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Coira (comune)

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Com. GR, circ. C., distr. Plessur, allo sbocco dello Schanfigg nella valle del Reno, sul ventaglio alluvionale della Plessur; (ted. Chur; franc. Coire; rom. Cuira). L'insediamento preistorico e quello romano si trovavano, come l'odierna città vecchia, nella nicchia fra Pizokel e Mittenberg; l'espansione verso il Reno e sul pendio soleggiato del Lürlibad cominciò a metà del XIX sec. La prima menz. di C. è, come Curia, nell'Itinerarium Antonini (III sec. d.C.). Il quartiere della residenza vescovile, sullo sperone roccioso sopra il nucleo urbano (Hof Chur), fu annesso al com. nel 1852, l'insediamento di Sassal nel 1939 (in precedenza com. Maladers); appartengono invece da sempre a C. gli abitati rurali esterni di Masans e Araschgen. Città poco industrializzata ai piedi di montagne, C. è nodo ferroviario e stradale, sede vescovile, centro scolastico, ospedaliero e amministrativo e piazza d'armi fed. Capitale del cant. trilingue dei Grigioni, dal 1803 è sede del governo e dal 1820 ospita in permanenza il parlamento cant.; è inoltre il cuore di un agglomerato (Churer Rheintal) che richiama pendolari dall'intera parte settentrionale del cant. È l'unica città in un vasto territorio e svolge quindi, rispetto alle sue dimensioni, un numero particolarmente alto di funzioni di capoluogo.

Popolazione di Coira
AnnoAbitanti
XIII sec.1 000-1 500
Fine del XV sec.ca. 1 500
17802 331

Anno 18601880a18881900191019301950197019902000
Abitanti 6 9908 7539 25911 53214 63915 57419 38231 19332 86832 989
Linguatedesco 7 5787 7999 28811 62812 92616 11823 58525 71926 715
 italiano 2832506771 1658221 0153 0332 0401 692
 romancio 9891 1581 4661 6971 6811 9813 3182 2691 765
 altre 39521011491452681 2572 8402 817
Religione,confessioneprotestanti4 2536 4406 5187 5619 2009 77711 70015 33114 02112 710
 cattolicib2 7332 4312 7293 9625 3885 7177 46615 46215 94414 713
 altri41812951802164002 9035 566
 di cui senza appartenenzac        1 0731 998
Nazionalitàsvizzeri6 3737 8668 0949 68712 04213 68517 85226 33227 25927 061
 stranieri6171 0231 1651 8452 5971 8891 5304 8615 6095 928

a Abitanti: popolazione residente; lingua, religione e nazionalità: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani tra il 1880 e il 1930; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

Fonti:UST; autore

1 - Preistoria

1.1 - Epoca preromana

Nel territorio com. di C. si conoscono allo stato attuale due importanti centri di insediamento preistorico. Uno si trova sulla riva sinistra della Plessur, nel Welschdörfli; l'altro a destra del fiume, nell'area della città vecchia (zona Sennhof/Karlihof). Anche nel quartiere vescovile (Hof) sono noti resti di insediamenti preistorici, che sono però stati riportati alla luce solo parzialmente.

Nel Welschdörfli, ai piedi del Rosenhügel/Pizokel, gli scavi effettuati dal 1967 al 1990 hanno fatto emergere resti preistorici notevoli. In zona Ackermann si è rinvenuto a ca. 5 m di profondità un insediamento neolitico, nel quale rivestono una grande importanza soprattutto le tracce sicure di campicoltura praticata con l'aratro; anche sotto il vicino Markthallenplatz vi erano resti di insediamenti riconducibili alle culture neolitiche di Lutzengüetle e di Pfyn. In zona Sennhof/Karlihof sono emerse, negli anni 1980-90, strutture di un importante insediamento del Bronzo finale, con reperti delle culture dei campi d'urne e di Luco-Meluno (ca. 1300-800 a.C.); tale insediamento era ricoperto da resti abitativi del Ferro antico con cosiddetta ceramica di tipo Tamins del VI/V sec. a.C., ma anche da strutture e reperti romani e bassomedievali. Importanti strutture abitative dell'età del Ferro sono note anche nel Markthallenplatz e in zona Ackermann. Alle planimetrie di case si affiancano reperti del gruppo culturale caratteristico della valle alpina del Reno, con buona presenza di materiale più antico (cosiddetta ceramica di tipo Tamins) e più recente (cosiddetta ceramica tipo Schneller, V-III sec. a.C.); tali reperti sembrano rinviare a una manifestazione culturale di stampo celtico piuttosto che retico.

