò quello industriale ad Aussersihl (1877-80). Negli anni 1880-90 furono realizzati la borsa, la parte superiore della Bahnhofstrasse, il lungolago e la Quaibrücke, in seguito furono edificati i viali sul lago e lo Stadthausquai. Il nuovo centro amministrativo progettato da Gustav Gull, con edifici pubblici nell'area di Oetenbach e lungo la Schipfe nonché un collegamento stradale tra lo Zähringerplatz e la Rämistrasse, fu realizzato solo in parte. La rete delle arterie principali fu inserita nel piano regolatore generale del 1899. Il concorso intern. per un piano urbanistico della città di Z. e dei suoi sobborghi (1915-18) condizionò fortemente l'ulteriore sviluppo urbano.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Concezione e cartografia: Andreas Brodbeck, Alexander Hermann  © 2012 Istituto di geografia dell'Università di Berna e Dizionario storico della Svizzera.<BR/><BR/>

Dal 1930 la città acquistò case in vista del risanamento del centro storico, posto nel 1962 sotto protezione; molti edifici della città vecchia internamente vennero completamente ristrutturati conservando la struttura esterna. L'adeguamento alla circolazione motorizzata fu attuato solo in parte con l'ampliamento del Bahnhofquai e del Limmatquai, del ponte della stazione e del Central. Non furono peraltro mai realizzate la strada di circonvallazione a grande capacità della città vecchia, la linea tramviaria sotterranea (bocciata in votazione popolare nel 1962) e la metropolitana (bocciata nel 1973), previste nel piano generale del traffico del 1955. La città cercò di risolvere i problemi del traffico urbano promuovendo la costruzione, finanziata dalla Conf., dell'autostrada attraverso il centro, ma l'apertura della tangenziale ovest provvisoria (1972) determinò un riorientamento. Da allora questioni di protezione dell'ambiente trovano regolarmente delle maggioranze politiche. La partenza di molte industrie dagli anni 1970-80 determinò la crisi finanziaria del periodo 1990-2000, ma creò anche nuovi spazi nel tessuto urbano rendendo possibile lo sviluppo dell'area di Zürich-West e la trasformazione di zone industriali in quartieri residenziali e di servizi a Oerlikon, Giesshübel, Binz, Altstetten e Affoltern.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Base: definizione di agglomerato adottata nei censimenti federali (cartografia: Andreas Brodbeck, Alexander Hermann)  © 2012 Istituto di geografia dell'Università di Berna e Dizionario storico della Svizzera.<BR/>

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

5.2 - Economia

All'inizio del XIX sec. l'economia di Z. era caratterizzata dall'industria cotoniera e della seta. Nel 1805 sul Neumühlequai venne fondato un cotonificio meccanico (futura Maschinenfabrik Escher, Wyss & Cie). I mulini lungo la Limmat vennero convertiti in fabbriche tessili entro il 1895. Il commercio e la lavorazione della seta avvenivano a Z., gli stabilimenti tessili erano situati al di fuori della città. Grazie alla costruzione della ferrovia (dal 1847), Z. si trasformò in un importante polo industriale e nodo dei trasporti. Con il Credito sviz., creato nel 1856 per finanziare l'industria tessile e le costruzioni ferroviarie, Z. divenne una piazza bancaria. La Rentenanstalt (1857) e la Compagnia sviz. di riassicurazione (1863) furono all'origine del settore assicurativo a Z. Verso la fine del XIX sec. l'industria pesante si spostò dal centro ai quartieri periferici di Aussersihl e Oerlikon. Entro il 1930 l'industria tessile perse il suo ruolo di primo piano a vantaggio dell'industria elettrica, del metallo e delle macchine. Nello stesso periodo Z. si affermò come centro finanziario della Svizzera: nel 1929 un quarto di tutti gli impiegati di banca e un terzo di quelli delle assicurazioni attivi in Svizzera lavoravano a Z. Nel periodo 1980-2000 gli ist. finanziari delocalizzarono una parte dei posti di lavoro in periferia e l'agglomerazione di Z. divenne una delle dieci principali piazze finanziarie del mondo. Nella seconda metà del XX sec. la città divenne anche il centro dei media sviz. Accanto ai grandi giornali zurighesi, Neue Zürcher Zeitung e Tages-Anzeiger, vi si pubblicavano diverse testate della stampa scandalistica e rosa, tra cui il Blick; a Z. ha inoltre sede la Radio e Televisione della Svizzera ted. e rom.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

5.3 - Struttura e mutamenti sociali

In campo politico ed economico all'inizio del XIX sec. dominava una minoranza formata dalle vecchie fam. zurighesi, che già durante l'ancien régime detenevano il potere e si distinsero a lungo dalla borghesia emergente. Le differenze sociali iniziarono ad attenuarsi solo alla fine del XIX sec. L'élite sociale si riuniva in soc. in parte esclusive come quella degli Schildner zum Schneggen e degli arcieri, il club della rosa bianca o il circolo ippico. Più orientate verso il ceto medio erano le corporazioni e certe soc. sportive e culturali, come il circolo di lettura Hottingen o il Grasshopper Club. Gli artigiani costituirono la maggioranza della pop. cittadina fino a quando la parificazione giur. tra gli ab. della città e della campagna, la perdita dei privilegi seguita all'abolizione del sistema corporativo (1837) e l'industrializzazione non compromisero la loro base esistenziale.

