• <b>Bagni termali</b><br>Le prime installazioni termali di Leukerbad nell'incisione tratta dalla <I>Cosmographia</I> di  Sebastian Münster,  pubblicata a Basilea nel 1552 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).
  • <b>Bagni termali</b><br>Veduta dei bagni di Pfäfers. Incisione di  Johann Jacob Scheuchzer  tratta da <I>Itinera Alpina</I>, Amsterdam, 1723 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).
  • <b>Bagni termali</b><br>Ospiti dello stabilimento di cure termali di Leukerbad attorno al 1820, stampa acquerellata di  Carl Dörr (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). Nel XIX secolo il bagno si faceva vestiti e, per ingannare il tempo, si poteva mangiare, giocare o leggere grazie a vassoi galleggianti.

Bagni termali

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Fin dalla Preistoria l'acqua delle Sorgenti minerali e termali è usata per le sue virtù profilattiche, igieniche e terapeutiche. La composizione chimica, la temperatura e la pressione dell'acqua producono effetti benefici rafforzati dal cambiamento d'aria, dal clima, dal paesaggio e dalle attività accessorie svolte durante la cura, alla riuscita della quale contribuiscono in maniera decisiva anche fattori quali la vita di società e la qualità di vitto e alloggio.

1 - Dagli inizi al XVIII secolo

In Svizzera dall'epoca protostorica e antica si praticarono i bagni termali alle Terme di Baden, Lostorf e Yverdon-les-Bains, alla sorgente minerale di Sankt Moritz Bad e probabilmente ad Alvaneu Bad. Nel ME furono scoperte le terme di Leukerbad e di Pfäfers (menz. risp. nel 1229 e nel 1240) e le sorgenti minerali di Scuol (1369). Dopo la notevole fioritura in epoca romana, i bagni tornarono in auge nel XV sec. Oltre alla funzione terapeutica e alla loro importanza per l'Igiene corporale, gli stabilimenti termali divennero luogo di ritrovo pubblico, di attività economiche e politiche e, non di rado, di prostituzione. Nel tardo ME i più noti erano quelli di Baden, Sankt Moritz Bad, Leukerbad e Bad Pfäfers. L'acqua degli innumerevoli bagni pubblici di città e villaggi, la cui gestione era soggetta ad apposita autorizzazione, non aveva invece nessuna proprietà terapeutica (Bannalità).

<b>Bagni termali</b><br>Le prime installazioni termali di Leukerbad nell'incisione tratta dalla <I>Cosmographia</I> di  Sebastian Münster,  pubblicata a Basilea nel 1552 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).<BR/>
Le prime installazioni termali di Leukerbad nell'incisione tratta dalla Cosmographia di Sebastian Münster, pubblicata a Basilea nel 1552 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).
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Durante l'Umanesimo e la Riforma ci si abbandonava volentieri ai piaceri del bagno. Gli irrigidimenti dogmatici prodottisi in seguito contribuirono in maniera decisiva a smorzare la passione per i bagni: il moralismo puritano, l'eccessiva pruderie, ma anche la sifilide, il cui dilagare veniva in parte imputato alla promiscuità nelle piscine, causarono un rapido declino di questa attività; a tali fattori si aggiunse, nel XVI sec., la carenza di legname, che rendeva troppo costoso il riscaldamento dell'acqua. Ciò nonostante, anche nei primi sec. dell'età moderna vennero aperti o riattivati molti impianti, come Gurnigelbad (1591), Bad Pfäfers (1629), Lenk (1689) e Gontenbad (menz. 1597). Le località termali furono spesso teatro di importanti incontri politici, poiché offrivano sufficienti possibilità di alloggio: fino al 1713 Baden fu sede della Dieta fed. e nel 1714 ospitò il congresso di pace che seguì la guerra di successione spagnola; dal 1761 al 1779 le assemblee della Soc. elvetica ebbero luogo a Schinznach Bad. Ancora nel XVIII e XIX sec. gli stabilimenti termali davano alloggio ai viaggiatori di passaggio supplendo alla carenza di alberghi nella regione, per esempio a Reichenbach, ad Andeer o a Leukerbad. Chi se lo poteva permettere frequentava gli stabilimenti di tutta Europa nel tentativo di riacquistare la salute: Montaigne, per esempio, soggiornò a Baden nel 1580. Nel XVI sec. i bagni termali più importanti presenti sul territorio della vecchia Conf. erano Alvaneu Bad, Baden, Brigerbad, Fideris, Bad Pfäfers, Bormio (Valtellina) e Bad Tarasp; nel 1690 erano Bad Pfäfers, Schinznach Bad, Yverdon-les-Bains, Bormio, Baden, Leukerbad, Brigerbad e Sankt Moritz Bad.

