• <b>Louis Agassiz</b><br><I>Etudes sur les glaciers</I>, litografia dell'atelier neocastellano di Hercule Nicolet, 1840  (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier). "Disegnate secondo la natura" da Joseph Bettannier, le illustrazioni (qui il panorama dei ghiacciai del Monte Rosa) conferiscono all'opera un valore artistico inequivocabile.
  • <b>Louis Agassiz</b><br>Ritratto dello scienziato, fotografia di   Paul Vionnet (Musée historique de Lausanne).

No 4

Agassiz, Louis

nascita 28.5.1807 (Louis Jean Rodolphe) Môtier (oggi comune Mont-Vully),morte 14.12.1873 Cambridge (Massachusetts, Stati Uniti), riformato, di Bavois. Figlio di Louis Benjamin Rodolphe, pastore riformato, discendente da una famiglia di pastori riformati da cinque generazioni, e di Rose Mayor. ∞ 1) (1833) Cecilie Braun (†1848), disegnatrice scientifica, sorella del botanico tedesco Alexander Braun; 2) (1850) Elizabeth Cabot Cary, di Boston (Massachusetts, Stati Uniti). Studiò medicina e scienze naturali a Zurigo, Heidelberg e Monaco di Baviera, conseguendo nel 1829 il dottorato in filosofia all'Università di Erlangen e nel 1830 il dottorato in medicina all'Università di Monaco di Baviera. In seguito soggiornò alcuni mesi a Parigi, dove frequentò Georges Cuvier e Alexander von Humboldt. Dal 1832 al 1846 insegnò e svolse ricerche quale professore di scienze naturali a Neuchâtel presso il liceo e, dal 1838, anche presso l'Accademia. Grazie a una borsa del re di Prussia compì un viaggio di studio negli Stati Uniti, dove dopo aver tenuto una popolare serie di conferenze, nel 1847 fu nominato professore di zoologia e geologia presso l'Università di Harvard a Cambridge, in cui insegnò fino alla morte. Agassiz fu supportato nelle sue ricerche sia dalla prima che dalla seconda moglie. Elizabeth Cabot Cary Agassiz fu più tardi co-fondatrice e prima presidente del prestigioso Radcliffe College.

I meriti guadagnati da Agassiz nell'ambito della storia naturale risalgono al periodo trascorso a Neuchâtel. Giovane ricercatore ambizioso, produsse in media ca. 320 pagine stampate e ca. 50 tavole illustrate all'anno con i suoi collaboratori, tra cui si annoverano Edouard Desor, Amanz Gressly, Arnold Guyot e Carl Vogt. Intenzionato a ottenere riconoscimento a livello mondiale, pubblicò le sue opere non solo in Svizzera, ma anche a Parigi, Londra, Edimburgo, Mosca e in Germania. Il valore del suo lavoro quale ittiologo, grazie al quale nel 1836 fu ammesso alla britannica Royal Society, resta indiscusso: portò avanti la categorizzazione scientifica dei pesci d'acqua dolce del Brasile, studiò i pesci del lago di Ginevra e i fossili ittici del canton Glarona e di Bolca (Veneto). La sua fama di glaciologo si fonda invece soprattutto sulla sua attività di promotore della teoria delle glaciazioni, che aveva ripreso tra gli altri da Jean-Pierre Perraudin, Ignaz Venetz, Jean de Charpentier e Karl Friedrich Schimper, ciò che gli procurò anche accuse di plagio. Secondo questa teoria, rivelatasi poi fondamentale per la ricerca moderna, a essere ricoperti un tempo dai ghiacci non furono solo i territori nelle valli alpine ma anche vaste parti di tutta l'Europa centrale. Attraverso queste periodiche glaciazioni, Dio avrebbe di volta in volta estinto ogni forma di vita presente sulla terra, per poi ricrearla perfezionata. In questa argomentazione sono già presenti elementi del catastrofismo e del creazionismo, ai quali Agassiz si atterrà per tutta la vita. Come già era successo in Svizzera, Agassiz si fece un nome anche negli Stati Uniti come organizzatore scientifico (viaggi di ricerca presso il Lago Superiore, in Florida e in Sudamerica) e divulgatore, nonché come fondatore del Museum of Comparative Zoology a Cambridge (1859), di cui fu pure direttore. Quale insegnante promosse la formazione delle donne.