Autrice/Autore: Jürg Rageth / vfe

1.2 - Epoca romana

Dopo la conquista romana (campagna alpina del 16-15 a.C.) C. fece parte dapprima della circoscrizione amministrativa delle Alpi Graie e Pennine, e dal 40-50 d.C. della nuova provincia della Raetia; la collocazione giur. della città non è nota (forse C. possedeva la posizione di civitas peregrina o stipendiaria). Gli scarsi oggetti d'equipaggiamento appartenuti a soldati romani non possono comprovare una presenza militare prolungata; è possibile però che si trovasse a C., punto di sbocco strategicamente importante dei passi alpini retici, una stazione stradale. Per ora non è dimostrata la tesi secondo cui C., dopo il riassetto territoriale delle province romane nel IV sec., sarebbe divenuta capitale provinciale della Raetia prima.

L'insediamento principale si trovava nell'odierno Welschdörfli, dove dal 1902 è stata oggetto di studi archeologici un'area di ca. 80 x 300 m; l'estensione originaria del sito in epoca romana è ancora ignota. Benché singoli reperti risalgano al tardo I sec. a.C., l'inizio del periodo di fioritura di C. si situa intorno al 40 d.C.; a questa altezza le case a graticcio furono sostituite da edifici in pietra di tradizione architettonica romana. L'insediamento, a pianta irregolare, comprendeva alcuni edifici pubblici -- per esempio terme e strutture presumibilmente adibite ad alloggio e a mercato -- ma soprattutto case d'abitazione, che in parte servivano anche all'agricoltura e a varie attività artigianali: oltre alla lavorazione di minerale ferroso, del bronzo e dell'osso, sono attestate attività artigiane di vasai e di tessitori.

Gli abbondanti oggetti di importazione rinvenuti (vasellame, contenitori per alimenti, lampade, monili, statuette), provenienti soprattutto da sud ma anche dalle parti sudoccidentale e nordoccidentale dell'Impero, riflettono non solo l'importanza di C., situata su uno dei grandi assi commerciali, ma anche la romanizzazione e il benessere materiale dei suoi ab.

Un rapido declino del Welschdörfli si comincia a osservare intorno alla metà del III sec., ma finora mancano orizzonti di distruzione correlabili con le incursioni alemanne del III e IV sec. Le testimonianze insediative datano fino al tardo IV sec., in forma isolata fino al V; alcune tracce di insediamento sono emerse anche nella città vecchia e nel quartiere vescovile, sede del castrum tardoromano.

Autrice/Autore: Anne Hochuli-Gysel / vfe

2 - Dall'alto Medioevo all'Elvetica

2.1 - Dal 450 al 1450 circa

Fin dal V sec. C. mostra, dal profilo topografico e da quello istituzionale, il dualismo classico fra la residenza vescovile, lo Hof, e l'abitato antistante (con mercato). Il nucleo insediativo si era spostato dal vicus romano del Welschdörfli all'altra riva della Plessur, subito sotto la residenza del vescovo. A est di quest'ultima e al margine nordoccidentale di un cimitero altomedievale sorgeva S. Stefano, chiesa sepolcrale risalente al V sec. o a poco dopo il 500 (demolita a seguito di un incendio occorso nel 1538/39). A brevissima distanza le fu affiancata, probabilmente nell'VIII sec., una prima chiesa di San Lucio; la prima chiesa di S. Regula, invece, venne eretta nel IX sec. lungo la strada in uscita verso nord. Intorno al 940 C. fu ridotta in cenere dai Saraceni; gli ampi privilegi poi concessi dagli Ottoni nella seconda metà del X sec. (regalie di dazio, di moneta e di mercato e diverse immunità) crearono le basi per la formazione della signoria urbana vescovile. Sul finire del basso ME l'insediamento di C. comprendeva lo Hof con la cattedrale (costruita una prima volta nella prima metà del V sec.), il vecchio nucleo urbano (il cosiddetto burgus superior) con la chiesa di S. Martino (eretta per la prima volta nella seconda metà dell'VIII sec.), i quartieri Salas e Clawuz presso la futura Porta inferiore, il rione costituitosi nel XIII sec. intorno al convento domenicano di S. Nicola e, sull'altra riva della Plessur, il Welschdörfli. La costruzione della cinta muraria nella prima metà del XIII sec. contribuì a unire sempre più i singoli quartieri e promosse la formazione di un com. urbano.