<b>Bagni termali</b><br>Veduta dei bagni di Pfäfers. Incisione di  Johann Jacob Scheuchzer  tratta da <I>Itinera Alpina</I>, Amsterdam, 1723 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).<BR/>
Veduta dei bagni di Pfäfers. Incisione di Johann Jacob Scheuchzer tratta da Itinera Alpina, Amsterdam, 1723 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).
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Scritti medici e naturalistici sull'efficacia delle fonti curative si devono fra l'altro a Konrad Gessner (1553), Kaspar Ambühl (pubblicato nel 1574), Leonhard Thurneysen (1572) e Johann Jakob Scheuchzer (1706-08). La balneoterapia si sviluppò soprattutto agli inizi del XVIII sec.; alcune pubblicazioni descrissero gli effetti delle acque curative (per esempio quelle di Alvaneu Bad, nel 1747), mentre il progresso delle analisi chimiche consentì di adattare le cure alle diverse malattie.

Autrice/Autore: Quirinus Reichen / vfe

2 - L'apogeo del XIX secolo

Il XIX sec. fu il periodo di massimo splendore per i bagni termali: strutture antiche vennero riattivate o ampliate in grande stile, nuove sorgenti furono scoperte e subito sfruttate. Nel 1848 il futuro Consigliere fed. Stefano Franscini citò nella sua statistica i più importanti bagni sviz.: Baden, Schinznach Bad, Bad Pfäfers, Sankt Moritz Bad, San Bernardino, Leukerbad, Lavey-les-Bains e Gurnigelbad; delle 350 sorgenti termali elencate, 22 vennero classificate come fonti di prima classe e 224 come fonti di seconda classe. La pratica dei bagni conobbe una diffusione sempre maggiore: per quasi tutte le malattie venivano genericamente prescritte cure termali; grazie ai successivi sviluppi della medicina, in particolare dell'idroterapia, i metodi curativi vennero raffinati e le prescrizioni diversificate: immersioni complete o parziali, bagni turchi o inalatori, fanghi minerali e docce. Le cure idropiniche - note fin dal XVIII sec. come i bagni di luce, d'aria e di sole - furono integrate nella medicina globale. Poiché i medici dell'epoca ritenevano che molte malattie fossero dovute a stati di esaurimento o a modi di vita malsani, alla cura balneare vera e propria occorreva sempre associare la distensione: il paziente non doveva limitarsi alla pratica della balneazione, ma anche ritemprarsi nel corpo e nello spirito; spesso i successi terapeutici più che dall'acqua dipendevano dai benefici effetti che la cura aveva sul piano psichico. Nella seconda metà del XIX sec. il numero degli stabilimenti termali raggiunse il culmine: nel 1863 il solo cant. Berna ne contava 73.

Caratteristico dell'epoca era il fatto che, nonostante i notevoli progressi compiuti nel XIX sec. dalla medicina, per la maggior parte delle malattie i medici continuarono a lungo a prescrivere cure termali. Si tentava di curare in questo modo anche la tubercolosi, in particolare nelle stazioni termali ad alta quota (quali Weissenburg, Morgins, Rigi Kaltbad, Gurnigelbad e Sankt Moritz Bad), sfruttando gli effetti congiunti dell'acqua e del clima montano. La scoperta, nel 1882, del bacillo all'origine di questa patologia ebbe come conseguenza una rapida diminuzione degli ammalati di tubercolosi nelle terme.