L'industrializzazione e l'immigrazione modificarono radicalmente la struttura della pop. La percentuale di cittadini sul totale della pop. ammontava attorno al 1800 ancora al 55,9%, ma già nel 1836 i domiciliati erano in maggioranza. Z., interamente rif. fino al 1798, in seguito all'immigrazione dalla Svizzera centrale e orientale, dalla Germania meridionale, dall'Austria e più tardi dall'Italia e da altri Paesi del Mediterraneo divenne una città a confessione mista. Anche la composizione delle nazionalità mutò profondamente. Dalla Germania arrivarono dopo il 1830 accademici o lavoratori qualificati, tra cui anche rifugiati politici, che fondarono nel 1856 una soc. di mutuo soccorso; attorno al 1900 la maggior parte della manodopera immigrata ted. era femminile. Gli Italiani in arrivo dal 1880, provenienti principalmente dalle zone rurali dell'Italia settentrionale, lavoravano prevalentemente nel settore edile e si organizzarono progressivamente in soc. operaie.

Le trasformazioni economiche e demografiche furono anche all'origine di tensioni sociali, sfociate nella rivolta della Tonhalle (1871) e nei Tumulti antiitaliani (1896). Conflitti sociali si erano già manifestati in precedenza, nonostante il divieto dei sindacati nel cant. (1844-69), con i primi scioperi di calzolai, lattonieri, fabbri ferrai, falegnami e scalpellini, che registrarono un primo picco nel 1870. Nel 1906-07 a Z. ebbero luogo oltre 50 scioperi. L'astensione dal lavoro dei pittori e dei fabbri ferrai portò allo sciopero generale del 1912. Il peggioramento delle condizioni di vita nella prima guerra mondiale radicalizzò gli operai e favorì la diffusione di idee rivoluzionarie e pacifiste, causando agitazioni, culminate nei disordini del novembre del 1917 e nello sciopero generale del 1918. Dopo il 1914 il numero di stranieri continuò a calare fino al secondo dopoguerra, nonostante Z., soprattutto dal 1933, fosse divenuta un luogo di rifugio dell'emigrazione politica e artistica dalla Germania.

<b>Zurigo (comune)</b><br>Fonti: Censimento cantonale (1836); censimenti federali (dal 1850); censimento comunale (1894; per il censimento della popolazione dopo la prima aggregazione)  © 2012 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/><BR/>
Sviluppo demografico della città di Zurigo dal 1836 al 2010

La ripresa economica dopo la seconda guerra mondiale attenuò le differenze tra i gruppi sociali, che fino ad allora avevano vissuto disponendo di una fitta rete di proprie ass. culturali, sportive e di intrattenimento, luoghi d'incontro, feste, giornali e case editrici. Al loro posto si costituirono degli ambienti legati agli stili di vita. Nella topografia sociale l'opposizione Zürichberg-Aussersihl/quartiere industriale fu tendenzialmente sostituita da quella tra centro e periferia. Dal 1950 cominciò la seconda ondata di immigrazione dall'Italia, seguita negli anni 1970-80 da quella da altri Paesi del Mediterraneo. Un nuovo rilevante afflusso di cittadini europei, spec. ted., riprese dopo la firma degli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE (2002).

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

5.4 - Chiesa e vita religiosa

Fino al 1798 a Z. vivevano solo rif., divisi nei quattro com. parrocchiali di Grossmünster, Fraumünster, S. Pietro e Prediger (antica chiesa dei domenicani); nel 2013 le comunità erano 34. La prima delle attuali 23 parrocchie catt. fu istituita nel 1807. Chiesa parrocchiale fu dapprima la cappella di S. Anna, dal 1833 il Fraumünster e tra il 1842 e il 1873 la chiesa degli agostiniani, che durante il Kulturkampf fu attribuita alla neoistituita comunità catt.-cristiana. La chiesa dei SS. Pietro e Paolo ad Aussersihl venne consacrata nel 1874.

