• <b>Orfani</b><br>Progetto dell'orfanotrofio di Zurigo dell'architetto  Gaetano Matteo Pisoni,   realizzato attorno al 1764 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). Gli orfani lavoravano in una manifattura tessile interna all'edificio, situata nella grande sala visibile sulla destra ("Fabric-Stube"). Per una maggiore efficienza i servizi igienici ("Secret"), dotati di parete divisoria, erano adiacenti. Seguivano poi il magazzino delle merci ("Wahren-Magassin") e, sul lato opposto del corridoio, l'ufficio della contabilità ("Einnehmstube"). L'orfanotrofio fu costruito tra il 1765 e il 1771; la manifattura venne chiusa nel 1838.
  • <b>Orfani</b><br>Fonti: H. Ritzmann-Blickenstorfer (a cura di),  <I>Historische Statistik der Schweiz,</I> 1996; Statistica svizzera delle assicurazioni sociali 2012  © 2013 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.

Orfani

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Con il termine orfani si designano bambini che hanno subito la perdita per decesso di uno (orfano di padre o di madre) o di entrambi i genitori naturali (orfano di padre e di madre). Già nel ME e nella prima età moderna gli orfani, al pari dei trovatelli, delle fam. senza padre e dei bambini abbandonati (Infanzia abbandonata), erano considerati degni di carità e beneficiavano di un sostegno, mentre i poveri, ritenuti indegni di aiuto, venivano lasciati al loro destino (Mendicità). Fino a XX sec. inoltrato gli orfani godevano di un migliore statuto sociale rispetto a quello dei bambini illegittimi e dei figli di fam. dissestate (orfani sociali).

1 - Medioevo ed epoca moderna

A causa dell'elevato tasso di mortalità, nel ME numerosi bambini perdevano, ancora minorenni, uno o entrambi i genitori. Gli orfani di padre e di madre e gli orfani di padre venivano posti sotto la custodia di un tutore, quasi sempre il parente più stretto in linea paterna, che doveva in primo luogo proteggere gli interessi patrimoniali del minore, rendendone conto per iscritto (libro delle tutele).

Il sostentamento degli orfani spettava anzitutto alla Famiglia allargata (Comunità domestica), ai parenti (Parentela) e al vicinato. Gli orfani di entrambi i genitori che non trovavano alcuna sistemazione ricevevano cibo e ospitalità da istituzioni ecclesiastiche che si occupavano dell'assistenza ai poveri, in particolare i conventi (Assistenza pubblica). Ai minori orfani di padre provvedeva la madre e vedova, nella misura in cui era in grado di garantire la sussistenza del Nucleo familiare.

Dal XVI sec. nelle città l'assistenza agli orfani era affidata a enti pubblici di assistenza. Tra le misure adottate da queste istituzioni figuravano il ricovero in un Ospedale o, dal XVII sec., in un orfanotrofio, la distribuzione di cibo e la collocazione presso una fam. affidataria (Appalto di manodopera minorile). L'assistenza pubblica istituì inoltre specifiche autorità preposte alla vigilanza sugli orfani e sui loro tutori (amministratore dell'orfanotrofio, Tutela). Analogamente ai trovatelli, ai bambini abbandonati o di genitori sconosciuti e a quelli illegittimi, anche gli orfani venivano accolti solo temporaneamente negli ospedali. In cambio di un compenso settimanale i neonati venivano poi affidati, spesso fino al terzo anno di vita, a una balia, i fanciulli a una fam. affidataria (Minori in affidamento). I bambini di età superiore agli otto anni, che nell'ospedale svolgevano lavori, ricevevano vitto e alloggio (Infanzia, Lavoro infantile).

Negli ospedali venivano talvolta allestiti veri e propri reparti per bambini, gestiti da una balia. In generale i bambini venivano però sistemati insieme agli adulti (prebendari, vecchi, malati, puerpere) suscitando, al più tardi dalla seconda metà del XVIII sec., critiche sempre più aspre. Anche a causa delle pessime condizioni igieniche, in molte località le autorità preferivano collocare e far educare gli orfani in fam. affidatarie. Nel XVII sec. nelle città più grandi furono istituiti i primi orfanotrofi, concepiti come ist. di lavoro forzato (Zurigo, 1637; San Gallo, 1663). Queste strutture dovevano finanziarsi autonomamente (Istituti sociali) ed erano quindi annesse a manifatture, dove i bambini venivano sfruttati come manodopera. Accanto al lavoro erano previste anche ore di insegnamento. Lo svolgimento della giornata era regolamentato rigidamente.

