Mesocco (comune)

Com. GR, distr. Moesa, circ. Mesocco; (1203: Mesoco; 1383: Misogg; ted. anche Misox, rom. Mesauc). M. Ŕ l'ultimo com. a settentrione della valle Mesolcina e, con una superficie di 164,9 km2, uno dei pi¨ estesi del cant. Menz. giÓ nel IX sec. dall'urbario della Rezia, Ŕ costituito da 11 frazioni, tra cui quella montana di San Bernardino, ed Ŕ sede delle scuole secondarie, del tribunale di circ. e di numerosi uffici amministrativi. Pop: 1013 ab. nel 1701, 921 nel 1773, 862 nel 1802, 1182 nel 1850, 1173 nel 1900, 1150 nel 1950, 1201 nel 2000. Diversi ritrovamenti archeologici, effettuati tra la fine del XIX e i primi decenni del XX sec. e durante i lavori di costruzione della A13, hanno permesso di individuare le tracce umane pi¨ antiche, nella localitÓ detta Tec Nev e nei dintorni del castello: si tratta di strumenti in selce di etÓ mesolitica (ca. 6000 a.C.), di un focolare del Neolitico (ca. 5000 a.C.) e di ceramiche della medesima epoca. Insediamenti di carattere pi¨ duraturo risalgono all'etÓ del Bronzo (prima del 1400-1200 a.C.) e all'etÓ del Ferro preromano. Una importante necropoli della prima etÓ del Ferro (VI-V sec. a.C.) Ŕ stata rinvenuta dove oggi esiste il villaggio, mentre tracce di insediamento romano si trovano sulla collina di Gorda; qui vi sono pure tombe altomedievali (VI sec.). Sono tuttora visibili le rovine del castello, uno dei pi¨ vasti del cant., giÓ sede dei de Sacco, signori della valle Mesolcina dal XII sec. al 1480, e poi dei Trivulzio fino al 1549. Ai piedi del castello si trova la chiesa di S. Maria, giÓ menz. nel 1219, che conserva pregevoli affreschi della cerchia dei Seregnesi (metÓ del XV sec.). Nel passato M. formava una delle quattro squadre del Comun grande di Mesolcina ed era diviso in quattro degagne (Crimeo, Cebbia, Andergia e Darba), ognuna retta da un console. Nel 1480 entr˛ volontariamente a far parte della Lega Grigia, assieme a Soazza. La chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, cit. nel 1219, ha subito importanti lavori di restauro nel XVII sec. e nel 1959. Vi sono inoltre la chiesa di S. Rocco, menz. nel 1538, con l'annesso ospizio in cui sono stati attivi dal 1668 a oggi i frati cappuccini, e diverse cappelle tra le quali quella di S. Giacomo, documentata nel 1419, quella di S. Giuseppe ad Andergia, che al tempo della Riforma servý da luogo di culto per i rif., e quella di S. Giovanni Nepomuceno a Cebbia, distrutta dall'alluvione del 1978 e poi ricostruita. Degni di nota sono la casa a Marca, costruita nel 1565 e in seguito ampliata, e numerose case patrizie del XIX sec. Il com. conobbe a partire dal 1960 un'importante fase di sviluppo econonomico, segnata dalla realizzazione degli impianti idroelettrici di Isola e Spina, dalla costruzione della galleria del San Bernardino, inaugurata nel 1967, dai lavori della strada nazionale A13 e dal potenziamento degli impianti turistici di San Bernardino. L'agricoltura e l'allevamento del bestiame hanno tuttavia mantenuto una notevole rilevanza; diversi alpeggi sono tuttora caricati con bovine, capre, pecore, maiali. M. Ŕ stato fino al 1972 capolinea della ferrovia Bellinzona-M., inaugurata nel 1907.


Bibliografia
– G. Schneider-Schnekenburger, Churrńtien im FrŘhmittelalter, 1980, 97 sg.
Archńologie in GraubŘnden, 1992, 22-25, 92-96

Autrice/Autore: Cesare Santi