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Tinizong

Ex com. GR, circ. Surses, distr. Albula; (ca. 280: Tinnetione; ted.: Tinzen). Situato lungo la strada dello Julier, dal 1998 fa parte, con Rona, del com. di T.-Rona. Pop: 413 ab. nel 1850, 408 nel 1900, 409 nel 1950, 281 nel 1990. Nell'Itinerarium Antonini Ŕ indicato come una stazione lungo la strada romana del passo del Settimo (Tinnetione) e dal ME al XIX sec. fu una sosta della corporazione dei trasportatori (Porten) dell'Oberhalbstein. Curtis regia in epoca carolingia, nel ME disponeva di tre torri difensive nel frattempo scomparse. Fu sede dei signori di T. e von Marmels. La chiesa di S. Biagio, menz. la prima volta nel 1180, fu dotata di un altare ad ante in stile tardogotico in occasione della ristrutturazione del 1512. Un incendio devast˛ il villaggio nel 1610. La chiesa venne ricostruita nel 1663 dai cappuccini, presenti a T. dal 1634. Dall'etÓ del Bronzo alla seconda guerra mondiale, nella val d'Err furono estratti minerali di manganese, tra cui le varietÓ rare di tinzenite, parsettensite e sursassite. In origine basato sull'agricoltura e sulle entrate accessorie del settore dei trasporti, all'inizio del XXI sec. T. ospitava alcune piccole imprese, due alberghi, una vasta superficie con residenze secondarie e, dal 1953, la centrale di Marmorera delle Forze motrici della cittÓ di Zurigo. Sul piano ecclesiastico T. e Rona rimasero separate anche dopo la fusione dei due com.


Bibliografia
MAS GR, 3, 1940, 303-313
– G. N. Spegnas, źTinizong╗, in Igl Noss Sulom, 43, 1964
– P. Jegher, źLas minieras da Tinizong╗, in Annalas, 101, 1988, 83-95

Autrice/Autore: Gion Peder Th÷ni / lta