La pop. di C., che nel XIII sec. corrispondeva probabilmente a 1000-1500 ab., era in gran parte costituita da contadini, artigiani e commercianti che beneficiavano sia dell'intensa attività edilizia - per la cinta muraria e soprattutto per la nuova cattedrale, consacrata nel 1272 - sia della posizione geografica favorevole di C.

Le prime tracce di un com. urbano autonomo compaiono già nel 1227; tuttavia, un'entità com. duratura sembra essersi formata solo verso la fine del XIII sec. I primi accenni di un sistema consiliare si riscontrano nel 1282; restava però decisivo l'influsso del vescovo, che era signore della città e continuava a nominare i titolari delle cariche urbane. Gli sforzi per ottenere carte di franchigie provennero soprattutto da ambienti artigiani e da esponenti dei ministeriali vescovili; nel 1367 il capitolo cattedrale, le comunità delle valli vescovili e la città di C. formarono un'alleanza contro il vescovo che viene in genere considerata l'inizio della Lega Caddea. Uno statuto cittadino del 1368/76 si conserva solo in forma frammentaria. Nel 1396 re Venceslao stabilì l'esenzione per i cittadini di C. da tribunali forestieri; nel 1413 essi ottennero il diritto di costruire un emporio e il diritto di sosta per tessuti, granaglie, sale e altre merci. Nello stesso anno le fonti documentarie attestano per la prima volta anche un borgomastro. Nel 1422 la cittadinanza si ribellò al vescovo costringendo Johannes IV Naso, spesso assente dal paese, a una serie di ampie concessioni.

Autrice/Autore: Linus Bühler / vfe

2.2 - Dal tardo Medioevo alla metà del XVII secolo

Nel 1464 un disastroso incendio distrusse gran parte della città, fra cui anche il palazzo com. e quindi le carte di privilegio che vi erano conservate; il cancelliere Johannes Gsell fu allora inviato a Vienna dall'imperatore Federico III, che oltre a confermare le franchigie imperiali autorizzò C. a introdurre corporazioni artigiane. Commercianti e artigiani avevano già una loro organizzazione basata su diritti consuetudinari e su confraternite, ma nel 1464 la cittadinanza si diede un nuovo statuto corporativo che regolamentava, oltre alle questioni specifiche professionali, le modalità per eleggere i capi delle corporazioni, il borgomastro, il Gran Consiglio e il Piccolo Consiglio; dopo la Riforma vennero aggiunte quelle per eleggere anche le altre cariche cittadine. Arti e mestieri rientravano tutti in cinque corporazioni: vignaioli, calzolai, sarti, fabbri e panettieri (fornai). Nella città, fortemente caratterizzata dall'agricoltura, avevano parecchio peso i proprietari terrieri, che facevano parte della corporazione dei vignaioli; lo stesso vale per someggiatori e trasportatori, appartenenti alla corporazione dei fabbri, che partecipavano ai movimenti commerciali. Dopo l'incendio e l'adozione del nuovo statuto corporativo, aumentò l'afflusso di artigiani specializzati dall'area germanofona che, assumendo la cittadinanza, contribuirono in misura sostanziale alla germanizzazione di C.

Il nuovo regime corporativo significò una notevole emancipazione dalla tutela vescovile. La città acquisì gradualmente anche il diritto di riscuotere tributi, fra cui la tassa di guardia. Il riscatto dell'alta giurisdizione -- la cosiddetta avogadria imperiale, che era pegno vescovile -- fu autorizzato anch'esso dall'imperatore nel 1464 e confermato nel 1480, ma poté venire attuato solo nel 1489. Al vescovo rimasero comunque la nomina delle cariche civili e la maggior parte delle regalie (dazio, diritto di conio, caccia, pesi e misure); questi privilegi si poterono abolire solo nel contesto della Riforma e degli articoli di Ilanz (1524, 1526). I tentativi di C. per divenire città libera dell'Impero, iniziati nel 1495, fallirono definitivamente nel 1498.