Poco dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, in una lettera indirizzata alla madre Agassiz espresse la sua avversione nei confronti dei neri. Gli incontri con gli afroamericani lo rafforzarono ovviamente nelle sue convinzioni creazioniste. In contrasto con gli immediati precursori di Charles Darwin, dalla fine del 1847 Agassiz divenne, secondo Stephen Jay Gould, "il principale teorico della poligenesi in America". Basandosi sulla tesi per cui neri e bianchi sarebbero frutto di separati atti di creazione divina, postulò nel saggio del 1850 The Diversity of Origin of the Human Races una gerarchia razziale, secondo la quale i neri rappresenterebbero una razza inferiore, incapace di acculturarsi, adatta solo ai lavori più modesti e pertanto da trattare di conseguenza. Questa posizione fece di Agassiz un ospite gradito nei salotti di Charleston (Carolina del Sud), una roccaforte della schiavitù, dove dal 1847 si trattenne con regolarità e nel 1852-1853 tenne delle lezioni presso l'autorevole School of Medicine. Nel 1850 visitò inoltre delle piantagioni attorno a Columbia (Carolina del Sud), per studiare le schiave e gli schiavi che vi lavoravano. Le persone da lui indagate furono in seguito, probabilmente su suo incarico, fotografate nude (Slave Daguerreotypes). Agassiz godette dell'approvazione dei fautori della schiavitù, specie negli anni 1860-1870, quando al nord la maggior parte dei colleghi di Harvard aveva abbracciato le tesi di Darwin, pubblicate nel 1859 e supportate da prove scientifiche. La sua dogmatica fedeltà alla teoria poligenetica determinò il progressivo isolamento di Agassiz presso l'Università di Harvard.

Benché visceralmente razzista, nelle poche testimonianze autobiografiche tramandate Agassiz stesso si considerò un oppositore della schiavitù. In uno scambio epistolare durante la guerra civile con Samuel Gridley Howe, un membro della American Freedman's Inquiry Commission, incaricata dal ministro della guerra Edwin M. Stanton dell'elaborazione di proposte riguardanti la posizione giuridica e sociale degli schiavi liberati, si pronunciò a favore della concessione ai neri della libertà e dell'uguaglianza davanti alla legge, negando loro nello stesso tempo la parità sociale. Mise inoltre in guardia dal riconoscere loro privilegi troppo ampi, che forse sarebbero dovuti essere in seguito sottratti con la forza. La questione centrale restava però quella di porre un freno a ogni promiscuità razziale. Poiché considerava la presenza dei neri sul continente americano un dato di fatto irreversibile, Agassiz reputava impraticabili i piani di Abraham Lincoln, che prevedevano il reinsediamento dei neri in Africa mediante una sorta di aiuto al rimpatrio. L'abolizione della schiavitù avrebbe quindi dovuto essere accompagnata da severe norme legali sulla separazione delle razze. Solo una tale legislazione - argomentava Agassiz rovesciando il rapporto autore-vittima - avrebbe impedito a signori bianchi sprovveduti o dalla moralità non sufficientemente consolidata, di cadere vittima dell'impulsività delle loro domestiche di colore e di procreare con esse meticci inferiori, come accadeva allora negli Stati del sud. Un'imposizione senza compromessi della separazione fra le razze - e qui Agassiz si dimostra un precoce eugenista - avrebbe inoltre garantito che le mulatte e i mulatti, data la loro scarsa capacità di procreare, sarebbero via via scomparsi da soli. All'estinzione dei meticci avrebbe forse anche contribuito una naturale e graduale separazione spaziale, poiché i bianchi si concentravano perlopiù al nord degli Stati Uniti, mentre molti neri erano insediati al sud, dove si sarebbe dovuta accettare la nascita di "Stati negri".

