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Lumbrein

Com. GR, circ. Lumnezia, distr. Surselva (fino al 2000 distr. Glenner); (verso il 850, secondo una copia del XVI sec.: in villa Lamarine; 1231: de Lumarins). Com. di lingua rom. nella parte posteriore della val Lumnezia, comprende il villaggio di L. (a 1405 m), le frazioni di Sogn Andriu e Nussaus lungo la strada principale per Vrin, e, dall'altra parte del Glenner, Surin, Pruastg e Silgin (a ca. 1245 m). Le frazioni di Molina e Curtinatsch sono state abbandonate attorno al 1750, Farglix attorno al 1900. Pop: 529 ab. nel 1850, 531 nel 1900, 475 nel 1930, 584 nel 1950, 399 nel 2000.

1 - Crestaulta presso Surin

Crestaulta è un importante insediamento dell'età del Bronzo sul terrazzo di una collina a ca. 300 m a ovest di Surin. Scoperto nel 1935, fu in parte riportato alla luce da Walo Burkart (1935-38). Sono attestate tre fasi di colonizzazione. Nello strato inferiore del Bronzo antico (ca. 2000-1700/1600 a.C.) sono stati ritrovati numerosi fori per pali di semplici costruzioni in legno con focolari (capanne di ca. 6,5 per 4 m). Alla seconda fase, probabilmente già della media età del Bronzo (1700/1600-1500/1400 a.C.), risalgono diverse costruzioni con muri a secco, in parte massicce, che tuttavia non presentano fondamenta ben delineate. Sono stati rinvenuti anche numerosi focolari, una sorta di piccola cava a pianta circolare, resti di un forno per la ceramica e tracce di oggetti bruciati. Nello strato superiore, databile nella media età del Bronzo (1500/1400-1300 a.C.), sono state trovate tra l'altro tracce di focolari, di acciottolato e di un pavimento in legno. Gli scavi hanno inoltre fatto emergere oggetti in ceramica attribuibili alla cosiddetta civiltà alpina del Bronzo (in precedenza chiamata civiltà di Crestaulta), oltre a utensili in bronzo (falci, asce, pugnali, spille), oggetti in pietra e in osso, sementi carbonizzate, resti ossei animali e resti metallici. Sul piano dell'appartenenza culturale e della posizione topografica vi sono paralleli con l'insediamento dell'età del Bronzo sul Padnal (com. Savognin). Nei campi di Cresta Petschna, a 150 m da Crestaulta, è stata rinvenuta nel 1947 una piccola necropoli con almeno 11 tombe a incinerazione della prima e media età del Bronzo; anche in questo sito gli scavi furono eseguiti da Walo Burkart (1947-48). L'inventario degli scavi (spille, pendenti, braccialetti) fa suppore che si trattasse di tombe femminili. Un legame con l'insediamento di Crestaulta è molto probabile.

Autrice/Autore: Jürg Rageth / cne

2 - Comune

Nel primo ME L. costituì parte del patrimonio regio franco. I coloni walser e bleniesi, giunti nel tardo ME, si insediarono soprattutto sulla sponda destra del Glenner e assimilarono la cultura rom. Tra le curtes di loro proprietà e L. sorsero frequenti liti per i diritti di sfruttamento. Feudo vescovile, attorno al 1350 L. fece parte del baliaggio dei signori von Belmont, dopo il 1371 di quello dei von Lumbrein, dal 1390 di quello dei de Sacco-Mesocco. Dal 1395 è menz. quale parte del com. giurisdizionale di Lumnezia. I diritti vescovili furono riscattati nel 1538. La chiesa di S. Martino, appartenente alla parrocchia di Pleif (S. Vincenzo), fu elevata a parrocchia autonoma tra il 1345 e il 1452. L'attuale chiesa parrocchiale fu costruita nel 1646. Com. rurale tradizionale, il numero di aziende agricole a L. dagli anni 1950-60 è tuttavia in forte diminuzione. Una ricomposizione parcellare integrale ebbe luogo tra il 1976 e il 2005. Dopo il 1970 si è registrato un timido sviluppo del turismo. Nel 2000 il 90% della pop. era di lingua rom. Il com. figura nell'inventario degli insediamenti sviz. da proteggere.

Autrice/Autore: Adolf Collenberg / cne

Riferimenti bibliografici

Bibliografia