Nel XVIII sec. nelle città sorsero orfanotrofi indipendenti, separati dagli ist. di lavoro e dagli ospizi per i poveri (a Berna nel 1757, a Zurigo nel 1771). In molti casi la possibilità per l'orfano di apprendere un mestiere dipendeva dalla disponibilità di un proprio patrimonio. A Ginevra anche gli orfani poveri potevano compiere un apprendistato; alla loro uscita dall'ist. assistenziale ottenevano dalle autorità preposte una piccola dote. Secondo uno studio demografico concernente il com. di Jussy, intorno al 1800, nonostante la bassa speranza di vita, solo l'1,4% dei bambini diventavano orfani di entrambi i genitori prima dei 15 anni. Il 13,2 % erano orfani di madre e il 18,1% orfani di padre.

<b>Orfani</b><br>Progetto dell'orfanotrofio di Zurigo dell'architetto  Gaetano Matteo Pisoni,   realizzato attorno al 1764 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Gli orfani lavoravano in una manifattura tessile interna all'edificio, situata nella grande sala visibile sulla destra ("Fabric-Stube"). Per una maggiore efficienza i servizi igienici ("Secret"), dotati di parete divisoria, erano adiacenti. Seguivano poi il magazzino delle merci ("Wahren-Magassin") e, sul lato opposto del corridoio, l'ufficio della contabilità ("Einnehmstube"). L'orfanotrofio fu costruito tra il 1765 e il 1771; la manifattura venne chiusa nel 1838.<BR/>
Progetto dell'orfanotrofio di Zurigo dell'architetto Gaetano Matteo Pisoni, realizzato attorno al 1764 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
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Autrice/Autore: Gerrendina Gerber-Visser / mdi

2 - XIX e XX secolo

All'inizio del XIX sec. gli orfanotrofi si trasformarono gradualmente da stabilimenti di produzione in istituzioni con finalità pedagogiche, dotate di una propria scuola. In questo periodo gli ist. per l'assistenza ai fanciulli venivano integrati di preferenza in un'azienda agricola, lontana dagli influssi della città, considerati nocivi; questa tendenza è esemplificata dall'ist. di Hofwil, fondato da Philipp Emanuel von Fellenberg.

In campagna esistevano, accanto agli orfanotrofi, anche ist. di rieducazione nati da iniziative private (ad esempio quello nel castello di Beuggen a Rheinfelden nel Baden meridionale, fondato nel 1820 da Christian Friedrich Spittler e Christian Heinrich Zeller) e ist. educativi per i poveri, perlopiù di orientamento pietista e improntati ai principi pedagogici di Johann Heinrich Pestalozzi. Contrariamente agli orfanotrofi centralizzati delle città, nelle regioni rurali si diffuse il sistema assistenziale basato sul concetto di fam. (Istituti di rieducazione), in cui bambini di età diversa venivano curati da uno o due adulti, formando una sorta di fam. sostitutiva (ist. Bächtelen a Berna, ist. Sonnenberg a Lucerna, Fondazione Pestalozzi a Schlieren, ist. Serix a Palézieux).

Obiettivo comune di questi enti ispirati agli ideali dell'Illuminismo era di educare i bambini a divenire cittadini consapevoli, rispettosi dei valori morali e religiosi. Tuttavia all'epoca ancora numerosi orfani non erano collocati in ist.: molti crescevano con il genitore superstite, oppure presso parenti o fam. affidatarie, mentre altri venivano appaltati come manodopera a basso costo (Minori in affidamento).