La città, che nel 1367 era il membro più importante della neofondata Lega Caddea, divenne in seguito, a turno con Ilanz e Davos, sede di riunione delle Tre Leghe; le assemblee vi avevano luogo nella sala granconsiliare del palazzo com., ricostruito dopo l'incendio del 1464. Al 1419 risale un trattato di comborghesia tra C. e Zurigo, rinnovato nel 1470 e nel 1496, che prevedeva l'aiuto reciproco in situazioni difficili e procurava a Zurigo una posizione vantaggiosa nell'area di Flums, fortificazione di importanza strategica sulla strada del lago di Walenstadt; nel 1440 C. e i Quattro Villaggi (Cinque villaggi) si allearono con la Lega Grigia. Alla prima conquista grigione della Valtellina (spedizioni di Bormio, 1486/87) i cittadini di C. parteciparono con il vessillo principale della Lega Caddea, sotto la guida dell'ex borgomastro Johannes Loher; nella guerra di Svevia le truppe di C. combatterono in Bassa Engadina, in Prettigovia e a Balzers, sotto il comando del capitano e balivo vescovile Heinrich Ammann. In altri conflitti militari all'estero le truppe curiensi furono di nuovo guidate da loro borgomastri: da Luzius Gugelberg von Moos nella campagna del 1512 per la conquista della Valtellina, da Hans Brun e da Ulrich Gerster nella seconda guerra di Musso (1530-31). Nell'ambito dei contratti mercenari stipulati dalle Tre Leghe con potenze straniere, i soldati di C. parteciparono soprattutto agli eventi bellici dell'Italia settentrionale; tuttavia nella cittadinanza e spec. nelle corporazioni si levarono ripetute opposizioni agli influssi nocivi del servizio mercenario, per esempio in appelli e petizioni alla Lega Caddea (1535) e al Piccolo e Gran Consiglio (1543).

La Riforma venne introdotta a C. nel 1525-26, grazie all'apporto decisivo (dal 1523) di Jakob Salzmann, maestro di scuola (dapprima nella scuola conventuale di S. Lucio, poi della scuola creata dalla città nel 1522), e di Johannes Comander (parroco imposto dal com. nella chiesa di S. Martino). Già durante la Pasqua del 1525 il secondo predicò la nuova fede davanti a una grande folla; in quell'anno, tuttavia, riformatori e autorità dovettero affrontare non solo la resistenza dei catt. ma anche il forte attivismo degli anabattisti e un'incursione di contadini sulla città. Dopo la Disputa di Ilanz (1526), le Tre Leghe decretarono che ogni individuo era libero di conservare la vecchia fede o abbracciare quella nuova; l'evoluzione in senso riformatore fu grandemente favorita dagli articoli di Ilanz (1524, 1526), che concessero la riduzione o il riscatto delle decime e la libera scelta del pastore da parte delle singole comunità. Tranne che nel quartiere vescovile, a C. il passaggio alla Riforma - con rimozione dei quadri dalle chiese, l'abolizione della Messa e introduzione della Cena - in sostanza si era concluso nella primavera del 1527.

Il periodo di transizione dal ME all'epoca moderna e dal gotico al rinascimentale fu segnato da un'intensa attività architettonica e artistica nella città. Fra il 1467 e il 1543 sorsero opere pubbliche quali il nuovo palazzo del palazzo com., con emporio, e le chiese di S. Martino (1470-92) e S. Regula (1494-1500), che presero il loro aspetto attuale. Nel 1492 Jakob Russ portò a termine il celebre altare maggiore gotico della cattedrale, mentre risalgono al 1543 le figure della Morte nel castello vescovile (sul modello della Danza macabra di Hans Holbein il Giovane). La maggior parte delle sedi delle corporazioni venne ricostruita, e nel 1538 mura e porte cittadine furono rinnovate e rinforzate. La vita teatrale ricevette un forte impulso dall'attività di gruppi amatoriali (rappresentazioni sul Giudizio universale nel 1517 e sulla parabola del ricco e del mendicante Lazzaro nel 1541). I cittadini partecipavano alla vita del Rinascimento in occasione di solennità politiche e di feste nuziali, che talvolta duravano più giorni.

Nella seconda metà del XVI sec. sia la vita comunitaria sia diverse attività conobbero un'intensa regolamentazione, come mostrano numerose ordinanze, in particolare nell'ambito dei trasporti e del commercio. La città si preoccupò anche della sua agricoltura e alpicoltura, e a partire dal XV sec. acquistò gradualmente terreni pascolivi nell'alto Schanfigg, procurandosi poi una vasta zona d'alpeggi con l'acquisto delle Sattelalpen dagli ab. di Arosa (1573); già nel 1636 gli alpeggi di C. annoveravano 450 piedi d'erba.

La città subì gravi danni con l'incendio del 1574, che distrusse ca. 300 case su un totale di 400, ma collette e prestiti dell'intera Conf. permisero una rapida ricostruzione e anche la nascita di varie fondazioni, fra cui quella per indigenti; per prevenire altre catastrofi del genere furono modificati i regolamenti edilizi e antincendio.

