• <b>Sport invernali</b><br>Manifesto per la promozione degli sport invernali in Svizzera pubblicato dall'Ufficio nazionale svizzero del turismo nel 1921, realizzato da  Emil Cardinaux (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sport invernali</b><br>Manifesto promozionale per 60 stazioni di alta montagna e alberghi confortevoli pubblicato dall'ufficio nazionale svizzero del turismo nel 1924, realizzato da  Otto Wyler (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
  • <b>Sport invernali</b><br>Manifesto promozionale per il turismo invernale pubblicato dall'ente turistico di Davos nel 1918, disegnato da  Emil Cardinaux (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Sport invernali

Gli sport invernali, le cui origini in Svizzera sono strettamente legate alla storia delle cliniche montane e del Turismo nel XIX sec., apparvero nelle Alpi a metà degli anni 1860-70, quando i primi alberghi di cura (industria Alberghiera) cominciarono ad aprire anche durante la stagione invernale. Per gli ospiti e i loro accompagnatori essi costituirono un modo per mantenere la forma fisica e furono un passatempo apprezzato. Si formò così una nuova clientela per l'emergente turismo invernale. Già all'inizio del XX sec., con il rapido sviluppo dello Sci, le principali mete per gli sport invernali, quali Davos, Sankt Moritz (sede dei giochi olimpici invernali nel 1928 e 1948), Grindelwald, Arosa e Leysin, si contesero i favori degli ospiti sciatori.

<b>Sport invernali</b><br>Manifesto per la promozione degli sport invernali in Svizzera pubblicato dall'Ufficio nazionale svizzero del turismo nel 1921, realizzato da  Emil Cardinaux (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto per la promozione degli sport invernali in Svizzera pubblicato dall'Ufficio nazionale svizzero del turismo nel 1921, realizzato da Emil Cardinaux (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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<b>Sport invernali</b><br>Manifesto promozionale per 60 stazioni di alta montagna e alberghi confortevoli pubblicato dall'ufficio nazionale svizzero del turismo nel 1924, realizzato da  Otto Wyler (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto promozionale per 60 stazioni di alta montagna e alberghi confortevoli pubblicato dall'ufficio nazionale svizzero del turismo nel 1924, realizzato da Otto Wyler (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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1 - L'alpinismo invernale

Una delle prime attività sportive praticate in inverno fu l'Alpinismo. Già nel gennaio del 1832 Franz Joseph Hugi, naturalista solettese, intraprese numerose escursioni nei dintorni di Grindelwald, scalando fra gli altri la Strahlegg, il Mönchsjoch e il Faulhorn. Con la diffusione delle racchette da neve norvegesi nelle Alpi, dagli anni 1890-1900 gli alpinisti affrontarono le vette anche in inverno. Negli anni 1880-1900 i progressi tecnici nella fabbricazione di sci e accessori per l'ascesa (pelli di foca, attacchi, scarponi, coltelli da ghiaccio) favorirono lo sviluppo dello sci escursionismo.

Autrice/Autore: Reto Müller / cne

2 - Curling e pattinaggio

Gli sport su ghiaccio furono i primi sport invernali introdotti nelle Alpi da turisti inglesi, che a Davos fondarono il primo club di pattinaggio (1870) e il primo club di curling (1880) della Svizzera. La località grigionese fece costruire la più grande pista di pattinaggio d'Europa, divenendo alla fine del XIX sec. centro europeo degli sport su ghiaccio. Tra il 1898 e il 1910 ospitò cinque campionati del mondo di pattinaggio artistico, disciplina in cui fino all'inizio del XXI sec. tre Svizzeri conquistarono il titolo mondiale (Hans Gerschwiler nel 1947, Denise Biellmann nel 1981 e Stéphane Lambiel nel 2005 e 2006). Diversamente dal pattinaggio, il curling, riservato alle classi agiate, rimase a lungo una specialità dei turisti britannici. Il primo club sviz. di curling fu fondato nel 1913 a Grindelwald. I campionati del mondo maschili si disputano dal 1959, quelli femminili dal 1979. Da quando, nel 1998, il curling è divenuto disciplina olimpica, le squadre sviz. sono tra le migliori al mondo.