<b>Bagni termali</b><br>Ospiti dello stabilimento di cure termali di Leukerbad attorno al 1820, stampa acquerellata di  Carl Dörr (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Nel XIX secolo il bagno si faceva vestiti e, per ingannare il tempo, si poteva mangiare, giocare o leggere grazie a vassoi galleggianti.<BR/>
Ospiti dello stabilimento di cure termali di Leukerbad attorno al 1820, stampa acquerellata di Carl Dörr (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
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Autrice/Autore: Quirinus Reichen / vfe

3 - La vita nelle stazioni termali

Una cura termale prevedeva in genere 24-30 bagni, spesso di più ore; la cura idropinica consisteva nel bere da quattro a 15 bicchieri di acqua minerale al giorno. Considerati i costi per un soggiorno, che durava in media da tre a cinque settimane (cui si aggiungeva la perdita di guadagno dovuta all'assenza dal lavoro), è evidente che questo tipo di cure rimase precluso alla maggioranza della pop. fino nella seconda metà del XX sec. Il viaggio era costoso, anche perché spesso chi si recava alle terme portava con sé parte delle suppellettili, a volte perfino animali domestici. Nelle stazioni termali si ritrovavano gli esponenti dell'alta società dell'intera Europa; la presenza di una clientela particolarmente esigente favorì lo sviluppo del comfort alberghiero (industria Alberghiera, Alberghi).

Accanto ai bagni termali rinomati vi erano però anche numerosi stabilimenti modesti, come quelli descritti da Jeremias Gotthelf, frequentati dalla gente comune. Spesso situati in località discoste, sfuggivano all'occhio vigile delle autorità; in molti casi è documentato lo sforzo di ecclesiastici e funzionari per cercare di porre freno ai costumi troppo licenziosi che si erano diffusi nei bagni. Punti di incontro per la gioventù, che si divertiva in acqua e fuori, nei bagni si allacciavano nuovi legami, che potevano anche sfociare nel matrimonio. A volte questi luoghi videro nascere movimenti politici: nello stabilimento di Bubendorf, ad esempio, prese avvio il processo di creazione del cant. Basilea Campagna.

I bagni termali erano collettivi laddove la presenza di sorgenti calde consentiva di evitare problemi di natura energetica; a Leukerbad le piscine venivano riempite di notte perché fossero abbastanza fredde al mattino. Dove invece l'acqua minerale andava riscaldata, le vasche erano solitamente individuali: nel 1874 in val Sinestra, stazione balneare della Bassa Engadina, si usavano ancora tronchi appositamente scavati. Nel XIX sec. furono introdotte le vasche in lamiera, cui seguirono quelle in metallo smaltato e in ceramica. L'accusa, rivolta agli ambienti balneari, di favorire la depravazione dei costumi, era dovuta anche al fatto che spesso in una vasca entravano più persone alla volta, e ciò non sempre per motivi di risparmio energetico. I primi costumi da bagno fecero la loro apparizione nel XVI sec.; nelle vasche i bagnanti indossavano per lo più appositi camicioni in lana, che nel corso del XIX sec. divennero sempre più castigati. Le docce - in origine recipienti rovesciabili provvisti di un foro - furono a lungo contestate sul piano medico. Benché già note nel XVI sec., soltanto nel XIX sec. trovarono impieghi mirati (spec. massoterapici) con sviluppo di più varianti (dall'alto, dal basso, a spruzzo ecc.).

Sul modello delle stazioni termali intern. più prestigiose, come Karlsbad (oggi Karlovy Vary, Repubblica Ceca), Badgastein o Bad Ischl (Austria), gli stabilimenti si dotarono di ampi locali di soggiorno, dove gli ospiti potevano intrattenersi: sale di conversazione, saloni destinati alle signore, biblioteche, fumoir, padiglioni panoramici, atrii coperti; gli ospiti potevano inoltre scegliere tra varie possibilità di svago (concerti, passeggiate, ecc.). In Svizzera i bagni di Saxon erano noti per la presenza, presso lo stabilimento termale, di un casinò, che venne però chiuso in seguito alla legge che vietava le case da gioco. Alcune stazioni termali, tra cui Leukerbad, Lenk, Scuol, Sankt Moritz e Vals, posero inoltre le basi per lo sviluppo turistico di una località o di un'intera regione (Turismo).