Com. di tendenze filoispaniche, all'inizio del XVII sec. C. fu più volte teatro di disordini, ribellioni e sommosse popolari nel contesto delle lotte tra fazioni e del servizio mercenario; nel solo 1607 vi ebbero luogo tre sessioni del tribunale penale. I Torbidi grigionesi, durante la guerra dei Trent'anni, provocarono nel 1622 un'occupazione straniera prolungata del Paese; C. venne occupata per ca. un decennio da truppe imperiali. La soldatesca austro-spagnola portò la peste e si dimostrò ben poco fedele alle clausole del trattato di occupazione, abbandonandosi a scorrerie. La guerra, le leve e campagne militari, l'occupazione austro-spagnola e quella franc. costarono alle casse pubbliche di C. 88'844 fiorini tra il 1622 e il 1636, somma che le Tre Leghe poterono compensare solo in parte, lasciando a C. il dazio statale e altri introiti. Solo nella seconda metà del XVII sec. la città si riprese economicamente e uscì dal ristagno culturale degli anni di guerra.

Autrice/Autore: Martin Bundi / vfe

2.3 - Dalla metà del XVII secolo all'Elvetica

Dopo la conclusione della guerra dei Trent'anni la cittadinanza recuperò rapidamente le perdite subite; nel 1665 venne quindi sospeso il diritto di acquisire la cittadinanza di C., che in seguito fu concessa solo a pochi richiedenti agiati. Nel corso del XVIII sec. il numero dei cittadini finì in tal modo con il dimezzarsi, mentre aumentava la percentuale degli aristocratici e dei ricchi; dal XVII sec. i dimoranti, nonostante varie proposte di espulsione, rappresentarono costantemente ca. la metà della pop. Dopo la revoca dell'editto di Nantes (1685), vennero ad aggiungersi centinaia di profughi evangelici fuggiti per motivi religiosi dal Piemonte, dalla Savoia e dalla Francia meridionale, che furono aiutati attivamente ma poi in genere mandati altrove; coloro che rimanevano erano svantaggiati economicamente, come tutti i dimoranti, ma per la cura d'anime disponevano di propri pastori. Nel XVII e XVIII sec. l'economia conobbe variazioni minime: quasi tutti i cittadini e molti dei dimoranti erano dediti a un'agricoltura di sussistenza e alle attività connesse con i transiti. Nei vigneti, molto estesi e poco produttivi, la situazione restò praticamente immutata; i lavori erano svolti da dimoranti e da lavoratori a giornata stagionali. Il traffico di merci, determinante per C., raggiunse il suo livello più basso prima del 1670, per tornare sui livelli precedenti ai Torbidi solo verso la fine del XVIII sec. Alla ripresa contribuirono in misura decisiva alcune migliorie stradali: lo spedizioniere di C. Thomas Massner, per esempio, riuscì a rendere sicuro il Cardinello, tratto stradale problematico sul passo dello Spluga, mentre la strada imperiale fra Sankt Luzisteig e C. fu potenziata dalle Tre Leghe e dalla città (1782-86). Nel XVIII sec. nacquero vere e proprie case commerciali, con partner nell'intera Europa. Il regime corporativo si affermò in campo politico ed economico; nonostante le "domeniche di protesta", il Consiglio mantenne il controllo sulle corporazioni, che a loro volta difesero il proprio monopolio dalla concorrenza (dei dimoranti e delle corporazioni degli artigiani della residenza vescovile) ma anche da rivali esterni alla città, facendo così fallire alcuni tentativi di erigere manifatture. All'inizio del XVIII sec. vennero messe in questione le funzioni di centro di C. in quanto capoluogo della Lega Caddea e sede di congresso, di archivio, di erario e di cancelleria delle Tre Leghe; solo grazie alla mediazione di Zurigo -- nella sentenza di Malans (1700) e nel compromesso del 1730 -- la città poté conservare i propri privilegi. Nonostante i numerosi punti controversi, invece, i rapporti della città con il vescovo rimasero amichevoli.

L'aspetto esterno di C. cambiò poco, anche se due grandi incendi (1674) e una piena della Plessur (1762) causarono cospicue distruzioni. L'attività edilizia si estese tuttavia oltre la cinta muraria; lo stile barocco trovò espressione in quattro case signorili isolate con giardini formali, ma anche negli interni di molte dimore borghesi. Ancora alla fine del XVII sec. aprirono i battenti una scuola lat. e un Collegium musicum; a ravvivare un poco l'ambiente della capitale retica, per il resto, provvedevano compagnie teatrali itineranti ted., qualche rappresentazione operistica, i rappresentanti diplomatici stranieri e il principe vescovo.

