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Rougemont, Denis de

nascita 8.9.1906 Couvet (oggi com. Val-de-Travers),morte 6.12.1985 Ginevra, rif., di Saint-Aubin-Sauges, Neuchâtel, Travers, Buttes e Noiraigue (questi ultimi tre oggi com. Val-de-Travers). Figlio di Georges Arthur, pastore rif., e di Sophie Alice Bovet. ∞1) (1933) Simone Vion, figlia di Alexis; 2) (1952) Anaïte (Nanik), figlia di André Repond. Cognato di Max Petitpierre. Conseguita la licenza in lettere all'Univ. di Neuchâtel, nel 1930 si stabilì a Parigi, dove fu direttore letterario della casa editrice Je sers. Impegnato nella corrente filosofica del personalismo, fu tra i fondatori delle riviste Esprit e L'ordre nouveau, e di Hic et Nunc, un periodico di teol. che traeva ispirazione tra gli altri da Karl Barth. Collaborò a numerosi periodici, tra cui la Nouvelle revue française, nel cui ambito elaborò nel 1932 il fascicolo speciale sui giovani chiamato "quaderno delle rivendicazioni". Introdusse in Francia l'opera di Søren Kierkegaard e di Barth. "Intellettuale disoccupato" tra il 1933 e il 1935, visse nel sud ovest della Francia; nel 1934 pubblicò Politique de la personne, sorta di manifesto dell'impegno degli intellettuali, in cui difese il primato della persona, libera e responsabile, e del suo indissolubile vincolo con la comunità. Lettore all'Univ. di Francoforte sul Meno (1935-36), poté osservare da vicino il regime nazista. Muovendo dalla constatazione che il disordine del mondo moderno era all'origine di una profonda divaricazione tra pensiero e azione, lo scrittore affermò in Penser avec les mains (1936) la necessità di ristabilire un'autentica "comune misura umana", liberamente accolta con un atto di fede. Nel 1939 pubblicò la sua opera principale, L'amore e l'Occidente, tesi sull'origine storica e spirituale della coscienza poetica e amorosa dell'Occidente cristiano e della forma sociale in crisi che la accompagna, il matrimonio. A una psiche occidentale combattuta tra l'avventura individuale della passione e la morale collettiva della comunità, l'autore propose un'etica del matrimonio fondata sulle nozioni di decisione, impegno, libertà e responsabilità della persona. Su commissione dell'Institut neuchâtelois, compose l'oratorio Nicolas de Flue (1939), musicato da Arthur Honegger. Mobilitato come primo tenente, nel 1940 pubblicò Mission ou démission de la Suisse e nel medesimo anno fondò la Lega del Gottardo, di cui redasse il manifesto programmatico. In seguito a un articolo sull'entrata delle truppe hitleriane a Parigi, le autorità sviz. lo inviarono negli Stati Uniti per tenervi delle conferenze sull'Europa e l'hitlerismo, attività che svolse anche in Argentina dove venne invitato nel 1941. Insegnò nel 1942 all'Ecole libre des hautes études a New York, divenne redattore alla sezione franc. dell'Ufficio per l'informazione di guerra statunitense (1942-43) e dal 1943 ottenne una borsa dalla Fondazione Bollingen. Rientrato nel 1947 in Europa, militò nei movimenti federalisti europei e si impegnò attivamente nella costruzione dell'Europa. Redasse il rapporto culturale del Congresso dell'Europa e il "Messaggio agli Europei" (L'Aia, maggio 1948) e organizzò la prima Conferenza europea della cultura a Losanna (1949); a Ginevra nel 1950 diede vita al Centro europeo della cultura, che diresse fino alla morte. Dal 1952 al 1966 presiedette il Congresso per la libertà della cultura. Nell'opera L'aventure occidentale de l'homme (1957) descrisse i principi di coerenza, le implicazioni filosofiche e le credenze che danno alla propria cultura senso e ragion d'essere. Al principio distruttore dello Stato nazione, origine di tutte le guerre in Europa, contrappose un federalismo creatore, basato sui com. e le regioni, individuando il fondamento dell'unione dell'Europa nella sua cultura. Nel 1963 creò a Ginevra l'Ist. univ. di studi europei, dove insegnò storia delle idee europee e federalismo (fino al 1985) e che diresse fino al 1978. Membro fondatore del Gruppo di Bellerive, organismo di riflessione sugli orientamenti della società industriale, nel 1977 diede alle stampe L'avenir est notre affaire, in cui esaminò a fondo la crisi globale dei sistemi sociopolitici causata da una gestione catastrofica del pianeta. Nel 1978 fondò la rivista Cadmos, ispirata al mito greco simbolo della ricerca di Europa, trasformando la nozione di un'Europa introvabile in un atto creatore esemplare. Fu insignito dei dottorati h.c. della facoltà di diritto dell'Univ. di Zurigo nel 1971 e dell'Univ. di Galway (Irlanda) nel 1981 nonché del gran premio Schiller nel 1982.


Archivi
– Centro europeo della cultura, Ginevra
– Fondo presso BPUN
Bibliografia
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2 voll., 1996 (con bibl.)
– B. Ackermann, D. de Rougemont, 2000
– M. Buss, Intellektuelles Selbstverständnis und Totalitarismus: D. de Rougemont und Max Rychner - zwei Europäer der Zwischenkriegszeit, 2005
– A.-C. Graber, D. de Rougemont, 2007
– E. Santschi, Par delà la France et l'Allemagne: Gonzague de Reynold, D. de Rougemont et quelques lettrés libéraux suisses face à la crise de la modernité, 2009

Autrice/Autore: Bruno Ackermann / cor