Nel XIX sec. quando un minorenne perdeva il padre, detentore dell'autorità parentale, o entrambi i genitori, interveniva l'autorità tutoria (ufficio di assistenza degli orfani), investita di competenze formali, tra cui l'amministrazione patrimoniale esercitata in base al principio di territorialità. Con l'entrata in vigore del Codice civile (CC) nel 1912 il diritto privato e la tutela furono regolati a livello sviz. In caso di decesso di un genitore, la patria potestà passava al coniuge superstite (art. 274 del CC). Da allora pure la madre vedova poteva esercitare l'autorità parentale sui figli minorenni (Diritto di famiglia, Diritto del bambino). Gli orfani di entrambi i genitori dovevano essere posti sotto tutela, come tutti i minorenni che non sottostavano alla potestà parentale (art. 368 del CC). Il sostentamento vero e proprio degli orfani privi di un proprio patrimonio veniva invece regolamentato dalle leggi cant. di diritto pubblico sull'assistenza ai poveri. Nella maggioranza dei cant. l'assistenza pubblica si basava sul principio del luogo d'origine. Questa frammentazione delle competenze in materia di orfani fu spesso all'origine di complicazioni. Per integrare le prestazioni degli enti pubblici, fino a XX sec. inoltrato gli orfani ricevevano aiuti anche da diverse fondazioni e org. private (Mutuo soccorso, Casse malati). L'istituzione dell'Assicurazione vecchiaia e superstiti nel 1948 portò all'introduzione di un sostegno finanziario agli orfani sotto forma di rendita; fino ad allora gli orfani poveri beneficiavano di contributi dell'assistenza pubblica solo fino al compimento del sedicesimo anno di età.

L'andamento demografico generale dalla fine del XIX sec. ha progressivamente ridotto l'eventualità di perdere un genitore in età minorenne (Demografia). Dal 1890 l'aspettativa media di vita delle persone tra i 20 e i 60 anni è aumentata sensibilmente e il numero di vedove e vedovi con obbligo di mantenimento nei confronti di figli minorenni è diminuito di conseguenza. Oltre alla percentuale di minorenni nella pop., è calato anche il numero medio di figli per fam. In tempi più recenti, la morte di uno dei due genitori comportava in media un numero inferiore di orfani rispetto al XIX sec.

Tra il 1980 e il 2000 il numero dei beneficiari di una rendita per orfani ha registrato un calo, passando da 61'406 persone al beneficio di una rendita per orfani di un genitore nel 1980 a 47'211 nel 1990 e a 41'856 nel 2000. I beneficiari di una rendita per orfani di entrambi i genitori sono passati da 1497 nel 1980 a 1061 nel 1990, a 595 nel 2000.

<b>Orfani</b><br>Fonti: H. Ritzmann-Blickenstorfer (a cura di),  <I>Historische Statistik der Schweiz,</I> 1996; Statistica svizzera delle assicurazioni sociali 2012  © 2013 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/><BR/>
Rendite AVS per orfani dal 1948 al 2012

Autrice/Autore: Monika Imboden / mdi

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
  • Medioevo ed epoca moderna

    – J.-F. Poudret, «Compétence et procédure en matière tutélaire d'après les sources genevoises et lausannoises de la fin du Moyen Age», in Justice et justiciables, 1994, 165-185
    LexMA, 8, 1934 sg.
    – A. Perrenoud «The coexistence of generations and the availability of kin in a rural community at the beginning of the nineteenth century», in The History of the Family, 3, 1998, 1-15
    – L. Favre, «Tradition et évolution: le Code d'Aigle de 1770 et l'autorité parentale du parent survivant», in A cheval entre histoire et droit, a cura di E. Maier et al., 1999, 353-365
    – M. Crespo, Verwalten und Erziehen, 2001
    – G. Gerber-Visser, "dan mein muter wot nicht muter sein, und der vatter nicht vatter": Findelkinder in Bern im 18. Jahrhundert, 2005
  • XIX e XX secolo

    – P.-L. Ladame, Les orphelinats de la Suisse, 1879
    – J. Schoch et al. (a cura di), Aufwachsen ohne Eltern, 1989
    – J. M. Niederberger, Kinder in Heimen und Pflegefamilien, 1997
    – S. Guinand, L'orphelinat cantonal de Neuchâtel, Fondation Borel, 1999
    – D. Lehmann-Piérart, L'orphelinat bourgeoisial de la ville de Fribourg (1868-1914), 2000
    – U. Hafner Heimkinder, 2011