Autrice/Autore: Max Hilfiker / vfe

3 - Dall'Elvetica a oggi

3.1 - Istituzioni, sistema politico, amministrazione e infrastrutture

Nei periodi di occupazione franc. (dal 1799), ogni divieto di attività artigiane esterne alle corporazioni scomparve e C. fu retta da una municipalità, ma con l'Atto di mediazione (1803) le corporazioni riottennero, fra l'altro, anche il loro potere politico. Le critiche crescenti al sistema di voto (per corporazioni invece che per suffragi di cittadini), così come alla mancanza di una separazione dei poteri e alla lentezza dell'amministrazione, portarono nel 1841 a un nuovo ordinamento: politica, polizia, amministrazione, sfera ecclesiastica e scuole erano ora di competenza di un Consiglio cittadino di 11 membri. L'assemblea com., introdotta nel 1850, poteva intervenire solo su questioni cant. e fed. Lo Hof (il quartiere vescovile, che nel 1850 aveva 240 ab.) fu annesso alla città nel 1852. Dal 1862 si cominciò a distinguere fra un Gran Consiglio cittadino di 21 membri (legislativo) e un Piccolo Consiglio di sette membri (esecutivo). Nel 1875 il com. degli ab. subentrò al com. patriziale come titolare dei diritti di sovranità, economici e politici. Nel 1904 il Piccolo Consiglio fu ridotto a cinque membri, di cui due a tempo pieno (il sindaco e il preposto alle costruzioni). Il Gran Consiglio, dopo il 1916 eletto solo con il sistema proporzionale, scese a 15 membri nel 1928, quando era già stata abolita l'assemblea com. (1921). Il comitato municipale (di cinque membri, erede del Piccolo Consiglio) doveva solo sorvegliare l'amministrazione; tutti i dicasteri dipendevano dal sindaco. La revisione del 1964 ha creato un consiglio com. di 21 membri e un municipio di tre membri a tempo pieno. Nel 1988 anche per il municipio è stata introdotta la limitazione del mandato a tre legislature (cioè 12 anni).

Intorno al 1800 C. era politicamente diviso tra gli "aristocratici" conservatori del clan von Salis e i "patrioti", di tendenza repubblicana, di Johann Baptista von Tscharner (1751-1835). L'abolizione delle corporazioni nel 1840 segnò l'inizio del predominio liberale (radicale), predominio successivamente attenuato dall'arrivo di immigrati dalle zone catt.-conservatrici e, nel 1919, dalla scissione dei democratici (la futura Unione democratica di centro); ai tre schieramenti corrispondevano risp. i tre quotidiani Der Freie Rätier (fino al 1974), Bündner Tagblatt e Bündner Zeitung. L'ingresso di un socialista nell'esecutivo cittadino risale al 1882. Nel periodo 1997-2000 i tre municipali rappresentavano i partiti socialista, UDC e popolare democratico, mentre i seggi del consiglio com. erano così suddivisi: sei ai socialisti, cinque ai liberali democratici, quattro all'UDC, tre ai popolari democratici, due ai cristiano-sociali e uno all'Alternativa di sinistra.

In campo assistenziale, a parte le consuete donazioni e fondazioni, furono aperti nel 1844 l'orfanotrofio, nel 1845 l'ist. di educazione Plankis, nel 1847 l'ospizio, nel 1875 l'ospedale cittadino e nel 1924 la prima casa per anziani; l'ospedale di S. Croce, fondato nel 1853, fu trasferito sulla Loëstrasse nel 1912. L'illuminazione stradale con lampioni a olio cominciò nel 1820, quella con il gas nel 1859, mentre il rinnovo delle condutture idriche venne effettuato nel 1880, la posa delle fognature nel 1905. Dal 1891 l'elettricità è fornita da una centrale municipale, successivamente ampliata (1906, 1914, 1947). Dal 1895 proprietaria della fabbrica del gas (ricostruita nel 1911), nel 1990 C. è passata al metano. La prima piscina pubblica all'aperto fu inaugurata nel 1871.