Prima della concessione della libertà di domicilio (1862), gli ebrei, provenienti spec. da Endingen, Lengnau (AG), dalla Germania meridionale e dall'Alsazia, erano solo tollerati. Nel 1862 alcuni di loro, tra cui esponenti della fam. Ris, fondarono la Comunità di culto isr. L'immigrazione dall'Europa dell'est ebbe inizio negli anni 1870-80; vennero create la Comunità di religione isr. (1895) e le comunità Agudas Achim (1912) e Or Chadasch (1978). Complessivamente le comunità ebraiche non superarono mai di molto i 6000 membri. Pregiudizi antisemiti contro gli ebrei orientali poveri portarono nel 1910 a obblighi di residenza prolungati e nel 1920 all'adozione del criterio della sufficiente assimilazione in caso di naturalizzazione, diretto in particolare contro gli ebrei ortodossi. Nel 1963 a Z. fu inaugurata la moschea Mahmud, la prima in Svizzera. L'aumento del numero di mus. di diversi gruppi confessionali è da ricondurre principalmente all'immigrazione di lavoratori e rifugiati politici provenienti dalla ex Iugoslavia e dalla Turchia.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

5.5 - Formazione

Dal 1831 al 1833 i liberali riformarono radicalmente la scuola nel cant., integrando gli esistenti ist. educativi della città nel nuovo sistema scolastico. L' Università di Zurigo, inaugurata nel 1833, che già nel 1840 ammetteva le donne agli studi, e il Politecnico federale, fondato nel 1855, nel XIX sec. furono fortemente influenzati da professori provenienti dai Paesi limitrofi. I due atenei, che vantano anche alcuni premi Nobel, diedero impulsi alla vita culturale della città e ne fecero un rinomato centro di ricerca. Anche ass. private come la Soc. antiquaria (1832), la Soc. del museo (1834) e la Soc. erudita (1837) costituirono fino al XX sec. importanti istituzioni di ricerca e di formazione. La scuola superiore femminile di Z., fondata nel 1875, passò nel 1976 al cant., che nel 1988 rilevò anche la scuola di arti e mestieri (fondata nel 1873) e la scuola di arti applicate (1878), divenuta scuola univ. professionale di arte e design (1998) e integrata nell'Univ. delle arti nel 2007.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

5.6 - Musica, teatro e arti figurative - feste e Festspiele

A Z. la scena musicale fiorì già nel XVIII e XIX sec.; le tre soc. musicali si unirono nel 1812 nella Soc. generale di musica. L'attività teatrale fu per contro impedita dalle cerchie ecclesiastiche fino agli anni 1830-40. Nel 1834 venne fondato l'Aktientheater (musica e prosa), diretto nel periodo 1837-43 da Charlotte Birch-Pfeiffer, che bruciò nel 1890. Nel Casino all'Hirschengraben (1806-74) tenne tra l'altro concerti anche Richard Wagner. La sala di concerto nel Kornhaus presso il Bellevue fu aperta provvisoriamente nel 1867 per la festa della musica sviz.; divenne stabile un anno più tardi dopo la fondazione della Soc. della Tonhalle. Il direttore dell'orchestra della Tonhalle, Friedrich Hegar, fu pure uno dei promotori della scuola di musica di Z. (1876, Conservatorio dal 1907). Dopo l'incendio dell'Aktientheater fu costruito lo Stadttheater al Bellevue (1891), divenuto Opernhaus nel 1964. La nuova Tonhalle dal 1895 sostituì quella del Kornhaus, demolito nel 1897 (integrata nel 1937 nel palazzo dei congressi). Il direttore Ferdinand Rieser trasformò il Volkstheater am Pfauen, fondato nel 1892, nello Schauspielhaus, che dal 1933 fu il più importante palcoscenico libero in area germanofona. La Neue Schauspiel AG, fondata nel 1938, dal 2000 allestisce spettacoli anche nella Schiffbauhalle a Zürich-West.

Il Kunsthaus, inaugurato nel 1910, nacque su iniziativa della Soc. di belle arti, sorta dalla Soc. zurighese degli artisti, fondata nel 1787; il museo acquisì rilevanza intern. solo dopo la seconda guerra mondiale grazie a numerose donazioni. Dalla seconda metà del XX sec. Z. ospita altre importanti collezioni, come quella di arte extraeuropea del barone Eduard von der Heydt conservata nel Museo Rietberg (inaugurato nel 1952), quella della Federazione delle cooperative Migros nel Museo d'arte contemporanea nell'area dell'ex birrificio Löwenbräu (inaugurato nel 1996) o quella della Fondazione per l'arte costruttiva e concreta (fondata nel 1986) nel Museo Haus Konstruktiv (inaugurato nel 2001 nell'ex centrale di Selnau dell'azienda elettrica di Z.). Grazie alla loro presenza, Z. destò l'interesse di gallerie d'arte intern. di primo piano.

Accanto alle feste tradizionali, come il Sechseläuten e il tiro giovanile, a Z. ebbero più volte luogo feste fed. di canto, di ginnastica e di tiro, le Esposizioni nazionali del 1883 e 1939 e la SAFFA (1958). Nel 1916 a Z. venne fondato il movimento Dada. Dal 1936 vi si tengono le Juni-Festwochen (dal 1997 Settimane musicali di Zurigo), dal 1951 la festa della città (Zürifest), dal 1980 lo Zürcher Theater Spektakel, dal 1991 la Streetparade e dal 2005 il Festival del film di Z.

Autrice/Autore: Nicola Behrens / cne

Riferimenti bibliografici

Archivi
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– AfZ
– BAZ
– Sozarch
– StAZH
– ZBZ
Fonti
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Bibliografia
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