• <b>Acconciature</b><br>Rinnovo dell'alleanza tra Luigi XIV e i Confederati a Notre-Dame, Parigi, l'8.11.1663; dettaglio dell'"arazzo dell'alleanza" di   Charles Le Brun (Museo nazionale svizzero).
  • <b>Acconciature</b><br>"Gli anni Sessanta da Vogue", manifesto per un salone di parrucchiere di Bienne, 1993 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste). Le mode della seconda metà del XX secolo sono spesso una rivisitazione nostalgica di trend precedenti.
  • <b>Acconciature</b><br>Donna e ragazza a Beckenried nel 1814; disegno acquerellato di  Ludwig Vogel (Museo nazionale svizzero).

Acconciature

Grazie al fatto che la loro crescita è costante nel tempo, i capelli sono stati oggetto di particolare attenzione già nel passato; secondo credenze popolari e legate alla magia la capigliatura era ritenuta perfino sede della vita e della forza. Le varie forme di pettinatura di questo ornamento naturale contribuivano - così come i copricapi e l'Abbigliamento - a sottolineare l'appartenenza a un genere e a uno status sociale. Nella società per ceti del ME i capelli corti o rasati a zero erano segno di sudditanza o di una sottomissione volontaria (come la tonsura), oppure sottolineavano una limitazione della libertà personale: carcerati e adultere, ad esempio, subivano la punizione ignominiosa della rasatura completa. Dal ME al XIX sec. per le donne sposate vigeva l'usanza di raccogliere i capelli in una cuffia, mentre le nubili potevano lasciarli sciolti senza coprirli con un velo.

Le acconciature sono soggette ai mutamenti della moda, che stabilisce lunghezza e colore dei capelli, lisci o ricci a seconda della tendenza del momento. Dal ME fino al XVI sec. l'ideale di bellezza erano i capelli di colore biondo chiaro, che le donne, come descritto da Sebastian Brant (La nave dei pazzi, 1494), ottenevano tingendosi le chiome con zolfo e schiarendole al sole; per arricciare la pettinatura, inoltre, imbevevano i capelli di albume e li asciugavano sotto un cestino intrecciato. Nel XVII sec. il colore di moda per entrambi i sessi era il nero, mentre nel XVIII sec. la capigliatura veniva incipriata o tinta di bianco; tutte le mode suggerivano, però, di simulare una chioma più folta di quella naturale con una forte cotonatura, con l'aggiunta di trecce e capelli posticci, con l'inserimento di nastri o galloni imbottiti e con l'uso di parrucche. Per curare la capigliatura, nel ME si andava dai barbieri (Cerusici); a partire dall'epoca barocca, responsabili di pettinature e parrucche furono i parrucchieri.

In Svizzera le acconciature seguivano la moda delle principali città europee; come mostrano gli esempi sottostanti, tuttavia, i cambiamenti incisivi erano accettati solo lentamente e dopo varie resistenze. Nel 1663 gli inviati sviz. alla firma ufficiale del patto di alleanza con la Francia, che ebbe luogo nella chiesa di Notre-Dame a Parigi, si presentarono al cospetto di re Luigi XIV a capo scoperto; le loro lunghe barbe bianche e i loro capelli radi contrastavano con i volti ben rasati e le voluminose parrucche a ricciolini dei cortigiani franc., come risulta evidente nell'"arazzo dell'alleanza" di Charles Le Brun.

<b>Acconciature</b><br>Rinnovo dell'alleanza tra Luigi XIV e i Confederati a Notre-Dame, Parigi, l'8.11.1663; dettaglio dell'"arazzo dell'alleanza" di   Charles Le Brun (Museo nazionale svizzero).<BR/>
Rinnovo dell'alleanza tra Luigi XIV e i Confederati a Notre-Dame, Parigi, l'8.11.1663; dettaglio dell'"arazzo dell'alleanza" di Charles Le Brun (Museo nazionale svizzero).
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Negli anni '60 - dopo che per quasi 150 anni la moda aveva imposto capelli corti e curati - i giovani si fecero crescere i capelli sulla fronte e sulla nuca seguendo l'esempio del complesso musicale inglese The Beatles. L'esercito fed. e varie ass. (jodler, lotta sviz., costumi tradizionali e ginnastica) emanarono allora norme severe contro la nuova moda, che ritenevano espressione di un atteggiamento sovversivo.

<b>Acconciature</b><br>"Gli anni Sessanta da Vogue", manifesto per un salone di parrucchiere di Bienne, 1993 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Le mode della seconda metà del XX secolo sono spesso una rivisitazione nostalgica di trend precedenti.<BR/>
"Gli anni Sessanta da Vogue", manifesto per un salone di parrucchiere di Bienne, 1993 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Nei costumi regionali femminili erano soprattutto forma, dimensioni e ornamenti delle acconciature a rivelare lo status sociale. Fonti affidabili in materia di Costumi svizzeri del XIX sec. sono gli studi particolareggiati di Ludwig Vogel. Nel cant. Nidvaldo, ad esempio, le donne nubili annodavano le trecce in alto, ornandole di nastrini rossi, e fissavano la pettinatura con una lunga spadina d'argento, la cui placca ornamentale era adorna di una filigrana e cosparsa di brillanti artificiali colorati; le sposate, viceversa, si appuntavano sulle trecce un doppio scudo adattato alla forma del capo. Inconsuete erano anche le acconciature tradizionali di Mendrisio, che le ragazze sfoggiavano adorne di una raggiera di oltre 20 spilloni d'argento con parte ornamentale traforata, fissando poi il tutto con un ulteriore spillone sulla nuca.

<b>Acconciature</b><br>Donna e ragazza a Beckenried nel 1814; disegno acquerellato di  Ludwig Vogel (Museo nazionale svizzero).<BR/>
Donna e ragazza a Beckenried nel 1814; disegno acquerellato di Ludwig Vogel (Museo nazionale svizzero).
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Bibliografia
– J. Heierli, Die Volkstrachten der Schweiz, 5 voll., 1922-1932
– A. Rapp, «Trachtenschmuck aus dem Schweizerischen Landesmuseum», in Heimatleben, 50, 1977, 2-25

Autrice/Autore: Anna Rapp Buri / vfe