C. non era stata la capitale delle Tre Leghe, ma solo il capoluogo della Lega Caddea; ciononostante era il centro naturale dei Grigioni per la sua posizione geografica, per la presenza del vescovo e per la sua forza economica. Sede dal 1803 del governo del nuovo cant., nel 1820 divenne sede fissa anche del parlamento. Oggi ospita il tribunale cant. e quello amministrativo, le autorità e istituzioni centrali dell'apparato carcerario cant., la clinica psichiatrica Waldhaus (del 1892), l'ospedale cant. femminile Fontana (del 1917), l'ospedale cant. e regionale retico (del 1941), la maggior parte dei media e delle istituzioni o ass. culturali pubbliche e private del cant. Grigioni. La Conf. è rappresentata soprattutto dall'amministrazione postale, ferroviaria, doganale e militare (piazza d'armi fed. dal 1887). Manifestazioni importanti ai fini dell'identità collettiva sono state sul piano grigione la commemorazione della battaglia della Calven (1899), su quello fed. le feste fed. di tiro (1842, 1949), di ginnastica (dal 1845) e di canto (dal 1862).

Autrice/Autore: Jürg Simonett / vfe

3.2 - Insediamento e popolazione

Alla fine del XVIII sec. la zona edificata era circoscritta all'attuale centro storico, al Welschdörfli e a una striscia lungo la Plessur; l'abbattimento delle mura tra la Porta inferiore e la torre delle Streghe (1829) segnò l'inizio dell'espansione nell'area antistante. Nel 1834 la demolizione di un'altra torre (Schelmenturm) creò un secondo ingresso da nord: da allora la piazza e la strada della posta furono assi concorrenziali alla strada imperiale (che terminava alla Porta inferiore, demolita nel 1861). Il fossato cittadino venne colmato e trasformato nella Grabenstrasse, strada con edifici di rappresentanza (villa Brunnengarten, 1848; villa Planta, 1876; edificio sede del parlamento e del tribunale cant., 1878; posta, 1904; Banca cant. grigione, 1911). Dopo la sistemazione della stazione a nord della città (1858), la piazza della posta divenne il punto centrale del nucleo storico; modifiche di rilievo furono la trasformazione del cimitero Scaletta in parco municipale (1862) e la costruzione della Loëstrasse (1890-92), che dava accesso a un nuovo quartiere residenziale. Un primo regolamento edilizio di vasto respiro entrò in vigore nel 1896. La Ringstrasse, ultimata nel 1973, attraversava un quartiere in rapida crescita dal 1900 ca. (Rheinquartier), che ben presto fu dotato di alti palazzi e complessi residenziali (Solaria, 1961-62; Lacuna, 1964-81). Oggi il centro storico si va trasformando in quartiere degli affari, con demolizioni e riattazioni complete di edifici per creare uffici e spazi commerciali. Altri edifici pubblici sono la scuola alla Quader (1814), la chiesa di S. Croce (1969) e le costruzioni poste a proteggere i reperti romani nel Welschdörfli (1986).

L'apertura della città sul piano giur., economico e urbanistico portò a triplicare la pop. fra il 1780 e il 1860, e poi di nuovo a raddoppiare tra il 1860 e il 1910. Alla stagnazione fra le due guerre mondiali seguì (dopo il 1950) una crescita molto rapida, con un nettissimo boom edilizio spec. nel Rheinquartier. Dopo il 1976, con eccedenze delle nascite in calo e un saldo migratorio talvolta negativo, la pop. si è stabilizzata poco al di sopra dei 30'000 ab.

Autrice/Autore: Jürg Simonett / vfe

3.3 - Economia e trasporti

Il settore trainante era, tradizionalmente, il traffico di transito fra la Germania meridionale e l'Italia settentrionale. I passaggi aumentarono già con la strada imperiale, o strada ted., via di grande comunicazione terminata nel 1788 fra Sankt Luzisteig e C.; alla nuova strada alpina dello Spluga e del San Bernardino, costruita negli anni 1818-23 con la partecipazione degli spedizionieri di C. (che da allora diedero un'impronta decisiva alla politica cant. dei trasporti), seguì tra il 1820 e il 1840 la carrozzabile dei passi Julier e Maloja. Le linee ferroviarie dell'Unione ferroviaria sviz. collegarono C. con Rorschach nel 1858 e con Zurigo nel 1859; dopo l'apertura della linea del San Gottardo (1882) la città dovette passare dai traffici di transito al turismo, ma restò un punto di trasbordo fra ferrovia e diligenza postale o fra l'Unione ferroviaria sviz. (dal 1902 FFS) e le linee delle Ferrovie retiche dirette a Thusis (1896), all'Engadina (1903), a Ilanz (1903) e ad Arosa (1914). C. si impegnò affinché le strade grigioni venissero aperte alle automobili, ma fino al 1925 fu sconfitta nelle votazioni cant. su questo tema. La strada di circonvallazione risale al 1965, ed è un troncone dell'A13. In seguito alla forte crescita dell'agglomerato e all'aumento dei pendolari, di recente hanno assunto particolare importanza problemi del traffico legato ai flussi locali.

