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Innerferrera

Com. GR, circ. Schams, distr. Hinterrhein; (1556: Canicül; rom. Calantgil). Villaggio agglomerato sul Reno di Avers, fino al 1837 unito ad Ausserferrera. Pop: 57 ab. nel 1808, 106 nel 1850, 52 nel 1880, 55 nel 1900, 67 nel 1950, 286 nel 1960 (costruzione della diga), 49 nel 2000. L'insediamento fu creato dall'XI sec. da pop. di origine rom. La sovranità territoriale in tutto lo Schams fu detenuta dalla diocesi di Coira, poi dai von Vaz, dai von Werdenberg e, dal 1456 fino alla vendita della valle nel 1458, nuovamente dal vescovo. La prima chiesa fu costruita prima della Riforma (patrono sconosciuto, adesione alla Riforma prima del 1538), mentre la chiesa attuale data del 1834. Fino al XX sec. accanto all'allevamento si praticò l'estrazione e la fusione di minerali di ferro (insediamento di minatori austriaci). Fino al 1851 I. fu una vicinia della giurisdizione di Schams e formò una corte di bassa giustizia (civile) con Ausserferrera, Andeer e Pignia. I contatti con l'Italia avvenivano attraverso il passo del Niemet (esportazione di prodotti da bottaio); il contrabbando fu praticato fino a dopo la seconda guerra mondiale. La strada della valle venne realizzata nel 1890-95. Dalla rettifica dei confini con l'Italia (1962-63), la diga delle Forze motrici di Hinterrhein nella valle di Lei costituisce un'exclave del com. La proporzione degli ab. di lingua rom. è in netto calo (22% nel 1980, 4% nel 2000).


Bibliografia
MAS GR, 5, 1943, 203-208
– H. Stäbler, «Bergbau im Schams, im Ferreratal und im vorderen Rheinwald», in JHGG, 106, 1976

Autrice/Autore: Jürg Simonett / cne