Agassiz, come altri rappresentanti del cosiddetto Scientific Racism, era un antesignano della segregazione razziale sistematica, che sarebbe poi stata implementata negli Stati federati dopo la fase della Ricostruzione attraverso molte leggi (note come leggi Jim Crow) e ordinamenti locali, sancendo l'emarginazione sociale degli afroamericani per un secolo. Facendo riferimento alla dottrina del "separate but equal", risalente a un giudizio della Corte suprema del 1896 che giustificava la segregazione razziale, Christoph Irmscher definisce come "separate and not even close to equal" la visione di Agassiz sui rapporti tra lo Stato e gli afroamericani.

Colleghi ricercatori, per esempio Asa Gray, negarono ai lavori di Agassiz sullo studio delle razze e contrari alla teoria dell'evoluzione qualsiasi fondamento scientifico già quando era ancora in vita, mentre l'opinione pubblica continuava a considerarlo un pioniere e un'autorità nell'ambito delle scienze naturali. Influenze delle idee razziste di Agassiz si riscontreranno in seguito fra gli eugenisti, gli ammiratori di Mussolini (Ezra Pound), gli igienisti della razza nazisti (Eugen Fischer), gli attivisti del Ku Klux Klan (Jon Kasper) e i creazionisti (Stephen C. Meyer).

Sulla terra e nel sistema solare hanno preso il suo nome un'ottantina di luoghi (in Svizzera l'Agassizhorn) come pure alcune specie animali. Solo con il rafforzarsi del movimento per i diritti civili iniziò negli Stati Uniti la rielaborazione critica del razzismo di Agassiz. In Svizzera questa fu tematizzata solamente negli anni 2000-2010, dopo che nuovi approcci di ricerca negli studi culturali avevano preparato le basi teoriche per considerare nei cosiddetti Postcolonial Studies anche i Paesi europei privi di un passato coloniale. Dal 2007 la campagna "Démonter Louis Agassiz" rivendica la ridenominazione dell'Agassizhorn. In risposta alle interpellanze del Consigliere nazionale socialista ginevrino Carlo Sommaruga al riguardo, nel 2007 e nel 2015 il Consiglio federale stigmatizzò esplicitamente il razzismo di Agassiz ma si oppose alla ridenominazione e si dichiarò non competente in materia.