L'insediamento dell'industria tessile alla fine del XVIII sec. non ebbe successo. Tuttavia, le nuove carrozzabili, la scomparsa delle corporazioni e l'arrivo della ferrovia migliorarono la situazione periferica della città, portando fra l'altro ad aprire la fabbrica del gas (1859) e la filanda Meiersboden (attiva dal 1861 al 1886), anche se C. non divenne mai un polo industriale. L'azienda più grande fu praticamente sempre l'officina di riparazione dell'Unione ferroviaria/FFS, con un massimo di 300 operai; ditte ricche di tradizione furono ad esempio la tessitura Pedolin (1789-1982), il pastificio (dal 1841), la fonderia (1892), la fabbrica di cioccolato (1893) o il birrificio Rhätische Aktienbrauereien (nato da una fusione nel 1902). Se le agevolazioni all'industria varate dalla città a metà degli anni 1950-60 ebbero qualche effetto positivo, negli anni 1970-90 i settori tessile e metallurgico incontrarono difficoltà; varie imprese, inoltre, si sono trasferite nell'agglomerato (nel 1989, per esempio, la fabbrica di bilance Busch, fondata nel 1919). A C. la struttura del secondario è rimasta improntata alla piccola industria, con parecchie aziende edili e da qualche tempo anche alcuni produttori di elettronica. A prescindere dai servizi centrali di capitale del cant., la distanza da altre città di una certa dimensione ha consentito a C. di restare in generale un centro di servizi (spec. nel campo dei trasporti, del commercio al dettaglio e della scuola).

Autrice/Autore: Jürg Simonett / vfe

3.4 - Cultura e istruzione, Chiesa e vita religiosa

Negli anni intorno al 1800 C. fu teatro di numerose rivolte e sessioni di tribunale penale, mentre la pop. era divisa tra fautori dell'antico ordine e riformisti o rivoluzionari. Da allora rimase una contrapposizione fra la comunità del quartiere vescovile e la cittadinanza rif.; solo dal 1966-67 la scuola catt. dello Hof è integrata nell'apparato scolastico cittadino. Il forte afflusso da zone rurali del cant., spesso rom. e catt. (spec. dalla Surselva), dal cant. San Gallo (Oberland, Rheintal) e dall'estero (manodopera it. e ted.) ha cancellato l'immagine della C. germanofona e rif.; dal 1970 le due comunità confessionali hanno un peso equivalente. L'aumento percentuale di rom. e italofoni ha portato alla nascita di ass. linguistico-culturali specifiche, fra cui per esempio il Chor Viril Alpina Cuera (1898); a C. hanno sede gli uffici centrali delle org. linguistiche Pro Grigioni it. (dal 1918) e Lia Rumantscha (dal 1919).

La concessione del suffragio ai domiciliati (1874) modificò i rapporti di potere politico. Pur mancando un forte ceto proletario, il movimento operaio acquisì importanza (anche per influsso di lavoratori migranti ted. e it.); dal 1900 al 1914 si ebbero numerosi conflitti del lavoro. Durante la crisi degli anni 1930-40, C. si oppose con ogni mezzo all'arrivo di forestieri bisognosi.

Nel 1779 C. mise in atto una radicale riforma scolastica; la fondazione della scuola cant. evangelica (1804) e di quella catt. (1807), accorpate poi nel 1850, portò alla chiusura della scuola lat. di C. Nel 1853 aprì i battenti l'ist. magistrale cant., nel 1872 la scuola di perfezionamento (precorritrice della scuola secondaria), nel 1895 la scuola femminile grigione; nel 1964 venne fondato l'ist. tecnico serale (poi scuola tecnica superiore), nel 1987 la scuola superiore di economia e amministrazione. Lo Stadttheater, aperto nel 1923 con compagnia stabile e produzioni proprie, dal 1992 ospita solo allestimenti esterni; dagli anni 1970-80 si è affermata la "Klibühni Schnidrzumft". Istituzioni culturali cant. sono fra l'altro il Museo retico, fondato nel 1872, e due musei derivati nel 1919 dalle sue collezioni artistiche e naturalistiche (Museo d'arte grigione, Museo grigione della natura).

Autrice/Autore: Jürg Simonett / vfe

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
INSA, 3, 219-316
Churer Stadtgeschichte, 2 voll., 1993
– L. Bühler, Chur im Mittelalter, 1995
Grigioni