Autrice/Autore: Reto Müller / cne

3 - Disco su ghiaccio

L'hockey, in origine praticato sulla terra con un bastone e una palla, fu trasformato da esperti pattinatori in uno sport invernale e chiamato bandy o disco su ghiaccio. Le località di cura vodesi di Leysin e Les Avants sopra Montreux svolsero un ruolo pionieristico nell'evoluzione di questa disciplina sportiva in Svizzera. Nel 1904 Max Sillig fondò la Lega di hockey su ghiaccio della Svizzera occidentale, da cui, nel 1908, nacque la Lega sviz. di hockey su ghiaccio presieduta dallo stesso Sillig. Nel 1910 la stazione di Les Avants, centro del disco su ghiaccio sviz., organizzò i primi campionati europei. La squadra nazionale sviz. vinse il titolo europeo quattro volte (nel 1926 e 1935 a Davos, nel 1939 a Basilea-Zurigo e nel 1950 a Londra) e il bronzo olimpico nel 1928 e nel 1948 a Sankt Moritz. Dal 1923 a Davos si disputa la Coppa Spengler di hockey, uno dei più vecchi tornei intern. tra club al mondo, istituita dal medico Carl Spengler. Dal 1930, con la costruzione della prima pista artificiale di pattinaggio a Zurigo, il disco su ghiaccio divenne uno sport sempre più praticato nelle città. Sport amatoriale in origine, negli anni 1970-80 si professionalizzò, mentre aumentarono i giocatori stranieri che militavano nella Lega nazionale. I budget annuali dei club che vinsero il campionato conobbero un rapido aumento: 650'000 frs. per lo SC Langnau nel 1976, 2 milioni per l'EHC Arosa nel 1980 e 15,5 milioni per lo SC Berna nel 2010. Il disco su ghiaccio, pur essendo con il calcio lo sport di squadra più popolare in Svizzera, conta un numero di giocatori attivi relativamente piccolo (25'620, di entrambi i sessi, in tutte le leghe e classi d'età durante la stagione 2009-10 a fronte di ca. 240'000 calciatori attivi).

Autrice/Autore: Reto Müller / cne

4 - Slitta e bob

La slitta da traino, considerata uno dei mezzi di trasporto più antichi, fu impiegata in area alpina soprattutto per il fieno e il legname. Già nel 1872 gli Inglesi costruirono a Sankt Moritz, dietro l'Hôtel Kulm, una prima pista artificiale per slitte. A Davos, dove nell'inverno del 1881-82 si tenne la prima gara (dal passo del Wolfgang a Klosters), alcuni Inglesi fondarono la prima soc. di slittino della Svizzera (1883), il Davos Toboggan Club. Nell'inverno del 1884-85 fu creata a Sankt Moritz la pista Cresta Run, lunga 1,2 km. Le cosiddette slitte Davos, costruite su modello norvegese, ebbero presto concorrenza: nell'inverno del 1888-89 lo Statunitense Stephen Whitney introdusse a Davos una slitta composta da due elementi, che poteva quindi essere manovrata. Lo stesso inverno, a Sankt Moritz, su incarico dell'Inglese William H. Bulpett, il maniscalco Christian Mathis realizzò in acciaio britannico il primo bob da corsa, formato da due slitte poste una dietro l'altra. Da allora il bob conobbe un notevole sviluppo tecnico.

Nel 1892 si tenne a Sankt Moritz la prima competizione riservata ai bob, inizialmente esclusi dalle corse di slitte. Nella stessa località venne costruita la prima pista di bob (inverno del 1903-04), che contribuì in maniera decisiva alla popolarità della disciplina. Solo sette anni più tardi in Svizzera si contavano già 61 piste. In origine, questo sport non era esclusivamente maschile; alla corsa Grand National a Sankt Moritz nel 1897 parteciparono anche delle donne. Il bob femminile divenne però disciplina olimpica solo nel 2002, ai giochi di Salt Lake City. Nella seconda metà del XX sec. gli aspetti relativi al materiale hanno acquisito un'importanza crescente. Gli equipaggi sviz. hanno saputo rimanere al passo, conquistando 30 titoli di campione del mondo, di cui sette andati a Fritz Feierabend (1938-55), cinque a Erich Schärer (1975-86) e quattro a Gustav Weder (1989-93).

<b>Sport invernali</b><br>Manifesto promozionale per il turismo invernale pubblicato dall'ente turistico di Davos nel 1918, disegnato da  Emil Cardinaux (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto promozionale per il turismo invernale pubblicato dall'ente turistico di Davos nel 1918, disegnato da Emil Cardinaux (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Autrice/Autore: Reto Müller / cne

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– T. Busset, M. Marcacci (a cura di), Zur Geschichte des Wintersports, 2006
– S. Barton, Healthy Living in the Alps, 2008

Autrice/Autore: Reto Müller / cne