<b>Louis Agassiz</b><br><I>Etudes sur les glaciers</I>, litografia dell'atelier neocastellano di Hercule Nicolet, 1840  (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).<BR/>"Disegnate secondo la natura" da Joseph Bettannier, le illustrazioni (qui il panorama dei ghiacciai del Monte Rosa) conferiscono all'opera un valore artistico inequivocabile.<BR/>
Etudes sur les glaciers, litografia dell'atelier neocastellano di Hercule Nicolet, 1840 (Bibliothèque de Genève, Archives Nicolas Bouvier).
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<b>Louis Agassiz</b><br>Ritratto dello scienziato, fotografia di   Paul Vionnet (Musée historique de Lausanne).<BR/>
Ritratto dello scienziato, fotografia di Paul Vionnet (Musée historique de Lausanne).
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Opere
– Agassiz, Louis, Selecta genera et species piscium …, 2 voll., Monaco di Baviera 1829.
– Agassiz, Louis, Recherches sur les poissons fossiles, 5 voll., Neuchâtel 1833-1843.
– Agassiz, Louis, Monographies d'échinodermes vivans et fossiles, 4 voll., Neuchâtel 1838-1842.
– Agassiz, Louis, Etudes sur les glaciers, 2 parti, Neuchâtel 1840.
– Agassiz, Louis; Gould, Augustus Adison, Principles of Zoology, Boston 1848.
– Agassiz, Louis, «Remarks of Prof. Agassiz [...]; zoological evidence for the diversity of the Races», in Proceedings of the American Association for the Advancement of Science. Third Meeting held at Charleston, S.C., March 1850, Charleston 1850, p. 106.
– Agassiz, Louis, «The Diversity of Origin of the Human Races», in The Christian Examiner and Religious Miscellany, 49, 1850, pp. 110-145.
– Agassiz, Louis, «Sketch of the Natural Provinces of the Animal World and their Relation to the different Types of Man», in Types of Mankind, Nott, Josiah Clark; Gliddon, George Robin (a cura di), Philadelphia 1854, pp. LVIII-LXXVI.
– Agassiz Louis, «Letter from Louis Agassiz», in Indigenous Races of the Earth, Nott, Josiah Clark; Gliddon, George Robin (a cura di), Philadelphia 1857, pp. XIII-XV.
– Agassiz, Louis, Contributions to the Natural History of the United States of America, 4 voll., Boston 1857-1862.
– Agassiz, Louis, An Essay on Classification, London 1859.
– Agassiz, Louis; Cary Agassiz, Elizabeth, A Journey in Brazil, Boston 1868.
Archivi
– Archives de l'Etat de Neuchâtel, fondo.
– Archivio svizzero di letteratura, fondo.
– Harvard University, Cambridge Mass., Houghton Library, fondo.
– Harvard University, Cambridge Mass., Museum of Comparative Zoology, fondo.
– Harvard University, Cambridge Mass., University Archives, fondo.
Fonti
– Agassiz, Louis, Transcript of letter to R.M. Agassiz et al., Boston 2.12.1846, Harvard University, Cambridge Mass., Houghton Library, Louis Agassiz Correspondence and Other Papers, MS Am 1419, seq. 335-336.
– Agassiz, Alexander, Agassiz's letterbooks. 1859-1910, Harvard University, Cambridge Mass., Museum of Comparative Zoology, Ernst Mayr Library, Spec. Coll. MCZ F890.
– Cary Agassiz, Elizabeth (a cura di), Louis Agassiz. His Life and Correspondence, Boston 1885, spec. pp. 591-618.
Bibliografia
– Lurie, Edward, Louis Agassiz and the Races of Man, Cambridge Mass. 1954.
– Lurie, Edward, Louis Agassiz. A Life in Science, Chicago 1960 (ristampa 1988).
– Stanton, William, The Leopard's Spots. Scientific Attitudes Toward Race in America 1815-1859, Chicago 1960.
– Gillispie, Charles Coulton (a cura di), Dictionary of Scientific Biography, vol. 1, New York 1970, pp. 72-74.
– Kuhn-Schnyder, Emil, Louis Agassiz als Paläontologe, Zurigo 1975.
– Gould, Stephen Jay, Il pollice del panda. Riflessioni sulla storia naturale, Roma 1983 (inglese 1980).
– Gould, Stephen Jay, Intelligenza e pregiudizio. Le pretese scientifiche del razzismo, Roma 1985 (inglese 1981).
– Schaer, Jean-Paul, «Louis Agassiz (1807-1873)», in Histoire de l'Université de Neuchâtel, Université de Neuchâtel (a cura di), vol. 1, Neuchâtel 1988, pp. 169-189.
– Menand, Louis, «Morton, Agassiz, and the Origins of Scientific Racism in the United States», in The Journal of Blacks in Higher Education, 34, 2001-2002, pp. 110-113.
– Menand, Louis, Il circolo metafisico. La nascita del pragmatismo in America, Firenze 2004 (inglese 2001).
– Fässler, Hans, Reise in Schwarz-Weiss. Schweizer Ortstermine in Sachen Sklaverei, Zurigo 2005.
– Kaeser, Marc-Antoine, Un savant séducteur. Louis Agassiz (1807-1873), prophète de la science, Vevey 2007.
– Schaer, Jean-Paul, «Agassiz face à la diversité des races humaines», in Bulletin de la Société neuchâteloise des sciences naturelles, 130, 2007, pp. 49-63.
– Irmscher, Christoph, Louis Agassiz. Creator of American Science, New York 2013.
– Fritze, Lilian, Louis Agassiz in der schweizerischen und amerikanischen Erinnerungskultur (1873-heute), lavoro di master, Università Lucerna, 2014.

Autrice/Autore: Hans Barth, Hans Fässler / vwy