Autrice/Autore: Quirinus Reichen / vfe

4 - Il XX secolo

Il periodo di grande fioritura durò fino al 1914. Allo scoppio della guerra quasi tutti gli stabilimenti furono chiusi; in alcuni vennero alloggiate truppe, altri funsero da campi d'internamento. Nel periodo tra le due guerre l'attività delle stazioni termali riprese parzialmente, ma i mutamenti sociali che si erano prodotti nel frattempo ebbero ripercussioni durature. Grazie alla costruzione di numerosi bagni pubblici e alla creazione di circoli di nuoto, vaste fasce della pop. cominciarono a frequentare gli stabilimenti balneari per svago e a praticare lo sport del nuoto. La seconda guerra mondiale rese in parte vani i tentativi di ammodernamento compiuti da molti stabilimenti termali: Gurnigelbad, per esempio, dovette chiudere nel 1943. Nel dopoguerra, i nuovi modi di concepire le vacanze fecero quasi del tutto scomparire le attività balneari diffuse in precedenza. Solo le cure mediche con scopi terapeutici precisi continuarono ad essere praticate; le caratteristiche mineralogiche e terapeutiche delle singole sorgenti termali assunsero un'importanza centrale.

Negli ultimi decenni, sulla base di queste nuove premesse, diversi stabilimenti tradizionali con caratteristiche specifiche e di provata efficacia terapeutica sono tornati a prosperare, altri hanno iniziato l'attività: nel 1955 è stata captata la fonte termale di Zurzach, nel 1966 si è aperto lo stabilimento d'acqua salina di Breiten (Mörel) e nel 1980 quello di Saillon. Nel 1967 a Baden sono iniziati grandi lavori di ristrutturazione; a Lavey-les-Bains una fonte più calda è stata captata nel 1973 e gli impianti potenziati. La stazione di Lenk ha subito importanti lavori di ampliamento a partire dal 1970, nel 1965 sono iniziati i lavori di ristrutturazione della clinica per malattie reumatiche e della clinica di riabilitazione di Leukerbad, mentre la stazione di Lostorf si è dotata di nuovi edifici nel 1992. I bagni di Pfäfers, trasferiti nel 1840 a Ragaz e riaperti nel 1956 dopo un periodo di declino, sono stati rinnovati con notevoli investimenti a partire dal 1984. Rheinfelden è centro di cure termali dal 1970; Sankt Moritz Bad dispone di un nuovo centro curativo dal 1976. Le virtù curative dell'acqua della sorgente di Schwefelbergbad (scoperta nel 1561 e per sec. nota solo agli ab. della regione circostante), furono riconosciute tali solo nel 1940; lo sviluppo della stazione termale ha preso avvio nel 1986. I bagni di Stabio, risalenti al 1682, rimasero chiusi per lunghi periodi; riaperto nel 1853, lo stabilimento, che è stato riattivato completamente solo nel secondo dopoguerra, è frequentato da una clientela prevalentemente regionale. A Bad Serneus le attività sono riprese negli anni 1974-76; dal 1974 Yverdon-les-Bains ha conosciuto un eccezionale sviluppo per le particolari proprietà delle sue acque. Nel 1980 in Svizzera si contavano 46 località balneoterapiche e 69 sorgenti termali.

Autrice/Autore: Quirinus Reichen / vfe

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– C. Meyer-Ahrens, Die Heilquellen und Kurorte der Schweiz und einiger der Schweiz zunächst angrenzenden Gegenden der Nachbarstaaten, 18672
– A. J. Lüthi, Die Mineralbäder des Kantons Bern, 1957
– G. Heller, "Propre en ordre", 1979
– O. Högl, Die Mineral- und Heilquellen der Schweiz, 1980
– H. P. Treichler, Wonnige Badenfahrt, 1980
– AA. VV., Thermen der Schweiz, 1990
– J. Dubas, Une histoire d'eau au pays de Fribourg, 1991
– L. Wiedmer-Zingg, Heilende Wasser, Quellen der Gesundheit, 1994